28/11/2004 – AVVENTO – ANNO A – 1 DOMENICA – 2004
Preparazione alla celebrazione della messa
1ª DOMENICA DI AVVENTO
Anno A – 28 Novembre 2004
Vieni, Signore Gesù, Misericordia e Salvezza.
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti noi ad ascoltarti (Dt. 6; Lc 8; Is 6; Ebr 10; Rm 12).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di accogliere la sua parola nell’assemblea dei fedeli (LETTURE).
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
Le meditazioni del 2001-4 rileggono i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
Dall’Avvento del 2004: Il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi metodo in: LETTURE o MEDITAZIONE – tempo ordinario – 1ª domenica anno A 2005.
Richiamo della Parola:
– Vegliate, state pronti: la vostra liberazione è vicina.
– Saliamo sul monte del Signore, che unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo regno.
– Andiamo con gioia incontro al Signore, e saremo luce nelle tenebre.
– La nostra salvezza è vicina.
La parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vieni, Signore Gesù, Luce: Misericordia e Salvezza.
“Io so chi tu sei: il santo di Dio!”. “Ma che c’entri tu con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci!”, grida «lo spirito immondo», la sinagoga di Cafarnao (Mc 1,24).
Signore Gesù, Luce: “Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo”. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli!”, acclama «l’assemblea celebrante» nella comunità cristiana.
Si può conoscere Gesù, e non essere in rapporto con lui, come «lo spirito immondo» della sinagoga!
Noi desideriamo vivamente partecipare all’«assemblea celebrante» in comunione con Gesù e con il Padre. Ci affidiamo allo Spirito Santo che c’introduce nella Verità tutta intera; ci lasciamo guidare da lui, e preghiamo in questo nuovo ciclo liturgico (ABC) con le parole e i gesti di Gesù nella Messa. Saremo introdotti al «colloquio di Dio con l’uomo» in Cristo Gesù mediante lo Spirito Santo, nella Messa e nella vita.
Signore Gesù, Luce: “Mostraci la tua misericordia e donaci la tua salvezza” (Canto al vangelo).
È la preghiera efficace della chiesa.
Premessa. Nella Messa ci sono parti bibliche, le letture, e parti non bibliche, o preghiere della chiesa, dette eucologiche. Esse esprimono il mistero di Gesù, ne facilitano la comprensione, mettono in comunione con Cristo, e in Cristo con il Padre. Seguendo il legane dei brani della Messa, saremo in grado di capire meglio il senso delle parole di Gesù, rimanere in intimità con lui e con il Padre, stupiti dell’azione di Dio in noi.
Il punto chiave sta nel fatto che «siamo battezzati=immersi in Cristo»: resi capaci di vivere e agire come Cristo, nostro primo agente in noi. Ogni criterio che ci aiuta a comprendere ciò che Gesù ha compiuto in se stesso e ora attua nella nostra esistenza, sarà messo tra parentesi quadre […], come questo criterio, [il Versetto al vangelo orienta alla comprensione del vangelo, che è il centro di tutto il formulario liturgico della messa].
Oggi, prima domenica di Avvento, il Versetto al vangelo ci fa cantare di cuore così: “Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza”. Si notano due particolarità; man mano che si cresce, se ne possono rilevare altre, adatte a introdurci sempre più alla comunione con il Signore.
La prima particolarità di questo versetto al vangelo è che presenta subito Gesù «Misericordia e salvezza»; due azioni esclusive e gratuite di Dio. All’inizio di tutto il ciclo liturgico, ABC, quindi Gesù è presentato e dichiarato «Dio», che fa la storia dell’uomo, rivela il senso della storia umana, egli il centro di tutta la storia, come storia di «Misericordia e di Salvezza», presente nella Persona di Gesù.
Signore Gesù, Luce: «Mostraci», «donaci» misericordia e salvezza.
