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25/04/2012 – T. PASQUALE – ANNO B – DOMENICA 2 – ANIMATORI –


Buona continuazione di Festa Pasquale che dura 50 giorni solari, per trovare 50 aspetti o segni del Risorto in mezzo a noi.
Il miglior modo di celebrarla è “la parola di Dio nella liturgia”.

Annuncio per chi desidera essere inserita/o in “skype”:
gentile signora/re, ritengo onesto dire chiaramente che contatto chiunque, a una condizione, legata alla scelta che abbiamo fatto: spendere il dono del tempo a rileggere quotidianamente il messalino mensile “Insieme Nella Messa” (trovi in qualunque libreria) con qualunque mezzo, che tutti possono e sono ufficialmente invitati a fare, cfr Preparazione e Celebrazione delle Feste Psquali, 13 (PCFP). Puoi avere un’idea dal sito: www.spreaker.com, (ripeti la parola “spreaker” in google, cerca. Sulla 1ª pagina, 1ª riga, clicchi e si apre una pag.; in alto a sin. “cerchi”: “insieme nella messa”. Si apre subito sotto: insieme, silvano, spiritualità, su sfondo verde. clicchi e si apre la pag. con la lista delle trasmissioni, che tutti imparano poi a fare: si potrebbe chiamare “radio Gesù”, su “radWeb”). Grazie per avermi chiamato. attendo risposta via chat. silvano. Di nuovo, auguro buona continuazione della festa pasquale.

INCONTRO ANIMATORI di GRUPPI LITURGICI PARROCCHIALI
Piedimulera (VB) –2° sab. 14 aprile 2012 – 2ª Dom. di Pasqua Anno B – Istituzione del GIORNO DEL SIGNORE e festa della DIVINA MISERICORDIA. Traccia.

VANGELO (Gv 20,19-21). Otto giorni dopo venne Gesù, stette in mezzo, disse: “Pace a voi!”.-“Mio Signore e mio Dio”. -“Beati quelli che hanno creduto”.
La seconda domenica di Pasqua ha sempre lo stesso brano evangelico (Gv 20,19-31). È la conclusione della penultima edizione del Vangelo (Poco dopo è aggiunto il cap. 21). Sono di capitale importanza i versetti seguenti: “Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome”. Il Vangelo non è biografia di Gesù né “racconti stupefacenti” del suo trionfo; ma avvio alla fede, invito ad ascoltare su un piano di fede: sono scritti alcuni segni compiuti da Gesù perché il lettore vi colga il segno e ‘creda’ (vv.30 3s).
Due incisi di tempo dividono il brano evangelico in due parti, con un’aggiunta su Tommaso in ciascuna parte: in rapporto agli altri apostoli, nella I parte; in rapporto a Gesù, nella II parte. “La sera di quel giorno” (v. 19): domenica sera, I parte. “Otto giorni dopo” (v. 26): ottava di Pasqua, II parte.
“Otto giorni dopo” esprime un ritmo settimanale di incontri del Cristo risorto con la comunità dei suoi discepoli, una volta alla settimana, fino a tutto il 600 d.C., come il primo giorno della risurrezione, dal sabato sera alle prime luci della domenica, 52 volte all’anno. Il passaggio da sabato ebraico a domenica, poi, dice la novità dell’evento cristiano, determinato dalla risurrezione di Gesù Cristo. Due apparizioni del risorto in due domeniche successive: il giorno stesso della risurrezione (v.19) e “otto giorni dopo” (v.26), fissano l’avvio celebrativo eucaristico settimanale su-accennato.
Gesù appare ai suoi e dona la “sua” pace.
«Il Risorto è la pace: la vera realizzazione dell’uomo” (cf Ef 2,14), modello e causa dell’uomo nuovo: ogni uomo mediante la chiesa di Cristo può raggiungere e relazionarsi al Risorto, non più legato a tempo e spazio: il Padre manda il Figlio che testimonia la verità del suo amore verso l’uomo senza limiti nella morte e risurrezione presente e propagante in tutti.
Il dono dello Spirito è un gesto che attua la nuova creazione: soffio vitale infuso (Gen 2,7) dal Creatore nell’uomo fatto da terra.
L’uomo nuovo porta lo stesso Spirito vitale del Risorto: opera in lui, vince ogni male, realizza il perdono dei peccati che “saranno perdonati”; sottinteso “da Dio”.
Gesù appare a tutta la sua comunità. Tommaso è tipo di ognuno, in quanto cresce nella fede.
Desideroso di autenticità, Tommaso: = Gemello o Simile, passa dal “doppio” (dubbioso, incerto) alla chiara adesione: ad essere Simile per fede a Gesù, lasciandosi conformare a lui, e Simile a ciascuno di noi, che vuol fare lo stesso cammino di crescita nella fede in Cristo Gesù.
La 2ª domenica di Pasqua è caratterizzata appunto da questo incontro di Tommaso con Gesù, detta: “Domenica di Tommaso” nella liturgia ortodossa.
“Otto giorni”, dopo la risurrezione di Gesù e dopo il primo incontro di Gesù con gli apostoli ha luogo l’incontro di Gesù con Tommaso e costituisce il vertice del cammino di fede dei discepoli. In un 1° momento, Tommaso ha difficoltà ad accettare lo straordinario evento dell’incontro di Gesù con gli apostoli; ma, incontrando, poi, lui stesso il Risorto e vedendolo con piaghe che non lo uccidono più, riconosce Gesù come il suo Signore e il suo Dio: “Mio Signore e mio Dio!”, soggiunge. E Gv trova in Tommaso la “professione di fede” più alta nel Nuovo Testamento.

