31/08/2003 – T. ORDINARIO – ANNO B – 22 DOMENICA – 2003
XXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno B – 31 Agosto 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
“I fedeli leggano almeno i testi della messa, in famiglia o in privato” (PCFP 13). – Fa crescere “ascolto e risposta” in tutti noi, Signore! (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi la voce LETTURE nel sito.
MEDITAZIONE – RILETTURA
Il Signore parla di se stesso, “Buona Notizia” nel vangelo; “compimento delle promesse”, della prima lettura; “fondamento della chiesa”, nella seconda lettura: Gesù rivela ciò che sta facendo in noi. – Facci conoscere la tua opera, Signore, mentre rileggiamo vangelo, I e II lettura alla luce del “versetto al vangelo”:
Mostraci, Signore, la tua via, guidaci sul retto cammino. Alleluia.
CELEBRAZIONE – VITA
Il Signore Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la Sposa diciamo: “Vieni, Signore Gesù!”. E Gesù risponde: “Sì, ecco, io vengo” (Apc. 22,17s). È in atto l’azione di Gesù nella messa e nella vita di ciascuno (Cfr PNMR 55, f): Gesù in noi continua a offrirsi al Padre per tutti. Antifona alla Comunione:
Il male che esce dal cuore contamina l’uomo, dice il Signore.
Guidaci, Signore, sul retto cammino: la tua Parola seminata nel cuore supera il male, rinnova la vita.
La mia Parola seminata nel vostro cuore rinnova la vostra vita. La Parola di Dio nella vostra coscienza vi spinge a trascurare la tradizione degli uomini, per osservare il comandamento del Signore che è giustizia, misericordia e fedeltà (vangelo). La Parola di Dio rende sapienti e intelligenti: vi fa scoprire la presenza di Dio nella vostra esistenza umana di ogni giorno (prima lettura). La religione pura e ineccepibile davanti a Dio consiste nell’amore verso il prossimo, specialmente verso i più bisognosi (seconda lettura). Quelli che celebrano e vivono la vicinanza del Signore, acclamano: Abitano la tua casa, Signore, quelli che ascoltano e fanno la volontà di Dio, curando i bisognosi. – Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di suscitare dentro di voi la volontà di fare il bene verso tutti, specialmente verso i più bisognosi, nel simbolo del cuore che pulsa e fa vivere tutte le membra del corpo. La vita con Gesù è cuore; non pratiche esterne senza cuore – Mostraci, Signore, la tua via, guidaci sul retto cammino.
La mia Parola seminata nel vostro cuore salva tutti indistintamente coloro che l’accolgono. Gesù ha condiviso i pani, e ha detto che la sua carne e il suo sangue, cioè la sua vita, è vero cibo e vera bevanda per la vita eterna, cosicché chi mangia e beve, vive per sempre. Lo ha detto ai discepoli, in terra d’Israele. Può valere questo anche per gli altri, in tutte le regioni di tutti i tempi? Sì, vale per tutti, sempre. E Gesù, per mostrare questo, sta per fare un viaggio simbolico fuori del territorio d’Israele (Mt 24), dove condividerà i pani: in terra straniera, come in Israele (Mc 8,1-9). Ma in Israele e ovunque, Gesù salverà chi non fa distinzione di persone. Proprio di questo invece Gesù è accusato: di non fare distinzioni di persone, e non mantenere il sacro distinto dal profano.
La mia Parola subisce affronto dagli avversari in vista della salvezza.“Si congregarono attorno a lui i farisei e alcuni scribi venuti da Gerusalemme”. Gesù ha già incontrato i farisei, cioè i religiosi del suo tempo (Mc 3,1-7); e anche gli scribi (Mc 3,22-30) che vengono da Gerusalemme, incaricati a vigilare su di lui da parte dell’istituzione religiosa centrale, Gesù ha incontrato. Questi scribi da Gerusalemme appoggiano i religiosi farisei contro Gesù: sono d’accordo nell’accusare Gesù che non rispetta la distinzione fra sacro e profano, e insegna ai suoi discepoli a fare lo stesso.
