26-02-2006-Ordinario-B-dom8

26/02/2006 – T. ORDINARIO – ANNO B – 08 DOMENICA – 2006

Preparazione alla celebrazione della messa.

8ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno B – 26 Febbraeio 2006

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

TESTI

Antifona d’Ingresso Sal 17,19-20
Il Signore è mio sostegno,
mi ha liberato e mi ha portato al largo,
è stato lui la mia salvezza, perché mi vuole bene.

Colletta
Concedi, Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace, e la tua Chiesa si dedichi con serena fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Anno B:
O Padre, che in Cristo sposo e Signore chiami l’umanità intera all’alleanza nuova ed eterna, fa’ che nella tua Chiesa, radunata per la celebrazione del banchetto nuziale, tutti gli uomini possano conoscere e gustare la novità gioiosa del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .

Prima Lettura Os 2, 16. 17b. 21-22
Ti farò mia sposa per sempre.

DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA
Così dice il Signore:
«Ecco, la attirerò a me,
la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.
Là canterà come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d’Egitto.
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto,
nella benevolenza e nell’amore,
ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 102
IL SIGNORE È BUONO E GRANDE NELL’AMORE.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia.

Buono e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Come il cielo è alto sulla terra,
così è grande la sua misericordia su quanti lo temono.
Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.

Seconda Lettura 2 Cor 3, 1b-6
Voi siete una lettera di Cristo composta da noi.

DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, forse abbiamo bisogno, come altri, di lettere di raccomandazione per voi o da parte vostra? La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini.
E’ noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori.
Questa è la fiducia che abbiamo per mezzo di Cristo, davanti a Dio. Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita.

Canto al Vangelo Gc 1,18
Alleluia, alleluia.
Nella grandezza del suo amore
il Padre ci ha generati con una parola di verità,
perché fossimo primizia delle sue creature.
ALLELUIA.

Vangelo Mc 2, 18-22
Lo sposo è con loro.

DAL VANGELO SECONDO MARCO
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno.
Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si pèrdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi».

Sulle Offerte
O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro servizio sacerdotale: fa’ che l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla Comunione Sal 12,6
Voglio cantare a Dio per il bene che mi ha fatto,
voglio lodare il nome del Signore Altissimo.

Oppure: Mt 28,20
« Ecco, io sono con i tutti i giorni,
sino alla fine del mondo », dice il Signore.

Anno B: Mc 2,22
« Nessuno versa vino nuovo in otri vecchi,
ma vino nuovo in otri nuovi », dice il Signore .

Dopo la Comunione
Padre misericordioso, il pane eucaristico che ci fa tuoi commensali in questo mondo, ci ottenga la perfetta comunione con te nella vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (cf Tempo Ordinario – Anno B – 8ª Domenica – 02/03/2003); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (cf Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:

GESÙ È LO SPOSO DELL’UMANITÀ.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Siamo invitati alle nozze in persona di Sposa. Tutto parla di festa: vestito nuovo, cuore nuovo, incontro nuovo. Appoggiati al nostro Sposo, cantiamo come lo Spirito di amore ci suggerisce: “Il Signore è mio sostegno, mi ha liberato e mi ha portato al largo, è stato lui la mia salvezza, perché mi vuole bene”. Davanti a Dio nessuno ha titoli, beni o meriti da rivendicare; ma solo desiderio di gioia e speranza. Signore Gesù, donaci la gioia di conoscerti. Cristo Gesù, donaci gioia e speranza d’incontrarci. Signore Gesù, donaci la gioia di perdonarci. “Signore onnipotente e misericordioso, attira verso di te i nostri cuori, poiché senza di te non possiamo piacere a te, sommo bene”.
Oggi lo Spirito suscita in noi il desiderio che tutti partecipino al banchetto nuziale, conoscano e gustino Gesù, entrino con Gesù nell’intimità del Padre. Preghiamo: “O Padre, che in Cristo sposo e Signore chiami l’umanità intera all’alleanza nuova ed eterna, fa’ che nella tua Chiesa, radunata per la celebrazione del banchetto nuziale, tutti gli uomini possano conoscere e gustare la novità gioiosa del Vangelo. Per Cristo nostro Signore. Amen”. Ascoltiamo e gustiamo la Novità della sua parola.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che avete udito. – Richiamiamo la Parola, aderiamo all’azione dello Spirito.

