31-03-2012-ViaCrucis

31/03/2012 – QUARESIMA – ANNO B – VIA CRUCIS – 2012

Buona Pasqua. Il miglior modo di prepararvici è la parola di Dio nella liturgia.

VIA CRUCIS

P. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.

Per una volta lasciamo fare la Via Crucis al Signore Gesù. C’è qualcun altro che ce la può presentare meglio di Lui, nostro Creatore e Salvatore in persona, che si dona a noi nella s. Messa?
Come Creatore, ha fatto tutto e ci tiene in vita: ci conosce uno per uno.
Come Salvatore, ci ha tanto amato da dare tutto se stesso per ciascuno di noi, e lo ripete in ogni istante in qualche parte del mondo: “Questo il mio corpo donato, questo è il mio sangue versato per voi e per tutti”. Vuole il nostro vero bene. Di lui ci possiamo fidare. Lasciamo esporre a lui la Via Crucis di questa quar.
La Via Crucis appartiene a me e ai miei, dice Gesù. Io sono la Via Vera che porta alla Vita: il Padre. Io Sono la Croce: quell’Amore che si dona sino in fondo, finché si realizzano tutte le potenzialità di ognuno.
Ti seguiremo, Signore Gesù, nel contesto letterario del vangelo, I lettura, salmo responsoriale, II lett.;
nel contesto del tempo quaresimale, dove i giorni feriali sviluppano la domenica precedente;
nel contesto eucaristico celebrato, dove tu, Signore Gesù, ascoltato e accolto, ti doni in ogni sito del mondo.
A te la parola, Signore Gesù-
Padre apri il nostro cuore e comprenderemo le parole del Figlio tuo.

Prima domenica di quaresima anno B.

IO HO VINTO satana.

PRIMA TAPPA. del mio Cammino, e del vostro cammino con me:
VANGELO: IO HO VINTO satana. Sono venuto nel mondo. In casa mia. Nessuno mi ha accolto. Uscito dall’acqua del battesimo, cioè, della mia immersione nel piano del Padre: di salvare tutti con la passione, morte e risurrezione, lo stesso Spirito Santo mi ha spinto a cominciare “subito” ad affrontare satana nel deserto del mondo: “Cosa vuoi perché tu mi restituisca tutti quanti mi hai sequestrato?”. “Te!”, mi rispose satana. “Eccomi!”, gli ho detto. Alle prese quindi con tutto me stesso, stavo “con le Bestie e con gli angeli”: con tutte le bestie, gli uomini, perché possano trasformarsi in angeli, da nemici in amici, ed essere con me al servizio del Padre. In altre parole, perché quanti accolgono me, diventino in me, figli di Dio. Non Parzialità e ambiguità, ma totalità e integrazione. Lo Spirito “spinga” alla vittoria, e satana, riconosca la sconfitta, che “chiarisce” l’esperienza di ciascuno.
PRIMA LETTURA. Ognuno sperimenti di essere redento, salvato nel battesimo, nell’immersione dello Spirito del Padre e del Figlio, in ogni evento della vita. Ciascuno: tutti quanti si lasciano attirare dal Bene, evidenziato dal diluvio che sommerge e lava tutto, e riporta la consapevolezza che si è la polvere di mercoledì delle cenere, inizio del ciclo pasq.; polvere impastata alla fine di Spirito a Pentec., termine del c.p.
Contesto liturgico annuale: il ciclo pasquale è semplicemente la storia di “ogni domenica”, giorno della nuova creazione. Il tempo pasquale – quaresima, triduo, festa di pasqua – ha preso una “domenica”, l’anniversario della prima domenica, della mia apparizione al cenacolo, dice il Signore Gesù.
Lo Spirito, come sole di primavera, ne ha sviluppato i petali nascosti, e da “bocciolo”, quella domenica, esempio d’ogni domenica, si è rivelata “splendida rosa”: io sono in voi quella rosa, il Cristo risorto, con il trofeo di tutti i fratelli e sorelle che il Padre mi ha dato e che ho strappato a satana. Ogni sentiero -persone fatti- è complesso, è ambiguo: solo la mia parola ne rileva il senso vero. Io provvedo a purificare tutto con il “diluvio” sacramentale, e farti crescere nell’intimità del “deserto”: dell’intimo incontro personale con me.
SALMO RESPONSORIALE. Fratelli, tutti insieme, a una sola voce, diciamo al Padre mio e vostro:
T. “
Tutti i tuoi sentieri, Signore, sono amore e fedeltà”.
SECONDA LETTURA: io ho vinto satana, una volta per sempre, definitivamente. “Quest’acqua del diluvio è immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via solo la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della mia risurrezione”.

Preghiamo.
Dio paziente e misericordioso, tu rinnovi l’alleanza con tutti; disponi il cuore all’ascolto della tua parola.

Contesto Liturgico Settimanale, 1ª settimana:
LUNEDÌ Io ho vinto satana. In me, Figlio, voi tutti siete figli nel Figlio: santi = pieni di vita; in grado di valutare ciò che è giusto; santi, perché io sono santo; ciò che vien fatto al più piccolo, è fatto a me. L’osservanza dei comandamenti esprime la santità che per grazia c’è già in ciascuno di voi: essa infatti, per sé, non vi fa santi, non vi dà la vita di Dio. Tutt’al più fa uomini per bene. In voi è la mia santità=la mia vita.
T.
“Le tue parole, Signore, sono spirito e vita”.

MARTEDÌ Io ho vinto satana. e voi tutti con me. A una sola voce, nello stesso Spirito diciamo a Dio: “Abbà, Padre”, in “7” situazioni, 7 domande, cioè, in ogni situazione! Nella mia stessa intimità con lui.
T.
Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce”.

MERCOLEDÌ Io ho vinto satana. È la realtà. Non è un semplice segno: Io sono la realtà, ben più grande di Salomone. Io, la Sapienza da cercare e accogliere come fa la regina di Saba. Io, più grande di Giona: posso, infatti, fare armonia tra Dio Padre, gli uomini e gli animali.
T.
“Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto”.

