27-05-2007-Pentecoste-C

27/05/2007 – PENTECOSTE – ANNO C – VigiliaGiorno – 2007

Preparazione alla celebrazione della messa.

DOMENICA DI PENTECOSTE.
Anno C – 27 Maggio 2007

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE.

TESTI

MESSA VESPERTINA NELLA VIGILIA

Antifona d’Ingresso Rm 5,5; 8,11
L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora. Alleluia.

Colletta
Dio onnipotente ed eterno, che hai racchiuso la celebrazione della Pasqua nel tempo sacro dei cinquanta giorni, rinnova il prodigio della Pentecoste: fa’ che i popoli dispersi si raccolgono insieme e le diverse lingue si uniscano a proclamare la gloria del tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio …

Anno C:
Rifulga su di noi, Padre onnipotente, Cristo, luce da luce, splendore della tua gloria, e il dono del tuo Santo Spirito confermi nell’amore i tuoi fedeli, rigenerati a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio.

Prima Lettura Gn 11,1-9
Fu chiamata Babele, perché là si confuse la lingua di tutta la terra.

DAL LIBRO DELLA GENESI
Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.
Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra».
Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro».
Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 32
SU TUTTI I POPOLI REGNA IL SIGNORE.
Il Signore annulla i disegni delle nazioni, / rende vani i progetti dei popoli.
Ma il piano del Signore sussiste per sempre, / i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni. R/
Beata la nazione il cui Dio è il Signore, / il popolo che si è scelto come erede.
Il Signore guarda dal cielo, / egli vede tutti gli uomini. R/
Dal luogo della sua dimora / scruta tutti gli abitanti della terra,
lui che, solo, ha plasmato il loro cuore / e comprende tutte le loro opere. R/

Oppure: Dal Salmo 103
MANDA IL TUO SPIRITO, SIGNORE, A RINNOVARE LA TERRA.
Benedici il Signore, anima mia: / Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! / Tutto hai fatto con saggezza, / la terra è piena delle tue creature. R/
Tutti da te aspettano / che tu dia loro il cibo in tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, / tu apri la mano, si saziano di beni. R/
Mandi il tuo spirito, sono creati, / e rinnovi la faccia della terra.
La gloria del Signore sia per sempre; / gioisca il Signore delle sue opere. R/
Voglio cantare al Signore finché ho vita, / cantare al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto; la mia gioia è nel Signore. R/

Orazione
Scenda su di noi, o Padre, i tuo Santo Spirito, perché tutti gli uomini cerchino sempre l’unità nell’armonia e, abbattuti gli orgogli di razza e di cultura, la terra diventi una sola famiglia, e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli.
_________________________________________________________________
Altri brani, a scelta, come prima lettura e relativo salmo responsoriale:

Prima Lettura Es 19,3-8a,16-20b
Il Signore discese dal monte Sinai.

DAL LIBRO DELL’ESODO
In quei giorni, Mosè salì verso Dio e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti».
Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!».
Ed ecco al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte.
Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono.
Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 102
LA GRAZIA DEL SIGNORE È SU QUANTI LO TEMONO.
Benedici il Signore, anima mia, / quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia, / non dimenticare tanti suoi benefici. R/
Egli perdona tutte le tue colpe, / guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita, / ti corona di grazia e di misericordia. R/
Il Signore agisce con giustizia / e con diritto verso tutti gli oppressi.
Ha rivelato a Mosè le sue vie, / ai figli d’Israele le sue opere. R/
La grazia del Signore è da sempre, / dura in eterno per quanti lo temono;
la sua giustizia per i figli dei figli, / per quanti custodiscono la sua alleanza
e ricordano di osservare i suoi precetti. R/

Oppure: Dal Salmo 103.