Per tutti i giudei, Israele è un popolo santo, un “popolo di consacrati a Dio” (Dt 7,6). Tutti gli altri popoli sono “profani”: non hanno vincoli particolari con Dio, come invece ha Israele. Il modo concreto di mantenere questa distinzione è l’osservanza minuziosa della legge; cosicché appartengono al “popolo santo” coloro che osservano fedelmente la legge; sono invece “profani”, separati da Dio, anche fra gli israeliti, quelli che non vi si attengono minuziosamente.
La mia Parola accetta di essere condannata dagli avversari in vista del superamento. Tra i giudei, poi, il religioso fariseo ritiene che anche il contatto con la gente profana mette in pericolo la propria consacrazione a Dio. Quindi, ecco la necessità, per lui, di “purificare” il cibo, cioè non solo lavarlo, ma eseguire una cerimonia rituale particolare; c’è per questo tutto un lungo e minuzioso, interminabile rituale da seguire rigorosamente, per purificare tutti gli alimenti; essi infatti potrebbero avere incontrato mani impure, cioè di persone che forse non osservano minuziosamente la legge. Prima di mangiare allora si lavano ritualmente le mani che hanno toccato quei cibi o qualsiasi cosa del mondo esterno. Pensano di togliere così dagli alimenti il profano che possono avere acquisito da chi li ha raccolti o venduti, e garantire il proprio carattere sacro, il proprio legame con Dio. Questo non è guardare alle persone che s’incontrano, ma a se stessi e alle proprie pratiche religiose in nome di Dio.
Di fatto, in questo modo i farisei creano una doppia distinzione: una, fra i giudei e i non giudei o pagani; l’altra, fra i giudei religiosi o farisei e la gente comune che non può vivere facendo riti tutto il giorno, per ogni contatto con qualcosa di esterno. La distinzione fra sacro e profano consente a Israele di sentirsi diverso e superiore ai pagani; la distinzione poi fra giudei comuni e religiosi farisei consente a quest’ultimi di sentirsi i migliori fra gli eletti di Dio. Senza queste distinzioni la religione giudaica sarebbe minata alle basi, cadrebbe.
Proprio di questo essi accusano Gesù e i suoi discepoli: far cadere la religione. “I farisei e alcuni scribi… notarono che alcuni suoi discepoli mangiarono i pani con mani profane, cioè senza lavarsi le mani”. I discepoli hanno esitato ad andare in barca verso un territorio non israelita, come aveva loro ordinato Gesù (Mc 6,47-52); quindi mantengono ancora la distinzione fra israeliti e pagani. Ma prima, alla condivisione dei”pani”, i discepoli non hanno esitato di mangiare i pani con la folla senza lavarsi le mani: non si sono distinti dalla folla; hanno ritenuto che il contatto con quella folla, scontenta dell’istituzione e contenta di Gesù, non renda necessaria un’abluzione per eliminare il profano.
“Di fatto i farisei e i giudei in generale, non mangiano senza lavarsi le mani sfregandole bene, aggrappandosi alla tradizione dei loro padri”. I giudei osservanti, non tutta la massa dei giudei, sono rappresentati dai farisei, fedeli alle abluzioni di purificazione, per sottolineare la separazione che c’è fra loro e il mondo, come se la creazione non fosse una cosa “buona”, dichiarata tale da Dio stesso, come sta scritto: “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona” (Gen 1,31).
La mia Parola illumina ogni situazione.«Quei farisei e scribi lo interrogarono: “Perché i tuoi discepoli non seguono la tradizione degli anziani, ma mangiano il pane con mani profane?”». Farisei e scribi si rivolgono a Gesù scandalizzati della condotta dei suoi discepoli, che hanno infranto la “tradizione degli anziani”. Questa per loro sarebbe “la tradizione orale”: sul Sinai Dio avrebbe consegnato a Mosè due tavole della legge; una scritta, e una orale. Questa seconda, la legge orale, tramandata da Mose a Giosuè e ai successori, sarebbe stata messa in scritto (713 precetti) al tempo di Gesù; e loro le attribuiscono la stessa autorità divina della Legge scritta da Dio; anzi, più grande: una trasgressione contro di essa infatti veniva considerata da loro più grave di una trasgressione contro la legge scritta fin dall’inizio da Dio.
