29-12-2002-SFamiglia-B

29/12/2002 – S. FAMIGLIA Gesù Maria Giuseppe – B – 2002

SANTA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE
Domenica fra ottava di Natale – 29 dicembre 2002

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo: Molte volte e in diversi modi Dio ha parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti; oggi, invece, parla a noi per mezzo del Figlio.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria sua Madre.

Il padre e la madre di Gesù si stupiscono delle cose che si dicono di lui.Si stupiscono delle cose che si dicono di lui. Stupore in famiglia: un padre e una madre stupiti “delle cose che si dicono del figlio”, per mezzo del quale “Dio parla a noi”, che l’accogliamo come i genitori, e gli permettiamo di realizzare su di noi il suo progetto: “Essere Dio” come lui, il figlio (vangelo). Una “cosa che si dice di lui” è che si diffonde e si compie in lui l’amore di Dio per Abramo, espresso con l’Alleanza e la promessa: “Uno nato da te sarà il tuo erede” (prima lettura); una cosa grande è questa che si sente dire perché è segno del progetto di Dio sull’umanità, chiamata a credere in lui come Abramo (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di realizzare la famiglia, creando fra di voi la stessa comunione di Amore, Spirito Santo, che c’è fra il Padre e il Figlio; nel simbolo della famiglia di Nazaret. – Ci gloriamo, Signore, del tuo santo nome: “gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto” (Sal. Resp.).
Si stupiscono mentre lo portano nel tempio. La famiglia nel tempio: di Gesù si dice che “portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore”. Dalla grotta al tempio: dopo il Natale celebriamo il mistero della santa famiglia, simbolo del nuovo Israele realizzato per l’offerta di Gesù nel tempio, luogo della presenza di Dio e della rivelazione profetica. I genitori si trovano coinvolti nella storia di un bambino che deve venire a bene di tutta l’umanità, e per questo deve presentarsi al tempio: ci salva presentandosi al Padre con la nostra umanità. “Entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato” (Ebr 10,5). Quando vi giunge nessuno lo riconosce; il coro dei sacerdoti, in fondo al tempio, continua le sue preghiere. Giovanni aveva detto bene: “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete (Gv1,26). Eppure quel bambino è l’unico uomo che può stare davanti a Dio, alla pari di Dio. Porta tutti noi con sé davanti a lui, mentre, bambino, non cammina ancora da solo: deve essere portato da due creature umane, Maria e Giuseppe. Gesù entra nel tempio con i piedi dei genitori, come ora si offre al Padre con le nostre mani; ed è fasciato nella culla, come nella tomba è avvolto nel sudario: nell’icona sarà raffigurato in culla con il volto di adulto. Sempre occupandosi delle cose del Padre, infatti, ritornerà da solo a Gerusalemme per essere lui stesso il vero tempio nella sua umanità di Risorto: per essere dimora, luogo, famiglia di Dio che ci accoglie, non come “stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio” (Ef 2,19s); degni di comparire “santi e immacolati al suo cospetto nella carità” (Ef 1,4). Nel tempio inizia e si compie la storia del Vangelo, la Buona Notizia di Gesù che verso questa città cammina tutta la sua vita (Lc 9,51-19,27: circa dieci capitoli). A Gerusalemme egli si dona fino in fondo: fino alla vittoria sul maligno e sulla morte. Di là poi inizia anche l’espansione della sua chiesa, corpo di Gesù avvolto nella sofferenza e nella pienezza di gioia: “Scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme e tutti, ad eccezione degli apostoli, furono dispersi nelle regioni della Giudea e della Samaria; e vi fu una grande gioia” (Atti 8,1ss), fino alle nostre città, a ciascuna persona. – Ricordiamo le meraviglie che ha compiuto.
Maria e Giuseppe si stupiscono delle cose che Simeone e Anna dicono di lui. Due genitori entrano nel tempio. La mamma porta in braccio un bambino piccolo e indifeso. Sono Maria e Giuseppe; presentano Gesù con una cerimonia rituale secondo le tradizioni del popolo di Israele: “Come è scritto nella legge del Signore”. E’ ripetuto cinque volte. Sono fedeli alle loro leggi. Cadranno le leggi, rimarrà la fedeltà: purificazione, offerta, consacrazione. La famiglia di Giuseppe è modesta. Viene applicata a lui la norma dei poveri: un paio di colombe. Nessuno vi trova qualcosa di strano; nulla di particolare. Ma c’è un uomo, Simeone che riconosce quel bambino, lo chiama “Salvezza”, “Luce”, “Gloria”: Salvezza di Dio, Luce delle nazioni, Gloria del popolo Israele. Un solo uomo, “giusto e timorato di Dio”, desideroso del bene per Israele, ne “aspetta il conforto”. Chi attende il bene altrui, ne gode per primo: “Lo Spirito Santo gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio, e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù”. Simeone “lo prese tra le braccia e benedisse Dio”: l’uomo di Dio riconosce i fatti del Dio che non delude, e lo loda: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola”. Simeone è figura di Gesù che si offre e si abbandona al Padre; dirà sulla croce: “Padre, nelle tue mani affido il mio Spirito”.
Con Maria e Giuseppe si stupiscono tutti i fedeli di Gesù. Simeone benedice tutti: prima Dio e poi i genitori del bambino. E parla a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti, segno di contraddizione perché si svelino i pensieri dei cuori”. La Madre partecipa in bene e in male alla vita del Figlio. Simeone lo dice a Maria, tipo di ogni fedele, a cominciare da Giuseppe, silenzioso partecipe dei sentimenti di Maria e di Gesù: “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. L’atteggiamento della famiglia, composta di fedeli di Gesù come Maria e Giuseppe, è apertura agli altri: è dono delle proprie cose e di se stessi con Gesù al Padre e ai fratelli della propria famiglia fino al mondo intero. E’ la verità! La testimoniano due persone giuste e timorate di Dio: “C’era anche una profetessa, Anna. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme”. – Ricordati sempre, Signore, della tua alleanza.
Con Maria e Giuseppe si stupisce la comunità cristiana che celebra la s. famiglia. “Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortifica pieno di sapienza, e la grazia di Dio è sopra di lui”. Quando Gesù sulla croce dice: “Tutto è compiuto”, secondo la legge dello Spirito dal Padre, inizia la nuova vita della chiesa in ogni città e paese, perché “la Grazia di Dio è sopra di lui”, sopra di noi. – Proclamiamo tra i popoli le sue opere.
Il Signore è fedele al suo patto.