Due [Imperativi di Adesione] è l’altra peculiarità di questo versetto al vangelo. Dopo aver rivelato Gesù Misericordia-Salvezza, che suscita adesione in ogni creatura al suo Creatore e Salvatore misericordioso, il versetto al vangelo rileva come ogni persona esprime la propria adesione con un imperativo, anzi due imperativi in questo versetto: «Mostraci» e «Donaci». Si ha sùbito una preghiera che il fedele sente sommamente «efficace», perché si rifa alla volontà di Dio stesso, rivelata al suo popolo. L’assemblea vi aderisce senza aggiungervi nulla di proprio, se non l’acclamazione: “Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza”. Come dire: Tu ci riveli, Signore, che usi misericordia e salvi tutti? Noi aderiamo pienamente al tuo agire e ti diciamo: Usa la tua misericordia, cosicché noi tutti la possiamo vedere: dona a tutti la tua salvezza! – Mentre il Sacerdote o il Diacono preparano tutto per acclamare il vangelo, già l’assemblea è predisposta ad ascoltare e seguire, a comprendere e pregare ciò che nel vangelo sta per essere proclamato. Sostiamo un po’ e ripetiamo nell’intimo il versetto al vangelo: «Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza»…
Signore Gesù, Luce: «Gloria a te», «Lode a te», o Cristo.
L’assemblea riconosce il suo Signore risorto presente. [Il vangelo è Cristo che parla di se stesso, Capo e membra], per questo si è ripetuto sopra che Misericordia e Salvezza di Dio sono presenti in Gesù, appunto perché il vangelo è Gesù che parla di se stesso. Noi siamo indotti a comprendere, e invitati subito ad aderire a Cristo cantando il versetto al vangelo; ma ora anche dialogando con il Sacerdote, in persona di Cristo, all’inizio del vangelo, con le parole: «Il Signore sia con voi», «Gloria a te, o Signore»; e alla fine dello stesso vangelo, ascoltando: «Parola del Signore», e rispondendo:«Lode a te, o Cristo». L’assemblea riconosce e loda il suo «Cristo Signore» nelle parole del vangelo. Noi lasciamo risuonare nell’intimo l’acclamazione: «Lode a te, o Cristo».
Signore Gesù, Luce: Sono interessato ad «accorgermi» del tuo interesse per me.
Ecco il messaggio particolare di questa prima domenica di Avvento: siamo interessati, a differenza dei coetanei di Noè «che non si accorsero di nulla»; siamo interessati, e mentre meditiamo in particolare il vangelo, che è Gesù, misericordia e salvezza, osserviamo cosa Gesù ha operato in se stesso, e ora intende attuare in noi. «Gesù disse ai suoi discepoli» e ora dice a tutti noi: «Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti; così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo», cioè di Gesù stesso. Quelli «non si accorsero di nulla», e voi non vi accorgete di me, «Misericordia e Salvezza» per voi, in mezzo a voi, dice il Signore: «Veglia», dunque, cioè interpreta rettamente i segni della mia presenza. I contemporanei di Noè vivevano «senza accorgersi» della presenza di Dio e della vita di Noè in relazione con Dio, anzi lo deridevano. Ma al diluvio egli entrò nell’arca; ed essi «furono inghiottiti dalle acque». Io sono tra voi il vero Noè, il Signore Misericordia e Salvezza. E’ salvo chi nella vita quotidiana è «preso», salvato, dall’ascolto della mia Parola, e «si fida» di me; è «lasciato», non salvato, chi nella propria esistenza, non vive in comunione con me, e mi «lascia».
Signore Gesù, Luce: «Figlio dell’uomo», sempre con me per usarmi misericordia e salvarmi.
