25-03-2005-ViaCrucis-2°stazione

25/03/2005 – TRIDUO P .- VIA CRUCIS – II stazione – 2005

II Med.
I Sentimenti di Cristo Gesù.

Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
il giusto mio servo giustificherà tutti, egli si addosserà la loro iniquità (cfr Is 53,3.11b).
Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: “Chi cercate? ”. Gli risposero: “Gesù, il Nazareno”. Disse loro Gesù: “Io Sono!”.
Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse “Io Sono”, indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: “Chi cercate? ”. Risposero: “Gesù, il Nazareno”. Gesù replicò: “Vi ho detto che Io Sono.
Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano”. Perché s’adempisse la parola che egli aveva detto: “Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato” (cfr Gv 18,4-9).
Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro da possedere solo per sé la sua uguaglianza con Dio; ma svuotò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato (cfr Fil 2,5-9).

Oggi venerdì santo sta davanti a noi la croce. Dolori? Patimenti? O sentimenti! Gesù ha portato sulla terra i sentimenti di Dio, sentimenti di bene e non dolori. Dio non vuole che noi soffriamo.
Proprio la passione di Gesù inizia così: “Ho tanto desiderato mangiare questa pasqua con voi”. “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e quanto vorrei che fosse già acceso. Ho un battesimo che devo ricevere e quanto vorrei che fosse già avvenuto!”. E Gesù si immerge nell’amore del Padre verso di noi. Una passione di amore fin dall’inizio che impronta tutti i momenti della passione che gli uomini fanno subire a Gesù, che prega: “Se possibile passi da me questo calice”.
Paolo allora parla di sentimenti: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti” che Gesù aveva, non dice: Abbiate le stesse idee teologiche …, gli stessi principi morali…, ma: “Abbiate gli stessi sentimenti..”. Nella passione, vangelo di Gesù, abbiamo i sentimenti di Gesù.

C’è un uomo che sa di essere ammazzato. Lo faranno fuori, eppure dichiara: “Sono Figlio di Dio”. “Tu l’hai detto”. Il sentimento di Gesù è dunque un grande rispetto per la verità e per se stesso.
Dichiara la verità: Uno di voi mi tradirà. Tutti gli domandano: “Sono forse io?”. Anche Giuda: “Maestro, sono forse io?”. E Gesù: “Tu lo dici”. Non una parola di più: Gesù non minaccia vendetta.. Cosa prova Gesù? Ha un profondo rispetto anche verso chi sta sbagliando. Bisogna fare il possibile come Gesù per aiutare gli altri, ma con il massimo rispetto e libertà.

Al Getsemani: Gesù e il Padre sono una cosa sola. Allora Dio gli basta? Gesù ha un sentimento di solitudine: cerca gli amici; è uomo. Ha una risposta negativa da parte dei discepoli, non ha la risposta affettiva che si aspettava nel momento della fatica e del bisogno. Cosa dice allora? Semplicemente: Alzatevi andiamo.

“Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù”: sentiamo che come fa Gesù è bello, perché come battezzati li abbiamo anche noi questi sentimenti, Gesù ci ha ottenuto la capacità di vivere la nostra umanità come lui l’ha vissuta, e questo sempre, in ogni circostanza, a condizione che rinnoviamo il segno della croce, cioè la nostra adesione a Gesù e lo lasciamo vivere in noi. Paolo dice: Non avete ricevuto i suoi sentimenti? E allora: Abbiate i suoi sentimenti…!

Nella passione sappiamo quello che Gesù-Dio ha fatto per non essere Dio lui solo, ma per condividere con gli altri il suo “essere Dio”. L’opposto di Adamo! E allora a Gesù è toccato anche di soffrire fisicamente e intimamente, ma l’amore ha trasformato la sua sofferenza; l’opposto di Adamo.
Signore Gesù, fa’ che in te accogliamo come te anche la sofferenza per amore verso gli altri.