Richiamiamo Ciò che Gesù fa e dice: Le nozze. “Gesù è lo sposo con loro” (Mc 2,1-12).
GESÙ È LO SPOSO DELL’UMANITÀ, È IL VINO NUOVO CHE FA OTRI NUOVI PER SÈ.
In giorno di digiuno Gesù ci rivela che invece è tempo di Nozze: di otri nuovi per il vino nuovo della Nuova Alleanza. Al centro di cinque controversie con farisei e scribi, mentre risponde alle critiche di discepoli di Giovanni Battista e di farisei sul digiuno, Gesù rivela l’aspetto centrale della sua persona, cioè che “Gesù è lo Sposo”, e che “gli amici del talamo”, cioè i suoi intimi amici (ogni persona è fatta per esserlo), non possono digiunare, anche se lo volessero. –
Infatti: Gesù parla in modo da smuovere le coscienze e stupire la gente nella sinagoga, guarisce la suocera di Pietro e la rende capace di servire, condivide la sofferenza e l’emarginazione toccando e sanando un lebbroso, sana un paralitico nello spirito e nel corpo perdonando i peccati. Così Gesù si rivela, i discepoli sono entusiasti, la gente è stupefatta: è una Novità assoluta! Gesù è venuto perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza, il potere di Dio è negli uomini, il Verbo di Dio si è fatto carne: “unione sponsale” indissolubile fin dall’incarnazione. Facciamo festa come chi è invitato alle nozze in persona di Sposa. Non è possibile digiunare e piangere in tale situazione!
Cosa ci può essere di più bello dell’Amore di Dio che riconcilia a sé l’umanità, così com’è, per liberarla e salvarla; cosa di più bello dell’Amore di Dio in Gesù che sposa persone peccatrici, malate, prostitute, lebbrose! Chi è lo Sposo che osa sposare una tale Sposa per beneficarla? Ma noi sappiamo di essere quella Sposa sanata, che in compenso lo “toglie di mezzo”. Lo dichiara Pietro a tutto Israele dell’antico e nuovo testamento il giorno di Pentecoste: “Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua – dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato” (Atti 2,22ss). La Sposa con lo Sposo in giorno di nozze non può digiunare. Ma il giorno della passione, quando “lo Sposo è tolto”, “in quel giorno” la Sposa digiuna. E i discepoli di Giovanni Battista digiunano per il loro maestro che “viene tolto”, come precursore di Gesù!
Ma Gesù, “tolto” (cioè eliminato con la morte) e “risuscitato”, ora è qui in mezzo a noi. Il “digiuno di attesa” non è più richiesto. Gesù ci chiede invece il “digiuno di condivisione”, ci chiede cioè che digiuniamo per condividere il pane con gli altri, perché tutti partecipino al suo banchetto di nozze. Gesù ci chiede il “digiuno di preferenza” cioè ci propone di preferire l’amore più grande, digiunare dai beni creati scegliendo il Creatore, “di vendere tutto” perché si è scoperto il Tesoro, Gesù, che si presenta con le immagini dell’Abito nuovo e del Vino nuovo, Gesù che sostiene e difende, libera e salva ogni persona incondizionatamente, Gesù, compimento della Legge, superamento di ogni pratica giudaica che annunzia salvezza senza poterla realizzare. Ma Gesù ci suggerisce anche di “digiunare a pane e acqua” quando si affievolisce il senso della sua presenza nella nostra vita, per dimostrargli che non stiamo bene senza di lui, che preferiremmo non essere piuttosto di essere senza Gesù, che nulla è gustoso senza percepire la sua presenza: anche il languore fisico reclama Gesù.
La parola di Gesù ci fa suoi Otri Nuovi: come libera, sana, perdona e guarisce; così ora Gesù con le immagini del vino nuovo in otri nuovi e dell’abito grezzo da non cucire col vecchio, suscita in noi il desiderio di lui, ci attira a sé, ci “porta al largo”, nel deserto della sua intimità, ci rinnova e rende capaci di custodire “lui, vino nuovo”. Allora, “deposto ciò che è di peso, e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede” (Ebr 12,1). E siamo fatti da lui “otri nuovi” per il “vino nuovo”: Gesù.

