31/10/2004 – T. ORDINARIO – ANNO C – 31 DOMENICA – 2004
Dieci minuti di preghiera con la chiesa.
31ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno C – 31 Ottobre 2004
VITA GIOIOSA PER LA MISERICORDIA DEL NOSTRO DIO !
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come aiuti noi ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, fa’ che nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù! Donaci di accogliere la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu ci dici quanto stai attuando nella nostra esistenza, continuazione della tua storia (Vedi testo in LETTURE).
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù! Egli ci parla di se stesso: “Bella Notizia” nel vangelo, “Compimento” delle promesse della prima lettura, “Fondamento” della chiesa nella seconda lettura. Rileggiamo vangelo, prima e seconda lettura alla luce del versetto al vangelo, che oggi dice:
Lo Spirito del Signore è su di me, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri.
Dio ha tanto amato il modo da dare il suo figlio unigenito; chi crede in lui ha la vita eterna.
Padre, nell’Eucaristia il tuo figlio Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la sposa (cioè con quanti danno voce al tuo Spirito, Padre) aderiamo a Gesù e acclamiamo: “Vieni, Signore Gesù!”; perché continui ad attuare in noi ciò che ha compiuto in se stesso. Padre, fa’ che in lui noi ti benediciamo, ti lodiamo e ti rendiamo grazie (prefazio). Come Gesù ci ha comandato, noi ti preghiamo: Padre, manda lo Spirito perché Gesù sia qui presente fra noi (consacrazione). In noi, che partecipiamo al corpo e al sangue del tuo Figlio, riuniti dallo stesso Spirito Santo in un solo corpo, Gesù si offra a tutti, dono a te gradito, o Padre (offertorio); e interceda per tutti, vivi e defunti (intercessione). Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria (dossologia o lode finale). – Per attuare tutto questo in noi, Gesù risponde: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); e oggi aggiunge (Antifona alla Comunione):
Scendi Zaccheo:
perché oggi devo fermarmi a casa tua.
Gioia in casa tua oggi per la misericordia del tuo Dio: che ti cerca e si ferma da te.
«Gesù attraversava la città; Zacchèo cercava di vederlo. Gesù alzò lo sguardo, gli disse: Zacchèo, scendi subito.- In fretta scese, l’accolse con gioia. Tutti mormoravano: E’ andato da un peccatore.- Ma Zaccheo disse: Signore, do e restituisco.- Gesù rispose: La salvezza è entrata in questa casa: anch’egli è figlio d’Abramo; il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Venendo in noi nella comunione eucaristica Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farmi invitare ed essere accolto con gioia da te a casa tua, nel simbolo «dell’incontro e della dimora». In questa Eucaristia ti faccio mio «simpatico» come Zaccheo. Uomo dedito agli affari, attento alle notizie sui soldi, per guadagnare di più; sente anche la notizia del «grande guadagno», che gli può cambiare la vita: la mia venuta. – Esempio del “destinatario della missione” di Gesù (descritto nell’ultimo di quattro brani sulla “missione”: Lc 10,1-16; 17-24; 18,31-43; 19,1-10), ne compendia in sé i vari aspetti. Missione destinata a tutti, in ogni luogo: Zaccheo, segno di Javè che si ricorda, è raggiunto dalla salvezza che è per ogni uomo, anche “se capo dei peccatori e ricco”; in ogni luogo, anche se in una città maledetta come Gerico; dopo averla distrutta, infatti, Giosuè disse: “Sia maledetto chi ti ricostruirà” (Giosuè 6,26); e Gesù va proprio là. La missione è iniziativa di Dio che suscita la risposta: il gesto di Zaccheo che corre e sale su un albero è come il grido del cieco di Gerico a Gesù, “Figlio di Davide, abbi pietà di me, che io riabbia la vista”. E Zaccheo ha la vista di Gesù: come Gesù è missionario del Padre nel mondo, così Zaccheo diventa subito missionario dei suoi amici in casa sua. La missione è un dono straordinario di Dio a tutti coloro che sono come Zaccheo: «molti hanno desiderato vedere e udire Gesù, che Zaccheo ha visto e udito». Satana in Zaccheo cade come una folgore, ed egli si rallegra perché il suo nome è scritto nel cielo. Questa risposta di Zaccheo è suscitata dall’iniziativa di Dio in Gesù, che attraversa la città e vede di nuovo il suo “Zaccheo”, che conosce e ama da sempre. Gesù invita Zaccheo a scendere dall’albero, dicendo: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. La missione è salvezza di Dio: Gesù guarisce, porta la pace, la salvezza, il regno di Dio, il rapporto con Dio e con gli altri uomini; e benedice il Padre che ha rivelato queste cose ai piccoli, agli ultimi, ai peccatori come Zaccheo, disponibile e pronto: con spirito d’adattamento, senza perdere tempo, Zaccheo non saluta nessuno, corre veloce sul sicomoro. La missione è gioia e umorismo: Zaccheo, come «salì in fretta», «in fretta scese», in risposta all’invito di Gesù: “Zaccheo, scendi subito”; «e lo accolse pieno di gioia». Immaginiamo un capo della finanza su un albero; e Gesù che lo vede. Poteva avere un po’ di rispetto Gesù e tirare dritto, senza attirare l’attenzione e metterlo così in ridicolo; invece Gesù dice: Zaccheo, vieni giù, oggi mi devo fermare a casa tua. E Zaccheo a sua volta poteva arrabbiarsi e dire o pensare: Quello mi ha scovato anche qui sull’albero. Invece scende pieno di gioia e lo accoglie in casa sua. «Vedendo ciò, tutti mormoravano: “E’ andato ad alloggiare da un peccatore!”». Come Gesù anche Zaccheo è inviato «come agnello in mezzo ai lupi». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: non quel poco di più che è prescritto! Quattro volte tanto restituisco! “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”». Quanta gioia e umorismo! «Gesù esultò nello Spirito Santo», perché vede il piano di Dio realizzato nei «piccoli» come Zaccheo. Infatti: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo, infatti, è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”. – La gloria di Dio è l’uomo vivente. O Dio, mio re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome.