GIOVEDÌ Io ho vinto satana. In me ognuno può avere piena fiducia in Dio nostro Padre. Ester è mia semplice figura; io, il compimento. Con me ognuno può mettersi in giuoco, strumento di salvezza per tutti, sicuro di uscirne vittorioso come me, perché il nostro rapporto è con il Padre, pronto a esaudire figli che gli chiedono ciò che egli stesso ha dato loro di chiedere, perché li vuole esaudire.
T.
“Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto”.

VENERDÌ Io ho vinto satana. Chi è in me è giusto, come io sono giusto. E la sua giustizia, ricevuta per grazia, supera quella dei giudei, che presumono d’essere giusti per la loro osservanza della legge. Chi ritorna a me non ha più alcuna condanna: si mette “presto” d’accordo con l’avversario, offre un “sacrificio” di riconciliazione gradito al Padre, perché si è “prima” riconciliato con me nei fratelli.
T.
“Perdonaci, Signore, e noi vivremo”.

SABATO Io ho vinto satana. L’amore per i nemici è «Il» segno. È il segno che anche in voi io vinco satana, il divisore, e siete davvero miei discepoli, “perfetti come è perfetto il Padre vostro”, voi suo popolo particolare, popolo osservate tutti i suoi comandi: è “l’amore per i nemici”. Questo il momento favorevole per questa grazia unica, specialissima, che vi fa “liberi!» e «felici» per esperienza. Non c’è altra via.
T.
“Beato chi cammina in questa tua legge, Signore”.

Seconda Settimana Di Quaresima Anno B:

SONO IL TRASFIGURATO

SECONDA TAPPA.del nostro cammino. Vi porto dal deserto al Monte della trasfigurazione: VANGELO. SONO IL TRASFIGURATO «sotto la vostra veste umana». Mi presento in anticipo come «il Risorto»; causa ed esempio di trasfig.: ciò che io sono con la risurrezione, lo è ognuno di voi, mio discepolo.
Al centro della scena della Trasfigurazione, c’è la voce dalla nube. Come al battesimo, il Padre mio acclama: “Questi è il figlio mio, l’amato. Ascoltatelo!”. Le parole “Figlio” e “Amato” si trovano in Isaia 500
anni prima. “Figlio” per dire uguale a Dio, l’ “Amato” per esprimere la mia identità di “Servo del Signore”. Tale mi definisce il Padre mio. Dicendo poi: “Ascoltatelo”, il Padre mi presenta come “Dio” visibile, che rivela Lui, il Padre mio, invisibile. Mi dichiara non solo «Dio»: “Ascolta, Israele, io sono il Signore tuo Dio…”; e anche «Principio di Comportamento»: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore…”. In quanto “Amato”, poi, sono il compimento della profezia di Isaia: “Il Servo del Signore”, l’Innocente, l’unico che osserva in pieno la legge dell’Amore: prendo su di me tutto il male del mondo. Così per Israele non c’è più la sequenza: “peccato, pena, perdono”; ma solo “peccato, perdono”; perché voi peccherete ancora, io sconto per il vostro peccato, e voi siete perdonati. Così io porto tutti voi con me dove sono io presso il Padre mio.
LA PRIMA LETTURA sottolinea che: per risparmiare tutti voi dalla morte, come il figlio Isacco, il Padre mio (tornando al vangelo) non ha risparmiato me, Figlio suo, dalla morte:
SECONDO LETTURA. Non ha risparmiato me, in pieno accordo con lui: essere in vostro favore. La vostra salvezza è certa, è sicura perché il Padre mio ed io, suo Figlio, siamo “per” ognuno di voi, credente: siamo a favore di ciascuno che crede in me e nel Padre mio.
SALMO RESPONSORIALE: “Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi”. Condonando tutti i vostri debiti, vi sprono a condonare tutto ai vostri fratelli. Vi do di desiderarlo, lo chiedete, lo ricevete e da ora lo potete fare, perché sono io che opero in voi, quanti mi accogliete. Guardando me, siete salvi, e intercedete per i fratelli. Liberati, fatti figli in me con me voi tutti come una persona acclamate con efficacia:
T.
“Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi”.

Preghiamo
O Dio Padre buono, che non hai risparmiato il tuo Figlio unigenito, ma lo hai dato per noi peccatori; rafforzaci nell’obbedienza della fede, perché seguiamo in tutto le sue orme e siamo con lui trasfigurati nella luce della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Contesto Liturgico Settimanale: 2ª settimana.
LUNEDÌ Sono il Trasfigurato che trasfigura. La mia parola suscita ciò che dice. Se io vi dico: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate..; non condannate..; perdonate..; date..”; ecco, voi siete in grado di essere quanto dico, perché vi «trasformo»: vi faccio simili a me, credendo in me = muovendovi nell’intimo verso di me, mi riconoscete «compimento» della profezia che trovate nella
Prima lettura. Sono “compimento” del “Dio giusto, fedele all’Alleanza e benevolo. Vergogna sul volto a noi, perché abbiamo peccato contro di te; al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono”. E siete perdonati.
T.
“Perdonaci, Signore, nella tua misericordia”.

MARTEDÌ Sono il Trasfigurato e vi trasfiguro: vi rendo in grado di “dire”, e “fare” come dite. Non avete bisogno di essere ammirati dagli altri, perché siete miei discepoli, “onorati dal Padre mio, come me, unico vostro maestro e guida”. Compimento della profezia che vi annuncio nella
Prima Lettura. Dietro a me, come miei docili ascoltatori, cercherete la giustizia e “imparate a fare il bene”: con intima convinzione. Vi trasfiguro, e voi mi onorerete offrendo il sacrificio di lode.
T.
“Mostraci, Signore, la via della salvezza”.

