30-11-2003-Avvento-C-dom1

30/11/2003 – AVVENTO – ANNO C – 1 DOMENICA – 2003

NUOVO ANNO LITURGICO 2003 – 2004: AVVENTO
Una breve premessa.

L’anno liturgico comincia con l’Avvento. «Avvento», da latino «Ad-Ventum», vuol dire «Venuta». C’è un triplice «Avvento», una triplice «Venuta» di Gesù: 1ª venuta, di circa duemila anni fa; 3ª venuta, alla fine della storia; 2ª venuta, in atto nella liturgia e nella vita quotidiana.
1ª «venuta». Generato da Dio Padre, prima del tempo, Gesù nasce uomo da una vergine nella pienezza dei tempi. È avvolto in fasce e posto in una mangiatoia; accetta la croce senza rifiutare il disonore: «E subito entra nel suo tempio il Signore che voi cercate» (Ml 3, 1). Ecco la prima «venuta»: ha il sigillo della sofferenza. «Viene» come uomo che si lascia giudicare, silenzioso si lascia condannare e crocifiggere. «Viene» in un disegno di amore misericordioso per istruire gli uomini suoi fratelli con dolce fermezza. «E’ apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini» (Tt 2, 11).
3ª «venuta». Alla fine dei tempi Gesù tornerà glorioso. La sua «venuta» sarà molto più gloriosa della precedente, come un’opera compiuta supera il suo divenire: porterà una corona di divina regalità, apparirà in splendore e chiarezza davanti agli occhi di tutti. Si vestirà di luce come di un manto. Avanzerà scortato dalle schiere degli angeli e sarà pieno di gloria. Il Salvatore «verrà» non per essere di nuovo giudicato, ma per farsi giudice di coloro che lo condannarono: egli, che tacque quando subiva la condanna, parlerà e distinguerà quelli che lo hanno accolto da coloro che lo rifiutarono. Egli siede alla destra Padre; «verrà» nella gloria a riconoscere coloro che vivono in lui. Il suo regno non avrà fine. «Verrà», dunque, il Signore nostro Gesù Cristo dai cieli; «verrà» nella gloria alla fine del mondo creato, nell’ultimo giorno. Vi sarà allora la fine di questo mondo, e la nascita di un mondo nuovo.
2ª «venuta». Riguarda il nostro presente: la sperimentiamo, e quindi ne possiamo parlare per esperienza; incrementiamo così la consapevolezza di ciò che il Signore progetta di attuare in noi che gli aderiamo. Brevemente qualche aspetto: A – Avvento di Gesù; B – Avvento e Vigilanza in chi si lascia prendere da Gesù; C – Avvento e Vita eucaristica come apice e fonte della Vigilanza; D – Avvento e Promozione umana è il risultato della Forza di Vita che trova spazio nelle persone.