Orazione
O Dio dell’alleanza antica e nuova, che ti sei rivelato nel fuoco della santa montagna e nella Pentecoste del tuo Spirito, fa’ un rogo solo dei nostri orgogli, e distruggi gli odi e le armi di morte; accendi in noi la fiamma della tua carità, perché il nuovo Israele radunato da tutti i popoli accolga con gioia la legge eterna del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

Oppure:

Prima Lettura Ez 37,1-14
Ossa inaridite, infonderò in voi lo Spirito, rivivrete.

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE
In quei giorni, la mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt’intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai».
Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore». Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro.
Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la gente d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 50
RINNOVAMI, SIGNORE, CON LA TUA GRAZIA.
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; / nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe, / mondami dal mio peccato. R/
Tu vuoi, o Dio, la sincerità del cuore / e nell’intimo m’insegni la sapienza.
Purificami con issopo e sarò mondo; / lavami e sarò più bianco della neve. R/
Crea in me, o Dio, un cuore puro, / rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza / e non privarmi del tuo santo spirito. R/
Rendimi la gioia di essere salvato, / sostieni in me un animo generoso.
Signore, apri le mie labbra / e la mia bocca proclami la tua lode. R/

Oppure: Dal Salmo 103.

Orazione
O Dio, creatore e Padre, infondi in noi il tuo alito di vita: lo Spirito che si librava sugli abissi delle origini torni a spirare nelle nostre menti e nei nostri cuori, come spirerà alla fine dei tempi per ridestare i nostri corpi alla vita senza fine. Per Cristo nostro Signore.

Oppure:

Prima Lettura Gl 3,1-5
Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo.

DAL LIBRO DEL PROFETA GIOÈLE
Così dice il Signore: «Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.
Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito.
Farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e fuoco e colonne di fumo. Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile.
Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme
vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il Signore avrà chiamati».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 103.

Orazione
Ascolta, o Dio, la tua Chiesa unita in concorde preghiera in questa santa veglia a compimento della Pasqua perenne; scenda sempre su di essa il tuo Spirito, perché illumini la mente dei fedeli e tutti i rinati nel Battesimo siano nel mondo testimoni e profeti. Per Cristo nostro Signore.
_________________________________________________________________.

Seconda Lettura Rm 8,22-27
Lo Spirito intercede per noi con gemiti inesprimibili.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati.
Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno gia vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.
Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia.

Vangelo Gv 7,37-39
Sgorgheranno fiumi di acqua viva.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno».
Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato.

Sulle Offerte
Scenda. o Padre, il tuo Santo Spirito sui doni che ti offriamo e susciti nella tua Chiesa la carità ardente, che rivela a tutti gli uomini il mistero della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio
La Pentecoste epifania della Chiesa.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra, e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo ….

Antifona alla Comunione
Gv 7,37
L’ultimo giorno della festa, Gesù si levò in piedi ed esclamò a gran voce: «Chi ha sete, venga a me e beva». Alleluia.

Dopo la Comunione
Ci santifichi, o Padre, la partecipazione a questo sacrificio, e accenda in noi il fuoco dello Spirito Santo, che hai effuso sugli Apostoli nel giorno della Pentecoste. Per Cristo nostro Signore.

MESSA DEL GIORNO

Antifona d’Ingresso Sap 1,7
Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio. Alleluia.

Oppure: Rm 5,5; 8,11
L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora. Alleluia.

Colletta
O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore.. .

Prima Lettura At 2, 1-11
Furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue, come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.
Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 103
DEL TUO SPIRITO, SIGNORE, È PIENA LA TERRA.
Benedici il Signore, anima mia: / Signore, mio Dio, quanto sei grande! / Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! / La terra è piena delle tue creature. R/
Se togli lo Spirito, muoiono / e ritornano nella loro polvere. / Mandi il tuo spirito, sono creati, / e rinnovi la faccia della terra. R/
La gloria del Signore sia per sempre; / gioisca il Signore delle sue opere. / A lui sia gradito il mio canto; / la mia gioia è nel Signore. R/