MERCOLEDÌ Sono il Trasfigurato, e trasfiguro aspirazioni e sentimenti umani in divini. Mentre annuncio la passione, morte e risurrezione ai miei discepoli, essi nutrono aspirazioni di potere umano. Li accolgo come sono; e, seguendo me, anche loro diventano come me: non uno solo, ma «ognuno» diventa “grande”, “primo fra tutti”, diventando come me, “servo” e “schiavo” di tutti. Li trasfiguro secondo la profezia che c’è nella
Prima Lettura. Più di Geremia, io “do la vita in riscatto per molti”: intercedo per ognuno presso il Padre mio.
Così interpreto e realizzo in modo positivo e retto la figura del profeta, io, come vostro Maestro e Guida.
T.
“Salvami, Signore, per la tua misericordia”.

GIOVEDÌ Sono il Trasfigurato, e trasfiguro il Povero. «Lazzaro» (= Dio mi aiuta). Lo rendo simile ad Abramo=sta presso Abramo=presso di me. Ha confidato in Dio, come me: e nessuno s’accorge di noi poveri
Prima Lettura. “Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia”; il Signore che parla nei profeti! “Se non ascoltano Mosè e i Profeti non saranno persuasi” neanche di me che «risorgo» da morte.
T.
“Beato l’uomo che confida nel Signore”.

VENERDÌ Sono il Trasfigurato. Io, “il proprio Figlio” di Dio. Trasfigurato: “La pietra scartata, in pietra d’angolo”. Questo è fatto dal Signore. È mirabile ai nostri occhi: dicon vignaioli “trasformati in assemblea”.
Prima lettura. “Il signore dei sogni” (detto con ironia dai fratelli), Giuseppe ebreo, è trasformato in “2° dopo il Faraone”; io, Gesù, sono il 2° presso il Padre, uguale al Padre; che salva i figli d’Israele del vecchio e del nuovo testamento = tutta l’umanità, dalla fame, «non di solo pane».
T.
“Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie”.

SABATO Sono il Trasfigurato. e trasfiguro morti in viventi. Come il figlio “minore e quello maggiore”, cioè l’assemblea celebrante: esco per invitarvi ad entrare. Ecco, voi rispondete, siete entrati: io vi trasformo,
Prima Lettura, vi trasfiguro come promesso: «pascendo» di me stesso il tuo popolo, o Padre, “il gregge della tua eredità”; «mostrando» cose grandi, più meravigliose delle antiche: «togliendo l’iniquità e perdonando il peccato» trasformo tutti in me. Rivelo come in me tu ti compiaci di mostrare il tuo amore fedele per sempre.
T.
“Il Signore è buono e grande nell’amore”.

Terza Settimana Di Quaresima Anno B:

SONO IL TEMPIO NUOVO

TERZA TAPPAdel nostro cammino spirituale.
VANGELO. Mi presento come IL NUOVO TEMPIO: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Il mio corpo risorto è il luogo d’incontro di Dio con l’uomo. Se nella prima tappa del cammino, in quanto vincitore di satana, ho fatto alleanza con tutta l’umanità, preannunciata dalla figura di Noè e compiuta in me; se nella seconda tappa, in quanto trasfigurato, sono morto e risorto per salvare tutti i figli e le figlie di Dio, miei fratelli e sorelle, figlie di Abramo nella fede; in questa terza tappa sono compimento dell’Alleanza di Dio con Israele: con la mia risurrezione sono il tempio nuovo, per nuovi incontri con Dio.
PRIMA LETTURA. Io ti ho liberato dalla schiavitù del peccato, io ti ho riconciliato con Dio mio Padre, sono il Signore tuo Dio; e come segno che sei parte della mia umanità, nuovo tempio d’incontro con il Padre, ti comporterai da figlio come me: non avrai altri dèi, adorerai il Signore tuo Dio che ti ha salvato. Rispetterai il tuo prossimo. I nobili antichi 10 comandamenti saranno per te guida di buon comportamento, adeguato alla tua nuova posizione. Al centro di tutto, due imperativi tengono viva la storia della salvezza, che ti dono: 1. Osserva il sabato; 2. Onora il Padre e la madre. Il primo imperativo è per te, capo-famiglia: come sei stato liberato tu, così tu devi diventare liberatore, provvedendo che tutti intorno a te siano liberati. Il secondo imperativo è per te, figlio: onora, stima, apprezza chi ti ha tramandato tale situazione signorile. Questi comandi esprimono la situazione che godi, da buon ebreo, da uomo onesto; esprimono anche la tua nuova situazione divina di “nuovo tempio” in Cristo: in me. È una Grazia che non ti sei meritata con la tua osservanza dei comandamenti. Io te l’ho acquistata. La mia Persona è il centro di tutto. Io sono la Potenza e la Sapienza del Padre. In me tu hai la capacità di avere un comportamento dignitoso, di vivere l’Alleanza; e fare molto di più, di andare molto aldilà perché in me tu non sei più schiavo ed estraneo, ma figlio ed erede.
Cammina allora con me alla presenza del Padre, accogli la parola di vita, aderisci a me tuo Signore: io ti do la passibilità di essere figlio che assomiglia come me a Dio Padre.

“Signore, tu hai parole di vita eterna”.

Preghiamo
“Signore nostro Dio, santo è il tuo nome; piega i nostri cuori ai tuoi comandamenti e donaci la sapienza della croce, perché liberati dal peccato, ci apriamo al dono dello Spirito per diventare tempio vivo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen”.

Contesto Liturgico Settimanale: 3ª settimana.

LUNEDÌSono il Tempio Nuovo. e guadagno membra nuove. Come Elia ed Eliseo, non sono mandato per i soli Giudei, ma per tutti gli uomini. Rifiutato nella mia patria, passo in mezzo a loro e me ne vado per la mia missione, sino al rifiuto finale, capovolgimento del risultato: Risorgendo, guadagno “molti fratelli”, tante pietre vive per il tempio del mio corpo. Porto a compimento bontà e disponibilità profetiche, vedi I let.
Prima Lettura: la ‘bontà’ della ragazza israelita che vuole guarita la “lebbra” nel prossimo e la ‘disponibilità’ di Naaman che accoglie l’invito di Dio mediante i servi, e s’immerge nell’acqua e nello Spirito rigeneratore.
T.
“L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente”. in Cristo Gesù, mio Nuovo Tempio.

