28/09/2007 – GIOVANNI PAOLO II ALL’EPISCOPATO VENETO – 1991
IL DISCORSO DEL S. PADRE GIOVANNI PAOLO II
All’Episcopato del Triveneto in visita «ad limina apostolorum»
(26 gennaio 1991)
“Singolare mezzo di catechesi è la «liturgia della Parola» nelle Messe”
Signor Cardinale Patriarca, venerati Fratelli Arcivescovi e Vescovi della Regione Triveneta!
(omissis)
3. La via principale dell’evangelizzazione .rimane sempre quella della catechesi. Presso di voi essa è attuata da tempo con sistematiche programmazioni, rivolte ai fanciulli, ai ragazzi, ai giovani. Nella catechesi sono coinvolti numerosi laici, e le famiglie stesse sono rese progressivamente partecipi dell’itinerario formativo dei figli.
Voi, tuttavia, riscontrate ora l’urgenza di predisporre un più incisivo itinerario di catechesi per i giovani e gli adulti, al fine di offrire salde motivazioni alla loro fede, accompagnando e sostenendo la loro testimonianza cristiana nel contesto delle nuove condizioni sociali.
In questa prospettiva non avete trascurato di offrire, nelle vostre Chiese, valide occasioni di catechesi mediante speciali corsi rivolti ad associazioni giovanili ed organizzazioni cristiane di lavoratori, professionisti, imprenditori, come anche a movimenti di apostolato, di carità, di volontariato. In ogni centro sono sorte, inoltre, opportune iniziative per preparare nella fede i giovani alla celebrazione del matrimonio.
Ciò nonostante, voi riconoscete che la catechesi agli adulti, per esser efficace, ha bisogno di maggiore spazio, di più vasta partecipazione, di approfondimento più consapevole.
Nell’incoraggiarvi a perseverare nella ricerca di quanto può rivelarsi utile a questo fine,desidero invitarvi a trarre ogni vantaggio da quel singolare mezzo di catechesi che è la «liturgia della Parola» nelle Messe sia festive che feriali In terre come le vostre, ove si riscontra ancora una buona partecipazione alla Celebrazione eucaristica soprattutto nei giorni festivi, la valorizzazione dell’ampio ventaglio di letture bibliche, offerto dalla liturgia, può rivelarsi straordinariamente feconda di frutti.
Proprio il Lezionario ed il Messale sono lo “strumento costante, vivo ed a molti familiare, per conoscere ed alimentare la fede e trovare in essa la risposta agli interrogativi della coscienza, occorre che i presbiteri valutino appieno la preziosità di tale mezzo e sappiano trame spunto; mediante la conveniente proclamazione e l’adeguato commento, per formare forti personalità cristiane,
Il testo biblico, mediante il quale Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, «giacché è Lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura» (Cost. Sacrosanctum Concilium, n. 7) è luce di verità, potenza di grazia che suscita nell’animo quanto esprime, viatico che sostiene nella ricerca e nell’impegno a servizio del bene.
Il Messale, quindi, con il suo ampio Lezionario, quotidiana «mensa» della Parola di Dio, può ben essere considerato il manuale universale della catechesi per tutto il popolo, in parrocchia, in ogni chiesa o comunità.
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Il MESSAGGIO della parola o «Aspetto del mistero di Cristo», tutto sempre presente, che parla di se stesso, Capo e Membra, può essere colto brevemente, con: Canto al vangelo – frase ufficiale del vangelo – frase ufficiale della prima lettura. – risposta con il versetto del salmo responsoriale – frase ufficiale della seconda lettura che dice chi sei tu, celebrante.
– Alla luce del messaggio o «Aspetto del mistero di Cristo», brevemente rilevato ed eventualmente approfondito, secondo tempo e capacità, vedere tutte le altre «formule eucologiche» (= «preghiere della chiesa»): ingresso, colletta, sulle offerte, prefazio, comunione, dopocomunione,
L’EUCARISITIA: il messaggio o l’«Aspetto del mistero di Cristo», colto in breve o in modo approfondito, suscita nel cuore la risposta, espressa con le parole della preghiera eucaristica (continuazione del salmo responsoriale), in cinque momenti principali: prefazio, consacrazione, offerta, intercessione, lode finale.