26/05/2002 – ss.TRINITÀ – ANNO A – 1 Dom.dopoPent. – 2002
Preparazione alla celebrazione della messa.
SANTISSIMA TRINITÀ – L
1ª Domenica dopo Pentecoste
Anno A – 26 Maggio 2002
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi «Letture».
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La meditazione del 2002 rilegge i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
In quella del 2005 il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi «METODO» in: «Letture» o «Meditazione».
Meditazione del 2002. Versetto al Vangelo:
Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo: a Dio che è, che era e che viene. Alleluia.
Antifona alla Comunione:
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chi crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna.
UN DIO BELLISSIMO !
Dio ci ha tanto amato da darci il suo Figlio: comunità d’amore che abbraccia il mondo intero.
“Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui”: oggi Io mi rendo presente, ci dice Gesù alla comunione, in atto di rivelare l’Amore del Padre per il mondo, nel simbolo di un incontro che fa comunità, come quello con Nicodemo, tipo d’ogni uomo che cerca con cuore sincero. – Quelli che, come lui, cercano e accolgono Gesù, a Natale capiscono che si “deve rinascere dall’alto”; da Quaresima a Pasqua diventano i “poveri per lo Spirito”, sono mossi cioè dallo Spirito a scegliere di abbassare liberamente il proprio livello di vita, perché gli altri aumentino il loro in tutti i sensi. A questo proposito, Paolo dice di se stesso: “Ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e alla indigenza” (Fil 4,12); e afferma che questo vale per quanti sono immersi nello Spirito di Gesù, dicendo: “Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2Cor 8,9).
“Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo”: lasciandolo agire in te, diventi maturo, fai parte di coloro che “testimoniavano con forza la risurrezione di Gesù”, facendo con i tuoi fratelli come loro facevano: “tra di essi nessuno era bisognoso” (Atti 4,34); non c’è altra via per conoscere il soffio dello Spirito che risuscita Gesù, mandato dal Padre a salvare il mondo. L’unica prova, che Gesù è risuscitato dallo Spirito del Padre, è che ogni membro di Gesù non è più bisognoso: “Infatti tra di essi nessuno era bisognoso”; così si compie la volontà di Dio, espressa da sempre nell’Antico Testamento: che nel mio popolo nessuno sia bisognoso (cfr Dt 15,4.7.9.11; Sir 4,3; Ez 22,29); ci saranno sempre dei bisognosi! Ma la prova, che il tuo Dio, il Dio di questo popolo, è il Dio vero, è che in questo popolo nessuno è bisognoso. Per questo ogni sette anni c’era la cancellazione dei debiti; e Gesù la inserisce nella preghiera del “Padre nostro”: “Cancella i nostri debiti come noi li cancelliamo ai nostri debitori”; quando non ci sono debitori e creditori, ma cancellazione effettiva del debito economico, allora si vede chi ha scelto la “povertà per lo Spirito” che ha risuscitato Gesù, mandato dal Padre per salvare il mondo; allora si sa chi è beato, chi crede in Dio Trinità, chi lascia che il grano cresca in terra buona e celebra la Trinità.
“Chi crede in lui non è condannato”: il fedele, che appartiene alla comunità dei “Poveri per lo Spirito”, che si sente cioè “responsabile” della felicità e del benessere degli altri, è “beato”: vive nel Padre con Gesù, fa esperienza del Dio che, da vero Re, si prende cura di lui, “entra nel regno dei cieli”; è beato fin d’ora: riceve con i discepoli a Pentecoste la proposta di Gesù, che è prendersi cura degli altri, per amore, volontariamente. Solo lasciando agire in te lo Spirito di Dio, sei discepolo di Gesù e celebri la festa della Santissima Trinità, esperimenti e conosci in te Dio: Padre, Figlio e Spirito di amore; allora conosci un Dio che si fa in TRE per amore verso gli uomini; non lo puoi conoscere in nessun altro modo. Solo lasciando agire in noi lo Spirito di Dio, siamo fra i “Poveri nello Spirito”, “beati”, “passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli”; siamo “in possesso della vita eterna” perché “crediamo in lui”, non siamo condannati perché “crediamo nel nome dell’unigenito Figlio di Dio”, e cantiamo con i salvati dall’amore.
A te la lode e la gloria nei secoli.
Dio ci ha tanto amato da darci il suo Figlio: nella sua comunità d’amore si cresce come Mosè.