Gioia in casa tua oggi per la misericordia del tuo Dio: che cerca e si ferma da te come da Zaccheo.
«La salvezza è entrata in questa casa». Anche tu, che mi accogli qui nell’Eucaristia, esperimenti questo evento. «Sta passando Gesù!». Subito nel tuo cuore il desiderio di «incontrarmi». Hai sentito, infatti, che io ho una parola buona per tutti, anche per i lontani, peccatori come te. Mi domando: che il mio incontro possa fare qualcosa, cambiare la vita, la giornata? Ci speri e cominci a cercarmi, come Zaccheo, «persona divenuta parabola di chi mi cerca». Come lui, ti muovi, superi ostacoli: la stessa folla prima attira la tua attenzione con parole di lode su di me perché ho appena guarito un cieco (cfr episodio precedente); poi t’impedisce di vedermi: tu sei, infatti, un personaggio grande, eppure troppo piccolo di statura! Ma gli ostacoli non frenano la tua grandezza, non ti nascondi dietro a tante scuse: vuoi vedermi, ti dài da fare per incontrarmi; superi anche il ridicolo: pur essendo ben noto come capo degli strozzini che incutono timore, con tanto di cravatta, sali su un sicomoro; può sembrare una gogna, ma i miei santi sanno vedere anche un sicomoro come uno strumento paragonabile alla Scrittura riguardo alla salvezza: in essa mi cerchi e mi puoi vedere. Sorpresa: t’incontri con i miei occhi mentre passo di là; mi fermo, e «l’albero della mia attesa paziente» produce il suo frutto: tu vuoi vedere me perché io voglio vedere te; e tu potrai vedere me perché io per primo ho visto te. Alzo lo sguardo, ti vedo, ti contemplo «opera delle mie mani», ti chiamo ancora per nome: trasformo l’atto momentaneo della tua ricerca in un incontro con me per sempre; t’invito a «scendere presto», ti chiedo di poter «fermarmi in casa tua», non come ospite ma familiare. E tu «scendi, in fretta e corri», come i pastori verso la grotta, come Maria alla casa d’Elisabetta, come i discepoli di Emmaus che tornano in città dai loro condiscepoli, come la Maddalena va al cenacolo ad annunziare che Gesù è risorto: l’Amore non indugia, non vuole più perdere tempo. Trovi il senso della tua vita, il motivo per vivere; mi accogli come la persona che aspetti da sempre, la Misericordia che non ti chiede: «Sei disposto a cambiare se vengo da te?». Ma semplicemente ti accoglie così come sei. E incontri una stima che non avevi mai conosciuto; questa ti ricrea, «ti rialza», ti rimette in piedi come Lazzaro dalla tomba; di più: come il mio corpo risorto da morte; ogni altro bene, e tutto il denaro, non l’ha potuto fare; acquisti il giusto valore delle cose: ricevi me, dài te; mentre ricevi tutto me stesso, tu dài te stesso con tutti i tuoi averi, perché in te io solo sia l’unico bene che continua a incontrare gli altri come ho incontrato te; ed eccomi con tutti i tuoi amici in casa tua: prima ancora di pensare a riparare i torti, vuoi condividere i beni; lavori come prima e più di prima, ma tutto diverso da prima: non cumulando per te, ma per uso e crescita fraterna di tutti, segno che in te io sono in cerca di te prima che tu cerchi me: quando tu non pensi a me e hai sfiducia anche in te stesso, ti muovi per cercarmi e trovi che ti sto seguendo con pazienza da sempre, da quando ti ho voluto. Eccomi, vengo ad incontrarti: vengo ancora da te, perché tu venga da me. Per esperienza impari a non condannarmi, quando vado ad «alloggiare dai peccatori», quando ti scandalizzo con la mia pazienza, perché anche tu sei ancora giudicato male, mentre tutto in te è nuovo, perché io sono venuto da te con il Padre, e gli altri non lo immaginano. Impari ad avvicinarti in punta di piedi al mio operato nella storia di ciascuna persona, e gioisci quando trovi il bene dove non te l’aspetti: avviene tutto secondo il progetto di salvezza. Io ho preso l’umanità di Zaccheo, la tua e di tutti. Con questo ho cercato e continuo a cercare le mie creature, i miei fratelli nel mondo. Di Dio è l’iniziativa: passo e suscito ricerca attiva in te e in ciascuno, come in Zaccheo; sono io che ti vedo e ti chiamo per nome: “Zaccheo” (= puro), ti voglio riporre nella comunione con me, suscitando in te la risposta adeguata: “Signore, io do, restituisco”.- “Il Figlio dell’Uomo è venuto a cercarti, a salvarti”: mostro la mia onnipotenza soprattutto nella misericordia e nel condono; dalle pietre faccio sorgere figli di Abramo, cuore di carne da cuore di pietra; faccio cadere mura di Gerico: un cammello passa per la cruna di un ago, un ricco entra nel regno di Dio, l’impero di mammona è sconfitto; Zaccheo malvisto, tu impari a vedere me e il povero Lazzaro affamato alla tua porta: vedi la via della giustizia; abituato a estorcere, sei gratuitamente riscattato: non paghi nulla, e sei libero da tutti i tuoi guai; felice e aperto a tua volta al perdono, mostri come è caduto in te il muro tra giusti e peccatori, pagani ed ebrei, nel tuo attuale incontro personale con me. – Paziente e misericordioso è il Signore, lento all’ira e ricco di grazia. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
