29-06-2003-SS-Pietro-e-Paolo

29/06/2003 – SS. PIETRO PAOLO APOSTOLI – GIORNO – 2003

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI
Messa del giorno – 29 Giugno 2003

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito santo. Amen.

Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce della chiave, il versetto al vangelo:
Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s). “Nel corso di questa stessa memoria, la chiesa (ciascuno nella sua situazione) offre al Padre nello Spirito S. la vittima immacolata” (PNMR 55,f). Antifona alla Comunione: Pietro disse a Gesù: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. –
Gesù rispose: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. – Su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Sulla roccia di questa tua confessione io edificherò la mia chiesa. La chiesa è vita beata nello Spirito Santo per rivelazione del Padre e del Figlio (vangelo); le porte della prigione non hanno potere su di lei (prima lettura); l’isolamento di una condanna non ha potere su di lei, anzi è piena realizzazione dell’uomo (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di rivelare l’azione del Padre che è sopra di tutti e agisce in tutti; nel simbolo della roccia che dà sicurezza d’incrollabilità. – “Io mi glorio nel Signore”.
Non edificherò la mia chiesa su ciò che pensa e dice o fa la gente. “Essendo giunti nella regione di Cesarea di Filippo, Gesù” domanda ai discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. – Cesarea di Filippo, città in costruzione, era un cantiere aperto; gli uomini intenti a costruire la città degli uomini, parlano di tutto, anche di religione, dicono, senza impegno, ciò che sanno dell’antico testamento: “Elia, Geremia o qualcuno dei profeti”, come i discepoli riferiscono a Gesù. All’occorrenza, questa gente, occupata con opere materiali, è disposta a fare anche qualche pratica religiosa, come un pellegrinaggio al tempio, perché le loro cose vadano bene. Non immaginano, queste persone, che è giunto fra loro Gesù a chiamare proprio persone come loro, come ha chiamato i discepoli lungo il mare di Galilea, cioè li ha liberati come Israele dal mare della schiavitù d’Egitto e ora sono lì con lui: Gesù, mentre lega a sé, scioglie da schiavitù. – “Benedirò il Signore in ogni tempo”: egli mi ha legato a sé sciogliendomi dai legami della morte: di una vita limitata.
Edificherò la mia chiesa sulla confessione di Pietro rivelata dal Padre. Ancora in Cesarea di Filippo, punto geografico più lontano da Gerusalemme, Gesù, tutt’intento a realizzare il piano del Padre, cioè la città che Dio costruisce in Gesù, lui stesso disse ai suoi discepoli: “Voi chi dite che io sia? Rispose Simon Pietro”. – Simone “figlio di Giona”, cioè “simile a Giona” che non ha mai voluto obbedire a Dio finché non è stato costretto; soprannominato “Pietro”, uomo “duro” come una pietra e “tardo” a convincersi di qualcosa; simbolo dell’uomo che non solo non può salvarsi, ma che è anche “restio” ad accettare di non essere in grado di salvarsi. A lui, come a dire a ogni uomo per quanto “duro” come Pietro, Dio il Padre, rivela il suo progetto che intende realizzare in Gesù di Nazaret. E Simon Pietro, uomo duro, confessa Gesù, dice veramente chi egli è, proclamando: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio Vivente”. – “Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato”.
Edificherò la mia chiesa rivelando la rivelazione del Padre. Gesù disse a Pietro: “Né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli”. Gesù stesso riconosce la rivelazione del Padre: come infatti “solo il Padre conosce il Figlio” e suggerisce a Pietro la confessione in risposta alla domando di Gesù: “Voi chi dite che io sia?”; così “solo il Figlio conosce il Padre e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”: Gesù ha voluto rivelare a Simone che il Padre gli ha rivelato la sua identità di Cristo-Messia, Salvatore e la sua unità con il Padre stesso. E’ dono del Padre la chiesa: l’uomo non dona a Dio qualcosa, ma riceve da Dio Padre la rivelazione su Gesù Nazareno, “il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E’ dono del Figlio l’edificazione della chiesa, cioè rivelare che è destinatario della rivelazione del Padre. E’ beatitudine dell’uomo essere destinatario di questa rivelazione del Padre e del Figlio, cioè dello Spirito che trasforma l’uomo Simon Pietro: gradualmente lo fa crescere, lo fa capace di accettare che Gesù, “il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, viva in lui: condivida con lui la capacità di riconosce chi lo accetta e lo lascia vivere in sé: “Beato sei tu, Simone”. Così Pietro continua il compito di Gesù sulla terra; riconosce chi è beato, cioè è mosso dallo Spirito a donare se stesso come Gesù a servizio degli altri, e condividere i suoi beni, come il Servo di Dio Gesù, a possedere la vita che supera la morte, lo scheol, gli inferi che la fonte del Giordano in Cesarea di Filippo richiama. – Guardiamo a te, Signore, e siamo raggianti: non sono confusi i nostri volti.
Benedetto il Signore che libera i suoi amici.

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. – Su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Edifico la mia chiesa immersa nella rivelazione di Dio ogni momento. Nel pericolo e nelle necessità, per esempio nella prigionia, Pietro “dorme” pur nella paura della morte, perché vive nella presenza di Dio che porta a compimento l’opera sua di bene per tutti gli uomini; lui sa che Gesù gli ha detto: “Io edifico”. Uscendo dal carcere quindi Pietro è illuminato dal Padre e da Gesù, e mosso dallo Spirito esclama con tutta la comunità unita a lui nella preghiera: “Ora sono veramente certo che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode”. – E anche la comunità che ora celebra esclama: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore, beato l’uomo che in lui si rifugia”.
Benedetto il Signore che libera i suoi amici.

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. – Su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Edifico la mia chiesa sino in fine. Paolo è l’esempio del cristiano che si lascia guidare dallo Spirito di Gesù in tutte le peripezie della vita sino alla fine; fatto a immagine di Gesù, diviene simile al Figlio di Dio, che sa vedere il senso divino dei fatti: nel tribunale, sicuro della sentenza di morte, abbandonato da tutti gli amici, non inveisce contro nessuno per difendere se stesso, ma coglie che questa è l’occasione di confessare il messaggio di Gesù ai pagani; e intuisce che questo varale sempre, dichiarando: “Il Signore mi libererà da ogni male e mi salverà per il suo regno eterno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen”. – Questa è l’esperienza di vita nuova, vita di Dio che gli inferi non possono mai soffocano.
Benedetto il Signore che libera i suoi amici.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica, per esempio del Vers. Resp., Benedetto il Signore che libera i suoi amici,.
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
egli riconosce e rivela la tua azione nella chiesa;

attualizzazione: consacrazione Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù presente è la roccia della tua chiesa;

offerta: nostra in Cristo al Padre In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli agisce in ogni membro nella vita dei suoi fedeli;

intercessione: per tutti vivi defunti Tutti, Padre, accogli in Cristo:
egli vive e agisce in ciascuno a favore di tutti;

lode finale: esplosione dei sentimenti A te, Padre, ogni onore e gloria:
da ciascun uomo fatto pietra viva della tua chiesa.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Rivelazione:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la rivelazione, del senso dei fatti;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza la rivelazione, dell’agire di Dio nell’uomo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la rivelazione, di Gesù, il Figlio che conosce il Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la rivelazione, del Padre garantita da Gesù a Pietro, a tutti;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. la rivelazione, della vita di tutti con Cristo in Dio.

Preghiamo:
O Padre, che riveli a Pietro l’identità di Gesù tuo Figlio, vita eterna; fa’ che la comunità di tutti gli uomini ti benedica come liberatore dei suoi amici. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).