“Signore, Signore, Dio misericordioso e pietoso, ricco di grazia e di fedeltà”: Dio si fa in Tre per il suo popolo che l’ha rifiutato, si è scelto un altro dio, un vitello d’oro, dal quale spera fertilità, prosperità. Anche Mosè, prima del popolo, ha idolatrato le sue capacità di liberare Israele; riconosce che Dio avrebbe ragione d’infrangere il patto col suo popolo
“Sì, è un popolo di dura cervice”: ma Dio si rivela “Signore misericordioso”, nella caratteristica divina del condono, cioè del perdono senza richiesta di perdono: unica forma di amore che suscita stupore e porta alla conversione, porta a riconoscere cioè che solo un Dio che ama così è il Signore; e fa partecipe del suo amore il fedele profeta Mosè che prega, in conformità al cuore di Dio, e dice:
“Ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato”. Tu mi hai fatto, mi hai amato e condonato tutto prima che io comprendessi qualcosa: in Egitto ho ucciso un egiziano, credendo che giovasse alla causa d’Israele; minacciato proprio da un israelita, sono fuggito; lontano, in terra di Madian, mi condoni tutto, anzi, mi fai parte del tuo amore per Israele, di tua iniziativa, perché io sia testimone del tuo Amore che salva:
“fa’ di noi la tua eredità”: ti riconosco Sorgente di ogni bene, da te il soffio dello Spirito che crea e ricrea ogni cosa; è proprio dell’Amore come te “essere diffusivo di te stesso”: creare perché tutti partecipino dello stesso tuo Amore.
“Com’è vero che ho trovato grazia ai tuoi occhi, mio Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi”: come mi è stato condonato, così chiedo sia condonato tutto a tutti; anzi, fossi io capace di condonare come tu condoni: “Il Signore cammini in mezzo a noi”! Come di Abramo, Gesù può dire di Mosè: “Esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò” (Gv 8,56). Dio è Amore che si fa in Tre: Sorgente, Soffio, Compimento di Mosè in ogni fedele della comunità che in Gesù nuovo Mosè uguale a Dio acclama al Padre nello Spirito Santo.
A te la lode e la gloria nei secoli.
Dio ci ha tanto amato da darci il suo Figlio: viviamo tutti nella comunità d’Amore di Dio.
“La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”: come se Paolo con i suoi fratelli, a conclusione della sua lettera alla comunità dei Corinzi, dicesse: Fratelli, vi ho parlato di gioia e perfezione, coraggio e comunione, pace e amore; di tante belle cose di Dio! Ma solo accettando il suo Amore voi possedete la gioia e tutti quei sentimenti divini di cui vi ho parlato. Tutta la nostra esistenza umana inizia, prosegue, e si conclude nella Persona del Figlio Gesù, Grazia che ci rivela la Persona del Padre come Amore, e la Persona dello Spirito Santo Comunione, come dono e rapporto di vita; ciascuna persona della Santissima Trinità è all’opera nel realizzare la nostra salvezza.
A te la lode e la gloria nei secoli.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
A te la lode e la gloria nei secoli,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
nel dono del tuo Unigenito e dello Spirito Amore ci riveli la vita;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
la sua Potenza consacra e trasforma in Cristo questi nostri doni;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
noi stessi rende graditi, consacra, trasforma la Potenza dello Spirito;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
ci è pegno di salvezza dell’anima e del corpo questa comunione;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità che hai tanto amato da donare il Figlio e lo Spirito.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, L’Amore si fa in Tre:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: l’amore si fa in tre: in chiunque ama c’è un Amante, un Amato e uno Spirito di Comunione;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: l’amore si fa in tre: nella storia d’Israele c’è il Signore Dio, Mosè figura del Cristo e Misericordia;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: l’amore si fa in tre: in Gesù c’è la storia di Grazia che rivela l’Amore e lo Spirito di Comunione;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: l’amore si fa in tre: nella Chiesa c’è un solo Padre, un solo Signore Gesù, un solo Battesimo di Comunione nello Spirito Santo;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: l’amore si fa in tre: nell’umanità fatta figlia nel Figlio c’è Dio Grazia, Amore e Comunione Spirito Santo.
Preghiamo:
O Padre, che ci fai gloria a te e al Figlio e allo Spirito Santo: Dio che sei, che eri e che vieni; fa’ che il tuo popolo acclami: A te la lode e la gloria nei secoli! Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).