Richiamiamo la Profezia compiuta in Gesù: “Ti farò mia sposa per sempre” (Os 2,16s.21s).
LA PROMESSA DI DIO SPOSO D’ISRAELE SI ATTUA IN GESÙ SPOSO DELL’UMANITÀ.
Da tempi lontani il Signore si lega al suo popolo con “alleanza nuziale perenne”; ma la “sposa”, Israele, da prima entusiasta, diventa infedele. Dio le parla con i fatti: le fa sperimentare castigo e tristezza perché si penta e torni; ma senza successo! Allora la “Sposa Israele” constata l’incapacità a promettere qualunque cosa, e Dio decide: IO stesso la attirerò a me, come un uomo seduce la sua donna, e la rendo “vergine”: nell’intimità le parlo sul cuore, là risponderà e là si concederà come una donna si dà al marito. Solo io, il Signore, rendo “vergine”, cioè totalmente riservato a me, chi non lo è più, cancello il tuo peccato e ti faccio tutta “nuova” con la potenza del mio amore. Tu ti senti rinnovata fin dalle radici per mia iniziativa. Sperimenti la Novità come mia capacità divina in te di amare e trasformare l’umanità nel rispetto di ciascuna persona. Allora conosci il Signore ed esclami: Veramente “nella grandezza del suo amore il Padre ci ha generati con una parola di verità, perché fossimo primizia delle sue creature” (canto al vangelo).

Richiamiamo la Realtà che Gesù attua in noi: egli ci fa suoi otri nuovi, suo nuovo abito (Sal 102).
GESÙ È LO SPOSO CHE RICONCILIA A SÉ LA SPOSA E LA FA CANTARE DI GIOIA.
Gesù ci fa nuove personalità capaci di cantare con profondo senso di gratitudine: “Benedici il Signore, anima mia! Non dimenticare tanti suoi benefici”. In particolare, ricòrdati del condono di tutte le tue colpe, perché “il Signore buono e grande nell’amore” ci guarisce e ci salva dalla rovina per il suo grande amore misericordioso di Padre. Infatti: “Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono”. Nella sua tenerezza, Dio perdona instancabilmente le colpe dei suoi figli, le infedeltà della sua sposa. Solo Gesù, Verbo di Dio uscito dal seno del Padre, Sposo che unisce a sé indissolubilmente l’umanità, può sapere e raccontarci del Padre; e solo Gesù, Uomo perfetto, può dire a Dio suo Padre come Figlio uguale al Padre: “Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra”. E solo Gesù ci autorizza di parlare come lui, in sua persona al Padre, come membra immerse in lui e dire le sue parole di lode al Padre, come ora facciamo in questa Eucaristia: “Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici”.