PRIMA LETTURA.“Un cuore solo e un’anima sola”. In questo tempo di Pasqua la I lettura non è presa dall’antico testamento, ma dagli Atti degli Apostoli. In questa 2ª domenica di Pasqua o: “Della Divina Misericordia”, come l’ha voluta chiamare il beato Giovanni Paolo II, questa domenica, ottava di Pasqua di risurrezione, con la nuova nota di “Misericordia”, il brano degli Atti degli Apostoli ci propone un sommario sulla vita e sulle caratteristiche della Chiesa apostolica: “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti era «un cuore solo ed un’anima sola». Si può notare il contrasto tra «tante persone» e «un cuore solo», prima dei soli 11 apostoli, poi, d’una “moltitudine”: persone divenute credenti, sono state unificate, raccolte in un corpo solo, con “un cuore solo e un’anima sola”; cioè, erano concordi e unanimi. Sono aggettivi che noi abbiamo creato partendo da questa immagine. La concordia e l’unanimità dicono una coesione forte di persone diverse che sono unite. Ed ecco il segno: Nessuno considerava «sua proprietà» ciò che apparteneva a lui, ma fra di loro «tutto era in comune»; non solo le cose o i possessi economici, ma tutto! Erano strettamente uniti fra di loro. Era una famiglia, in cui i beni di ciascuno erano a disposizione anche degli altri. Gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; tutti godevano di un grande favore. In queste grandi unità c’è una forte testimonianza apostolica. I discepoli di Gesù raccontano ciò che hanno visto: l’esperienza propria. Danno la garanzia di avere incontrato il Risorto. Garantiscono con forza che Gesù aveva ragione, perché quello che egli aveva detto era autentico, egli è il Liberatore dell’umanità: Colui che ha cambiato il cuore dell’uomo. Godevano di grande favore perché facevano ciò che dicevano: la predicazione che annunciavano agli altri aveva un riscontro concreto nella condizione della comunità cristiana, dove nessuno era bisognoso; mettendo infatti insieme i loro beni, veniva poi distribuito a ciascuno secondo il bisogno.
Luca propone alle generazioni seguenti la comunità cristiana delle origini, modello di “condivisione”. Com’è descritta bene, com’è convincente quella piccola comunità di 10 fratelli che professano ad una voce a Tommaso: “Abbiamo visto il Signore”. Può ben vincere un mondo corrotto (2ª lettura), e dire:

SALMO RESPONSORIALE.“Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre”. Il cantore invita il popolo a “celebrare” il Signore. A ciascun motivo o fatto addotto il popolo risponde acclamando il ritornello: il suo hèsed (amore fedele) dura in modo continuato senza limite: “Il suo amore è per sempre”, come domenica scorsa, stesso lungo salmo 117, a strofe “scelte”: “Dica Israele”, “Dica la casa di Aronne”, “Dicano quelli che temono il Signore: questo è il giorno che ha fatto il Signore. Rallegriamoci in esso ed esultiamo”. “Il suo amore è per sempre”.

SECONDA LETTURA.“Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo” (seconda lettura).
Nella prima lettura non si legge l’antico testamento, nella seconda lettura non si legge l’epistolario Paolino, ma viene proposto un altro scritto apostolico. In questo anno B vengono proposti brani della prima lettera di San Giovanni apostolo. È un testo scritto alla fine del tempo apostolico, come un’interpretazione della stesura del Vangelo giovanneo: come una chiave di lettura per interpretare correttamente quanto l’evangelista aveva proposto: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio”. Il brano di questa domenica è preso dalla fine della lettera, che, quindi, non viene letta dall’inizio. È stata scelta questa finale perché è incentrata nel tema della fede, legato alla domenica di Tommaso: “Non essere incredulo, ma credente” (v.27); “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!” (v. 29); “Questi –segni- sono stati scritti perché crediate, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome” (v.31). L’autentica fede, dice l’apostolo Giovanni è ritenere che il Messia è il Signore Gesù. Alla fine del primo secolo era più facile affermare la divinità di Gesù che la sua umanità. Invece l’apostolo Giovanni afferma che è necessario accettare la concreta umanità di Gesù. Chiunque è stato generato da Dio, perché ha accettato Gesù, vince il mondo, e la vittoria che vince il mondo è la nostra fede: la nostra adesione totale all’uomo Gesù, vero figlio di Dio, vince il mondo, cioè, la struttura corrotta di questo mondo. L’evangelista Giovanni propone così la fede in colui che è venuto con l’acqua e con il sangue, riportando l’attenzione sul battesimo, dove l’acqua dello Spirito agisce in forza del sangue di Cristo, perché lo Spirito è la vita data da Gesù stesso. L’uomo Gesù ha perso la sua vita; quella vita l’ha data a noi: quella vita è il suo Spirito che ci è comunicato. Accogliendolo con fede, noi vinciamo la struttura corrotta del mondo.

“O Dio, in ogni Pasqua domenicale tu ci fai rivivere le meraviglie della salvezza; fa che riconosciamo il Signore risorto presente nell’assemblea dei fedeli” (Colletta).

RENDIAMO GRAZIE A DIO
per «l’Annuncio evangelico» in vari tempi e modi: P. Elia intercede perché obbediamo al Magistero di Cristo nella Chiesa;
per «la Celebrazione» in persona di Cristo: Don Mario ci guida e c’incoraggia con «umiltà e serietà»;
per «la Carità» di Dio effusa nei nostri cuori; la Sorella Noemi ci procura d’imitarla nel «buon profumo di Cristo».