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30/10/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 31 DOMENICA – 2005

Preparazione alla celebrazione della messa.

31ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 30 Ottobre 2005

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

TESTI

Antifona d’Ingresso Sal 37,22-23
Non abbandonarmi, Signore mio Dio,
da me non star lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza.

Colletta
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fà che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore…

Anno A
O Dio, creatore e Padre di tutti, donaci la luce del tuo Spirito, perché nessuno di noi ardisca usurpare la tua gloria, ma riconoscendo in ogni uomo la dignità dei tuoi figli, non solo a parole, ma con le opere, ci dimostriamo discepoli dell’unico Maestro che si è fatto uomo per amore, Gesù Cristo nostro Signore. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura Ml 1,14b-2,2b.8-10
Vi siete allontanati dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento.

DAL LIBRO DEL PROFETA MALACHIA
Io sono un re grande, dice il Signore degli eserciti, e il mio nome è terribile fra le nazioni.
Ora a voi questo monito, o sacerdoti. Se non mi ascolterete e non vi prenderete a cuore di dar gloria al mio nome, dice il Signore degli eserciti, manderò su di voi la maledizione e cambierò in maledizione le vostre benedizioni.
Voi vi siete allontanati dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento; avete rotto l’alleanza di Levi, dice il Signore degli eserciti. Perciò anch’io vi ho reso spregevoli e abbietti davanti a tutto il popolo, perché non avete osservato le mie disposizioni e avete usato parzialità riguardo alla legge.
Non abbiamo forse tutti noi un solo Padre? Forse non ci ha creati un unico Dio? Perché dunque agire con perfidia l’uno contro l’altro profanando l’alleanza dei nostri padri?

Salmo Responsoriale Dal Salmo 130
TIENIMI VICINO A TE, SIGNORE, NELLA PACE

Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.

Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia.
Speri Israele nel Signore,
ora e sempre.

Seconda Lettura 1 Ts 2,7b-9.13
Avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICESI
Fratelli, siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari.
Voi ricordate infatti, fratelli, la nostra fatica e il nostro travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno vi abbiamo annunziato il vangelo di Dio.
Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l’avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete.

Canto al Vangelo Cf Lc 21,36
ALLELUIA, ALLELUIA.
Come servi fedeli, vegliate e pregate in ogni momento,
per essere degni di comparire davanti al Figlio dell’uomo.
ALLELUIA.

Vangelo Mt 23,1-12
Dicono e non fanno

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo.
E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo.
Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato».

Sulle Offerte
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo.. .

Antifona alla Comunione Sal 15,11
Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore,
gioia piena nella tua presenza.

Oppure: Gv 6,57
Dice il Signore: «Come il Padre che ha la vita
ha mandato me e io vivo per il Padre,
così anche chi mangia di me vivrà per me».

Anno A Mt 23,9.10
«Uno solo è il Padre vostro,
uno solo è il vostro maestro, il Cristo».

Dopo la Comunione
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio della Parola (TEMPO ORDINARIO – ANNO A – 30ª DOMENICA – 03/10/2002); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (vedi «criteri di meditazione» 15/08/2005).

Messaggio della Parola:
LA CHIESA INTERA, CIASCUNA PERSONA UMANA, È VERAMENTE GRANDE:
DESTINATA A DIVENIRE IN CRISTO SERVA PER AMORE.

Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Ci associamo alla preghiera dell’assemblea domenicale. Troviamo conforto, ci esortiamo a vicenda. Sperimentiamo le ricchezze della comunità, come Paolo e i tessalonicesi. Ciascuno allora implora: Non abbandonarmi, Signore mio Dio: a te ricorre ogni persona, mentre tu entri nella tua comunità. Vieni a rivelarci che siamo predestinati a divenire grandi come te. “Non star lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza che mi porti alla vera grandezza per la via del servizio ai fratelli.
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fà che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Liberaci dall’incoerenza fra insegnamento e prassi. R/: Signore, pietà. Fa’ che non pretendiamo dagli altri ciò che noi stessi non siamo in grado di fare: R/: Cristo, pietà. Anche nei nostri fallimenti fa’ che sappiamo enunciare ancora giusti principi che richiamano prima di tutto il nostro comportamento. R/: Signore, pietà. Donaci di cercare il vero onore nel servizio ai fratelli, senza culto della nostra personalità, e della nostra immagine, nemica della comunione. R/: Signore, pietà. Fa’ che desideriamo il titolo e la condotta della madre, cioè della dedizione e servizio alla parola di Dio, in modo che la parola passi attraverso l’uomo senza diventare parola di uomini, ma dedizione e servizio alla comunità. R/: Cristo, pietà. Risplenda nella comunità quel servizio che rende semplici e liberi tutti a cominciare dai più grandi. R/: Signore, pietà.
O Dio, creatore e padre di tutti, donaci la luce del tuo Spirito, perché nessuno di noi ardisca usurpare la tua gloria, ma riconoscendo in ogni uomo la dignità dei tuoi figli, non solo a parole, ma con le opere, ci dimostriamo discepoli dell’unico maestro che si è fatto uomo per amore, Gesù Cristo tuo Figlio, nostro Signore. Amen.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la Parola. E Gesù ci ripete: Oggi si attua la Scrittura che udite con i vostri orecchi. – Richiamiamo quindi la Parola, per aderiamo a quanto oggi lo Spirito attua in noi.

UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO, IL CRISTO: SERVO. IL PIÙ GRANDE TRA VOI È COME LUI: SERVO (Matteo 23,1-12).
Finora Gesù ha parlato alle autorità giudaiche. Ora si rivolge alla folla e ai suoi discepoli dicendo: Scribi e farisèi sono le guide religiose del nostro tempo. Rispettate la loro autorità, ascoltate i loro insegnamenti. Non imitate però il loro comportamento. Spesso infatti non sono coerenti: predicano l’umiltà e praticano la superbia. Impongono alla gente mille leggi religiose, ma si dimenticano di rispettare gli altri né badano alla loro sofferenza. Si ricoprono di tanti oggetti sacri, ma non amano né il Signore né il prossimo. Ci tengono ad essere chiamati “padri, maestri”: amano farsi grandi, senza curare di esserlo veramente.
Voi invece non sentitevi né padri né maestri, di nessuno. Solo Dio è il vero Maestro e Padre di tutti. Il Cristo è Maestro perché dice ciò che ascolta dal Padre e fa quello che vede fare il Padre che ama e serve tutti fino a dare se stesso con tutto ciò che ha: il Figlio e lo Spirito Santo. Se volete essere grandi e primi, e siete fatti tutti per essere primi e grandi, allora fatevi servi di tutti anche voi. Chi si sente grande senza servire per amore, è proprio piccolo; chi si fa piccolo servo di tutti, è veramente grande: sa di avere tanti fratelli, sente Dio unico vero Padre che ama tutti come figli. Chi è costituito in autorità nella comunità, e tutti hanno una qualche autorità, è per il servizio. Ogni dono è dato da Dio per il bene comune! Ognuno per sua parte quindi desideri e cerchi l’ autorità di servizio-amore: questa è la vera grandezza. Nessuno serve e ama pienamente, eccetto Gesù, il Grande fratello, il Grande Servo, l’unico Maestro, Figlio di Dio fattosi fratello nostro per fare noi figli di Dio in lui.
Gesù dice a tutti: “Il più grande tra voi sia vostro servo”. Quindi Gesù prende occasione della mancanza che vede in scribi e farisei non per dire che gli altri sono migliori o peggiori, ma solo per accrescere in tutti la disponibilità a migliorare, a lasciarsi aiutare da lui per divenire grandi come lui.
Nessuno può amare e servire come Gesù, Figlio di Dio. Tutti sono chiamati a essere come Gesù in Gesù. Ciascuno lo diventa lasciandosi fare dallo Spirito di Gesù nell’esercizio quotidiano, lacunoso ma disponibile e impegnato. Gesù quindi non solo lascia al loro posto persone manchevoli, ma ve le mette di proposito per spronare tutti alla grandezza dell’amore che si fa servizio ai fratelli.