Richiamiamo ciò che l’Apostolo dice dei cristiani: “Voi siete una lettera di Cristo” (2Cor 3,1b-6).
GESÙ È LO SPOSO, E FA L’UMANITÀ SUA SPOSA, COME UNA “LETTERA” DI PRODIGI.
Nella comunità che è in Corinto ci sono alcuni che esibiscono lettere di raccomandazione, hanno il favore della comunità e accusano Paolo di vantarsi per le sue imprese di apostolato. Paolo dice: Non ho bisogno di lettere di raccomandazione come voi, perché io ce l’ho già: siete voi, comunità di Corinto che io ho fondato. – E precisa: Non io, ma Cristo che ha operato tramite me; scritta non con inchiostro, ma “con lo Spirito del Dio vivente”; “non su tavole di pietra”, ma “sulle tavole di carne dei vostri cuori”. “La nostra lettera siete voi”, lettera “scritta nei nostri cuori”, di Paolo e compagni, in quanto sempre noi siamo memori di voi; lettera “conosciuta e letta da tutti gli uomini”, che sanno bene quanto ci state a cuore!
Così Paolo mostra come in ogni comunità di Cristo sono all’opera Dio Padre che rende gli uomini ministri adatti di una Nuova Alleanza, il Figlio che ci fa lettera sua, e lo Spirito Santo che dà vita. Paolo rileva come in Cristo siano indissolubilmente unite divinità e umanità, unione detta da Gesù nel vangelo: “sponsale”. Paolo infine dice che anche i fedeli di Corinto sono “teandrici” = “umano-divini”, resi quindi ministri adatti di una Nuova Alleanza, fondata non più sulla lettera della Legge che uccide perché incapace di dare vita, ma Alleanza fondata sulla Forza che è lo Spirito Santo, Creatore dell’uomo nuovo nelle profondità del “cuore”, Spirito “Datore di vita”, effuso su di noi da Cristo risorto, per la trasformazione del nostro cuore (cf Ger 31; Ez 34).
Come sempre, Paolo eleva il tono del dibattito: parte da una semplice situazione per salire a Cristo Signore Risorto, presente e operante per opera dello Spirito Santo dal Padre.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi. Nei Tre Riti si muove. Ora, per esempio, offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
“Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?” Non possono digiunare i miei discepoli – lascia intendere Gesù – perché hanno imparato a vivere insieme nella gioia di Dio, loro Sposo potente liberatore sempre presente. Ma proprio per questo bramano che tutti partecipino e che a nessuno manchi la dignità di vivere come sposa del Signore, quale veramente è, e avendone la possibilità, tutti condividono tutto ciò che hanno da Dio, loro Sposo, per il bene comune.
Preghiamo per questo: Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici.
Memori della tua bontà, Signore, fà che aiutiamo chiunque attraversa un deserto spirituale.
Sposati nel tuo amore, Signore, fa che le nostre relazioni siano reciproca accoglienza nel perdono.
Tu perdoni tutte le colpe, Signore, guarisci tutte le malattie, salva dalla fossa la nostra vita, corona di grazia e di misericordia gli agonizzanti che provano la spogliazione della morte.
Signore, tu ci doni ciò che ti offriamo; fa che condividiamo i nostri beni per aprirci ai tuoi doni.
Concedi, Signore, a tutti di accogliere il tuo amore di Sposo che ci spinge al largo e ci fa liberi: O Dio, da te provengono questi doni che ti presentiamo, e tu li accetti in segno del nostro servizio fraterno: fa’ che l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna con tutti gli altri invitati come noi alle stesse nozze. Per Cristo nostro Signore. Amen.

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
In Cristo rispondiamo al Padre: Grazie e benedizioni a te in Gesù, pane, offerta, intercessione, lode.

Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, Cristo Sposo e Signore dell’umanità intera, trasformata in nuova creatura sposata per sempre “nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell’amore”, e fai che nella tua Chiesa, radunata per la celebrazione del banchetto nuziale, tutti gli uomini possano conoscere e gustare la novità gioiosa del Vangelo. Non siamo più Abbandonati, Devastati; ma tuo Compiacimento, perché tu, o Padre, ti compiaci di noi in Gesù, nostro Sposo e Architetto che gioisce per noi come gioisce lo sposo per la sposa “Nonabbandonata”.