MARTEDÌSono il Tempio Nuovo. che porta condono e rigenera membra di condono. Mediante fatti, situazioni aguzzine ci riporti alla tua amicizia, o Padre: ci rinnovi come membra per il tempio di Cristo. Dal tuo cuore ri-esce il tuo condono che supera e corregge il nostro egoismo, secondo la promessa della
Prima lettura. “Abbiamo peccato. Divenuti più piccoli d’ogni altra nazione, non ci hai abbandonati sino in fondo, per amore di Abramo, d’Isacco e d’Israele”. La tua promessa ci merita la tua misericordia; pieno affidamento a te è il nostro grido, o Dio. “Ora ti seguiamo e cerchiamo il tuo volto con tutto il cuore. Fa’ con noi secondo la tua bontà, salvaci e dà gloria al tuo nome. Cuore contrito, spirito umiliato è sacrificio a te gradito” sull’altare del Tempio Nuovo, Cristo Gesù, che ci riabilita come membra del suo corpo.
T.
“Ricordati, Signore, della tua misericordia”.

MERCOLEDÌ Sono il Tempio Nuovo: il pieno compimento del valore d’ogni minimo precetto della Legge. Compiendo il senso d’ogni precetto, d’ogni minima azione, tutto diventa enormemente grande, come Dio. Formo così il tempio del mio corpo che siete voi, mentre morite a voi stessi e risorgete con me: il Padre che risuscita me, risuscita voi con me, tempio del mio corpo, in tre giorni. Si compie la promessa: tutta la Legge.
Prima lettura. “Osserverete le leggi, le metterete in pratica per vivere ed entrare nella terra che Dio vi da”: è il Signore Gesù, vostra Saggezza, il Dio vicino, luogo d’incontro con Dio in lui. Son vostri i suoi sentimenti. T.
“Celebra il Signore, Gerusalemme, loda il tuo Dio, Sion”.

GIOVEDÌ Sono il Tempio Nuovo: tempio indistruttibile, dimora divina, famiglia unita, forte. Nessuna potenza in cielo e in terra può distruggerla: è la signoria di Dio; sono il regno di Dio fra voi, in voi. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. Io rinnovo, risuscito il tempio del mio corpo che siete voi. È la realizzazione del popolo che io ricreo con la forza di «ascoltarmi».
Prima lettura. “Questo ordinai loro = parola che fa ciò che dice: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo”. E “sarete felici”. “Ma essi non ascoltarono, non prestarono orecchio, anzi, mi hanno voltato le spalle. Da quando sono usciti dal’Egitto fino ad oggi, ho inviato con assidua premura tutti i profeti ma non mi hanno ascoltato. Dirai loro tutte queste cose ma non ti ascolteranno, non risponderanno. Dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore suo Dio. Fedeltà sparita”.
Ma non la fedeltà del loro Dio, che per amore del suo nome li risuscita, e li fa cantare con forza nuova:
T.
“Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore”.

VENERDÌ Sono il Tempio Nuovo: chi vi fa parte? Chi ha un rapporto d’amore!”. «Il primo di tutti i comandamenti è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Do con tutto il tuo cuore”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comando».-
“È secondo verità che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui. Amarlo con tutto il cuore… vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. – “Non sei lontano dal regno di Dio”.- Nessuno più ti ha interrogato, Signore Gesù. Noi invece abbiamo il coraggio di chiederti: cosa manca per esser “nel” regno, nel tuo tempio nuovo?
Prima lettura: «Tornate al Signore e ditegli: “Togli ogni iniquità, accetta ciò che è bene: la lode delle nostre labbra. Presso di te l’orfano trova misericordia”. – “Io vi guarisco, vi amo profondamente; ritornate a sedervi alla mia ombra. Chi è saggio comprenda. I giusti camminano in queste vie”».– Manca il rapporto d’amore..
T.
“Signore, tu hai parole di vita eterna”.

SABATO Sono il Tempio Nuovo, per il sacrificio nuovo. Dell’amore infinito di Dio per l’uomo, e dell’amore dell’uomo per l’amore infinito di Dio. – Il fariseo, con la sua lode per se stesso: per tutto ciò che fa, non occorre che venga da me. E neanche per dire male degli altri. – Potrebbe venire da me o lasciarsi attirare da me, per presentarsi al Padre con me e pregare il Padre per tutti: sarebbe pietra viva del mio tempio nuovo. – Invito poi il pubblicano ad alzare il capo e guardarci in volto con Amore, perché sente di star bene!
Prima lettura. “Venite, ritornate al Signore: egli strazia ed egli guarisce”; non brontolare sempre: l’amore tuo si farebbe sempre più striminzito nel cuore: da nuvoletta, come una mano, passa al nulla. Ma il regno di Dio è un piccolo seme; vivo, però! “Voglio l’amore, non il sacrificio; la conoscenza di Dio più degli olocausti”.
T.
“Tu gradisci, o Dio, gli umili di cuore”.

Quarta Settimana Di Quaresima Anno B.

DIO HA TANTO AMATO IL MONDO !