«NON ABBIAMO FORSE TUTTI NOI UN SOLO PADRE?» (Malachìa 1,14b-2,1-2.8-10).
L’Amore in noi viene da Dio. L’amore è riversato in noi dallo Spirito Santo. Il Padre ci comunica il suo amore perché ci amiamo e ci serviamo gli uni gli altri. Primi depositari responsabili di questo amore-servizio sono i sacerdoti. Quindi “a voi questo monito, o sacerdoti”: Smettete di considerarvi grandi. Solo Dio è veramente grande. Ma anche questo monito è fatto per tutti: Dio vuole migliorare ognuno di questa assemblea celebrante. Dio è per noi come un Padre e una Madre: ci ama tutti come figli. Perché considerarsi allora più importanti degli altri? Ciascuno tolga dal proprio cuore perfidia e superbia: servitevi tutti gli uni gli altri come fratelli figli di Dio. Solo allora sarete veramente grandi! Per questo Dio vi parla. “Il Signore degli eserciti” parla “ai sacerdoti” nella prima lettura, Gesù si rivolge “alla folla e ai discepoli” nel vangelo: Dio vuole aumentare in tutti il suo amore-servizio. E ci scuote insistendo: Ma voi non vi curate né di Dio né degli altri. Il tempio di pietre è facile ricostruirlo; essere autentici fedeli, sacerdoti o laici, non offrire sacrifici difettosi, lasciarsi correggere e divenire guide sicure degli altri, tutto questo è più difficile. Ma è ciò che importa. Anche l’antenato Levi è giunto così a impartire “un insegnamento fedele” (v. 6). Si è d’inciampo a molti con la propria dottrina e condotta, altrimenti, anziché servire.

TIENIMI VICINO A TE, SIGNORE, NELLA PACE. NON SI INORGOGLISCE IL MIO CUORE (Salmo responsoriale: Salmo 130,1-3).
Signore, non ho grandi ambizioni: non voglio montarmi la testa e sentirmi grande. Desidero essere piccolo: come un bimbo tra le tue braccia, ti chiedo di vivere sereno e tranquillo tutti i giorni della mia vita, nella grandezza del tuo amore che si fa servizio, come tu mi istruisci e mi dài di vivere.

“AVREMMO DESIDERATO DARVI LA NOSTRA STESSA VITA” (II lettura: 1Tess.2,7b-9.13).
Ecco un “fedele” modellato da Gesù: Paolo. La sua gioia consiste nel fare incontrare Dio con l’uomo. Paolo è un esempio di uomo grande per l’amore nel servire i fratelli, di Tessalonica. La grandezza della propria vita costruita da Dio diventa la realtà più cara. Una tale storia diventa per Paolo un caro ricordo, e ringrazia Dio per il dono concesso a lui e ai tessalonicesi. Per quanto riguarda Paolo: lui stesso sperimenta l’amore di Dio che ha cura di noi come un Padre e come una Madre. A Paolo e a noi, Dio la fa sperimentare concedendoci di avere noi stessi i suoi sentimenti: come Gesù dona se stesso, così anche Paolo, anche noi desideriamo dare la nostra stessa vita. Per quanto riguarda i tessalonicesi: Dio concede loro di accogliere l’annuncio evangelico. Vale anche per noi. Si diventa così autentici cristiani. Il dono del proprio comportamento disinteressato, del servizio per amore, della propria dedizione, anche di fatiche e sofferenze per la causa del vangelo, diventano la più bella e splendida realtà. Paolo si dà un nuovo titolo, di madre, che “nutre e ha cura delle proprie creature”. L’immagine materna rileva l’attenzione e il desiderio che si prova: quello di dare la vita stessa per le persone amate. Come Gesù. Paolo lo esprime dicendo: Siete per me come dei figli, e so che anche voi mi amate come un padre. Quando ero vostro ospite, avrei potuto farmi mantenere da voi: eppure andavo ogni mattina a lavorare. Non voglio essere di peso, a nessuno: mi sento grande così!

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
La chiesa, l’assemblea celebrante ora ti offre questo sacrificio, Signore: ti presenta pane, vino e acqua per la consacrazione. Elementi creaturali usati con spirito di amore e servizio assumono un nuovo significato, una nuova realtà sostanziale, perché lo Spirito di Cristo opera in noi come in Gesù. Il suo unico sacrificio per opera dello Spirito si allarga fino a noi e sale con Gesù e in Gesù fino a te, o Padre, come offerta santa, cioè tutta diversa, pura, cioè senza riserve: ci ottiene la pienezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
In noi sorge un cuore nuovo verso gli altri, come quello di Paolo che dice ai tessalonicesi: “Fratelli, siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari”. In processione, cantando, presentiamo offerte, segno di questa novità.

