30/05/2004 – PENTECOSTE – ANNO C – VesperVigilia – 2004
DOMENICA DI PENTECOSTE
Messa vespertina nella vigilia
Anno C – 30 Maggio 2004
Ascoltate lo Spirito.
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del vers. al vang.:
L’ultimo giorno della festa, Gesù si levò in piedi ed esclamò a gran voce:
«Chi ha sete, venga a me e beva». Alleluia.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
(Cogliamo il senso delle parole di Gesù alla Comunione confrontandole con il vang., I e II lettura).
Ascoltate lo Spirito, che da me sgorga su di voi come fiumi di acqua viva. Sulla croce io vi amo nell’amore del Padre. E’ dissetato chi accoglie il nostro amore. Non c’era ancora lo Spirito, perché io non ero ancora stato glorificato. L’amore sino in fondo sulla croce è la fonte. L’acqua dal mio costato è il simbolo. Il dono dello Spirito è la realtà che trasforma, è principio di salvezza, è comunione piena con Dio in chi crede in me, Cristo morto e risorto. Chi accoglie il dono dello Spirito, cresce, ascende fino alla pienezza del disegno di Dio su di lui, e si realizza in lui tutta la sua personalità, fino a divenire a sua volta, dalla fonte, fonte di acqua viva. – «Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura: Fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. L’evangelista Giovanni precisa: «Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui» (vangelo). Quindi “Ascoltate lo Spirito che si riversa su di voi come fiumi di acqua viva”, e sgorgheranno anche da voi fiumi di acqua viva! – Fa’ che ascoltiamo, Signore, il tuo Spirito. Su tutti i popoli regni il Signore!
Ascoltate lo Spirito: chi non accoglie lo Spirito è una Babele, cioè sta nella confusione. «Tutta la terra aveva una sola lingua». Gli uomini dicevano: “Costruiamoci una città e facciamoci un nome”. – Il Signore disse: “Questo è l’inizio della loro opera”. – Il Signore li disperse. La città fu chiamata Babele, perché si confuse la lingua di tutta la terra». Il credente riconosce l’unico Signore e proclama: «Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra». – Lo Spirito Santo è la forza creatrice di Dio; e oggi Dio dona la sua Forza creatrice agli uomini, perché Gesù è stato glorificato: ha completato la sua opera nel mondo, ha portato l’umanità nella vita di Dio. «Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra», cioè la Forza creatrice di Dio sta in ogni persona umana. Immensa è l’energia riposta da Dio in ogni uomo! Ma si sprigiona progressivamente, perché l’uomo è limitato nel tempo e nello spazio, ed è soggetto ai condizionamenti della sua crescita. Questa avviene con l’azione congiunta: di Dio che ne è l’origine, e dell’uomo che si lascia condurre dall’azione di Dio. Se questa azione congiunta non è armonica, se l’uomo cioè non si lascia condurre da Dio, la crescita subisce alterazioni e ritardi: si sprigiona una confusione progressiva, una «Babele». La Forza di Dio è nell’uomo, ma non è l’uomo: essa trasforma l’uomo nella misura che l’uomo si lascia trasformare. L’azione congiunta di Dio e della persona umana si svolge progressivamente come un dialogo. Dio ha l’iniziativa: riversa sull’uomo tutta la sua Energia: lo Spirito Santo. L’uomo intuisce che questa è una realtà straordinaria, stupenda, divina. E intuisce pure che lui non è capace di possederla, di gestirla. Se si chiude in se stesso e non si lascia afferrare da questa meraviglia, il dialogo di Dio con l’uomo è rotto nel suo nascere: l’uomo non può sostituire Dio, e lo sviluppo della storia si ferma. Noi siamo qui riuniti in assemblea per riprendere sempre il nostro cammino. Riconosciamo: «Su tutti i popoli regna il Signore», e preghiamo: «Scenda su di noi, o Padre, il tuo Santo Spirito, perché tutti gli uomini cerchino sempre l’unità nell’armonia e, abbattuti gli orgogli di razza e di cultura, la terra diventi una sola famiglia, e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen» (cfr prima lettura, salmo, orazione).
