27-12-2009-SFamiglia-C

27/12/2009 – SACRA FAMIGLIA GESÙ MARIA GIUSEPPE – C – 2009

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE
Anno C – 28 dicembre 2003

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vang.:
Apri, Signore, il nostro cuore e comprenderemo le parole del Figlio tuo.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo. Gesù rispose: Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio?

Devo occuparmi delle cose del Padre mio.
L’apprendistato delle cose del Padre. Gesù approfondisce le cose del Padre suo (vangelo). Samuele è ceduto al Signore per tutti i giorni della sua vita, durante i quali impara a conoscere il Signore (prima lettura). Fin d’ora siamo figli di Dio (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di aprirvi il cuore a comprendere le mie parole e abilitarvi a compiere con me le opere del Padre mio, nel simbolo della ricerca. – “Beato chi abita la tua casa; sempre canta le tue lodi! Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio”.
Vi faccio sapere che esistete per occuparvi con me di ciò che interessa al Padre mio. La presentazione di Gesù al tempio rileva la differenza fra Simeone animato dallo Spirito, e Maria con Giuseppe ancora osservanti della legge. Il pellegrinaggio della s. famiglia a Gerusalemme, quando Gesù ha dodici anni, rileva la differenza fra Gesù e i suoi genitori.
“I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza”. Nessun cambiamento in Giuseppe e Maria riguardo all’osservanza della legge, nonostante il loro contatto con Dio. “Quando egli ebbe dodici anni”, vanno a Gerusalemme con il figlio Gesù, anche se era obbligatorio dal tredicesimo anno.
“Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, nel ritorno, e poi si misero a cercarlo”. A quell’epoca non c’era la cura per i bambini che oggi è abituale. Lo cercano. Non trovandolo, tornano a Gerusalemme. “Dopo tre giorni”, cioè dopo un tempo sufficiente, “lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte”. In precedenza l’evangelista ha detto che in Gesù c’è la Sapienza di Dio. In Gesù dodicenne si manifesta già la Sapienza di Dio, e lui va in un luogo dove s’insegna la Parola di Dio; e lì Gesù ascolta, ma anche interroga.
«Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Maria esprime la sua angoscia di Madre per la scomparsa del figlio. «Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole». La risposta di Gesù è del tutto incomprensibile con i parametri dell’educazione di allora e di sempre. Come tutta risposta Gesù dice: «Perché mi cercavate?». È incomprensibile questa domanda di Gesù. Infatti si è assentato senza dire nulla; lo cercano da tempo, e ancora si meraviglia che gli facciano una simile domanda.

Al Padre mio interessa rivelare e realizzare il suo piano di Amore. Gesù continua dando a Maria e Giuseppe il titolo di «ignoranti», dicendo: «Non sapevate?».C’è qualcosa che dovevate sapere, e invece mostrate di non sapere: vi comportate come se non sapeste (Luca scrive un resoconto ben ordinato perché «ti renda conto»: 1,4; 2,49); «che delle cose del Padre mio», e qui Gesù mette i puntini sugli i; Maria gli ha detto: “Tuo padre e io”, e Gesù precisa: Attenta, Maria, che Giuseppe non è mio padre. – Gesù quindi prende le distanze da quello che gli dice Maria, precisando: «Non sapevate che nelle cose del Padre mio è necessario che io sia?». «È necessario» è un verbo tecnico che indica sempre la volontà di Dio. Quindi Gesù fa la volontà del Padre; e qui si vede come essa non si identifica con la volontà di Giuseppe e tanto meno con le angosce di Maria. «Nelle cose del Padre mio», cioè nella Sacra Scrittura su cui sta discutendo con i dottori della legge. Gesù si è fermato nel tempio per ascoltare, interrogare e discutere sulla parola di Dio, spesso adulterata dall’insegnamento dei rabbini.
Conosce e comprende con il tempo l’interesse di Dio chi è aperto e disponibile al suo progetto. «Ma essi non compresero le sue parole». Non hanno capito lo Spirito e hanno continuato a osservare tutti i riti della legge, non compresero la Parola che aveva detto loro. «Chi è nella verità ascolta la mia parola», ha detto Gesù: chi non abbandona riti e pratiche slegate da Gesù, ascolta la sua parola, ma non la capisce. “Vino nuovo in otri nuovi”. Luca non sta facendo della cronistoria su Gesù bambino, ma sta dando degli insegnamenti alla comunità cristiana; Luca fa un appello preciso: Non basta fare l’esperienza dello Spirito; non basta neanche per Maria e Giuseppe: sono ancora legati alla tradizione religiosa, ai valori d’Israele, alla legge; Gesù parla, e loro non capiscono la sua parola.
«Scese dunque con loro e tornò a Nazaret». L’evangelista aggiunge che «stava loro sottomesso», ma in modo molto relativo; poi lo si vede allontanarsi. Il brano finisce in modo positivo: «E sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore». La grandezza di Maria è che pur essendo una donna della tradizione, pur essendo la donna del rito, e donna della legge, «conserva queste cose nella sua mente»: continua a riflettere; segno di disponibilità a capire, e a cambiare eventualmente a ragion veduta. Per Maria comincia il faticoso itinerario di fede che le fa scoprire il mistero nascosto nel suo ragazzo; mentre ha la sensazione di perdere non solo i riti religiosi, ma anche il possesso del figlio, scopre in lui il dono di Dio al mondo, e sotto la croce lo vede salvezza e perdono di Dio verso tutti. «E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini». Anche Gesù cresce e indugia nel tempio: in luoghi favorevoli alla conoscenza della volontà del Padre.