La gloria di Dio è l’uomo vivente.
Gioia in casa tua oggi per la misericordia del tuo Dio: che ti salva.
«Signore, il mondo, davanti a te, è come polvere. Tu hai compassione di tutti, non guardi ai peccati degli uomini in vista del pentimento. Ami tutte le cose esistenti, nulla disprezzi di quanto hai creato; se tu avessi odiato qualcosa, non l’avresti creata. Potrebbe sussistere una cosa, se tu non la vuoi? O conservarsi se non l’avessi chiamata ad esistenza? Risparmi tutte le cose: sono tue, Signore, amante della vita; il tuo spirito incorruttibile è in esse. Tu castighi poco alla volta i colpevoli, li ammonisci, ricordi loro i peccati, perché li rinneghino e credano in te».
Zaccheo è figura dell’uomo salvato; come lui, tu che oggi mi ricevi nell’eucaristia, lodi il Signore, dicendo: “Scopro, Signore che tutto è polvere; tu sei il mio Creatore”; tu ami tutte le creature; la tua compassione perdona e mi converte. Tutto sussiste perché tu sei fedele al tuo Amore; io esisto perché continui a chiamarmi finché in me tu completi l’opera tua. Con il tuo Spirito rendi preziose tutte le cose; tu ami la mia vita, mi correggi gradualmente e mi educhi a credere in te. – Manifestino gli uomini i tuoi prodigi e la splendida gloria del tuo regno. Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto.
La gloria di Dio è l’uomo vivente.
Gioia in casa tua oggi per la misericordia del tuo Dio: che compie in te ogni volontà di bene.
«Fratelli, preghiamo di continuo per voi: Dio vi renda degni della sua chiamata, compia ogni vostra volontà di bene e di fede; sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui. Non lasciatevi turbare da pretese ispirazioni, quasi che il giorno del Signore sia imminente».
Zaccheo è figura del salvato; come lui, tu puoi dire la tua esperienza di uomo salvato, e pregare per la salvezza di tutti con le parole di Paolo: “Fratelli, siete segno dell’amore di Dio, che viene in voi e vi fa suoi figli, capaci di volere e operare il bene, quattro volte tanto”, cioè in tutte le direzioni della terra. – Questa è la vera storia della mia «venuta imminente» come tuo Signore: questa è la tua «riunione» con me.
La gloria di Dio è l’uomo vivente.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
La gloria di Dio è l’uomo vivente,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
in Cristo Gesù tu accogli tutti;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
riceviamo con gioia Gesù compassionevole;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli ci rende degni della tua chiamata e ci salva;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
egli porta a compimento la nostra volontà di bene;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
in Cristo possiamo accogliere te nella nostra casa, e condividere i tuoi beni della terra e del cielo.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Gloria di Dio:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: gloria di Dio, è l’uomo vivente;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: gloria di Dio, è l’uomo credente nel Creatore che ama tutte le cose, perdona e corregge l’uomo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: gloria di Dio, è l’Uomo-Dio Gesù, presenza del Padre che cerca e salva le sue creature perdute;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: gloria di Dio, è l’uomo salvato, capace di volere e operare il bene in Gesù: pegno dei beni futuri;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: gloria di Dio, è l’umanità in Cristo, partecipe dei suoi beni di misericordia, in terra e in cielo.
Preghiamo:
O Padre, che hai tanto amato il mondo da dare il tuo Figlio unigenito, pieno di Spirito Santo, mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, perché chi crede in lui abbia la vita eterna; fa’ che ogni uomo vivente sia gloria tua: segno della tua presenza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).