Seconda Lettura Rm 8, 8-17
Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito, costoro sono figli di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo la carne; poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con l’aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete.
Infatti tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio.
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!». Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Sequenza
Vieni, Santo Spirito, / manda a noi dal cielo / un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, / vieni, datore dei doni, / vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, / ospite dolce dell’anima, / dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, / nella calura, riparo, / nel pianto, conforto.
O luce beatissima, / invadi nell’intimo / il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, / nulla è nell’uomo, / nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, / bagna ciò che è arido, / sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, / scalda ciò che è gelido, / drizza ciò ch’è sviato.
Dona ai tuoi fedeli / che solo in te confidano / i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, / dona morte santa, / dona gioia eterna.

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia.

Vangelo Gv 14, 15-16. 23-26
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Sulle Offerte
Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio, perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo sacrificio, e ci apra alla conoscenza di tutta la verità. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio.

La Pentecoste epifania della Chiesa.
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra, e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo .. .

Antifona alla Comunione Gv 16,13
«Io Pregherò il Padre ed egli vi darà un’altro Consolatore, perché rimanga con voi per sempre». Alleluia.

Dopo la Comunione
O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna, sia sempre operante in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

=======================================================================

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Pentecoste – Anno C – Domenica – 30/05/2004); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:

ACCOGLIETE LO SPIRITO SANTO !
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
“L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora. Alleluia”. L’assemblea apre la celebrazione con la chiara ed entusiastica consapevolezza di essere dimora dello Spirito di Dio Amore, che si accinge a celebrare. Subito l’assemblea dichiara quel che ripete poi nel salmo responsoriale della messa del giorno, ma ora in forma di preghiera perché sa che è un dono da chiedere e accogliere: “Dio onnipotente ed eterno, che hai racchiuso la celebrazione della Pasqua nel tempo sacro dei cinquanta giorni, rinnova il prodigio della Pentecoste: fa’ che i popoli dispersi si raccolgono insieme e le diverse lingue si uniscano a proclamare la gloria del tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen”. La comunione, che tutti bramano, viene solo da Dio, dalla comunione con lui, dall’accoglienza del suo amore, per questo continua a pregare il Padre in persona di Gesù: “Rifulga su di noi, Padre onnipotente, Cristo, luce da luce, splendore della tua gloria, e il dono del tuo Santo Spirito confermi nell’amore i tuoi fedeli, rigenerati a vita nuova. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen”.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo quindi la Parola, e aderiamo all’azione dello Spirito Santo.

MESSA NELLA VIGILIA.

Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
LO SPIRITO SANTO, COME FIUMI D’ACQUA VIVA, SGORGA DA GESÙ E DAL SUO FEDELE.
«Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato» (Gv 14, 15-16. 23-26). Non c’è Spirito senza la glorificazione di Gesù, cioè senza il suo mistero pasquale di morte e risurrezione. Con il compimento del mistero di morte-risurrezione di Gesù, lo Spirito è a disposizione di tutti e si adempiono le Scritture, come in seguito la Parola ci spiega efficacemente.

Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
GESÙ, COMPIE LA PROFEZIA: “UNO DELLA SUA STIRPE TI SCHIACCERÀ IL CAPO”.
Tutto l’antico testamento è richiamato come un’unica lettura in quattro brani: Gen., Es., Ez., Gioele. in Gesù si realizza l’unità in opposizione alla divisione di Babele! (Gen 11,1-9). Uomini «costruiscono una torre, per essere un tutt’uno, «come dio di se stessi», e si trovano separati, impossibilitati a comprendersi. Anzi, fin dall’inizio, quando Dio crea l’uomo, e gli dà il compito di dominare la terra, in obbedienza a Dio, già Adamo ed Eva vogliono invece essere loro stessi «come Dio» (Gen 3), e si dividono: si accusano l’un l’altro; poi Caino = il «forte» dio di se stesso, uccide Abele = il «debole», instaurando la legge della guerra (Gen 4). Chi accetta di essere il dio di se stesso, non può comunicare, perché non accetta l’altro, dio di se stesso. In Genesi, capitolo undici, infine, non un uomo, ma tanti, «emigrando dall’oriente capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra» (Gen 11,1-9). «Farsi un nome» equivale a «farsi dio di se stessi», con una scala di valori personali che esclude il dialogo con altri, a loro volta «dèi di se stessi»: tanti assoluti sono impossibili, perché, se «tanti», nessuno può essere tutto. Ma, dopo il peccato, la promessa: “Porrò inimicizia tra te (serpente) e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe (Gesù); essa (stirpe-Gesù) ti schiaccerà il capo” (Gen 3,15). Dopo la promessa, il compimento in Gesù, morto e risorto; compimento della promessa anche nella chiesa a Pentecoste (cfr prima lettura della messa del giorno); nella chiesa che ora celebra acclamando: “Su tutti i popoli regna il Signore”; e in persona di Gesù la chiesa prega il Padre per l’unità: “Scenda su di noi, o Padre, i tuo Santo Spirito, perché tutti gli uomini cerchino sempre l’unità nell’armonia e, abbattuti gli orgogli di razza e di cultura, la terra diventi una sola famiglia, e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen”.
Dio propone a Israele la sua amicizia. Dopo Babele, l’Esodo. Vuoi fare alleanza con me? Tu, dio di te stesso, accetti me come tuo Dio? (Es 19, 3-8.16-20). La chiesa acclama: “La grazia del Signore è su quanti lo temono”, e, conscia del desiderio che Dio ha posto in lei, e, nello stesso tempo, della sua incapacità, prega: “O Dio dell’alleanza antica e nuova, che ti sei rivelato nel fuoco della santa montagna e nella Pentecoste del tuo Spirito, fa’ un rogo solo dei nostri orgogli, e distruggi gli odi e le armi di morte; accendi in noi la fiamma della tua carità, perché il nuovo Israele radunato da tutti i popoli accolga con gioia la legge eterna del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
L’amicizia di Dio solleva il popolo dalla condizione di morte a causa dell’infedeltà. Ezechiele (37,1-14), invitato a profetizzare su Israele in esilio, invoca lo Spirito e le ossa aride si rivestono di carne e nervi. Il popolo in esilio è come morto, senza terra, senza tempio, senza Scrittura…, eppure Dio ha cura di lui e gli dà lo Spirito: prima «immagine della Risurrezione» nell’antico testamento. La chiesa, che celebra la realtà di Pentecoste, acclama: “Rinnovami, Signore, con la tua grazia”, e prega: “O Dio, creatore e Padre, infondi in noi il tuo alito di vita: lo Spirito che si librava sugli abissi delle origini torni a spirare nelle nostre menti e nei nostri cuori, come spirerà alla fine dei tempi per ridestare i nostri corpi alla vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
Lo Spirito di Dio è effuso su ogni uomo. Quando gli uomini sono in armonia con Dio, si concretizza il regno di Dio. Allora lo Spirito è sui Re, sui Sacerdoti, sui Profeti e anche nei Sapienti. Ma non sul popolo. Giole (3,1-5) precisa: nell’era del Messia lo Spirito sarà su bambini e bambine. Lo dice quando la donna vale quanto un animale domestico. Con Gesù ci sarà perfino il discepolato femminile (Lc 10). La chiesa nascente fa delle donne tante apostole. Paolo, alla fine della lettera ai Romani (16,7), dice: “Salutate Andronico e Giunia…; sono degli apostoli insigni, che erano in Cristo prima di me”. Lo Spirito è su uomini e donne all’inizio della chiesa; ora invece siamo tutti vecchi! Nella lettera ai Galati Paolo aggiunge: “Non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti” (Gal 3,11), e: “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal 3,28). Non solo, quindi, nel Papa e nei Vescovi, ma anche in tutti gli altri. Nei pastori della chiesa lo Spirito è come carisma di decisione. Tutti gli altri possono parlare, perché abbiamo lo Spirito della fedeltà a Cristo. La chiesa allora acclama: “Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra”, e prega: “Ascolta, o Dio, la tua Chiesa unita in concorde preghiera in questa santa veglia a compimento della Pasqua perenne; scenda sempre su di essa il tuo Spirito, perché illumini la mente dei fedeli e tutti i rinati nel Battesimo siano nel mondo testimoni e profeti. Per Cristo nostro Signore. Amen”.

Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
DELLA GRAZIA DEL SIGNORE È PIENA LA TERRA (Cfr Salmo103/104).
Ogni individuo esplode in sintonia con lo Spirito, acclama le parole messegli in bocca dallo Spirito, le ripete perché si travasino nel cuore umano i sentimenti dello Spirito, secondo i disegni di Dio: “Benedici il Signore, anima mia, Signore, mio Dio, quanto sei grande! Rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto”.
Ognuno sperimenta e prende coscienza che Gesù manda lo Spirito dal Padre, e che lo Spirito avvolge ogni cosa, e acclama: Tu mandi il tuo Spirito a rinnovare la terra che hai creato! Tu stendi il cielo come una tenda. L’oceano avvolge la terra come un manto, come le acque coprono le montagne. Fai scaturire lo Spirito come le sorgenti che scorrono nelle valli tra i monti. Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo: cantano tra le fronde. Tutto vive per il tuo Spirito, tutto dà lode a te nel tuo Spirito. Dalle tue alte dimore irrighi i monti, con il frutto delle tue opere sazi la terra. Fai crescere il fieno per gli armenti e l’erba al servizio dell’uomo.
Ogni credente riconosce e acclama al Padre: Tu mandi lo Spirito Santo, primo dono ai credenti, a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione. – Ammiro il creato: il cosmo ordinato e la celebrazione Di-Grazia; mi fanno esclamare: “Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto col tuo Spirito: la terra è piena delle tue creature. Benedici il Signore, anima mia!”.

Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
LA CREAZIONE GEME, NOI GEMIAMO, LO SPIRITO PREGA CON GEMITI INESPRIMIBILI.
Scrivendo ai romani, Paolo afferma che lo Spirito investe tutto il creato: “Tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati” (Rom 8,22-27). La speranza cristiana è certezza nell’attesa di una realtà. Siamo salvati nella certezza, mentre attendiamo la nostra realizzazione nella risurrezione. Immortalità dell’anima è escatologia = realtà finale in atto: essere risorti accanto a Dio. “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza. Lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e Colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio”. “Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili”: i suoi gemiti non sono desideri di beni possibili, ma, ancora una volta, «certezza nell’attesa». Siamo stati salvati nella certezza, mentre attendiamo che la salvezza si compia. Non solo l’anima, ma tutto il nostro essere è in Cristo risorto davanti al Padre. L’essere salvati «nella speranza» è certezza di essere salvi, certezza del nostro fine ultimo, mentre ne attendiamo la realizzazione. Dio ci ha fatti con questo corpo. Abbiamo bisogno di tutto. Lo chiediamo affidandoci totalmente allo Spirito. Impariamo a chiedere ciò che desideriamo. “Chiedilo!”, dice il Signore. Niente è banalità. Non siamo noi che decidiamo ciò che è banale o meno. Dio vi ha dato un corpo con tutto quanto necessita. Obbedire a Dio è anche saper ascoltare e rispettare il proprio corpo a servizio dello Spirito.

MESSA DEL GIORNO.

Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
LO SPIRITO SANTO VI RICORDA, V’INSEGNA, VI RENDE CAPACI DI FARE OGNI COSA.
“Il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (vangelo: Gv 14,15s.23-26). In campo umano: vive semplicemente come persona realizzata, secondo i disegni di Dio, chi si lascia condurre da Dio, per opera dello Spirito Santo. Una persona è ben più che un organismo da un ovulo e uno spermatozoo: la persona è opera dello Spirito Santo. Un uomo s’innamora di una donna su tre miliardi per opera dello Spirito Santo.
Riguardo a Dio: dalle cose che esistono si può dire razionalmente che Dio c’è; non si può dire Chi è, se non per opera dello Spirito Santo. Perdonare non è logico razionalmente, ma Spiritualmente: lo Spirito ricorda, fa capire il cuore di Gesù e fa agire come Gesù. Lo Spirito grida in noi: “Abbà, Padre!”, e: “Gesù è il Signore!”. Lo Spirito Santo fa comprendere, per esempio, com’è possibile la «verginità di Maria», come il papa può interpretare ciò che ciascuno percepisce infallibile dentro di sé; lo Spirito rende possibile l’Eucaristia, non come un sogno ma una verità. Lo Spirito ti rende capace di pregare: “Signore Gesù”. Lo Spirito fa vedere come il perdono risolve molti problemi. Non per il tuo ragionamento, ma per lo Spirito Santo prende dimora in te la Santissima trinità. Veramente la Pentecoste è importante.

Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
FURONO TUTTI PIENI DI SPIRITO SANTO, NUOVA LEGGE, NUOVA COMUNIONE DIVINA.
Lo Spirito Santo, nuova legge di Dio nell’uomo! «Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire». Ci sono quattro effusioni dello Spirito. Gesù effuse lo Spirito dalla croce: «Reclinato il capo, effuse lo Spirito» (Gv 19,30). Alla risurrezione, Gesù apparve ai discepoli nel cenacolo, soffiò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo” (Gv 20,22). Lo Spirito scese sui discepoli nel cenacolo cinquanta giorni dopo la risurrezione (Atti 2,1-11). In casa di Cornelio a Cesarèa: “Lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso (di Pietro). E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio» (Atti 10,44-47).
Di queste quattro effusioni dello Spirito, la chiesa celebra la terza, menzionata sopra, quella del cinquantesimo giorno dopo la risurrezione di Gesù (Atti 1,1-11). Secondo le feste ebraiche, dopo pasqua o uscita dall’Egitto, si contano sette settimane, poi si celebra il dono della Legge donata da Dio sul Sinai (I Settanta, traduttori della Scrittura in greco, chiamano questa festa: «Pentecostè» = «Cinquantesimo» giorno). Luca fa riferimento alla festa ebraica e precisa: «Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire», perché, iniziato, secondo il computo ebraico, la sera precedente, continua tutta la notte e tutta la mattinata.
Due cose avvengono a Pentecoste: il dono della legge (Thorà), celebrato ogni sette anni (cfr Deut); e
il dono della comunione: «si trovavano tutti insieme nello stesso luogo… La folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua». Questa terza discesa dello Spirito, a Pentecoste, è scelta dalla chiesa perché festa della Legge non scritta su pietra, ma Legge dello Spirito: primo motivo. Il secondo motivo di questa celebrazione, Pentecostale, è la conseguenza della presenza dello Spirito in ogni persona: la comunicazione eccezionale fra Pietro e tutte le genti. Pietro parla l’aramaico rude della Galilea e lo Spirito fa udire il contenuto del linguaggio di Pietro a «ciascuno, nella propria lingua nativa»: a ognuno in tutte le nazioni del mondo; fenomeno opposto a Babele (cfr prima lettura della vigilia). «… se Dio non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori» (Salmo 126/7,1). L’orgoglio acceca, e non si vede più.
Ma «venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento». Vento vuol dire «potenza, libertà» di movimento. Spirito (Ruah, Pneuma) appare con un’altra immagine, quella del fuoco: «Apparvero loro lingue, come di fuoco», fuoco che purifica, illumina, riscalda. Come l’acqua poi lo Spirito «lava, disseta, rende fertile» (aspetti dello Spirito sempre attivo in ogni persona richiamati nella sequenza). Lo Spirito dice, mostra al nostro spirito che siamo figli di Dio. Ma questa bella carta d’identità non basta; «quelli che sono guidati – si lasciano guidare – dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio». In chi si lascia guidare lo Spirito opera molti frutti, in particolare prega in noi e ci chiama in mille modi ad essere in sintonia con lui secondo il disegno di Dio. Giustizia, dialogo, comprensione, bontà, misericordia, condivisione… non sono in chi è «dio di se stesso»; sono frutti di Dio Spirito Santo, che può far parlare in lingue diverse; ma il miracolo di fondo dello Spirito Santo in noi a Pentecoste (all’inizio della Chiesa, e di ogni vera vita in Cristo, cfr Sacramenti dell’iniziazione cristiana) è la «comunione», perché si accetta molto volentieri solo Dio sopra tutto e sopra tutti. E questo vale per ogni persona e gruppo: tutti accettano il messaggio di Gesù che può far parlare in lingue, ma sicuramente fa che tutti stiano intorno a un tavolo e sappiano parlare di tenerezza, tolleranza, comprensione, perdono, superamento del male con il bene, anche chi non conosce tante lingue. Tutti valori portati sulla terra da Cristo che in comunione di Amore con il Padre, muore e risorge. Lo Spirito effuso su di noi non è solo Nuova Legge, è anche Unione di Persone in tutto il mondo.

Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
DEL TUO SPIRITO, SIGNORE, È PIENA LA TERRA (Salmo 103/104).
Dal cuore dell’assemblea, come dal cuore di Gesù (Mt 11,25: “Ti benedico, o Padre,…”), esce un ringraziamento, che si prolunga nella Preghiera Eucaristica: “Benedici il Signore, anima mia. Signore, mio Dio, quanto sei grande! Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! La terra è piena delle tue creature”.
Tutto dipende dallo Spirito di Dio «che fa vivere e morire»: “Se togli lo Spirito, muoiono e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra”.
L’Assemblea, rappresentante tutta l’umanità in Cristo, e ogni suo membro, prende coscienza d’essere segno visibile di quella parte di Dio che si può sperimentare fin da questo mondo, è attratta da questa esperienza, vi aderisce, desidera esservi fedele con la gioia di chi si sente pienamente realizzato nelle sue esigenze più profonde ed esclama: “La gloria del Signore sia per sempre; gioisca il Signore delle sue opere. A lui sia gradito il mio canto; la mia gioia è nel Signore.

Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
TUTTI QUELLI CHE SONO GUIDATI DALLO SPIRITO, COSTORO SONO FIGLI DI DIO.
“Lo Spirito è vita a causa della giustificazione” (Rom 8,8-17). Lo Spirito vi fa vivere perché Gesù vi ha resi giusti. Se lo Spirito di Cristo abita in voi, egli vi risuscita come ha risuscitato Cristo dai morti. È un’esperienza, non è un ragionamento. Essere inabitato dallo Spirito non è un ragionamento. Non basta ragionare: Dio mi ha dato lo Spirito, Dio mantiene le promesse, quindi io risorgerò. Ma bisogna sperimentare lo Spirito che crea, che è nei profeti, nelle ossa aride, e risuscita Cristo. Posso sperimentare come loro lo Spirito Santo perché sono cosciente che ci sono in me dei carismi che mi fanno crescere operando il bene, per esempio il perdono, la comunione, la benevolenza, l’unità, l’attenzione agli altri (1Cor 12.14). Tutte cose che ognuno può sperimentare, lasciandosi guidare dallo Spirito. Tanti doni, non per un mio piedestallo, ma per servire: se scelgo la persona di Cristo e sperimento questo bene, so che lo Spirito di Cristo è in me. Non sono qualità da usare come strumenti di forza e superiorità sugli altri; ma come mezzi di servizio e di salvezza in Cristo.
«Essere guidati» vuol dire già comportarsi; chiamare Dio «Papà», vuol dire sentirsi suoi figli e ispirarci a Cristo che perdona o ringrazia per queste rivelazioni ai piccoli. Accettare questa logica, significa avere lo Spirito Santo; e tutto va di conseguenza: siamo eredi, coeredi di Cristo, partecipi delle sue sofferenze per amore, come della sua gloria.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri, che sono le sue membra.
L’assemblea aderisce con gioia: “Alleluia, alleluia”, avendo saputo che questa è opera dello Spirito di Cristo stesso: Gesù ha cura di se stesso nelle sue membra: “Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore. Scenda. o Padre, il tuo Santo Spirito sui doni che ti offriamo e suscita nella tua Chiesa la carità ardente, che rivela a tutti gli uomini il mistero della salvezza. Per Cristo nostro Signore”. Il Padre dona il suo Spirito d’Amore come un fuoco che arde; chiedendo quanto Dio ci vuole donare, la nostra richiesta in persona di Gesù suo Figlio è necessariamente esaudita. È la dinamica della preghiera liturgica che ci fa ripetere ciò che Dio stesso ci dice: “Padre, tu ci hai detto che ci doni il tuo Spirito d’Amore? – Donaci, o Padre, il tuo Spirito d’Amore. Per Cristo nostro Signore”.