Ascoltate lo Spirito: del Signore che riprende il suo dialogo con l’uomo. Prima lettura: Dio dopo il peccato cercava Adamo, e diceva: “Dove sei?”; così ora, sempre di sua iniziativa, «il Signore discese dal monte Sinai», e disse: Voi osserverete la mia Legge e sarete per me la proprietà tra tutti i popoli. – Mosè riferì queste parole del Signore. Il popolo rispose: La osserveremo. – Vi furono segni sul Monte. Tutto il popolo fu scosso da tremore. Mosè fece uscire il popolo incontro a Dio. Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono. Dio vuole esaudire la preghiera che lui stesso suscita nel suo popolo. Se l’uomo si chiude in se stesso, lo sviluppo della storia si ferma; se invece l’uomo non resiste alla spinta dell’Energia creatrice di Dio, allora lascia che Dio attui in lui l’opera che Gesù ha compiuto in se stesso, e pieno di gioia riconosce: “La grazia del Signore è su quanti lo temono; e prega: “O Dio dell’alleanza antica e nuova, che ti sei rivelato nel fuoco della santa montagna e nella Pentecoste del tuo Spirito, fa’ un rogo solo dei nostri orgogli, e distruggi gli odi e le armi di morte; accendi in noi la fiamma della tua carità, perché il nuovo Israele radunato da tutti i popoli accolga con gioia la legge eterna del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen” (seconda lettura, salmo, orazione).
Ascoltate lo Spirito: del Signore che fa rivivere il suo popolo. Lo Spirito rinnova tutta la nazione d’Israele, che sta in esilio e pensa: Tutto finito! – Il profeta riferisce come è avvenuto: «Il Signore mi depose nella pianura. Vidi gran quantità di ossa inaridite. Mi disse: “Potranno queste ossa rivivere?”. – Risposi: “Signore, tu lo sai”. – Mi replicò: “Profetizza: Ossa inaridite, udite la parola del Signore: Io infonderò in voi lo Spirito, e rivivrete. Saprete che io sono il Signore”. – Profetizzai come mi ha ordinato il Signore. Vidi movimento fra le ossa; non c’era lo spirito. Dio aggiunse: Annunzia allo Spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni! – Io profetizzai. Lo Spirito entrò e ritornarono in vita; erano un esercito. Mi disse: “Queste ossa sono tutta la gente”. Vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò. – Siamo in un momento storico terribile. Israele non può più confidare in se stesso: non può neanche resistere al Signore. In esilio ha perso tutto. Non gli rimangono che due corde vocali per gridare ciascuno intimamente: «Rinnovami, Signore, con la tua grazia». – Spesso succede proprio così: ci lasciamo afferrare dall’azione meravigliosa di Dio solo quando non abbiamo più energie per resistergli. Preghiamo allora finalmente che Dio attui l’opera sua in noi; diciamo: «O Dio, creatore e Padre, infondi in noi il tuo alito di vita: lo Spirito che si librava sugli abissi delle origini torni a spirare nelle nostre menti e nei nostri cuori, come spirerà alla fine dei tempi per ridestare i nostri corpi alla vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen» (terza lettura, salmo, orazione).
