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25/05/2003 – T. PASQUALE – ANNO B – 6 DOMENICA – 2003

SESTA DOMENICA DI PASQUA
Anno B – 25 maggio 2003

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vang.:
Se uno mi ama, osserva la mia parola,dice il Signore, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Alleluia.

Chi dimora in me, e io in lui, fa molto frutto.
L’Amore si espande: dalla famiglia di Dio alla famiglia umana, perché l’amore causa amore. Se uno mi ama, osserva la mia parola, il Padre mio lo ama, noi veniamo e dimoriamo da lui (vangelo). Su tutti si effonde il dono dello Spirito Santo (prima lettura). Dio ci ama per primo e genera in noi amore corrispondente (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farvi capaci di amarvi come io vi amo, e la vostra gioia è piena; nel simbolo dell’ospitalità reciproca.
L’Amore si diffonde dal Padre al Figlio. Ogni persona porta in sé un profondo Sentimento, una precisa Volontà di amore: tu, per esempio, sai “tutto quello che vorresti gli altri facciano a te” (Mt 7,12). In te questo preciso Sentimento, questa Volontà diventa Forza d’azione: ti spinge ad agire dall’interno, ti orienta a “fare agli altri tutto quello che vorresti sia fatto a te” (ibidem). E’ il Sentimento, è la Volontà di Dio in noi: è l’Amore Spirito Santo del Padre e del Figlio diffuso nei nostri cuori: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rom 5,5; cfr 2 Cor 1,22; Ef 2,22). Sua caratteristica è “diffondere” se stesso. Gesù lo spiega continuando a riflettere sulla vite in rapporto al vignaiolo e in rapporto ai tralci. L’Amore si diffonde dal Padre al Figlio: “Il Padre ha amato me”, dice Gesù. Prima viene il vignaiolo che pensa alla sua vite: in primo luogo c’è il rapporto di Amore fra Padre e Figlio. E’ l’Amore nella famiglia di Dio.
L’Amore dal Figlio si diffonde sui discepoli. “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi”. Siamo nel clima del Cenacolo: del dono di sé fino all’estremo, con il grembiule del servizio sempre addosso. Gesù fa il suo testamento. Prima di sottrarsi dalla loro vista, ripete ai suoi discepoli ciò che gli sta sommamente a cuore: lasciate che il mio amore di servizio e di gioia ai fratelli continui in voi. Il vangelo di oggi continua quello di domenica scorsa: Gesù ci ha parlato di sé come vite, e di noi discepoli come tralci destinati a dare il massimo frutto: un profondo legame, la massima intesa di Amore divino fra il Padre, lui, noi e gli altri. L’Amore della famiglia di Dio si espande fino alla vite intera: vite, tralci, frutti che sono gli altri tralci. Noi tralci non vediamo il vegnaiolo: il nostro primo rapporto immediato e sensibile è con la vite, Gesù. Conosciamo Dio Padre per mezzo di Gesù: Dio per noi è come Gesù. Lo dice Gesù stesso: “Chi vede me vede il Padre” (vedi domenica scorsa). Siete piantati nell’amore, dimorate nell’amore! “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi”: l’intera tua vita è un profondo legame con me, prolungamento del mio legame con il Padre. Come amo che il nostro amore giunga a te, così amo che in te rimanga e porti il nostro frutto di amore in te, in ciascuno verso gli altri, perché lo specifico dell’amore è espandersi. “Rimanete nel mio amore”: amando te, amo l’amore del Padre per te, i suoi interessamenti a tuo riguardo. Accogliendolo, tu ami in me l’amore del Padre per te: accogli e ami con piacere i suoi comandi a tuo riguardo; così dimori nel mio e nel suo amore. – Il verbo ‘rimanere, dimorare’, che risuona tante volte nel vangelo di oggi, come in quello di domenica scorsa, indica la reciproca, vitale comunione.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Quando Gesù parla così, i discepoli non sono amici, ma nemici e disertori. Ma Gesù vede solo il suo amore con il Padre per loro. Questo li trasforma in amici. Non c’è una gioia più grande, come non c’è un amore più grande di un Dio Padre, Figlio, Spirito Santo Amore, tutto a tua disposizione, quando sei ancora nemico; e diventi amico, mio amico, prolungamento del mio amore, per gli interessi del Padre in te nei riguardi di ciascuno. Il Padre mio è tutto per te, per ciascuno. Io lo so da sempre; e lo condivido pienamente; tu, come ciascuno, lo puoi constatare dalle mie opere e dalle mie parole: vi comunico tutto come ad amici; di mia iniziativa: Io “ho scelto” te e ciascuno, e continuo a farvi: a formare in voi il mio amore. La creazione non è finita, ma continua. Io faccio te, come la vite fa i tralci, sua estensione, e li sostiene; voi siete il prolungamento dell’Amore Spirito Santo del Padre e del Figlio; e portate in voi il “frutto” dell’Amore che non viene meno. L’amore tra il Padre e il Figlio è comunicato a voi, miei discepoli, per una “legge nuova”, riversata nei cuori, che è lo Spirito Santo.