4°. LITURGIA EUCARISTICA..
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, che si è fatto uomo per amore. Con fatica e travaglio fino alla morte Gesù ha annunziato il vangelo di salvezza, disposto a dare per noi la sua stessa vita: tanto gli siamo cari! Abbiamo ricevuto Gesù, parola divina che compie ciò che dice, parola di Dio, che opera in noi che crediamo.
Per questo dono anche noi con l’apostolo Paolo e tutti i santi ti ringraziamo continuamente, o Padre, e proclamiamo insieme la tua gloria: “Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo”, e con gioia incontenibile ti accogliamo dicendo: “Benedetto Colui che viene nel nome del Signore”.

Gesù diviene il vero Pane.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere la sua novità di vita. Gesù, unico Maestro, è fra noi suoi discepoli. Ci trasforma donandoci i suoi sentimenti. Possiamo acclamare: “Annunziamo la tua morte, Signore; proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”. Sei talmente in noi, Gesù, da poter continuare tu stesso in noi la tua morte e risurrezione: Anche noi così affezionati a tutti, desideriamo dare non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché tutti ci diventano cari.

Gesù offre se stesso.
Offrendo se stesso sull’altare della croce a te, o Padre, Gesù realizza il suo comandamento: “Il più grande tra voi sia vostro servo, e chi si abbasserà sarà innalzato”. Così Gesù si mostra anche unico Maestro che si offre all’unico Padre. E in noi Gesù continua ad offrire se stesso a te, o Dio, mentre riconosciamo in ogni uomo la dignità dei tuoi figli. Questa infatti è opera del tuo Figlio in noi! Ai nostri vicini possiamo dire con Paolo, in concreto: “Voi ricordate infatti, fratelli, la nostra fatica e il nostro travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno vi abbiamo annunziato il vangelo di Dio”. Così per la comunione al Cristo tuo Figlio lo Spirito Santo riunisce in un solo corpo noi e i nostri vicini.

Gesù intercede.
Padre, tutti tu accogli in Cristo: vivi, defunti, celebranti. A tutti doni la luce dello Spirito e la dignità di figli. In noi uniti e affezionati a tutti, per opera del Signore Gesù, mentre doniamo il vangelo di Dio e la nostra stessa vita, tutti ci sono cari, per tutti siamo fatti disponibili a faticare e lavorare, come presenze di Cristo, testimoni e intercessori di tutti. Così i destinatari della nostra parola ricevono da noi la parola divina della predicazione, non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in quanti credono.

Gesù loda.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dalla presenza del tuo Figlio Gesù in tutti gli uomini che non cercano il proprio onore ma il tuo, e ti benedicono e ti ringraziano continuamente per la nuova vita di comunione con te.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Ammaestrati da Gesù che dice: “Uno solo è il vostro Maestro, il Cristo, e voi siete tutti fratelli, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo, diciamo insieme a Gesù: Padre nostro! – Alla comunione viene proposto a tutta l’assemblea Gesù che opera in noi: “Ecco l’Agnello di Dio!”. Signore, tu mi indichi il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza.
Dice il Signore: «Come il Padre che ha la vita ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche chi mangia di me vivrà per me». «Uno solo è il Padre vostro, uno solo è il vostro maestro, il Cristo».
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Maestro:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il maestro, ogni uomo ben preparato che insegna con parole e fatti;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza il maestro, il profeta che parla in nome di Dio e porta a Dio, Creatore Padre, il suo popolo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il maestro, Gesù di Nazaret che compie in sé il disegno di Dio;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il maestro, ogni discepolo di Gesù e tutta la sua comunità che compie la volontà del Padre;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. il maestro, diventa tutta l’umanità in Cristo, fatta partecipe della sua gloria.

Preghiamo:
O Padre, che ci esorti a vegliare e pregare in ogni momento come servi fedeli, per essere degni di comparire davanti al Figlio dell’uomo; tienimi vicino a te nella pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).