25-02-2007-Quaresima-C-dom1

25/02/2007 – QUARESIMA – ANNO C – 1 DOMENICA – 2007

Preparazione alla celebrazione della messa.

1ª DOMENICA DI QUARESIMA.
Anno C – 25 Febbraio 2007

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE.

TESTI

Antifona d’Ingresso Sal 90,15-16
Egli mi invocherà e io lo esaudirò; gli darò salvezza e gloria, lo sazierò con una lunga vita.

Colletta
O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Per il nostro Signore…

Anno C:
Signore nostro Dio, ascolta la voce della Chiesa che t’invoca nel deserto del mondo: stendi su di noi la tua mano, perché nutriti con il pane della tua parola e fortificati dal tuo Spirito, vinciamo con il digiuno e la preghiera le continue seduzioni del maligno. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo.. .

Prima Lettura Dt 26,4-10
Professione di fede del popolo eletto.

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO
Mosè parlò al popolo, e disse: «Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore tuo Dio e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore tuo Dio: Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, e ci condusse in questo luogo e ci diede questo paese, dove scorre latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato. Le deporrai davanti al Signore tuo Dio e ti prostrerai davanti al Signore tuo Dio».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 90
RESTA CON NOI, SIGNORE, NELL’ORA DELLA PROVA.
Tu che abiti al riparo dell’Altissimo / e dimori all’ombra dell’Onnipotente,
dì al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, / mio Dio, in cui confido». R/
Non ti potrà colpire la sventura, / nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli darà ordine ai suoi angeli / di custodirti in tutti i tuoi passi. R/
Sulle loro mani ti porteranno / perché non inciampi nella pietra il tuo piede.
Camminerai su aspidi e vipere, / schiaccerai leoni e draghi. R/
Lo salverò, perché a me si è affidato; / lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e gli darò risposta; / presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso. R/

Seconda Lettura Rm 10,8-13
Professione di fede di chi crede in Cristo.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, che dice la Scrittura? “Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore”: cioè la parola della fede che noi predichiamo. Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
Dice infatti la Scrittura: “Chiunque crede in lui non sarà deluso”. Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l’invocano. Infatti: “Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato”.

Canto al Vangelo Mt 4,4
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo Lc 4,1-13
Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

DAL VANGELO SECONDO LUCA
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «E’ stato detto: “Non tenterai il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.

Sulle Offerte
Si rinnovi, Signore, la nostra vita e col tuo aiuto si ispiri, sempre più al sacrificio, che santifica l’inizio della Quaresima, tempo favorevole per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Egli consacrò l’istituzione del tempo penitenziale con il digiuno di quaranta giorni, e vincendo le insidie dell’antico tentatore ci insegnò a dominare le seduzioni del peccato, perché celebrando con spirito rinnovato il mistero pasquale possiamo giungere alla Pasqua eterna.
E noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo senza fine l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo il Signore.. .

Antifona alla Comunione Lc 4,8
«Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai».

Oppure: Sal 90,4
Il Signore ti coprirà con la sua protezione sotto le sue ali troverai rifugio.

Dopo la Comunione
Il pane del cielo che ci hai dato, o Padre, alimenti in noi la fede, accresca la speranza, rafforzi la carità, e ci insegni ad avere fame di Cristo, pane vivo e vero, e a nutrirci di ogni parola che esce dalla tua bocca. Per Cristo nostro Signore.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo Ordinario – Anno C – ..ª Domenica – ../../.…); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:

FU TENTATO COME TUTTI, HA VINTO COME NESSUN ALTRO.
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
In questa celebrazione quaresimale, tempo sacro riservato alla nostra conversione, chiediamo al Padre di «conoscere il mistero di Cristo»: “Concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen”. Chiediamo di fare esperienza profonda di lui attraverso la sua Parola, mediante lo Spirito Santo, per la salvezza e la gloria in una sazietà di vita.
Grande dono è il tempo, specie questo tempo quaresimale, segno o mezzo e strumento del nostro cammino di «conversione». Dio stesso ci accompagna, ci sorregge e ci guida in questo cammino di cinque tappe in cinque domeniche successive: Gesù vittorioso sulle tentazioni (1ª domenica); Gesù che si trasfigura (2ª dom.); Gesù che chiede al Padre di lavorare ancora un anno intorno al fico infruttuoso (3ª dom.); Gesù che rende presente il Padre buono verso il figlio prodigo (4ª dom.); Gesù che perdona e congeda l’adultera (5ª dom.).
Oggi lo Spirito ci predispone ad ascoltare e conoscere la storia della nostra «vittoria» su ogni tentazione, nel Signore Gesù.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo quindi la Parola, e aderiamo all’azione dello Spirito Santo.

Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
IN CRISTO ANCHE NOI SIAMO TENTATI, E IN CRISTO ANCHE NOI VINCIAMO.
Gesù è l’unico fra tutti gli uomini che esce vincitore contro ogni tentazione in tutta la storia della umanità. A lui ci aggrappiamo, in lui rimaniamo, come lui stesso ci esorta: “rimanete in me come tralci nella vite (Gv 15)”, per uscirne vincitori. E Gesù provvede che conosciamo la sua storia di vincitore (vangelo: Lc 4,1 13), perché siamo facilitati ad aderirgli, e perché possiamo sperimentarlo attraverso la Parola (cfr la 2ª lettura), la liturgia e la vita, da che è l’unico a saper leggere correttamente la parola di Dio contro il diavolo tentatore.
La vita di Gesù è un viaggio dalla Galilea a Gerusalemme. Tre tentazioni sono la sintesi di ogni tentazione. Figlio di Dio, obbediente alla volontà del Padre, con una retta conoscenza della Parola, Gesù sa superare le tentazioni che il primo figlio di Dio, Israele, non ha vinto ed è caduto. In Cristo il nuovo Israele, la chiesa, tutta l’umanità, tentata, esce vittoriosa, per la preparazione di una catechesi come quella del Battista, con al centro la persona del Signore Gesù, che la battezza, cioè immerge in se stesso (Lc 3); e con lui, atleta modello, la chiesa, noi tutti sue membra, l’umanità tutta, siamo vittoriosi su tutte le contrarietà che affrontiamo a causa della fede in Gesù (Lc 4).
Come Israele è guidato nel deserto dallo Spirito di Javè, simboleggiato da una colonna di nubi (cfr Is 63,11-14); così «Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto» (vangelo); così la comunità di Gesù, la chiesa, piena di Spirito Santo, parte dalla Pentecoste verso tutto il mondo. Gesù incontra il diavolo che lo mette alla prova: “Dato che sei Figlio di Dio”, come il Padre ti ha dichiarato al Battesimo nel Giordano, tu sicuramente puoi rendere facili le cose e fare una vita beata. Non è il caso che tu dipenda dai pareri di Dio e dalla sua visione della realtà, come un bambino; tanto meno è bene che tu insegni ai discepoli a essere dei menomati, incapaci di governarsi da soli. – Il diavolo tenta Gesù non nel senso di distoglierlo da Dio inducendolo al male, ma di suggerirgli che c’è un modo molto più semplice, diretto ed efficace per arrivare al suo scopo. L’inganno starebbe nel fatto che Gesù dovrebbe fare qualcosa in nome di Dio senza condividere il segreto di Dio e quindi contro Dio. Ma Gesù non cerca qualcosa per sé, bensì il vero bene del genere umano, come il Padre vuole. Gesù risponde a satana accettando totalmente la logica dell’amore di Dio, rivolgendosi al Padre e dicendo: “Padre, non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Lc 22,42); “Nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23,46; Sal 31,6); e insegnando ai discepoli a pregare il Padre, perché non ci abbandoni alla tentazione, come non ha abbandonato Gesù. Satana si ritira. Ma non si dà per vinto. «Proverà» di nuovo durante la passione, in particolare nella persona della folla, dei capi, dei soldati sotto la croce, e perfino di un crocifisso con accanto a Gesù: “Se tu sei il Figlio di Dio, scendi ora dalla croce”, “salva te stesso e anche noi”. Ma Gesù è fedele nella via dell’amore; satana è vinto definitivamente: Gesù lo vede cadere come una folgore; lo dice proprio ai discepoli che di ritorno dalla loro missione gli riferiscono di aver visto satana sottomesso a loro (cfr Lc 10,18).
Le tentazioni di Gesù sono le tentazioni di ogni persona. Non siamo fatti solo di materia, non ci nutriamo solo di pane; abbiamo bisogno di Dio: della sua Parola, del suo Spirito. Non ci bastano neppure la potenza e la gloria umane; desideriamo la Potenza e la gloria dell’amore infinito di Dio. Le otteniamo da Dio se l’accogliamo nella grandezza delle sue proposte; Dio ci aiuta se non lo riduciamo all’impotenza del nostro limite, ma lo lasciamo sempre oltre i nostri pensieri (Is 55,8s).
Gesù che muore e risorge per noi sta così al centro del nostro cammino di fede: in Gesù, nostro Capo, noi siamo tentati e usciamo vittoriosi. In questa piena adesione del Figlio e di tutti noi nel Figlio si compiace il Padre. Il riverbero di questo compiacimento del Padre per il Figlio che sa bene interpretare la sua Parola, la sua volontà contro il diavolo, per se stesso e per tutti noi e starle fedele, lo vedremo la prossima domenica nel Figlio che si trasfigura.

Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
ISRAELE NON HA VINTO LE TENTAZIONI PERCHÉ GESÙ NON ERA ANCORA VENUTO.
Viene Gesù e noi in lui possiamo vincere, perché Gesù è Dio che con il Padre e lo Spirito Santo chiama i Patriarchi, libera Israele dall’Egitto, dona la terra cioè la patria libera (Dt 26,4 10), che alla fine è Gesù stesso. Dio in Gesù allora entra definitivamente nella nostra storia che rimane trama di vicende umane fragili e pesanti, ma diventa anche luogo della Parola di Dio, della Rivelazione definitiva e della Risposta «vittoriosa» dell’uomo a Dio Padre in Cristo. E la storia diventa un «credo in Dio» che opera nella storia e fa bene ogni cosa.
Anche l’offerta delle primizie, allora, già nota alla maggior parte delle religioni come esigenza di gratitudine, è accompagnata da un’esplicita professione di fede in Dio, vigile e fedele liberatore del suo popolo. Una pratica religiosa diventa relazione personale con Dio, e il fatto della liberazione dall’Egitto, dove Giacobbe, «arameo errante» è entrato, e da dove Giacobbe divenuto Israele è uscito, cioè l’esodo, diventa il centro del culto a Dio in tutta la storia d’Israele; e si fa memoria di quell’evento fondatore, come oggi si fa memoria della Pasqua di Cristo, nuovo esodo definitivo, fonte e culmine della liturgia cristiana.

Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
ENTUSIASTI DI ESSERE IN CRISTO, ACCLAMIAMO: RESTA CON NOI NELLA PROVA.
Gesù-Dio, nostro rifugio, nostra fortezza, nostro difensore, con noi nella prova come vincitore, suscita in noi un grido di esultanza e di gratitudine: “Resta con noi, Signore, nell’ora della prova (90, 1-2; 10-11; 12-13; 14-15). E i membri dell’assemblea trovano che le parole del salmista sono adatte a esprimere i loro sentimenti di entusiasmo, suscitati dallo Spirito datore di vita, e cantano: “Tu che abiti al riparo dell’Altissimo / e dimori all’ombra dell’Onnipotente, / dì al Signore: “Mio rifugio e mia fortezza, / mio Dio, in cui confido». Coscienti di essere vincitori in Cristo, diciamo: “Non ti potrà colpire la sventura, / nessun colpo cadrà sulla tua tenda. / Egli darà ordine ai suoi angeli / di custodirti in tutti i tuoi passi. / Sulle loro mani ti porteranno / perché non inciampi nella pietra il tuo piede”. – Parole citate fin qui anche da satana per convincere Gesù a usare e non servire la fiducia del Padre. Ma satana non ha continuato a citare ciò che segue, e che invece descrive ciò che Gesù ha fatto contro di lui: “Camminerai su aspidi e vipere, / schiaccerai leoni e draghi”. Gesù resiste a satana scegliendo il Padre che dice: “Lo salverò perché a me si è affidato; / lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome”. Anche a ciascuno di noi poi Gesù insegna a pregare in sua persona il Padre, dicendo: “Non ci indurre in tentazione”, perché si attui la promessa del Padre al Figlio, capo con tutte le sue membra, ogni uomo, tutta l’umanità: “Mi invocherà e gli darò risposta; / presso di lui sarò nella sventura, / lo salverò e lo renderò glorioso”, come Gesù mio Figlio.

Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
CHIUNQUE INVOCA IL NOME DEL SIGNORE SIA EBREO O GRECO NON SARÀ DELUSO
Quello che annunciava il testo del Deuteronomio, 30,11-14: “Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica”, questo comando di pregare il Padre e non satana, trova il suo compimento inatteso in Gesù (cfr 2ª lettura: Rm 10,8-13). Il Verbo di Dio venuto nel mondo, muore, risorge, resta vicino a chiunque crede in lui. È mediante la fede nel Cristo che noi siamo salvati. La chiesa ha sempre avuto cura che il centro della fede cristiana sia unicamente Gesù Cristo, morto e risorto. Contro chi segue «le proprie pretese visioni, gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale (tentazioni di vanità), senza essere stretto invece al capo» (Col 2,18s), la chiesa afferma: «È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità» (Col 2,9); e contro la «tentazione del potere» dottrinale, la chiesa dichiara che alcuni si sono «volti a fatue verbosità, pretendendo di essere dottori della legge, mentre non capiscono né quello che dicono, né alcuna di quelle cose che danno per sicure» (1Tim 1,6s). Per questo celebriamo il credo, professione della nostra fede in Cristo Gesù, morto e risorto, desiderosi di fare esperienza profonda di lui, attraverso «la sua Parola sulle nostre labbra», ora nella liturgia e poi nella vita.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
«Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio», per questo desideriamo fare esperienza dei doni soprannaturali che ci vengono offerti in Cristo. Presentiamo al Signore i nostri doni, dicendo anche noi gli Israeliti davanti all’altare: “Sii benedetto, Signore: tu ci hai elargito questo pane e questo vino, frutti della terra che hai affidato al lavoro degli uomini; noi li presentiamo a te come primizie del nostro raccolto e te li offriamo in ringraziamento. Siano a te consacrati e diventino per noi il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo”. E ti preghiamo: “Si rinnovi, Signore, la nostra vita e col tuo aiuto si ispiri, sempre più al sacrificio, che santifica l’inizio della Quaresima, tempo favorevole per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen”.

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:

«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, egli è la mano che tu stendi su di noi nel deserto di questo mondo.
“Egli consacrò l’istituzione del tempo penitenziale con il digiuno di quaranta giorni, e vincendo le insidie dell’antico tentatore ci insegnò a dominare le seduzioni del peccato, perché celebrando con spirito rinnovato il mistero pasquale possiamo giungere alla Pasqua eterna”.

Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: Gesù, presente, ci nutre con il pane della parola e del suo corpo, mediante il suo Spirito Santo che ci trasforma e ci unisce in un solo corpo.

Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù: rinnova la nostra vita, alimenta in noi la fede, accresce la speranza, rafforza l’amore, che aprendoci agli altri, ci fa vincere ogni tentazione imperniata nel nostro io.

Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo; trionfatore delle insidie e delle seduzioni del Maligno, ci rende in grado di celebrare la sua pasqua Per la salvezza del mondo.

«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, da tutta l’umanità che solo a te si prostra, te solo adora per Cristo nello Spirito Santo.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Il Signore Gesù ha sperimentato come noi la fame nel deserto, ha vinto la tentazione, ha affondato il Male. Con lui, chiediamo al Padre di darci il suo pane e renderci forti contro le tentazioni del Maligno, dicendo anche noi: «Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai».
Il Signore ha accettato l’offerta del nostro pane e del nostro vino; alla sua tavola ce li restituisce trasformati nel Corpo e Sangue di Cristo. Così «il Signore ti coprirà con la sua protezione, sotto le sue ali troverai rifugio». Per questo noi lo preghiamo: “Il pane del cielo che ci hai dato, o Padre, alimenti in noi la fede, accresca la speranza, rafforzi la carità, e ci insegni ad avere fame di Cristo, pane vivo e vero, e a nutrirci di ogni parola che esce dalla tua bocca. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
Entrati nella quaresima cercando di ascoltare la Parola di Dio, sappiamo che soltanto la Parola può vincere in noi gli egoismi e le seduzioni della ricchezza e del potere. Per metterci al servizio del Grande Servo di Dio, Gesù, andiamo nella sua pace.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2). Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La vittoria:
nella chiesa prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
vittoria, delle creature bisognose di tutto, eppure saziate;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
vittoria, del popolo protetto, liberato e introdotto nella vita libera;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
vittoria, definitiva nel Figlio di Dio sul diavolo tentatore.
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
vittoria, di liberazione, redenzione, santificazione in Gesù.
font color=blue>completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
vittoria, di tutti quanti si prostrano al Signore e lui adorano.

Preghiamo:
Padre, che non di solo pane nutri i tuoi figli, ma di ogni parola che esce dalla tua bocca; resta con noi nell’ora della prova. Per Cristo nostro Signore. Amen.

In sintesi, dalle letture di oggi abbiamo queste realtà:
1. Il diavolo c’è; 2. Il diavolo tenta; 3. Il diavolo è astuto; 4. Ma Gesù lo vince; 5. Gesù continua a vincerlo in noi; 6. Gesù in noi mediante l’eucaristia, dono di se stesso; 7. Gesù si dona «a» chi gli aderisce e «mediante» chi gli aderisce; 8. Ascoltando la sua parola; 9. Rispondendo come la parola gli suscita nel cuore (preghiera Eucaristica); 10. Grazie, Padre: mio Dio, mio tutto.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).