QUARTA TAPPA.A metà del percorso di quaranta giorni, questa domenica invito alla gioia: VANGELO. “Rallegrati”, Gerusalemme, perché DIO HA TANTO AMATO IL MONDO: il Signore Dio mio Padre ha tanto amato il mondo da dare me all’umanità. Interviene e manda la sua salvezza: manda me.
Viene da me Nicodemo. Mi chiede come può uno «rinascere». Oggi finisco il mio discorso con Lui dicendo: “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna (è progetto stabilito dal Padre) che sia innalzato il Figlio dell’uomo”, io, Gesù di Nazaret, “perché chiunque crede in lui, abbia la vita eterna”. “Innalzato”, come segno disapprovazione degli uomini, e, per riscontro, come piena approvazione del Padre.
Allora si trattava di serpenti che mordevano chi mormorava contro Dio e il suo servo Mosè; ma, 750 anni dopo, c., e ora, di che cosa si tratta? Di che profezia va verso il compimento questa storia? Vedi I let.
PRIMA LETTURA: Lo racconto, anzi, lo accenno in estrema sintesi nel secondo libro delle Cronache, riportato nella prima lettura. Si arriva per tappe all’esilio in Babilonia, 750 anni dopo l’uscita d’Israele dall’Egitto. Ma già molto prima Dio cerca di far crescere l’uomo, e poi Israele, a sua immagine e somiglianza, e non rimanga una “bestia feroce”. Ma andiamo per ordine, secondo le prime letture scorse.
Sono le tappe che vi ho procurato e che vi ho ripresentato in questa quaresima: con il Padre e lo Spirito Santo, un solo Dio, allora non ancora rivelato, ho fatto alleanza con Noè, rappresentante tutta l’umanità. Poi con Abramo, risparmiandogli il figlio Isacco e a dandogli la vita. Poi con Mosè, donandogli la Legge, il decalogo come risposta all’alleanza di Dio da parte dell’uomo, Israele. In questa quarta tappa, poi, l’attenzione è posta sulla condizione peccaminosa dell’uomo. Mi riferisco in particolare alla caduta di Gerusalemme: la stessa Gerusalemme, figura di tutti, che ora, 4ª dom. di quar. anno B, invito caldamente a rallegrarsi. Come mai questo improvviso cambiamento: da situazione peccaminosa a pienezza di gioia?
Primo: Gerusalemme è peccatrice: “tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che mi ero consacrato a Gerusalemme. Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora”, provvedo sia scritto nel libro delle Cronache: “Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti, al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio”.
“Allora, i nemici d’Israele incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi. Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore mediante Ger.: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati per l’inosservanza del riposo, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino a 70 anni».
SALMO RESPONSORIALE. Ecco il motivo della tristezza: è descritto nel salmo 136: “Lungo i fiumi di Babilonia, là sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre. Perché là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, allegre canzoni, i nostri oppressori”: «Cantateci canti di Sion!», dicevano.
“Ma, come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se mi dimentico di te, Gerusalemme, si dimentichi di me la mia destra. Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo, se non innalzo Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia”».
Secondo: Ma, ecco la novità che nessuno si aspettava: “Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, 539 a. C., perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”. Ciro aveva i suoi interessi politici, che Dio strumentalizza in bene di Gerusalemme; come farà con Caifa, che usa la politica per eliminare Gesù: “è bene che uno muoia..”, ma, per Israele o per tutti?
SALMO RESPONSORIALE: il salmo resp. di tristezza muta in salmo resp. di gioia, mediante un vers.resp.: T.
Rit: “Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia”. Il Signore è intervenuto a portare la sua salvezza. Il tema della gioia s’inserisce nel dramma del peccato. Quando la situazione arriva a un punto tragico, il Signore interviene e capovolge la situazione, permettendo una rinascita:
T.
Rit.“Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia”. È stato possibile riprendere il canto per l’intervento di Dio che salva. Il male non è mai l’ultima parola. Ecco, verso dove porta la profezia della prima lettura.
Tornando al Vangelo, si osservi come questa profezia positiva, inclusa nella storia d’un anno, 539-538 a.C., ha cominciato annunciare la sua piena realizzazione in me: “Dio infatti ha tanto amato il mondo – questo mondo di resistenza a Dio – da dare il Figlio unigenito, me, perché chiunque crede in me = si muove verso di me, non vada perduto, ma abbia la vita eterna = la stessa vita di Dio -; e il mondo sia salvato per mezzo di lui – cioè, di me -. Chi crede in lui = in me, non è condannato – la condanna è alle spalle, è superata con la decisione di “muoversi verso di lui” = di me; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio = in me. Chi fa la verità – cioè, me – viene verso la luce – cioè, me -, perché appaia chiaro che le sue opere sono state fatte in Dio – cioè, in me -».
NELLA II LETTURA, per mezzo di Paolo io parlo agli Efesini, a tutti gli uomini, e li faccio riconoscere: “Dio, ricco di misericordia, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo – con me -”. Esilio e ritorno, morte e rinascita, voi l’avete sperimentato nel battesimo; e in tutta la vostra vita potete verificare situazioni del genere. Da morti che eravate per le vostre colpe, il Signore vi ha fatto rivivere per Cristo – per me -. Per grazia siete stati salvati”. Ecco la vostra gioia. Per grazia siete stati salvati”.
Quel che siete è per gratuito dono di Dio. Ringraziate il Signore, fate festa nel cuore del vostro cammino verso la pasqua: potete sperare in una rinascita dall’alto, come ho detto a Nicodemo, perché sono io che vi faccio rinascere dall’alto.

Preghiamo.
O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano
di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina. Per Cristo nostro Signore…

Contesto Liturgico Settimanale: 4ª settimana.

