25/12/2002 – NATALE DEL SIGNORE – NOTTE – 2002
NATALE DEL SIGNORE
Messa della notte
25 dicembre 2002
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo:
Vi annunzio una grande gioia: oggi vi è nato un Salvatore: Cristo Signore.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Oggi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.
Oggi è nato un Salvatore, che è il Cristo Signore.
Oggi vi è nato il Salvatore. Gioia immensa per il natale di Gesù (vangelo), compimento della promessa salvifica incarnata nella nascita di un re in Israele (prima lettura), natale di Gesù che porta salvezza per tutti gli uomini (seconda lettura). Oggi, dice Gesù, mi rendo presente in atto di realizzare in te, in ciascuno la mia nascita che porta salvezza; nel duplice simbolo della mietitura e della vittoria militare.
Il Natele di Gesù, festa profondamente sentita nel cuore da tutti e festeggiata diversamente dalle persone. Noi siamo qui per celebrare il fatto che regge il mondo. Al centro del vangelo ecco la notizia, il fatto: “Oggi è nato per noi il Salvatore”. E’ indirizzata ai pastori: “Vi annunzio una grande gioia: a Betlemme è nato per voi un Salvatore”. Una bambino nasce oggi, questa notte. Ma non è un bambino come gli altri. Colui che nasce è Dio, qui. E’ il paradosso del natale. Dio, il Creatore, il Padre ha un figlio che per noi, per la nostra salvezza, mosso da amore verso di noi, lo ha mandato a noi. “Pace in terra agli uomini che Dio ama”. Pace agli uomini che Dio ama. Dio ama gli uomini. Natale vuol dire: Dio ama gli uomini. E’ ha tanto amato gli uomini da mandare il suo Figlio. E’ nato: ha assunto la natura umana dalla Vergine Maria. Maria in modo verginale dà alla luce il suo Figlio Gesù. Gesù è vero Dio e vero uomo. In lui sono insieme le due nature. In quanto è vero Dio la sua madre è Madre di Dio. E’ il titolo più grande della Madonna: è la Madre di Dio. Fin dai primi secoli i cristiani l’hanno chiamata la Madre di Dio, la Theotokos, perché questo bambino che nasce è vero uomo, ma vero Dio. Noi questa notte siamo messi davanti a questo fatto. Un momento durante l’anno riflettiamo che al centro della storia c’è questo fatto: il Figlio di Dio si è incarnato. Per noi uomini, per la nostra salvezza. L’universo è antico diecine di miliardi di anni, ed è immenso diecine di miliardi di anni luce,. Il Creatore di questo immenso e antico universo si è incarnato sulla terra, piccolissimo pianeta del piccolo sistema solare. Ma dove ci sono gli uomini: Per noi uomini, per la nostra salvezza Dio il Creatore dell’universo si è incarnato dalla Vergine Maria. Sta davanti a noi una persona vivente, Gesù, il Figlio di Dio, che ha assunto la natura umana. E’ stato mandato dal Padre, pieno di amore per noi uomini. E lui, il Figlio, ci ha tanto amato da venire. E ora siamo all’inizio del suo corso su questa terra: a Pasqua celebreremo la sua morte e risurrezione. Ci ha tanto amato da venire in mezzo a noi, lui, l’Altissimo, l’Immenso, l’Onnipotente, il Creatore. Si è fatto piccolo come un bambino. E’ nato fuori casa. Non c’era posto per lui in casa: non aveva prenotato una stanza. Lui, il Creatore. Così ci dà un segno del suo amore per noi. Ci dà un segno ancora più grande quando va in croce per noi, in tomba per noi, per poi risorgere e aprirci la via del cielo. – Invito al canto, alla gioia, all’esultanza è la risposta del nostro cuore: “Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome; annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. Gioiscano i cieli, esulti la terra”.
Oggi è nato per noi il Silvatore.
Oggi è nato un Salvatore, che è il Cristo Signore.
