28/09/2003 – T. ORDINARIO – ANNO B – 26 DOMENICA – 2003
XXVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO.
Anno B – 28 settembre 2003.
RACCOGLIMENTO.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA.
“I fedeli leggano almeno i testi della messa, in famiglia o in privato” (PCFP 13). – Fa crescere “ascolto e risposta” in tutti noi, Signore! (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi la voce LETTURE nel sito.
MEDITAZIONE – RILETTURA.
Il Signore parla di se stesso, “Buona Notizia” nel vangelo; “compimento delle promesse”, della prima lettura; “fondamento della chiesa”, nella seconda lettura: Gesù rivela ciò che sta facendo in noi. – Facci conoscere la tua opera, Signore, mentre rileggiamo vangelo, I e II lettura alla luce del “versetto al vangelo”:
La tua parola, Signore, è verità: consacraci nel tuo amore. Alleluia.
CELEBRAZIONE – VITA.
Il Signore Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la Sposa diciamo: “Vieni, Signore Gesù!”. E Gesù risponde: “Sì, ecco, io vengo” (Apc. 22,17s). È in atto l’azione di Gesù nella messa e nella vita di ciascuno (Cfr PNMR 55, f): Gesù in noi continua a offrirsi al Padre per tutti. Antifona alla Comunione:
È meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna.
Meglio che tu entri nel regno di Dio.
La comunità di Gesù è il regno di bene per tutti. La comunità di Gesù non è settoriale: ciascuno nel suo ruolo ha lo stesso Spirito di bene verso tutti indistintamente; Gesù e non altri è il punto di riferimento supremo (vangelo). Gesù porta così a compimento la comunità d’Israele nel deserto; senza gelosie: “Fossero tutti profeti nel popolo!” (prima lettura). La comunità di Gesù condivide beni spirituali e materiali: cosa hai che tu non abbia ricevuto? L’hai ricevuto per condividerlo con i bisognosi (seconda lettura). Celebrando l’eucaristia riconosciamo che la comunità di Gesù mossa dallo Spirito di condivisione dà gioia, più preziosa di ogni altro bene. – Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di infondere lo Spirito di condivisione comunitaria, nel simbolo dell’accoglienza reciproca. – Il tuo Spirito di favorire il bene negli altri, Signore, dà gioia.
I precetti del Signore: questo tuo precetto, Signore, da’ gioia.
Meglio che tu entri nel regno di Dio.
La comunità di Gesù: Regno del bene che io preparo per te. Accettalo come te l’ho preparato: una società familiare che ti accoglie dalla nascita; io stabilisco quando, come, dove tu devi nascere e crescere, in sapienza e grazia, davanti a Dio e agli uomini; tutto in funzione del bene sommo che tu sei per me; e, come te, ogni singola persona: questa la certezza che ti fa esperimentare pace e gioia. Ogni nucleo familiare dipende da me, suo Creatore; non è padrone di se stesso; un nucleo o un gruppo non può escludere l’altro; tanto meno una persona può escludere l’altra. Anzi, caratteristica del bene è l’attenzione alla persona, ad ogni persona: volere, per esempio, che un indemoniato sia libero dal male; desiderarglielo appellandosi al nome o persona che fa il bene, come io faccio, è bene, non male. Quando ti preoccupi che la fede sia pura, che la comunità sia integra, e dici «non è dei nostri», senza pensare alle persone, può essere che tu non ti preoccupi del bene delle persone che sono nella tua comunità, né della loro fede, bensì pensi a mantenere il tuo potere sotto la bella facciata esterna della fede e della comunità; mentre io ho fatto te e ciascuno come membro del mio corpo, esteso nel tempo e nello spazio, per essere io stesso in te contemporaneo del tuo vicino.
I precetti del Signore danno gioia.
Meglio che tu entri nel regno di Dio.