A – Avvento di Gesù. Il nostro prendere coscienza che la storia è Gesù che viene. Meditiamo il nostro passato, le nostre radici, e insieme agli angeli andiamo incontro al nostro Signore, al Padre che ci attende, e acclamiamo: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (MT 21, 9). – Viene nella forza del suo dominio regale: allora anche chi non è disposto a considerarlo, deve riconoscerlo come l’unico che poteva favorire in noi il nostro bene. Il profeta Malachia dice: «Ecco l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, ecco viene… Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare» (Ml 3, 1-3). Ciò significa che Gesù supera ogni nostra deficienza; ci porta a realizzare il suo progetto: la nostra personalità di somiglianza al Padre, «insegnandoci a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo» (Tt 2, 11-13). È l’incontro che aspettiamo, e lo realizziamo aspettandolo: per quell’incontro noi tutti viviamo.
B – Venuta e Vigilanza. La «venuta» di Gesù è sempre accompagnata da Vigilanza, perché è un’esperienza esaltante che aumenta la voglia di continuarla; cresce l’attenzione al Bene: ogni persona diventa «vigile» ricercatrice di un piacere straordinario che ha scoperto come farmaco antidepressivo, perché sprona, suscita slancio e gioia di vivere. Gesù diventa l’Amico unico e insostituibile. Gesù stesso attira a sé ogni persona, fatta per il Bene, a «immagine» di Gesù per divenire «simile» a lui: Gesù costruisce così la comunità, piccola «chiesa», cioè «chiamata»; «parrocchiale», cioè «pellegrinante» (da parà-oichè = verso casa), sempre in movimento verso il suo Signore che «viene». Fatto partecipe dell’amore di Gesù, ognuno acquista un animo «vigile», coscientemente aperto a tutti, e può dire: Provo in me qualcosa più grande di me, delle mie possibilità; qualcosa che in me cerca di far rivivere tutto. È il Bene, più grande di me, che in me cerca di esprimere se stesso; è la Verità, più grande di me, che in me cerca di prendere carne, ecc. Bene, Verità, ecc. sono sinonimi di una realtà presente in tutti e che si rivela con un nome proprio: Gesù di Nazaret. Noi impieghiamo tanto tempo a prendere coscienza di questa Realtà, in modo «che non prevalga in noi il nostro sentimento, ma l’azione del tuo Santo Spirito» (dopo comunione 23ª domenica tempo ordinario). Nel nostro vivere quotidiano, sensibile, psichico, siamo noi gli agenti; nella vita dello Spirito di Gesù, siamo «luoghi di ascolto accogliente». Nella misura che cerchiamo di lasciare spazio a lui, togliendo gli ostacoli che gli impediscono di attuare in noi ciò che ha compiuto in se stesso, si realizza in noi la nostra personalità, cioè, il suo progetto di somiglianza a lui: Gesù viene in noi, ci configura a lui, ci fa divenire simili al Padre nella misericordia. Ogni Chiesa o comunità di Gesù si trova aperta alle altre comunità, non cade nella tentazione del particolarismo, non lega Gesù a un popolo o a un gruppo culturale privilegiato.
C – Avvento ed Eucaristia. Tutto questo compie Gesù nelle persone e nella comunità di coloro che gli aderiscono e gli lasciano spazio di azione; non in modo passivo, ma mettendo a sua disposizione la propria umanità, per questo ricevuta in dono, e da coltivare con cura: si cura l’umanità che serve da strumento prezioso, mezzo o sacramento di comunione dell’uomo con Dio e degli uomini fra loro (Lumen Gentium 1). Celebrando l’Eucaristia annunziamo la morte del Signore, proclamiamo la sua risurrezione, nell’attesa della sua venuta: si realizza una lenta e paziente venuta del Signore nella storia dell’umanità e di ogni uomo, fino a «quando verrà definitivamente nello splendore della sua gloria», preparata nella nostra umanità come nella sua. Gesù infatti si rende presente nell’Eucaristia, fatta dal pane e dall’amore dell’uomo stesso che vi partecipa; pane e amore trasformati «in cibo e bevanda di salvezza». Così si accelera la realizzazione del piano di Dio e la venuta del Signore. È presente il Dio che regna e che opera per il divenire del suo regno. Noi impariamo a scoprirlo in germe presente in ciascuno, e a favorirlo in tutti. Ecco l’Eucaristia come Avvento del Signore. Egli poi ci mostrerà che viene come dono di se stesso a pasqua fin dal suo Natale.
D – Avvento e Promozione umana. Noi viviamo fra la prima e l’ultima «Venuta» di Gesù: nel continuo interesse del Signore che viene per noi dall’inizio alla fine. Venuto «per noi uomini e per la nostra salvezza» fin dall’inizio, alla fine ci fa «entrare nel regno preparato per noi sin dalla fondazione del mondo». «Per» noi. Non ci può essere nulla contro chi accoglie il Signore. Noi crediamo e proclamiamo che siamo battezzati, immersi in Cristo Gesù, salito al cielo. La fine di Gerusalemme nel 70 d. C. non coincide con il ritorno definitivo del Signore Gesù: egli dà spazio di tempo a ciascuno, e lo prepara all’incontro con lui; «viene» (Avvento) ed è presente nel nostro vivere quotidiano, ci prepara, ci fa simile a lui: ci dà il suo interesse per il mondo intero, apre il nostro cuore perché possiamo interessarci di tutto a bene di tutti come lui: perché possiamo stare alla sua presenza, e con i suoi interessi divenire voce sua che intercede presso il Padre in favore di tutti. Gesù ci libera da pratiche d’istituzione religiosa «impersonale», e ci guida fino al rapporto personale con il Padre: ci porta a vivere nel Figlio amato per i fratelli amati. È la creazione di un mondo nuovo, fatto di piccoli segni rivelatori del Regno che si avvicina (vv. 27-31). Con l’adesione alla Persona del Signore Gesù Glorioso i fedeli vivono un culto spirituale, svincolato dal particolarismo del Tempio: si aprono alle nazioni. Si espande una effettiva promozione umana, non limitata a pratiche in tempi e luoghi prestabiliti; ma aperta ad ogni settore dell’esistenza; si rivela nelle situazioni più impensate, spesso anche socialmente negative, come una strage terroristica: proprio allora si scopre che tante persone erano occupate a fare il bene agli altri; come Gesù rivela il vero suo amore nella prova fino alla croce. Ogni persona che accoglie Gesù nel mondo, cioè che lascia spazio al Bene-Gesù che porta in sé, diventa segno del Figlio dell’uomo che «viene» e promuove la Vita umana. Ogni persona che si apre all’azione dello Spirito del Risorto, cioè all’Amore, manifesta la «venuta» di Gesù in atto: «viene» con lui; «l’Avvento» è quindi anche dell’uomo che cammina con Gesù e in Gesù. Si può dire che «viene il Signore con tutti i suoi santi».