«Il Figlio dell’uomo viene nell’ora che non pensate»: viene nel quotidiano. Tu mi pensi presente in avvenimenti per te straordinari; invece tutto per me è straordinario: ogni cosa, infatti, è disposta da me per incontrarti; veglia, interpreta rettamente ciò che accade. Nel diluvio della tua vita sta con me nella barca del mio corpo: nella carità con i miei fratelli e sorelle che ti ho messo accanto, e non sarai «inghiottito dalle acque profonde». Io non sono solo il Dio «del fine», del progetto, cioè il Dio che crea il mondo, il popolo, l’umanità che ho assunta perché stia con me, dice il Signore. Io sono anche il Dio «della fine»: cioè sono la Forza che porta alla meta, alla manifestazione della piena maturità dei figli nel Figlio. Tu puoi testimoniare che la storia tua e degli uomini produce salvezza e pace nella misericordia. – In realtà, Gesù cura che tutto sia fatto e pronto gratuitamente per noi: viene, muore, risorge, manda lo Spirito dal Padre. Ma non vuole che manchi in noi l’unica nostra attività, per non essere inghiottiti da tante cose: l’attenzione. Gesù vuole che «ci accorgiamo» di lui e lo accogliamo; perché tutto ciò che Gesù fa per noi, porti frutto di rapporto personale, nell’ordinarietà del vivere quotidiano. Come Gesù «è sempre con noi», in ogni momento della nostra vita, «nel campo» o «al mulino»; così egli cerca e suscita in noi attenzione per lui, più che per tutte le cose più care, che «il padrone di casa» può avere. Nulla più caro di Cristo.
Secondo l’interesse che si ha per la persona di Gesù, si può sostare e ascoltare la sua domanda: Da che cosa «ti accorgi» del mio interesse per te, e del tuo interesse per me?
Signore Gesù, Luce: sei l’ottimismo del piano di Dio.
Nel Vangelo Cristo si rivela centro della storia [compimento della profezia], realtà di ogni immagine che troviamo nel brano dell’antico testamento, riportato nella prima lettura. Nello stesso tempo [la prima lettura propone di vedere un aspetto del vangelo, aspetto che si compie in Gesù: compimento]. Gesù è l’ultimo giorno, fine dei giorni. La frase, quindi, di Isaia: “Alla fine dei giorni” non evoca “la fine”, ma “il fine”: non vuol dire “alla fine della storia”, ma “la novità di Dio nella storia, il mondo che il Signore sta preparando, e che l’uomo deve imparare a scoprire e a edificare” nella storia, accogliendo il suo Signore. Infatti è Gesù, “Misericordia e Salvezza”, la novità, il mondo nuovo che si rivela in noi e intorno a noi. In Gesù si realizza l’immagine del «tempio sulla cima dei monti, elevato più alto dei colli»: Gesù è il Signore, la Via che conduce al Padre; da Gesù «esce la Legge» dell’Amore che «unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo regno»; Gesù attira tutte le genti e le fa «camminare nella luce del Signore»; lui «la Luce delle genti».
Come Dio ha dato a Isaia di prevedere la venuta del Cristo-Messia, così ora dona a ciascuna persona di cogliere i segni della sua presenza: «il Signore dona di andare oltre ciò che si percepisce nelle cattive relazioni che avvolgono individui, famiglie e popoli, per cogliere l’agire di Dio. Anche nei crepacci della propria vita personale, della storia dei popoli e dell’universo c’è un futuro creato da Dio, quindi sempre possibile. Non è ottimismo fondato su buona educazione; ma speranza cristiana fondata sulla promessa di Dio», già compiuta in Cristo Gesù, che si rende presente per attuarla in noi. E chi accoglie Gesù diventa in Cristo «tempio di Dio, monte luminoso, luce» di orientamento per tutti i «popoli»; e sosta augurando a ciascuno di quelli che il Signore fa venire in mente: «Su di te sia pace!»; e per tutta l’umanità chiederà il bene.
Signore Gesù, Luce: Sei il Bene vicino, che va oltre il finito delle cose create.