«Gesù rispose loro: “Quanto giustamente profetizzò Isaia di voi ipocriti! Così sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me… Voi lasciate il comandamento di Dio per aggrapparvi alla tradizione degli uomini”». Gesù parla del loro culto ipocrita, e dice: Manifestate segni esterni (labbra) in contraddizione con il vostro interno (cuore) separato da Dio; le vostre osservanze, fatte di separazioni fra gli uomini, non sono in sintonia con Dio che non fa distinzioni di persone (Mc 1,39-45). Quella che voi chiamate: “la tradizione degli anziani”, non ha nessuna autorità divina, è vostra invenzione umana in contrasto con il comandamento di Dio. – Dio non rigetta niente di tutto quello che ha fatto; non esistono creature che godono il favore di Dio (sacre) e altre che ne sono escluse (profane). Le creature non devono fare nulla per avere il favore di Dio che ama tutto e tutti gratuitamente. L’unico cosa che separa l’uomo da Dio è l’uso cattivo di un bene ricevuto da lui: la propria volontà.
Sembra un allungarsi troppo su cose che non c’interessano. In realtà è Gesù che annunzia una bella notizia attualissima, nel suo doppio aspetto: negativo e positivo. Negativo: Ogni distinzione fra uomini è contro Dio. Scribi e farisei facevano discriminazioni in nome di Dio; se ne possono fare anche per molto meno: in nome della razza, della pelle, del denaro, della cultura, della simpatia… Si possono fare distinzioni e separazioni anche in se stessi. Ma nessuna discriminazione è secondo Dio. Positivo: Il creato è tutto bello e buono, in te e intorno a te; fatto da Dio, a tuo servizio, perché anche tu in lui serva gli altri. –
Si potrebbe continuare a riflettere, richiamando anche quanto Gesù ci ha annunziato domenica scorsa: Tu sei figlio di Dio in Gesù, l’unico Figlio amato. Con la tua intenzione e decisione di amare il fratello nell’amore di Gesù che è in te, manifesti cuore e scienza purificati e illuminati: in comunione con Gesù. Al contrario, amando leggi, e moltiplicando osservanze, con rigido scrupolo, non hai il cuore di Gesù, che dice: “Io sono la via”, il cammino della vita; “nessuno viene al Padre se non per me”: nessuno è in grado di osservare la legge della via alla vita. Ti mostro la mia via; io guido sul retto cammino chi ricorre a me. Solo l’intenzione del cuore è decisiva. E tu decidi, vieni a me con i miei discepoli; mi accogli, mi segui, guarisci: chi viene a me, anche se morto, vivrà; anche se mangi con mani immonde, diventi mondo; il mio pane guarisce il tuo cuore. La tua vita, infatti, dipende dall’alimento materiale e sovra–sostanziale, che sono io, il dono di me stesso; il mio amore si manifesta nel dono del “pane di vita”; tu mi prendi con mani non “comuni”, quando mi prendi cosciente che io sono qui, che in me tu sei salvo, che con me tu puoi accogliere e amare gli altri. – La tua parola ci rende puri di cuore, Signore: abiteremo nella tua casa.
La mia Parola è per tutti.«E convocando questa volta la folla Gesù disse loro: “Ascoltatemi tutti e capite! Niente di fuori che entra nell’uomo può renderlo profano; no, ma ciò che esce dal di dentro dell’uomo è ciò che rende profano l’uomo… Dal cuore degli uomini escono infatti i pensieri cattivi”: Gesù elenca dodici mali che escono dall’uomo, cioè da ogni uomo, e conclude: “Tutte queste malvagità escono dal di dentro e rendono profano l’uomo”». Gesù passa ai fatti; convoca anche la folla che i giudei tengono lontana, e che non ha sentito la discussione sulle usanze giudaiche. Gesù ha da enunciare un principio valido per tutti gli uomini, folla e discepoli, giudei e pagani: l’uomo non diventa pagano, non esce dalla sfera di Dio, per il contatto con il mondo esteriore; può usare ogni cosa e comunicare con ogni persona, perché ogni persona è sacra e ogni cosa è a beneficio dell’uomo. Solo ciascuna persona può spezzare il proprio rapporto con Dio da parte sua. Purità e impurità riguarda la persona e non le cose; le persone possono essere contaminate non dalle cose, ma solo da se stesse: non aprendosi a tutti, come Dio è, e comanda che siamo anche noi. La relazione con Dio non dipende da osservanze di norme e gesti religiosi, ma dal rapporto con le altre persone. Egoismo, condotta ingiusta con gli altri, attaccamento al denaro, sfrenatezza dei costumi rendono profana la persona. – La tua parola, Signore, suscita in noi il bene e fa uscire da noi il retto agire.