L’opera di Dio in noi nel tempo di avvento
Dio suscita in noi ciò che dice. Nelle quattro domeniche di avvento che seguono, il Signore parla e opera in noi, che l’ascoltiamo nell’incontro settimanale e partecipiamo alla celebrazione domenicale.
Guardiamo, apprezziamo, ammiriamo ciò che Dio suscita in noi
– nella 1ª domenica di Avvento: un desiderio di migliorare,
di semplificare la vita,
di essere più conformi a Lui.
– nella 2ª domenica di Avvento: un senso di pace, perché è il Signore che
prepara in me la sua via
conduce in me una storia per lui, per i fratelli.
– nella 3ª domenica di Avvento: la gioia di essere come siamo. Cristiani.
– nella 4ª domenica di Avvento: la sicurezza che tutto questo
non sono pii pensieri o desideri;
ma è storia: come storia è Gesù nato da donna.

I DOMENICA DI AVVENTO
Anno C – 30 novembre 2003

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
“I fedeli leggano almeno i testi della messa, in famiglia o in privato” (PCFP 13). – Fa crescere “ascolto e risposta” in tutti noi, Signore! (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi la voce LETTURE nel sito.

MEDITAZIONE – RILETTURA
Il Signore parla di se stesso, “Buona Notizia” nel vangelo; “compimento delle promesse”, della prima lettura; “fondamento della chiesa”, nella seconda lettura: Gesù rivela ciò che sta facendo in noi. – Facci conoscere la tua opera, Signore, mentre rileggiamo vangelo, I e II lettura alla luce del “versetto al vangelo”:
Mostraci, Signore, la tua misericordia donaci la tua salvezza. Alleluia.

CELEBRAZIONE – VITA
Il Signore Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la Sposa diciamo: “Vieni, Signore Gesù!”. E Gesù risponde: “Sì, ecco, io vengo” (Apc. 22,17s). È in atto l’azione di Gesù nella messa e nella vita di ciascuno (Cfr PNMR 55, f): Gesù in noi continua a offrirsi al Padre per tutti. Antifona alla Comunione:
Vegliate e pregate in ogni momento, per esser degni di comparire
davanti al figlio dell’uomo.