LUNEDÌDio ha tanto amato il mondo. «Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo». Il Salvatore di tutto il mondo. La promessa di Dio fatta a Davide, si adempie c. 960 anni dopo. Nel frattempo è caduto il regno d’Israele nel 722, e il regno di Giuda nel 586. Usando il linguaggio della genealogia di Matteo, poi, si potrebbe dire che dopo 41 «generazioni»: «generò.., generò.., generò..», la 42ª generazione non ha per soggetto «Giuseppe generò», ma lo Spirito Santo: «Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo»: non, quindi: «Giuseppe generò»; ma «Giuseppe, lo sposo di Maria, “dalla quale è nato” Gesù», “per opera dello Spirito Santo”, come dirà poi la Chiesa.
Chi l’avrebbe mai prevista, questa improvvisa novità? Avvicinando il vangelo di Matteo a quello di Luca oggi la liturgia pone Gesù “nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava”. Di che cosa parlavano? Lo fa intuire la liturgia e anche la risposta di Gesù a Maria: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi «delle cose» del Padre Mio?”. Come se lo Spirito dicesse: Gesù cerca di fare intuire ai maestri del tempio l’intervento di Dio Padre, che ama tanto il mondo da dare il suo Figlio primogenito, adempiendo inaspettatamente la promessa e di nascosto, mediante una nuova «creazione».
PRIMA LETTURA. La promessa di Dio a Davide: “Il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre”; e le altre parole di Natan: “Non tu farai una casa al Signore, ma il Signore farà di te la sua dimora”, non lasciava intuire la nascita di Gesù per opera dello Spirito Santo. Ciò che invece s’è realizzato in Cristo Gesù.
SALMO RESPONSORIALE:
“In eterno durerà la sua discendenza”. Non è un eterno umano: non è di Davide..né della sua discendenza umana…, ma di Gesù. L’assemblea nella messa può acclamare: “Canterò in eterno l’amore del Signore..”. E: «Egli mi invocherà: “Tu sei mio Padre, mio Dio e roccia della mia Salvezza”. Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele». È rapporto da Dio a Dio. Nell’assemblea celebrante parla il profeta, parla Gesù e parla l’assemblea in persona di Gesù. Siamo elevati sopra di noi. Il centro è la persona di Gesù che dura per sempre; in lui invochiamo il Padre e siamo esauditi.
Seconda Lettura: Abramo è ispirato a credere, «saldo nella speranza» in Dio, oltre «ogni speranza» umana.

MARTEDÌDio ha tanto amato il mondo. I singoli come tutto il popolo. «All’istante quell’uomo guarì». «Si trovava lì un uomo che da 38 anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: “Vuoi guarire?”. «Gli rispose il malato: “Signore non ho nessuno..”. Gesù gli disse: “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”. All’istante quell’uomo guarì». Se quarant’anni è la vita di una persona, 38 anni soffre «malato», e «all’improvviso», 2 anni prima di morire, è guarito. È ancora la dinamica della domenica scorsa.
Prima lettura: “Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungerà quest’acqua porterà salvezza”. Gesù è l’acqua vera per quell’uomo; non quella della piscina. E Gesù lo guarisce istantaneamente: all’improvviso.
T.
“Dio è per noi, rifugio e fortezza”. – “Con la tua presenza salvaci, Signore”.

MERCOLEDÌ Dio ha tanto amato il mondo: da dare la Vita, più di una madre. “Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole”: non solo ad un uomo, ma a tutti, gratuitamente, con una medicina che è l’Amore di Dio, fedele al suo popolo, Israele.
Prima lettura: “Ti ho stabilito come alleanza del popolo, per fare risorgere la terra”: è la vocazione del profeta che Dio pone come suo rappresentante presso Israele e per noi, per tutta l’umanità. Dopo 50 anni, Dio chiama a casa d’improvviso Israele: è come una risurrezione, che si compie in Cristo risorto per tutti.
T.
“Misericordioso e pietoso è il Signore”.

GIOVEDÌ Dio ha tanto amato il mondo: da dare il Figlio unigenito, che testimonia il Padre con le opere dategli da compiere. Questo Figlio Gesù è accusato e condannato a morte dai giudei, che non hanno creduto al Battista, né credono alle opere che il Padre ha concesso a Gesù di compiere. Fra tanti argomenti, Gesù porta in testimone Mosè, e dice: “Vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza”. “Egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potete credere alle mie parole?”.
Prima lettura: Mosè ha ereditato l’amore di Dio per il suo popolo, e intercede per lui, dicendo al Signore: “Desisti dall’ardore della tua ira contro il popolo, che al suo Signore, liberatore dalla schiavitù d’Egitto, ha preferito un vitello che mangia fieno. Ma come all’improvviso divampa la sua ira, all’improvviso perdona e si pente «del male che aveva minacciato di fare».
T.
“Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo”.

VENERDÌ Dio ha tanto amato il mondo: «Cercavano di arrestare Gesù, ma non era ancora giunta la sua ora». Si avvicinava la festa dei giudei, quelle delle Capanne, e anche Gesù a Gerusalemme per la festa. Vedendolo e sentendolo parlare tanti esprimono tante opinioni. Gesù esclamò: “Certo voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato”.
Prima lettura: per Gesù non era ancora giunta l’ora dell’esecuzione della sua condanna da parte dei giudei contro l’uomo “giusto” che è una condanna per gli “ingiusti”. “ Hanno pensato così, ma si sono sbagliati; la loro malizia li ha accecati”.
T.
“Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, molti sono i mali del giusto; da tutti lo libera Dio”.

SABATODio ha tanto amato il mondo: da dare il suo Figlio; e nessuno sa da dove venga. “Il Cristo viene forse dalla Galilea?”. «All’udire le parole di Gesù, ci sono pareri discordanti: “Costui è il profeta”; “Costui è il Cristo”; “Il Cristo non dovrebbe essere da Betlemme?”. E c’era dissenso. Volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. I capi dicono alle guardie: “Perché non l’avete condotto qui?”. Rispondono: “ Mai un uomo ha parlato così!”. – “ Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ma questa gente che non conosce la legge è maledetta!”. – Nicodemo uno di loro disse, a proposito di Legge: “La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?”. Gli rispondono: “ Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!”. – Non è questione di Galilea, di Legge o di studio; ma di consenso a ciò che penso io che penso io che sono il capo dei sacerdoti. – E ciascuno tornò a casa sua». Cosa serve lo scambio di pareri, senza ricerca di Dio, anziché di se stessi: della propria gloria..?
Prima lettura: Gesù, obbediente al Padre, é “come agnello mansueto che viene portato al macello”. Tramano contro di lui, decidono la morte; si rimette al Padre. Dice: “A te ho affidato la mia causa, in loro favore”.
T.
“Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio”.

Quinta Settimana Di Quaresima Anno B.

QUANDO SONO INNALZATO DA TERRA ATTIRO TUTTI A ME.