La comunità di Gesù: Regno del bene che io sono per te. Sono io il Bene in te, in voi, come in quel tale che cerca nel fratello la liberazione dal maligno delle false ideologie o lo disseta con un bicchier d’acqua; sono io che vi raduno in comunità; non sono un tuo bene esclusivo, un oggetto che tu possiedi, che tu o la tua comunità può condividere con i propri amici, con gli addetti ai lavori. Sono dono gratuito in ciascuno che fa il bene, e che riceve il bene; che riceve il bene, e mostra di averlo ricevuto, facendolo: sono io. Chi non è contro di noi, è per noi.
“Non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me”; c’è, invece, chi come vuoi si preoccupa di un bene che accade fuori della comunità, per esempio un esorcismo per il bene di un indemoniato; e vuole eliminarlo, continuando a cercare il potere e non il bene, cioè, chi sia il più grande, su cui un momento prima ha discusso (Vedi episodio precedente; riguarda la discussione su chi fosse il più grande), anziché lasciarsi richiamare al bene da chi lo fa, pur non professando di essere consacrato solo a questo.
I precetti del Signore danno gioia a chi ti accoglie.
Meglio che tu entri nel regno di Dio.
La comunità di Gesù: Regno del bene sempre preferito, negli altri e in te stesso. È Vita; per essa vale la pena spendere questa vita: mani, piedi, segni di relazioni; occhi, segni di beni personali; tutto il corpo, con una pietra in mare, cioè non avere neanche sepoltura: essere ignorato, non esistere; come per avere cibo buono vale la pena poi cuocere pasta e altro; nulla va perduto, tutto è trasformato, quanto è speso per il bene dei fratelli.
Ecco, io sono pane azzimo, cotto nella sofferenza della passione per amore, cibo di vita; agnello immolato, sgozzato, eppure diritto in piedi, alla destra del Padre.
I precetti di bene, Signore, danno gioia.
Meglio che tu entri nel regno di Dio.
La comunità di Gesù: Regno dello Spirito effuso su di te.. Sono il vero Mosè; su di me si posa e rimane lo Spirito; io distribuisco doni agli uomini, senza schemi e misura; doni a ciascuno per il bene del Corpo, che è la Chiesa-lo’umanità; ciò che è dato a ciascuno è per il bene di tutti. Lo Spirito che hai preso al battesimo e in particolare nella cresima, ti rende capace di vedere il bene e il male nella comunità, per fare come io ho fatto con una amorevolissima correzione verso Giovanni e tutti i discepoli in vista di una comunità che cerca il Signore, in rendimento di grazie.
I precetti del Signore danno gioia.
Meglio che tu entri nel regno di Dio, nella comunità dove io provvedo al bene di ciascuno tramite il vicino che io gli dono.
La comunità di Gesù: Regno di grande profitto. Con il centuplo; quando accogli lo Spirito e mi lasci operare in te verso i fratelli, come hai visto che ho fatto con Giovanni, tutto quanto sei e hai si rinnova per la vita, perché tutto è vostro, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio; sei ammesso alla presenza di Dio nel compiere questo servizio; allora tu rifletti, come in uno specchio, la gloria di Dio: sei segno della presenza divina che risplende in te.
I precetti del Signore danno gioia.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica, per es. del Vers. Resp.:
I precetti del Signore danno gioia,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
in lui ci assicuri lo Spirito, primo dono ai credenti;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
che trasforma in Cristo pane, vino e noi stessi;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci rende a te graditi come ha fatto con Giovanni;
intercessione: per tutti vivi e defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
come hai accolto Giosuè, Giovanni, tu accogli ogni fedele;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità, divenuta comunione di fratelli che si servono gli uni gli altri.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es.: Lo Spirito del Bene:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: lo Spirito, di bene in tutti, come nell’esorcista;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: lo Spirito, di Dio nei settanta, aiuto di Mosè;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: lo Spirito, di Gesù che corregge Giovanni e ogni fedele;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: lo Spirito del bene, in chi dà un bicchier d’acqua in suo nome;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: lo Spirito, del Padre in tutti divenuti suoi figli nel Figlio.
Preghiamo:
O Padre, che ci consacri nel tuo amore, la tua parola è verità; i tuoi precetti di compiere il bene suscitino gioia nel tuo popolo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).