Mostraci, Signore, la tua misericordia, donaci la tua salvezza: fa’ tutti noi degni di te.
Viene la vostra liberazione. Accogliete la forza di comparire davanti al Signore. Il Signore viene come Forza che libera e rende in grado di stare con lui, di avere la sua vita (vangelo). È una salvezza improvvisa, e gratuita in un mondo arido come il deserto, come un germoglio sul tronco secco e inaridito della dinastia davidica. «Signore-nostra-giustizia» è il nome nuovo del re e di tutto il popolo rinnovato (prima lettura). Il Signore stesso rende saldi e irreprensibili i vostri cuori con la sua venuta (seconda lettura). Il Signore suscita in noi la risposta che si attende per il nostro bene; e noi qui l’accogliamo, chiedendogli: «Signore, fammi conoscere le tue vie». Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di rendervi giusti, saldi e irreprensibili al mio cospetto nell’amore. Il simbolo del germoglio e del nome nuovo rappresenta bene Gesù e tutto il popolo in lui. – Attiraci a te, Signore; libera dal laccio i nostri piedi, perché camminiamo con te nella nuova strada di giustizia e verità.
Mostraci, Signore, la tua misericordia, donaci la tua salvezza: fa’ tutti noi degni di te.
Gesù ci libera e ci rende capaci di superare ogni impedimento di crescita. «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra». Le potenze dei cieli saranno sconvolte», ma il Signore rimane per sempre. Gesù non sta dando chiavi di lettura degli eventi storici, per consentire di leggervi i segni della fine dei tempi (Mc, 13-32). Le distruzioni e gli eventi di cui parla Gesù sono gli stessi che hanno accompagnato, secondo la predicazione dei profeti, la distruzione di Babilonia (Is 13, 10) e dell’Egitto (Ez 32, 7). Tali annunci di distruzione erano sempre seguiti da liberazione per Israele (Is 14, 3) per la gloria del Signore (Ag 2,7). Anche ora è così; ma con una novità: adesso la gloria e la potenza trovano attuazione in Gesù Cristo, il Figlio dell’uomo. Quando tutto sembra perduto, solo la presenza del Signore è in grado di ridare forza e fiducia: “Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate (Ap 21, 4); come accade a Maria Maddalena davanti al sepolcro di Cristo (Gv 20, 15). Al centro sta Gesù che viene, come in mezzo ai suoi, rinchiusi nel cenacolo per timore (Gv 20,19). La Venuta di Gesù nell’umiltà del Natale e la sua Venuta nella gloria finale s’intrecciano in questa Venuta nell’Eucaristia e nella nostra vita quotidiana. I segni in cielo e sulla terra valgono per tutte e tre le venute: angoscia e ansia, paura e attesa di ciò che accade. Perché il nostro sguardo sia fisso su di lui e sappiamo cogliere i segni premonitori di bene per la creatura di fronte al suo Creatore che viene a Natale, in questa celebrazione eucaristica e al suo ritorno finale, diciamo con tutte le creature:
Mostraci, Signore, la tua misericordia, donaci la tua salvezza: fa’ tutti noi degni di te.
Gesù ci libera donandoci di vedere la sua presenza. I tratti terribili della fine dei tempi sottolineano l’importanza di ciò che avviene, cioè la vicinanza del Figlio dell’uomo. Tutti lo possono vedere. I segni quindi sono relativi all’incontro con Gesù: per chi lo accoglie essi dicono speranza e gioia grande perché viene l’intercessore potente; per chi invece non lo accoglie, quei segni predicono terrore, condanna e morte. I fatti terrificanti rilevano solo l’importanza del mondo nuovo nascosto in Cristo Gesù e nei suoi fedeli. La sua presenza che ci fa crescere è accompagnata da segni che irrompono con forza nell’esperienza storica degli uomini. Chi li sperimenta conosce il modo tutto nuovo di vivere in un quotidiano apparentemente rimasto uguale, nelle difficoltà di tutti e di sempre; ma nella certezza della fedeltà di Dio, e nella consapevolezza che tutto ciò che accade ha come unico e totale compimento la venuta del figlio dell’uomo con potenza e gloria grande (21, 27): la nostra attesa del Signore che viene è anche attesa del Signore che ci vuole trovare pronti; non vuole che alcuno perisca. Unendoci a chi lo accoglie, diciamo:
Mostraci, Signore, la tua misericordia, donaci la tua salvezza: fa’ tutti noi degni di te.
Gesù stesso è la nostra liberazione vicina. «Alzatevi e levate il capo»: come quella donna curva per la malattia e posseduta dal demonio; il Signore la guarisce e lei può alzarsi. Così anche voi: alzatevi e levate il capo, perché io vi libero, io vi do la capacità di farlo, come al peccatore che «nel tempio non osava alzare gli occhi». La mia venuta coincide con la sconfitta del male e il perdono totale dei peccati. Possiamo vedere segni come i pastori di fronte agli angeli, i discepoli di Gesù di fronte ai segni dell’ultima cena, la folla di fronte al cielo che si oscura alla morte di Gesù, tutte le nazioni di fronte al fragore della Pentecoste, tutto Israele di fronte al crollo di Gerusalemme: si sono scossi, si sono ripresi, hanno alzato il capo, hanno visto la liberazione vicina; hanno vissuto momenti “compendio” di storia universale. Viviamo questo nostro attuale momento, accettiamo di essere scossi e preghiamo:
Mostraci, Signore, la tua misericordia, donaci la tua salvezza: fa’ tutti noi degni di te.
Gesù, nostra liberazione, non ci piomba addosso come un male se cerchiamo il bene. «Non appesantite i vostri cuori», accogliete la parola che è seminata in voi. Coloro che accolgono il Signore sono vigilanti, hanno un comportamento che rivela un incontro attuale con Gesù proteso verso l’incontro definitivo con lui. Attenzione simile a quella della sposa che attende lo sposo, vigilanza e sobrietà con fiducia in Dio nell’impegno quotidiano, manifestano una precisa scelta di vita, un forte desiderio di Dio: manifestano “il desiderio d’incontrare gli occhi del Signore Gesù che chiama il nuovo mondo alla luce”. Vigilanti acclamiamo:
Mostraci, Signore, la tua misericordia, donaci la tua salvezza: fa’ tutti noi degni di te.Gesù, nostra liberazione, ci attira a sé ogni momento. «Vegliate e pregate», per la vostra debolezza come quella dei discepoli nel Getzemani. Accogliete la parola fatta non solo di parole, ma di ogni segno: c’insegna una preghiera fatta più di veglia e attenzione – state bene attenti- che di formule di preghiera. E’ un vegliare come quello della sentinella che gira lo sguardo con occhi spalancati come un radar che setaccia tutti gli angoli dell’aria per non lasciarsi sfuggire segnalazioni in arrivo. E’ tempo di Avvento = di Venuta. Scrutiamo la comparsa del Figlio. Abbiamo forza di stare ritti davanti a lui acclamando:
Mostraci, Signore, la tua misericordia, donaci la tua salvezza: fa’ tutti noi degni di te.
Gesù cammina con noi come con i due di Emmaus: compie ogni promessa di bene. Ecco una prima segnalazione del Signore che viene: le promesse realizzate. Esse sono garanzia di Bene reale: Sono segno che come già le ho realizzate, così ancora le realizzerò. Con la mia venuta in te alla comunione, N., mostro di aver mantenute e realizzate le passate promesse di Bene; con la tua accoglienza le realizzerò fino alla pienezza. In rapporto al mio piano di Salvezza, ogni promessa di Bene suppone un male da cui cerchi di svincolarti: è il male della tua incompiutezza. Ma il Padre vuole sempre il BENE, e fa crescere chi si affida a lui pregando:
A te, Signore, innalzo l’anima mia.