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:

«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: oggi effondi lo Spirito che attua in noi il mistero pasquale. Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede.

Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: egli rende presente Cristo e ci riunisce in un solo corpo, nella celebrazione e nell’esistenza concreta.

Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù: ci purifica, c’illumina, ci consola eliminando le cause del nostro male, c’invade, risana le nostre ferite, ci piega riscalda raddrizza, ci dona gioia eterna, ci consacra nello Spirito.

Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo, ogni popolo e nazione, sino ai confini della terra, come gli Apostoli e i discepoli nel Cenacolo e sotto la Forza dei Sacramenti pasquali ogni settimana.

«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità immersa nel tuo Spirito per Cristo ora e sempre. Gesù dà gloria al Padre rendendoci santi; accettando e aderendo allo Spirito di Gesù dal Padre, la santità, i doni dello Spirito sono effusi mediante noi su quanti Egli ci mette intorno. Nella pluralità delle lingue i popoli possono essere uniti a gloria di Dio.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Uniti nel medesimo Spirito che in noi grida: «Abbà, Padre», possiamo con lui ripetere in tutta fiducia la preghiera ricevuta dal Cristo Salvatore: “Padre nostro”. “Liberaci, Signore, da tutti i mali, concedi ai nostri giorni la pace di Cristo che è l’opera del tuo Spirito. Per la tua misericordia liberaci da tutti i peccati che sono di ostacolo all’unità d all’universalità della tua Chiesa. Rendici forti contro le prove di questa vita, mentre attendiamo con certezza la felicità che tu prometti e l’avvento di Gesù Cristo, nostro Salvatore.
Ecco il corpo del Cristo risorto, affinché le nostre diversità siano unificate in lui.
Continui in noi il grido di Gesù a gran voce «l’ultimo giorno della festa»: “Chi ha sete, venga a me e beva». Per questo preghiamo: “Ci santifichi, o Padre, la partecipazione a questo sacrificio, e accenda in noi il fuoco dello Spirito Santo, che hai effuso sugli Apostoli nel giorno della Pentecoste. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
Lo Spirito di Dio ci è stato dato per costuire la chiesa, Corpo di Cristo. Andiamo a portare nel mondo la gioia e la pace di Cristo.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Lo Spirito:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: lo Spirito, alita sulle acque;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza lo Spirito, raduna e libera Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: lo Spirito, agisce in Gesù dalla nascita alla risurrezione;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: lo Spirito, riempie, fa parlare, rende i fedeli simili a Dio;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. lo Spirito, in ogni persona grida a Dio: “Abbà, Padre!”.

Preghiamo:
O Padre, che mandi lo Spirito Santo a riempie i cuori dei tuoi fedeli e ad accendere in essi il fuoco del tuo amore; fa che del tuo Spirito sia piena la terra come hai promesso. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).