L’Amore si diffonde dai discepoli ai discepoli. “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati”. Amore di donazione e conoscenza totale: come il Padre al Figlio così il Figlio ai discepoli. L’Amore chiama all’esistenza, chiama ad essere simili a Dio: come Dio. Unica vocazione per tutti (cfr I lettura)! Io rimango nell’amore del Padre che con me giunge a te, crea sintonia e va oltre. Il nostro amore in te suscita amore, che suggerisce sentimenti di bene e li trasforma in comandi: unico amore, unico comando gioioso; tanti suggerimenti interiori e tante piccole azioni esterne di bene per gli altri sono come tanti comandi dall’unico comando dell’amore interno, Spirito Santo. Con l’amore giunge a te la mia gioia, perché tutto questo è fonte di gioia. Quale gioia più grande di essere nell’amore, nella simpatia di Dio verso tutti: avere l’amore del Padre, l’amicizia del Figlio e lo stesso Amore, Dio, per tutti! I suoi interessi nei tuoi riguardi, diventano tuoi interessi nei riguardi di ogni persona. – Grandi sono le tue opere, Signore, mirabile il tuo agire su di noi.
Amatevi gli uni gli altri. Gli stessi interessi del Padre, che sono in me, sono in te, sono in voi e suscitano sentimenti di richiesta al Padre per gli altri: il Padre li raggiunge tramite te, come ora giunge a te tramite me: ecco l’amore degli uni verso gli altri, frutto e segno dell’amore di Dio per gli uomini. Questa è l’unica attività per cui sei fatta/o e vivi in Dio per sempre; rapporto di comunione oltre le regole: comunione con il Padre, per mezzo di me, suo Figlio, nello Spirito Santo. Ogni uomo può avere lo stile di Dio, cioè amare come lui ama. L’amore reciproco e la gioia vera sono il distintivo dei discepoli, dei cristiani: li rendono credibili agli occhi del mondo, perché hanno conosciuto e creduto all’Amore. Il Padre è amore, e l’amore per sua natura si effonde, si dona; l’amore è una Persona: sono io, Gesù che tramite l’Eucaristia continuo a donarmi a voi, e tramite voi agli altri. Siate coscienti che siete in me e tramite voi io posso continuare a donarmi agli altri, come mi sono donato per voi. E ciò che si dona viene ridato. “Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi. Siete miei amici, dato che fate quello che io vi comando”. – Il comando è uno: l’amore. Siamo suoi solo per il fatto che amiamo. Impariamo a divenire amici suoi, divenendo amici tra noi: superando le segrete resistenze dell’egoismo che ci impediscono di amare; allora la sua gioia sarà in noi, e la nostra gioia sarà piena. “Vi do un comandamento nuovo…”. – Non è nuovo nel senso di una nuova prescrizione che si aggiunge alle altre già esistenti. E’ nuovo nel senso che compendia tutto, perché tutta la legge sta nell’amare “come” Dio ha amato noi, e in noi continua ad amare gli altri, indistintamente.
Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto.
L’Amore suscita amore di risposta nell’uomo, reso capace di fare lo stesso verso tutti. “Anche sui pagani si diffonde lo Spirito Santo”. L’amore fa comunione con tutti.Una cosa sola: fra Padre, Gesù, discepoli, tutti gli uomini. Noi in Gesù amiamo Dio Padre come lo ama Gesù; Gesù in noi ama gli altri come ama noi stessi. Non amiamo come noi da soli saremmo capaci di amare, cioè limitatamente; ma amiamo come Dio in noi è capace di amare: senza limiti. Unità di misura dell’amore è: senza misura. Come io così voi; io e voi come il Padre e me; voi e gli altri come io e voi. L’amore del Padre raggiunge tutti tramite voi in me. Pietro e Cornelio sono frutto e segno dell’amore di Dio per tutti, allora ebrei e pagani. “Chi teme Dio e pratica la giustizia è a lui accetto”. Pietro: non fa discriminazione; introduce nella comunità ecclesiale il centurione Cornelio e dimostra in ciò che Dio non nutre differenza o pregiudizio nei confronti di alcun uomo. Il mutuo amore fra i cristiani non ha origini umane, non è momentaneo. Esso deriva dalla consapevolezza che si è amati noi stessi da Dio.
Raggiunto da questo Spirito, Pietro si lascia guidare: si reca da Cornelio, gli dice: “Alzati: anch’io sono un uomo!”. L’Amore che è da Dio ci rende capaci di amare. A lui solo la lode e la gloria! Dio ci trasforma con il suo amore, come ha trasformato me per primo. – Di questo “conversano” i miei discepoli, vuol dire Gesù: come Pietro, Cornelio e tutte le persone con loro. Il mio amore le “riunisce” e le fa amiche. Pietro ora è in grado di vedere gli altri con gli stessi miei occhi; rileva così i segni della mia presenza: modello di Chiesa aperta a Dio e ai fratelli. Sempre guidato dallo Spirito, egli supera la religione di pratiche discriminatorie, mi riconosce Salvatore di tutti gli uomini, di ogni popolo. Cornelio: è il tipo delle persone accette a Dio per il “timor di Dio”, cioè, per un senso di verità o di dipendenza da Qualcuno. Anche se ancora non sa chi sia il Signore, perché non lo conosce, “pratica la giustizia”, cioè, agisce verso gli altri come dipendenti da un unico Signore. A chi è come Cornelio io mi rivelo come a Pietro: senza differenza di persone; il mio Spirito trasforma il “timor di Dio” in “amore di Dio” e il “praticare la giustizia” in “amare i fratelli”. Così

Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto.
L’amore fa gli uomini simili a Dio: li muove ad agire dall’interno, come Dio. “In questo sta l’amore di Dio” mio Padre: sta nella sua iniziativa ad amare gli uomini in quanto Dio, e a farvi partecipi della sua vita divina come figli in me, suo Figlio carissimo. Così sei dimora di Dio, in una relazione unica con il Padre mio, nella stessa circolazione di amore che lega Padre, Figlio e Spirito Santo: sono uscito dal seno del Padre e sono venuto nel mondo, per rivelare l’amore. Risorgendo, riconduco te, tutti gli uomini che l’accettano, nel seno del Padre mio: con me felici per sempre. L’amore nella famiglia umana cresce fino all’amore della famiglia trinitaria. Il potere di Dio, Amore, nel diffondere se stesso mediante l’uomo è infinito; senza l’uomo Dio è impotente.
Ugualmente: il potere dell’uomo senza Dio, Amore, è nullo. L’esercizio nello Spirito Santo ti fa crescere. Tu ora, come ogni persona, puoi accogliere interiormente la “Volontà di fare agli altri tutto quello che vorresti sia fatto a te”. Non obbedisci a qualcosa di esterno, ma divieni tu stessa/o simile a Dio. Lo esprimi dicendo: Eccomi, Signore, aiuta… tutti come ora aiuti me ad ascoltarti. – Accogliendo cioè quest’unico comando interiore, lasci che lo Spirito ti suggerisca ciò che devi dire e fare in ogni momento: ogni suo suggerimento è per te un comando che ha in sé la Forza di realizzarsi. L’amore forma la famiglia umana. 1 – Come quella di Cornelio che alla fine crede tutta in Dio e manda a chiamare Pietro. 2 – L’amore, Spirito Santo, riunisce molte persone in una nuova famiglia, che non è più unita solo da legami puramente umani di parentela; ma dallo Spirito di Dio, come Israele guidato dai profeti. 3 – In Cristo Gesù, vero Dio e vero uomo, è incentrata tutta la famiglia divina e tutta la famiglia umana, perché in quanto Dio Figlio, egli ci ha messo in rapporto intimo con il Padre nello Spirito Santo. E noi possiamo dire in lui e con lui: “Padre nostro, venga il tuo regno”! In quanto Uomo, egli mette Dio in rapporto con l’uomo, ogni uomo, da poter dire: “Tutto quello che fate al più piccolo, lo fate a me” (Mt 25). 4 – La famiglia di Cornelio, che ha ricevuto lo Spirito Santo, viene battezzata nel nome di Gesù Cristo: viene innestata come tralci nella vera vite. 5 – La famiglia umana di Cornelio, riunita dallo Spirito e resa accetta a Dio, conosce Gesù, Figlio unigenito del Padre; il Padre si riconcilia con essa in Cristo Gesù, e nel Signore Gesù risorto essa è guidata alla speranza eterna, alla pienezza della famiglia trinitaria. – Questo qui ora noi facciamo: “Per Cristo, con Cristo e in Cristo, nell’unità dello Spirito S., ora e sempre. Amen.

Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta per esempio nel Vers. Resp.:
Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
l’hai donato a noi, segno del tuo immenso e gratuito amore;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù in mezzo a noi ci dona vita di amore che è da te per mezzo suo;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
completa in noi il suo amore, continuando a donarsi in noi per tutti;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
per tuo amore vivano in te, redenti dal sangue del tuo Figlio;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
da ogni uomo in Cristo, nello Spirito S. Amore che ci insegna l’amore reciproco.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio,
Il Frutto:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il frutto, dei tralci uniti alla vite;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il frutto, dell’unione fra persone nell’amore di Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il frutto, dell’umanità nuova di Gesù risorto, Figlio amato dal Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il frutto, della Chiesa, che dimora nell’amore del Figlio e del Padre;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. il frutto, dell’umanità nuova: figlia nel Figlio, in piena comunione trinitaria.

Preghiamo:
O Padre, il Figlio tuo Gesù ha promesso: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui”; fa che tutti i popoli conoscano il tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).