Gesù liberatore viene come un dono inatteso. «Farò germogliare un germoglio di giustizia». È un’altra segnalazione per chi ora incontra il Signore Gesù alla comunione: il germoglio su un tronco, un sopranome o nome nuovo ne sono i simboli. Geremia annunzia un nuovo sovrano nella casa di Giuda. Egli è descritto con il simbolo del germoglio: Sul trono della dinastia davidica inaridita e sulla nostra umanità deserta e desolata, Dio prende l’iniziativa e fa sbocciare la speranza, la salvezza. Questa si realizza in Gesù in un modo che sorpassa ogni previsione umana. Gesù ora viene in noi. Lo stesso “Dio è con noi” quando tutto finisce: è segno del suo amore gratuito e infinito per noi. L’agire del Signore suscita la nostra preghiera:
Mostraci, Signore, la tua misericordia, donaci la tua salvezza: fa’ tutti noi degni di te.
Il nome nuovo di «cristiani» vuol dire: «Il Signore è la nostra giustizia. Un terzo segnale di Bene nella comunità che accoglie il Signore, è il nome nuovo con il quale Dio stesso la chiama. Il nome è un altro simbolo. Esso esprime la nuova esistenza di un essere o di un popolo. Ora il nome nuovo è il nome stesso di Dio: “Signore-nostra-giustizia”. Dio interviene e rende giusto l’uomo della sua stessa giustizia, lo costruisce secondo Dio e non lo distrugge. Dio si riconosce in chi lo accoglie. Gesù è la vita in ciascuno che lo accoglie alla Comunione, in tutto il suo Corpo Mistico. Ci riconosciamo membra di Cristo e cantiamo:
A te, Signore, innalzo l’anima mia.