Ci è stato dato un Figlio. Per noi uomini, per la nostra salvezza. Un popolo era sotto il giogo. Israele era esilio. A un certo momento viene liberato e riportato a casa, in Palestina, per un intervento misericordioso di Dio: il Dio d’Israele, dei cristiani, il Dio unico del mondo. Ma l’intervento molto più grande è stato quando il Padre ha mandato il Figlio a liberarci da un altro esilio, un’altra alienazione: dal peccato, che è all’origine di tutti i mali nell’uomo; dal peccato, dalla guerra, dalle ingiustizie; con una parola: dalle tenebre, simbolo di ogni male contro l’uomo. Noi preghiamo il Padre che ci liberi “dal male”. E di fatto il Padre ha già compiuto il gesto definitivo con cui ci ha liberati dal male, mandandoci il suo Figlio che ha dato se stesso per noi. E il suo gesto di venire e morire per noi è di valore universale e perenne. Gesù non è nato per i suoi contemporanei, ma per tutti gli uomini di tutti i secoli della storia. Anche per noi oggi lui è nato e ha dato la sua vita. Ci sono delle conseguenze. La prima conseguenza è la gioia: “Vi annunzio una grande gioia”. Perché siamo liberati, salvati, destinati alla vita: anche se passiamo attraverso la morte, l’ultima parola è la vita, è la risurrezione. Per questo è venuto il Figlio di Dio e si è incarnato: abbiamo un messaggio positivo, un Vangelo (Eu-angelion: Buona Notizia), per noi che senza nostro merito siamo salvati gratuitamente. Gratis. Ci vuole un pò di buona volontà, però: occorre desiderare di essere salvati, dire un sì di collaborazione con il nostro Salvatore Gesù. Desiderare di collaborare: non saremo mai all’altezza con la nostra vita, ma almeno dare un cenno di collaborazione, un sì. E siamo salvi. Per questo abbiamo motivo di gioire. Natale vuol dire “Festa, Canto”, invito a cantare con noi: “Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome. Gioiscano i cieli, esulti la terra”. Il Figlio di Dio è venuto per noi. Cosa vogliamo di più? Questo è il messaggio di Natale. Gioia e canto.
Oggi è nato per noi il Silvatore.
Oggi è nato un Salvatore, che è il Cristo Signore.
E’ apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini. Non solo gioia, ma anche un impegno: almeno un cenno, un sì di collaborazione, un impegno di gioia. La grazia apparsa, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini senza esclusione, ci insegna, ci mette in grado di collaborare, lasciando il male, l’empietà e i desideri di male; e a vivere secondo giustizia, secondo che piace a Dio. Essere un popolo di Dio, chiesa, zelante nelle opere buone, che egli, Gesù compie per primo e vuole continuare a compiere in noi che lo accogliamo. Così Gesù nasce in noi, opera in noi, salva noi e gli altri con noi: non siamo salvi per i nostri meriti, per i nostri muscoli nel fare il bene; ma siamo salvi per grazia, per misericordia, per un gesto di bontà gratuita da parte del Padre, che ci manda il suo Figlio, per opera dello Spirito Santo. E’ nato a Betlemme (Casa del Pane o Pane della famiglia). E adesso non c’interessa tanto la Betlemme geografica; c’interessa un’altra “casa del Pane” che è il luogo dove si celebra l’eucaristia. Questa è la “casa del pane”, perché qui ora celebriamo l’eucaristia: in questo pane eucaristico, in questa famiglia radunata intorno all’altare c’è lo stesso Cristo che duemiladue anni fa è nato, come centro della storia, e si rende presente ogni volta che si celebra un sacramento; e in forma suprema è presente nel sacramento dell’eucaristia. – Esultiamo davanti al Signore che viene.
Oggi è nato per noi il Silvatore.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Oggi è nato per noi il Salvatore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: Gesù Cristo, Luce che illumina la notte;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito: che trasforma i nostri doni e noi stessi in Cristo tuo Figlio;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli ci conduce accanto a te nella gloria;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo: celebriamo nella gioia la sua nascita, giungiamo alla gloria del cielo;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria: da chi contempla Gesù nei suoi misteri e partecipa alla sua gioia.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Salvatore:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il Salvatore, uno che libera qualcuno da pericoli mortali;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza il Salvatore, Dio continua a liberare Israele con un nuovo re;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il Salvatore, Cristo suprema manifestazione di Dio che salva;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il Salvatore, l’uomo emarginato raggiunto da amore porta amore;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. il Salvatore, chi conosce, celebra, vive il mistero Gesù con amore.
Preghiamo:
O Padre, che ci annunzi una grande gioia con la nascita di un Salvatore: Cristo Signore; concedici di acclamare nella gioia: “Oggi è nato per noi il Salvatore”. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).