[Nella seconda lettura Gesù manifesta se stesso, vita nuova dei suoi fedeli, protesa verso la pienezza del Mistero di Cristo]. «Il giorno è vicino», non nel senso che la fine del mondo è prossima; ma che Gesù, Misericordia e Salvezza senza fine, sta alla nostra porta e bussa di continuo, e attende una risposta: una constatazione che tutti i doni sono belli, ma finiscono; mentre non finisce il Signore che è la Fonte di ogni dono. Quanti vigilano e interpretano rettamente i fatti, dicono per bocca di Paolo: Fratelli, Gesù ha vegliato su di noi, si è avvicinato a noi e ci ha convertiti. Ora si avvicina sempre di più nella nostra vita di ogni giorno. Vegliamo e accogliamo il suo invito alla salvezza. – Vigila chi ricorda che «la Salvezza ci viene per mezzo della fede», ha detto Paolo. E ora aggiunge: Sei liberato dalla notte del male, dalle tenebre della notte, dal sonno delle tenebre. Sei rivestito del Signore Gesù: della sua Luce infinita. Sei in grado di vedere la bellezza e il limite delle tue occupazioni quotidiane, come «mangiare, bere, sposarti, lavorare» (quattro per dire ogni attività). Sperimenti come queste cose giornaliere, «vissute in rendimento di grazie» per la vicinanza del Signore Gesù, non sono più semplici attività umane, pesanti, tenebrose; bensì «rivestite di luce», fatte nel Signore, nascosto sotto le apparenze di ogni situazione ordinaria, buona o cattiva, come ai tempi di Noè. Tutto sembra essere importante da attirare la tua attenzione. Ma tu sai bene quello che è veramente importante. Lo Spirito, che opera in te tutto questo tempo ancora a tua disposizione, lo dice al tuo spirito e lo attua in te: è importante la preghiera, la carità, l’attenzione ai più piccoli, cioè a me.
Signore Gesù, Luce: Con l’assemblea ora canto “Benedetto colui che viene nel nome del Signore».
Canta l’ingresso: «A te, Signore, elèvo l’anima mia, Dio mio, in te confido: che io non sia confuso. Non trionfino su di me i miei nemici. Chiunque spera in te non resti deluso».
Canta la colletta: «O Dio, Padre misericordioso, che per riunire i popoli nel tuo regno hai inviato il tuo Figlio unigenito, maestro di verità e fonte di riconciliazione, risveglia in noi uno spirito vigilante, perché camminiamo sulle tue vie di libertà e di amore fino a contemplarti nell’eterna gloria. Per Cristo nostro Signore».
Canta il versetto responsoriale: «Andiamo con gioia incontro al Signore».
Canta la preghiera sulle offerte: «Accogli, Signore, il pane e il vino, dono della tua benevolenza, e fa’ che l’umile espressione della nostra fede sia per noi pegno di salvezza eterna. Per Cristo…».
Canta il prefazio: «Al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana egli portò a compimento la promessa antica, e ci aprì la via dell’eterna salvezza. Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa».
Canta l’antifona alla comunione: «Vegliate, perché non sapete in quale giorno verrà il Signore».
Canta infine dopocomunione: «La partecipazione a questo sacramento, che a noi pellegrini sulla terra rivela il senso cristiano della vita, ci sostenga, Signore, nel nostro cammino e ci guidi ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore. Amen».
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Andiamo con gioia incontro al Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
la sua venuta fra noi ci mostra la tua misericordia e ci dona la tua salvezza;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù tra noi, maestro di verità, fonte di riconciliazione, ci fa camminare nella libertà e nell’amore;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli ci ha amato sino in fondo: sino a quando è entrato nella tua gloria con la nostra umanità;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
venuto per riunire tutti i popoli nella pace eterna del tuo regno;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità che ti contempla presente fra noi nel tuo Figlio fatto uomo come noi.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2).
Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Vigilanza:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
vigilanza, del padrone che custodisce la sua casa;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza:
vigilanza, di Noè, di Isaia, di tutti i popoli che avvertono la presenza di Dio in Gesù, vera Sion;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
vigilanza, di Gesù, Pastore buono che esorta alla veglia il suo popolo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
vigilanza, di Paolo, tipo della Chiesa che vive in ordine a Cristo Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità:
vigilanza, degli esseri che contemplano la gloria del tuo volto e giorno e notte cantano la tua lode.
Preghiamo:
O Padre, che in Cristo tuo Figlio Gesù venuto nel mondo, ci mostri la tua misericordia e ci doni la tua salvezza; fa’ che il tuo popolo venga con gioia incontro a te.
Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).