Anche tu sei introdotto al mistero dell’amore di Dio. Come Maria e Giuseppe, Simeone, Anna e pastori, sei introdotto anche tu al mistero d’amore: di passione, morte e risurrezione, come me e con me: attuo in te ciò che ho compiuto in me dal pellegrinaggio iniziale, al viaggio finale della mia vita, a Gerusalemme; sei introdotto al vivere quotidiano tipico del mio fedele, come i miei genitori. Lo costati nella festa di oggi. Ognuno lo sarà, fino all’ultima persona (Lc 2,41-52 è parallelo a Lc 1,1-4, i due testi quindi si fanno luce reciproca in particolare nel «sapere»: “ti renda conto”, “non sapevate”). Ci può essere anche una buona famiglia di sangue nella misura che essa è in ascolto della mia Parola: “Occupata delle cose del Padre mio”. È questo il filo rosso che tiene uniti come in una collana tutti gli eventi esistenziali delle singole persone e di tutta una famiglia. È un apprendistato alla vita. Io stesso mi faccio maestro di questo solido insegnamento quotidiano, per te che sei l’Amante del Bene che è Dio (Teofilo). La Vita che hai ricevuto fin dall’inizio è infatti un’accurata ricerca del bene. “Coloro che ne sono testimoni fin dal principio e sono ministri della Parola” lo attestano e lo trasmettono. La vita si snoda di giorno in giorno in una sua coerenza. L’evangelista Luca, medico, con una mentalità vicina alla nostra, dice: È fattore di crescita prendere coscienza della Vita, “cercare accuratamente su ogni circostanza fin dagli inizi e scriverne (eventualmente) un resoconto ordinato, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto”.
Beato chi abita la tua casa, Signore.

Gesù vi immerge nel suo Amore.
Sei introdotto alla conoscenza di Dio, come Samuele, per il bene di tutti. “Io sono la Vita”, dice il Signore. Maria e Giuseppe iniziano a non comprendermi e a perdermi già nel tempio, mentre proclamo i diritti del Padre mio: ricerca di Dio è ricerca del senso della vita. Nei doveri della mia vita quotidiana, compreso il recarmi al tempio, si cela la vita che è data a tutti per il bene di tutti come a Samuele. Entro nel piano del Padre mio, nella sua volontà che abbraccia tutta la mia vita, e mi porta ad espandere il Bene, fino alla mia passione, morte e glorificazione; tre giorni di assenza e angoscia quando mi hanno smarrito; come i tre giorni di presenza poi nella tomba. Ma poi, ecco il refrigerio. Ciascuno, secondo il grado di luce che ha da Dio, interpreta le esigenze di volontà divina: Samuele, per esempio, è strumento di Dio che fa passare Israele alla monarchia con il primo re Saul. Avverrà nella tua continua ricerca di Dio. Giuseppe e Maria a stento e con grande pena comprendono il senso di ciò che accade; io stesso, uscito dal seno del Padre, conosco a pieno il suo disegno apprendendo quotidianamente come ogni uomo, rispondendo e interrogando i dottori, con piena disponibilità alle promesse di Dio a Israele e al loro compimento in me.
Beato chi abita la tua casa, Signore.

Gesù vi immerge nel suo Amore.
Nella tua famiglia sei chiamato ad essere figlio di Dio, simile all’Altissimo. Al centro della vita nella famiglia di Dio vi sono “le cose del Padre mio”, e ognuno dei suoi membri si può rapportare all’altro con amore autentico e fedele, nella misura in cui vive personalmente la propria vocazione a divenire «simile» al Padre -figlio di Dio-, disponibile al compimento del suo progetto e nel servizio d’amore che gli è affidato. Famiglia che vive in semplicità e coraggio la propria vocazione all’amore di Dio per gli altri, alla presenza di Dio, in continuo riferimento al Signore, alla sua volontà, alla luce che illumina gli avvenimenti di ogni vita umana. Questo ravviva il senso del tuo vivere, come il mio, sulla terra: stare presso il Padre mio, cioè, mostrare come nel dono di me stesso Dio ama gli uomini anche quando lo uccidono. Comportamento, questo, superiore alla comprensione umana; esso va accettato nel silenzio, vissuto nella disponibilità, come ho fatto io, e come hanno imparato a fare Maria e Giuseppe: mi vedono con gli occhi del corpo, mi accolgono con la luce della fede.
Beato chi abita la tua casa, Signore.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Beato chi abita la tua casa, Signore.
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: che ci hai donato come membro della famiglia umana;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito: che rende presente Gesù, compimento della tua parola di grazia;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù: che attua in noi e mediante noi ciò che ha compiuto in se stesso;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo: divenuti membra del suo corpo, tuoi figli, con il tuo amore per tutti;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria: dai nutriti alla tua mensa, seguaci della s. famiglia, associati alle prove e alla gloria di Gesù.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Convivenza:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: convivenza fra persone in ogni famiglia umana;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza convivenza nella famiglia di Anna, Elkana e Samuele futuro profeta d’Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: convivenza con gli uomini di Gesù figli di Dio fatto uomo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: convivenza di Maria e Giuseppe con Gesù occupato delle cose del Padre;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. convivenza dell’umanità con il Padre nel Figlio Gesù.

Preghiamo:
O Padre, che apri il nostro cuore perché comprendiamo le parole del Figlio tuo; donaci di abitare beati nella tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).