31/07/2001 – T. ORDINARIO – A – 18 DOMENICA – GRUPPO LIT. PAR.
INCONTRO ANIMATORI GRUPPI LITURGICI PARROCCHIALI-31 Agosto 2011 – 18ª Dom. Tempo Ordinario – Anno A. -Traccia.
Chi è Gesù? «Pane» nel Silenzio della «Carità»; «voi tutti: venite e mangiate». (Colletta).
Gesù è «Pane» nel Silenzio della «Carità».
Chi è Gesù? Come vive Colui che è il solo ad essere amato totalmente da Dio? Cosa si prova quando si è vicini al Signore Gesù? Ci si sente e si è davvero totalmente saziati.
Dopo questa breve introduzione, guardiamo il vangelo e la I lettura.
VANGELO: Mt 14,13-21. Gesù istruisce quelli che accolgono il dono della “disponibilità” ad ascoltare Lui, il Pastore. «Avendo udito (della morte di Giovanni Battista), Gesù partì di là». Gesù apprende la notizia della morte terribile di Giovanni Battista. Ne è sconvolto e desidera rimanere solo. È questo il motivo per cui prende una barca per andare sul lago. Ma la folla non lo lascia. Qauando egli accosta sull’altra riva, essa è già là: malati e sofferenti, tutti quelli che hanno bisogno di un salvatore; e Gesù non si sottrae.
Le ore passano e gli Apostoli si preoccupano. Essi vogliono che Gesù mandi via la folla. Conosciamo questo modo di fare, umano, degli Apostoli: risolvere in qulache modo problemi immediati, anche se in modo poco nobile. Ma Gesù si assume la propria responsabilità. Non vuole lasciare partire nessuno con fame. Egli dà senza fare conti, generosamente. Solo Dio può dare senza diventare povero. Gesù è Incarnazione del Dio infinito nella nostra finitezza. Egli dà come lui solo sa fare: egli dona se stesso, e lo esige da coloro che vogliono essere dei suoi: “Date loro voi stessi da mangiare”; dividete il poco che avete: cinque pani, due pesci. Date tutto, e gli Apostoli fanno la loro distribuzione, con lo sguardo fisso su Geù che regge i cinque pani e i due pesci davanti al Padre. È Gesù che offre da vero Pastore, i suoi Apostoli che offrono, una Chiesa che offre, se stessa: ecco il segno, il marchio della generosità di Dio. Sarà palese in tutti alla fine.
Ma ora Gesù comincia con gli Apostoli dicendo: “Date loro voi stessi da mangiare”. Essi si trovano fra Gesù e la folla; e non vedono una montagna di pani davanti a sé; ma solo Gesù, con cinque pani e due pesci in mano. Dovevano imparare a tenere lo sguardo fisso su Gesù, come gesù nel Padre, mentre lo danno alla folla dopo la benedizione. Anche loro intanto pensavano che si dovesse andar via di là per mangiare, come sentivano forse borbottare tra la folla. Invece Gesù non intende solo guarire, ma «salvare»: tutti; cominciando da loro, gli Apostoli: una guarigione particolare negli occhi e nel cuore: imparare a tenere lo sguardo fisso su Gesù, a credere nel Signore Gesù, senza che nulla possa più separare discepoli da Cristo.
«O voi tutti: venite e mangiate; ascoltate e vivrete».
PRIMA LETTURA (Is 55,1-3):
«La guarigione e la salvezza è per tutti, secondo la promessa. “O voi tutti assetati, venite all’acqua; comprate e mangiate, senza denaro, senza pagare”: tutti, senza eccezione; gratuitamente, senza aspettarsi nulla in cambio. Tipico amore di Dio, Agàpe, che si potrà realizzare solo nell’uomo Gesù di Nazaret.
La condivisione dei pani e dei pesci è annunzio dell’Eucaristia compiuta in Cristo Gesù. «Presi i cinque pani e i due pesci». Ciò che siamo e abbiamo, se non viene presentato a Gesù e preso da lui, non è rasformato: perisce. Gesù «alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla». Nel caso concreto, ora i discepoli continuano a distribuire pani e pesci tenendo lo sguardo fisso su Gesù. In lui si realizza la promessa messianica della prima lettura: “Venite, prendete seza denaro” ciò che sazia il fisico. Gesù è pieno Compimento della promessa, quando dice, saziando anche lo Spirito: “Prendete, mangiatene tutti. Prendete, bevetene tutti: questo è il mio corpo donato…, e il mio sangure versato”.
Gesù, Pastore ed Eucaristia: pasce donando se stesso in cibo a tutti i popoli. Preghiamo con la chiesa la colletta propria: o Dio, che nella compassione del tuo Figlio verso i poveri e i sofferenti manifesta la tua Bontà paterna, fa’ che il pane moltiplicato dalla tua provvidenza sia spezzato nella carità, e la comunione ai tuoi santi misteri ci apra al dialogo e al servizio verso tutti gli auomini. Per Cristo nostro Signore. Amen.
RENDIAMO GRAZIE A DIO
per «l’Annuncio evangelico» in vari tempi e modi: P. Elia intercede perché obbediamo al Magistero di Cristo nella Chiesa; per «la Celebrazione» in persona di Cristo: Don Mario ci guida e c’incoraggia con «umiltà e serietà»; per «la Carità» di Dio effusa nei nostri cuori; la Sorella Noemi ci procura d’imitarla nel «buon profumo di Cristo».