Ascoltate lo Spirito: del Signore che riempie tutti della sua vita. «Così dice il Signore: “Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo”»: non solo sui capi come Mosè, i giudici, i profeti o lo stesso Re Messia Gesù; ma su tutto il popolo io effonderò il mio Spirito: dai giovani agli anziani, dagli uomini alle donne, dai liberi agli schiavi. Tutti diventano «Popolo di Dio», ripieno dello Spirito divino che rivela i misteri di Dio. – Ci guardiamo intorno noi tutti riuniti in questa assemblea per celebrare l’eucaristia, e constatiamo che siamo davvero descritti da questa parola di Dio. Siamo tutti diversi, eppure d’accordo in un unico punto: lasciarci afferrare dallo Spirito di Dio. Allora lo preghiamo di attuare in noi l’opera sua. Se stupenda è la pienezza dell’azione divina; se inadeguata è la nostra forza; umili e gioiosi aderiamo a Dio, e con un comando di gioiosa adesione a quanto il Signore sta compiendo in noi, acclamiamo: “Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra”. Tutta l’attività dell’uomo consiste in questa preghiera di adesione al Signore che porta a compimento in noi l’opera sua. Adesione implica ascoltare la Parola del Signore che ci rende coscienti dell’abbondanza della sua vita in noi; adesione implica mostrare con i fatti che si aderisce a lui, pronti a fare ciò che lui ci dice; adesione implica lasciare operare il Signore in tutto il nostro essere mentre siamo intenti a vivere nel nostro quotidiano. Questa è l’opera di Dio, è credere in Colui che il Padre ha mandato, è liturgia, è attualità dell’azione di Gesù in noi. Possiamo dire con s. Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). Per questo preghiamo ancora: “Ascolta, o Dio, la tua Chiesa unita in concorde preghiera per opera del tuo Spirito Santo in questa santa veglia a compimento della Pasqua perenne; scenda sempre su di essa il tuo Spirito, perché illumini la mente dei fedeli e tutti i rinati nel Battesimo siano nel mondo testimoni e profeti. Per Cristo nostro Signore. Amen” (quarta lettura, salmo, orazione). In ogni preghiera liturgica, come questa precedente, c’è una descrizione che ci rende coscienti della vita di Dio nella nostra vita; e un comando di adesione che rende efficace ed attuale in noi la stessa vita di Dio come è avvenuta in Gesù.
Ascoltate lo Spirito: del Signore che opera nei credenti. Di fatto, «lo Spirito intercede per noi con gemiti inesprimibili»: venuto in noi, fa sgorgare da noi fiumi di acqua viva verso il Padre. Lo Spirito ci fa parlare al Padre in persona di Gesù a favore di tutta la creazione. Lo Spirito opera, prega, infiamma il cuore, trasforma tutto il nostro essere. Sperimentiamo la nuova vita dei redenti in cammino verso la piena risurrezione di Gesù mediante il suo Spirito, che opera in tutta la storia del mondo, come ha operato in Gesù. Tutto questo entra nell’eucaristia mentre preghiamo: «Scenda, o Padre, il tuo Santo Spirito sui doni che ti offriamo e susciti nella tua Chiesa la carità ardente, che rivela a tutti gli uomini il mistero della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen. Per la comunione al corpo e al sangue del tuo Figlio, il tuo Santo Spirito ci riunisca in un solo corpo e in un solo spirito». Veramente «nello Spirito Santo il cosmo e la storia sono rinnovati e nobilitati, il Cristo risorto si fa presente, il vangelo si fa potenza e vita, la Chiesa realizza la comunione trinitaria, l’autorità si trasforma in servizio, la liturgia è memoriale e anticipazione, l’agire umano viene deificato. Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il vangelo una lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l’autorità un potere, la missione una propaganda, il culto un arcaismo, e l’agire morale un agire da schiavi». – «Ci santifichi, o Padre, la partecipazione a questo sacrificio, e accenda in noi il fuoco dello Spirito Santo, che hai effuso sugli Apostoli nel giorno della Pentecoste. Per Cristo nostro Signore. Amen» (Romani 8,22-27, sui doni, e dopo comunione).
Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.:
Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: oggi effondi lo Spirito che attua in noi il mistero pasquale;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
che rende presente Cristo e ci riunisce in un solo corpo;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
che ci purifica, ci illumina, ci consacra nello Spirito Santo;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
ogni popolo e nazione, sino ai confini della terra;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità immersa nel tuo Spirito per Cristo ora e sempre.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Lo Spirito:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: lo Spirito, alita sulle acque;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza lo Spirito, raduna e libera Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: lo Spirito, agisce in Gesù dalla nascita alla risurrezione;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: lo Spirito, riempie, fa parlare, rende i fedeli simili a Dio;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. dall’umanità immersa nel tuo Spirito per Cristo ora e sempre.
Preghiamo: –
Padre, tu mandi lo Spirito Santo che riempie i cuori dei tuoi fedeli e accende in essi il fuoco del tuo amore; del tuo Spirito sia piena tutta la terra. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).