Gesù, preso il pane e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda, ci trasforma in se stesso.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo, compie ogni santificazione. Per amore Gesù ora celebra le nozze, si dona all’umanità sua Sposa, dicendo: “Prendete, mangiate e bevetene tutti: Questo è il mio corpo donato questo è il mio sangue versato per voi e per tutti; nuova ed eterna Alleanza: Fate questo in memoria di me”.
Tu garantisci, o Padre, la presenza di Gesù/Sposo in mezzo a noi, stabile rapporto di amore sponsale, libero e gioioso. Da noi tu fai uscire spontanea l’esclamazione per il nostro Sposo/Gesù: “Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”.

Gesù in noi continua a donare se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, Sposo nella Sposa. Egli ha ottenuto da te nella preghiera di essere lui stesso per noi Nuova ed Eterna Alleanza, dicendo: “Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro” (Gv 17,25s).

Gesù intercede per noi, perché diveniamo con lui intercessori per tutti.
Tutti, Padre, vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo: chiamati a conoscere, gustare la sua novità,
Gesù/Sposo dice a noi come sua comunità e come singoli: “L’attirerò a me, la condurrò nel deserto, parlerò sul suo cuore” perché tutti possiamo venire a te tramite lui e tramite noi come ti ha chiesto: “Io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li ho amati come hai amato me”. Perfetti nell’unità, il mondo conosca che tu mi hai mandato.

Gesù glorifica perfettamente il Padre mediante la nostra santificazione.
A te, Padre, ogni onore e gloria da tutti noi partecipi del pane eucaristico che ci fa tuoi commensali in questo mondo. Ti glorifichiamo, Padre, per bocca del tuo Figlio Gesù, Sposo e Signore nostro che ti prega per noi, dicendo: “Padre, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. Per loro io consacro me stesso, perché siano consacrati nella verità. La gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola, e contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato”. Uniti a Cristo glorifichiamo pienamente il Padre.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Padre nostro, che ci perdoni come noi perdoniamo, donaci di accogliere il tuo condono per lasciarci portare da te al largo nel deserto, e ascoltare la tua parola per godere la tua confidenza.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, che doni l’ebbrezza della gioia e della pace, “dì solo una parola” e io sarò “un otre nuovo” in grado di accogliere te, vino nuovo, per la gioia degli altri.
Come in una “lettera” di Cristo o in un libro aperto tutti sapranno vedere i frutti dello Spirito in noi. Nuove personalità formate al banchetto di nozze dell’Agnello, possiamo mostrare quanto può la capacità che non viene da noi ma da Dio. Tutti possono vedere la coerenza che splende per gioia e semplicità in noi nutriti/e dal Pane di vita e inebriati/e dal Vino della salvezza.
Spirito Santo che dài vita, donaci l’istintiva libertà di chi opera mosso sempre dal dovere dell’amore che rende vitale anche quanto è atrofizzato dal contributo pesante di chi cerca non il bene di tutti ma la propria stima osservando la lettera della legge che uccide.
Cantando a Dio per il bene che ci ha fatto, vogliamo lodare il nome del Signore altissimo che viene per stare sempre con noi sino alla fine del mondo; rendiamo grazie a Dio per la forza dell’Eucaristia che aumenta la nostra comunione con tutti nel Padre e nel Signore Gesù, e preghiamo per tutti con le parole dell’orazione: Padre misericordioso, il pane eucaristico che ci fa tuoi commensali in questo mondo, ci ottenga la perfetta comunione con te nella vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2). Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Veste e Vino Nuovi:

nella chiesa prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
veste e vino nuovi: senza rattoppi ne’ perdite, per le nozze;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
veste e vino nuovi: giustizia, amore, in dono da Dio a Israele;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
veste e vino nuovi: Verbo e umanità di Gesù indissolubile uniti.

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
veste e vino nuovi: Gesù per tutti nella festa gioiosa delle nozze.

completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
Veste e vino nuovi: Gesù nell’umanità in comunione col Padre.

Preghiamo:
O Padre, che in Gesù ci chiami amici, perché tutto ciò che egli ode da te, ce lo fa conoscere; fa’ che ti acclamiamo Padre buono e grande nell’amore. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).