Il padre e la madre di Gesù si stupiscono delle cose che si dicono di lui. Sono stupiti di vedere compiuta in Gesù la promessa di Dio ad Abramo: Maria e Giuseppe, come noi celebranti, ricordano l’Alleanza di Dio con Abramo e la sua profezia: “Uno nato da te sarà il tuo erede”; “la tua discendenza” sarà numerosa come le stelle del cielo e la sabbia del mare. Constatiamo come la famiglia è segno dell’amore di Dio e della fede dell’uomo: Abramo e Sara vivono una notte oscura; non hanno figli, finisce la loro memoria sulla terra. Interviene di sua iniziativa il Dio della vita, e promette un figlio. Abramo “credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia”. Nasce Isacco: inizia la discendenza dei figli dell’Alleanza, compiuta nella persona di Gesù. La fede è coronata di pace e di gioia. – Gioisce il cuore di chi cerca il Signore.
Il Signore è fedele al suo patto.

Il padre e la madre di Gesù si stupiscono delle cose che si dicono di lui.
Con Maria e Giuseppe siamo stupiti anche noi, nel constatare che tutto quanto Dio si attende dall’uomo è essere accolto: la fede, come quella di Abramo, Sara e Isacco. Dio ha un progetto di famiglia sull’umanità, famiglia analoga a quella di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo: Uno in tre Persone. E’ un progetto sublime che solo lui può realizzare. Chiede all’uomo solo di tenere lo sguardo fisso su di lui, con piena fiducia come quella del nostro Patriarca Abramo. Lo stupore sta nel fatto che tutta la nostra attenzione, prima intenta all’osservanza della legge, è attratta dal rapporto personale con Dio. Paolo dice: “Sono morto alla legge, per vivere per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2,19s). Siamo chiamati a spostare lo sguardo dalle leggi alla persona di Dio.
Siamo stupiti della comunione fra di noi. Si trovano uniti fra loro quelli che si lasciano attrarre da Dio: quelli che si lasciano condurre da lui come Abramo fuori dalla sua terra; si fidano di Dio come Abramo di fronte alla promessa d’un figlio e di una discendenza; anche nella prova sanno attendere il Signore della vita, come Abramo sicuro che Dio è capace di fare risorgere dai morti; si fidano di Dio come di un Padre che li attende nella sua casa paterna: tutta la vita è per loro un viaggio verso di essa.
Il Signore è fedele al suo patto.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Il Signore è fedele al suo patto, si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: generato prima dell’aurora del mondo diviene membro dell’umana famiglia;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito: che rende Gesù presente in mezzo a noi, e ravviva il mistero della vita;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù: ci rende partecipi della fecondità del tuo amore;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo: crescendo in sapienza, età e grazia, ti rendono lode;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria: dall’umanità che rendi vincitrice nelle prove, partecipe della tua gloria.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Lo stupore:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: stupore, di genitori per la nascita di un figlio;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza stupore, di Abramo di fronte a Dio che gli promette e gli dà un figlio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: stupore, di Maria e Giuseppe alle parole di Simeone e Anna su Gesù;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: stupore, dei fedeli di fronte a Dio che accredita come giustizia credere in lui;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. stupore, di essere ammessi alla presenza del Padre nel Figlio amatissimo.

Preghiamo: O Padre, che hai parlato molte volte e in diversi modi ai nostri padri per mezzo dei profeti, e oggi parli a noi per mezzo del Figlio; fa’ che il tuo popolo ti acclami fedele al tuo patto. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).