QUINTA TAPPA.Nell’imminenza di pasqua, “tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vogliamo vedere Gesù». In Risposta propongo la mia vita come quella d’un seme che deve essere sepolto per terra perché possa produrre frutto. GvEv per chiarire questa mia risposta, riporta alcuni altri miei detti (Esempio: “È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo, io, sia glorificato, sia fatto segno della presenza di Dio Padre, operante in me; ho riconosciuto, infatti, che quei greci sono illuminati dal Padre mio, a cercarmi. Devo morire come il grano per essere fecondo e salvare tutti; altrimenti, perderei anche la mia vita. E se uno mi segue, si troverà dove sono io, onorato dal Padre mio come me. “Adesso l’anima mia è turbata” (Getsemani di Giovanni), sapendo cosa dovrò patire come segno della presenza del Padre operante in me per amore verso tutti gli uomini. “Che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome”: non intendo cambiare; voglio che tu continui a fare di me il segno della tua presenza operante a favore dell’uomo. La voce del Padre risponde, come sul Tabor, per tutti: l’ho fatto segno della mia presenza operante a favore degli uomini, e lo farò ancora, sino in fondo).
Parlo con i discepoli, perché allora i greci non mi avrebbero capito né accolto. Cerco di far capire che quando sono innalzato da terra, con la morte e risurrezione, attiro tutti a me: raggiungo tutti. Vedi:
PRIMA LETTURA. Seguendo la prima lettura, infatti, come itinerario di storia della salvezza, in questa quinta domenica annuncio per bocca del profeta Geremia una nuova alleanza. Così, nelle prime letture di
queste 5 domeniche quaresimali si completa l’itinerario della storia salvifica da parte di Dio, in particolare la
storia delle alleanze. Prima alleanza: dopo il diluvio, Dio fa alleanza con l’umanità intera tramite Noè. Va male: sfocia nella Torre di Babele. Dio allora s’impegna con Abramo, a dare la vita ad Isacco ed eliminare tutti i sacrifici umani. Finisce nella schiavitù d’Egitto. Dio fa alleanza con Israele mediante Mosè, dandogli il decalogo: un comportamento negli israeliti come risposta all’alleanza di Dio con loro. Israele tradisce Dio con il vitello d’oro; e di tradimento in tradimento finisce in esilio a Babilonia. Nonostante Israele non viva in coerenza con l’alleanza e finisca in esilio, Dio interviene e salva Israele. Dio non vien meno alla sua fedeltà. L’infedeltà dell’uomo non danneggia l’alleanza di Dio con l’uomo! Dio rimane fedele nonostante tutto. Per bocca di Geremia allora annuncio una novità, ed è l’ultima alleanza nel campo della profezia (che troverà pieno compimento in me, Nuova ed Eterna Alleanza), e spiego la novità dell’ultima Alleanza come profezia:
“Ecco, verranno giorni, nei quali concluderò un’alleanza nuova con Israele. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto; alleanza che essi hanno infranto”. Sarà un’alleanza nuova. La novità non sarà nella modalità, nelle regole, nelle indicazioni pratiche; ma, nell’intervento di Dio. “Questa sarà l’alleanza che io concluderò: porrò la mia legge dentro di loro. La scriverò nel loro cuore”. La nuova alleanza, che annunzio tramite il profeta Ger., sarà un’alleanza scritta nel cuore. Non una legge esterna che dice quel che devi fare, lasciandoti nell’incapacità umana a fare ciò che ti chiede. L’alleanza nuova sta nel cambiamento del cuore. Scrivere l’alleanza nel cuore significa cambiare il cuore e renderlo in grado di fare ciò che Dio comanda. “Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo”. Allora sarà possibile un vero legame di alleanza, “quando io cambierò il loro cuore”. Non sarà necessario che qualcuno li istruisca dall’esterno, perché “ciascuno mi conoscerà, dal più piccolo al più grande, e io perdonerò le loro colpe”. Sono le colpe che impediscono la comprensione. Prima si tolgono le colpe, poi si comprenderà la Parola. Questa, la profezia che si compirà pienamente in me, Gesù di Nazaret.
Torniamo al vangelo, al nuovo testamento nel senso di nuova ed eterna alleanza che Dio ha stipulato con l’uomo in me, Cristo Gesù: con voi, con tutta l’umanità. Non nel senso di cambiamento del contratto, ma nel senso che Dio cambia il cuore umano. Dio rende l’umanità capace di essere in buona relazione con lui in me, Cristo Gesù.
SALMO RESPONSORIALE. Nel salmo Responsoriale allora noi diciamo (io in tutti voi e voi tutti in me):
“Crea in me, o Dio, un cuore puro”. invocazione che guida tutto il salmo respons. Il cambiamento del mio cuore è la nuova alleanza. Tanto atteso da Dio; impossibile all’uomo di realizzarlo, perché necessita dell’intervento restauratore di Dio. È una profezia dell’antico testamento. Con il mio intervento, di Gesù di Nazaret, con la mia incarnazione e la mia morte accettata per amore, questa alleanza profetizzata diventa realtà: è la mia “nuova ed eterna alleanza”.
SECONDA LETTURA. Nella 2ª lett. spiego come è avvenuto tutto questo, per bocca d’un altro autore ispirato, che dice di me: “Nei giorni della sua vita terrena, Cristo offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito”. Venne esaudito, non nel senso che gli fu risparmiata la morte, ma nel senso che fu liberato dalla morte. Perché mi sono affidato, abbandonato totalmente e con grande fiducia alla volontà del Padre mio. L’autore ispirato continua: “Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono”. Cioè ho voluto sperimentare l’obbedienza sino in fondo. Divenuto così perfetto, portato alla piena consacrazione sacerdotale, son divenuto causa di salvezza eterna. Questo il punto: sono divenuto “causa di salvezza per tutti quelli che mi obbediscono”. Sono la fonte della nuova alleanza: nella mia morte si rende possibile il cambio del cuore umano; il cuore di chi mi accoglie. Vi potete avvicinare alla pasqua ora, contemplandomi mentre dono la mia vita perché gli uomini abbiano un cuore nuovo. Noi ti Chiediamo:
T.
Crea in noi, o Dio, un cuore nuovo come piace a te.