Mostraci, Signore, la tua misericordia, donaci la tua salvezza: fa’ tutti noi degni di te.
Il Signore ci libera, rendendo saldi i nostri cuori. L’atteggiamento con il quale attendiamo e manifestiamo la vita nuova in Cristo è crescere, è abbondare nell’amore. Questo atteggiamento è frutto dello Spirito di Gesù, che agisce quando trova il cuore disponibile come quello di Paolo e dei Tessalonicesi. Il piacere e la gioia di Gesù consiste nel donare amore e santità che cresce già nel cuore dell’uomo come un seme fino alla pienezza, quando Egli si manifesterà. Consapevole di essere guidato da un pastore buono e potente, il fedele risponde all’annunzio della venuta di Gesù con la preghiera: Fammi conoscere le tue vie.
A te, Signore, innalzo l’anima mia.

PREGHIERA EUCARISTICA

La risposta di lode e di supplica, per es. del Vers. Resp.:
A te, Signore, innalzo l’anima mia,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
Padre di misericordia, ti lodiamo, ti benediciamo, ti rendiamo grazie qui, ora e in ogni luogo per Gesù Cristo Signore nostro. Al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana, Egli portò a compimento la promessa antica: Figlio di Dio venuto fra noi, fece germogliare l’umanità come un fiore a te gradito sulla terra; fece crescere e abbondare i tuoi figli nell’amore verso di te e verso tutti e ci aprì la via all’eterna salvezza. Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa. Uniti agli angeli e ai santi cantiamo l’inno della tua lode;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Padre veramente santo, che mantieni nei secoli le tue promesse, manda il tuo Spirito perché il tuo Figlio venga e sia presente in mezzo a noi, come una volta è venuto nella carne, e come alla fine nella gloria ritornerà. Approssimandosi alla sua passione Egli disse ai suoi discepoli: “la vostra liberazione e’ vicina. vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al figlio dell’uomo”.
A te, Signore, la lode e la gloria nei secoli;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
Facendo memoria del tuo Figlio e in attesa vigilante del suo ritorno con potenza e gloria grande, ti offriamo, Padre, i suoi pensieri, le sue parole, e ti chiediamo di accogliere questa nostra offerta come dono della tua benevolenza: fa’ che l’umile espressione della nostra fede sia per noi pegno di salvezza eterna. Su tutti noi che custodiamo le parole del tuo diletto Figlio, manda lo Spirito Santo, perché diventiamo un cuor solo e un’anima sola, e cresciamo nel suo Amore.;

intercessione: per tutti vivi e defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
o Dio, nostro Padre, suscita in noi tutti la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria a possedere il regno dei cieli. Rialza il capo dell’umanità oppressa da tanti mali, apri i nostri cuori alla speranza, fa’ che sappiamo attendere senza turbamento il giorno glorioso del Cristo giudice e salvatore. Accogli, Padre, nel tuo regno i nostri fratelli defunti per l’incarnazione del tuo Figlio; dona a tutti la comunione con i beati nella tua gloria. Con la beata Maria Madre del tuo Figlio e con tutti i santi possiamo innalzare a te la lode in Cristo Gesù nostro Signore;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
È un’esplosione di tutti i sentimenti di gratitudine negli uomini che dichiarano: Per Cristo, con Cristo e in Cristo che è venuto, che viene e che verrà, a Te Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria in questa celebrazione, in tutta la storia dell’umanità unita nella liturgia celeste. Amen.

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es.:
Misericordia e Salvezza:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: Misericordia e Salvezza, nel tuo Avvento in ogni creatura;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: Misericordia e Salvezza, nel tuo Avvento in ogni promessa;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: Misericordia e Salvezza, nell’Avvento di Dio in Gesù;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: Misericordia e Salvezza, nel tuo Avvento nella Chiesa;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: Misericordia e Salvezza, nel tuo Avvento finale nella gloria.

Preghiamo:
O Padre, che ci mostri la tua misericordia e ci doni la tua salvezza; fa che a te innalziamo l’anima nostra. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).