I puri di cuore abiteranno nella casa del Signore.
Guidaci, Signore, sul retto cammino: la tua Parola seminata nel cuore supera il male, rinnova la vita.
La mia Parola seminata nel vostro cuore lo educa. La Parola di Dio educa il cuore alla retta intenzione, alla decisione fondamentale e all’atteggiamento globale della vita. Dall’esterno entra in noi e ci purifica: ci ricorda che Gesù ci ha scelto e fa alleanza con noi; ci rende capaci di fedeltà, perché viviamo, entrando in possesso del paese che il Signore ci dà, cioè Gesù stesso; nulla di più grande ci è stato dato né ci potrà mai essere donato. La Parola di Dio ci educa ad aderire con entusiasmo a Gesù nella celebrazione eucaristica e nella nostra esistenza rinnovata: nessuno ha la divinità così vicina a sé come Gesù è vicino a ciascuno di noi e a tutta la comunità, ogni volta che lo invochiamo. Così ci distinguiamo come sua “gloria”: segno visibile della sua presenza invisibile, con la sua saggezza e consolazione verso tutti. – Tutti ti riconosceranno con stupore, o Dio.
I puri di cuore abiteranno nella casa del Signore.
Guidaci, Signore, sul retto cammino: la tua Parola seminata nel cuore supera il male, rinnova la vita.
La mia Parola seminata nel vostro cuore sono io, Gesù, dono perfetto del Padre: compimento della legge, manifestato in te e in tutta la mia Chiesa. Salvato e rinnovato per la mia parola, accolta da te con docilità; sei rigenerato, come primizia delle mie creature. Ti chiedo ogni giorno di lasciarmi entrare in te come cibo, confrontare la tua scelta con la mia volontà, anche quando essa appare esigente: in realtà è un segno di amore e di fiducia nei tuoi confronti. Ho posto in te esigenze di crescita interiore, che non è compromessa da cibo esterno. – La crescita vera nello Spirito l’uomo non se la può dare da sé; è un dono, viene da Dio per chi abbraccia con cuore la sua volontà, il suo progetto. L’uomo ha bisogno di riti e di simboli; sono un aiuto per lui: ma Dio non ha bisogno di riti e simboli; gli è gradito l’amore che Dio stesso pone nel nostro intimo e che ci muove ad agire. Abita nella nostra tenda, sta al nostro cospetto, ci fa camminare senza colpa, agire con giustizia, parlare lealmente, non far alcun danno al prossimo; ma a condividere con gli altri ciò che sei e ciò che hai. Ecco la volontà di Dio, che Gesù in noi ci rende in grado di fare.
I puri di cuore abiteranno nella casa del Signore.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica, per es. del Vers. Resp.:
I puri di cuore abiteranno nella casa del Signore.
,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
intorno a lui tu ci raduni per la Pasqua;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
che rende presente fra noi Gesù che ci salva;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
che ci rinnova, e nel nostro cuore risuona la tua lode;
intercessione: per tutti vivi e defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
purificati dalla sua parola efficace;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dal cuore dell’uomo, tuo familiare: purificato dalla parola.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es.: La Legge dell’amore:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: l’amore, nell’aiuto reciproco tra figli e genitori;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: l’amore, nell’adunare genti in un popolo, noto;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: l’amore, in Gesù, compimento della Legge;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: l’amore, nei discepoli, purificati dalla parola di Dio;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: l’amore, in tutti, trasformati in figli nell’unico figlio.
Preghiamo:
O Padre, che ci mostri la tua via e ci guidi sul retto cammino; fa’ che l’uomo, purificato dalla tua parola, abiti la tua casa e canti la lode del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).