Preghiamo: colletta propria.
Ascolta, o Padre, il grido del tuo Figlio che, per stabilire la nuova ed eterna alleanza, si è fatto obbediente fino alla morte di croce; fa’ che nelle prove della vita partecipiamo intimamente alla su passione redentrice, per avere la fecondità del seme che muore ed essere accolti come tua messe nel regno dei cieli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Contesto Liturgico Settimanale: 5ª settimana.

LUNEDÌQuando sono innalzato da terra attiro tutti a me. È decreto di Dio.
“Rallegrati, totalmente graziata: il Signore è con te”. “Non temere, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”.. “Nulla è impossibile a Dio”. «Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore”».
Prima Lettura: “Ecco, la vergine concepirà”. La profezia si è compiuta in Maria secondo il decreto di Dio. Ed è in vista di Gesù.
Seconda Lettura: «E’ impossibile che il sangue di tori e di capri elimini i peccati. Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta , un corpo invece mi hai preparato. Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”. Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo». La parola di Gesù risuona nell’assemblea celebrante:
T.
“Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà”.

MARTEDÌ Quando sono innalzato da terra attiro tutti a me. Gesù, segno di contraddizione.
«Gesù disse ai farisei: “Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato”, perché non mi accogliete e avete già deciso in cuor vostro di uccidermi: “Dove vado io, voi non potete venire: voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo.. Morirete nei vostri peccati se non credete che Io Sono”.. “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato”.. Molti credettero in lui». «Io sono»: nome di Dio rivelato a Mosè dal roveto ardente. «Innalzato»: da chi vuole ucciderlo, quindi, senso negativo.
Prima Lettura: all’uscita d’Israele dall’Egitto .. il popolo mormorò contro Dio e contro Mosè. Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti.., un gran numero morì. Dissero a Mosè: “Abbiamo peccato”. Il Signore disse a Mosè: “Fatti un serpente mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita”. Il serpente è l’immagine della mia realtà: “Innalzato da terra attiro tutti a me”. Senso positivo dell’innalzamento: il nostro Dio viene a salvarci.
T.
“Signore, ascolta la mia preghiera”.

MERCOLEDÌ Quando sono innalzato da terra attiro tutti a me. L’“Innalzato” morto-risorto fa liberi davvero. “Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero”, dice Gesù ad alcuni Giudei che credevano di credere in Lui. Ma credere in Gesù, vuol dire decidersi totalmente per Lui, vuol dire accoglierlo come vero Abramo. Siete discendenti di Abramo ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli”. “Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre Abramo, che vide il mio giorno e ne gioì”
Prima Lettura: Dio ha mandato il suo angelo e ha liberato i suoi servi che credevano in Lui: “Sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dei. Il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano. Gesù, Figlio Amato, è il nostro Liberatore, vero Angelo che libera chi confida in Lui.
T.
“A te la lode e la gloria nei secoli”.

GIOVEDÌ Quando sono innalzato da terra attiro tutti a me. Chi guarda l’“Innalzato” non vedrà la morte.
“In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Io conosco il Padre mio e osservo la sua parola. Prima che Abramo fosse Io Sono. Il Padre mio mi “glorifica” = mi fa segno della sua presenza in mezzo a voi.
Prima Lettura: Dio fa un patto con Abramo, tipo del vero credente: “Quanto a me, ecco, la mia alleanza è con te e con la tua discendenza dopo di te per sempre. Ti renderò fecondo, ti darò in possesso la terra: profezia messianica che si compirà in Cristo. “Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza, per sempre”. Gesù è la vera discendenza capace di osservare pienamente l’alleanza. Noi in Lui, con Lui possiamo acclamare:
T.
“Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza”.

VENERDÌ Quando sono innalzato da terra attiro tutti a me. L’“Innalzato”: agnello sgozzato e ritto.
I Giudei cercano di catturare e lapidare Gesù perché afferma di essere il Figlio di Dio. Ritengono questa sua affermazione una bestemmia, eppure molti di loro vedono che in lui si concretizzano le parole di Giovanni il Battista. Gesù ritorna al di là del Giordano, come agnello selezionato per la Pasqua, in attesa d’essere immolato il Venerdì santo. Di fatto, mentre vengono sgozzati gli agnelli per la solennità pasquale ebraica, il compimento della festa, Gesù Nazareno, viene crocifisso.
Prima Lettura: “Calunnia di molti, terrore all’intorno! Denunciatelo! Sì, lo denunceremo”. Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta. Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso. I miei persecutori saranno svergognati. – Situazione raffigurante la condizione di tutta l’umanità. – “Signore, tu provi il giusto, vedi il cuore e la mente, a te affido la mia causa!”. Grazie per la tua vittoria: tu hai liberato la vita del povero, figura del Cristo, che intercede per i fratelli presso di te.
T.
“Nell’angoscia t’invoco: salvami, Signore”.

SABATO Quando sono innalzato da terra attiro tutti a me. L’“Innalzato” riunisce i dispersi figli di Dio. Gesù ha risuscitato Lazzaro, molti Giudei credono in lui, ma Caifa, sommo sacerdote, profetizza: è necessario che un solo uomo muoia piuttosto che tutta la nazione. L’evangelista Gv precisa: piuttosto che perisca tutta l’umanità! È necessario che un solo uomo muoia per riunire insieme tutti i figli di Dio. Così Gesù è il compimento della profezia della prima lettura.
Prima Lettura: “Ecco, io prenderò i figli d’Israele da ogni parte, li radunerò, farò di loro un solo popolo” sotto di me unico re, li libererò da tutte le ribellioni, li purificherò, saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. Farò con loro un’alleanza di pace stabile per sempre, saranno la mia dimora. Tutti sapranno che io sono il Signore che santifico il mio popolo.
T.
“Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge”.

Preghiamo.
Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi. Per Cristo nostro Signore. Amen.