23-11-2003-Ordinario-B-dom34CristoRe

23/11/2003 – T. ORDINARIO – Anno B – 34 dom.CristoRe 2003

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO
34ª domenica – Anno B – 23 novembre 2003

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
“I fedeli leggano almeno i testi della messa, in famiglia o in privato” (PCFP 13). – Fa crescere “ascolto e risposta” in tutti noi, Signore! (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi la voce LETTURE nel sito.

MEDITAZIONE – RILETTURA
Il Signore parla di se stesso, “Buona Notizia” nel vangelo; “compimento delle promesse”, della prima lettura; “fondamento della chiesa”, nella seconda lettura: Gesù rivela ciò che sta facendo in noi. – Facci conoscere la tua opera, Signore, mentre rileggiamo vangelo, I e II lettura alla luce del “versetto al vangelo”:
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il suo regno che viene. Alleluia.

CELEBRAZIONE – VITA
Il Signore Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la Sposa diciamo: “Vieni, Signore Gesù!”. E Gesù risponde: “Sì, ecco, io vengo” (Apc. 22,17s). È in atto l’azione di Gesù nella messa e nella vita di ciascuno (Cfr PNMR 55, f): Gesù in noi continua a offrirsi al Padre per tutti. Antifona alla Comunione:
Io sono re e sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità.

Io sono re: rendo testimonianza alla verità. – Benedetto il tuo regno, Signore!
Gesù dice: IO SONO RE.
A Pilato che gli dice: “Allora tu sei re?”. Gesù risponde: “Sì, tu lo dici, io sono re”; ma “il mio regno non è di questo mondo” (vangelo). Gesù è il vero re, annunziato dal profeta Daniele che dice: “Gli diedero potere, onore e regno… il suo regno non sarà distrutto” (prima lettura). L’Apocalisse conferma e canta la regalità di Gesù: “Gesù Cristo, principe dei re della terra”¸ “a lui la gloria e il potere nei secoli dei secoli. Amen” (seconda lettura). Noi siamo resi partecipi della regalità di Cristo, e acclamiamo: “Il Signore è re” e “ha fatto di noi un Regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre”. Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farvi partecipi della mia regalità, della mia testimonianza alla verità: nel rivelare pienamente la bontà del Padre; non dominando le masse, ma rendendo concreto ed effettivo l’amore secondo le aspettative divine; cioè aumentando in voi amore, servizio, umiltà, mansuetudine, ricerca della giustizia e della pace; liberando l’umanità da ogni malessere, primo fra tutti il peccato, che disgrega la convivenza umana: attuando in voi il dono di me stesso per la salvezza del mondo; in particolar modo, rendendo presente il supplizio estremo della croce. Tutto questo nel simbolo del Re mansueto. – “Il Signore si riveste, si cinge di forza”:
“da sempre tu sei, Signore!”.

CRISTO RE.
Alla fine dell’anno liturgico la comunità cristiana celebra la Solennità di Cristo Re. La storia è lunga. In breve: alla fine dell’ottocento e all’inizio del millenovecento motivazioni teologiche e tentativi laici d’isolare completamente la chiesa hanno spinto a sottolineare che sopra ogni potere umano: politico, sociale e religioso c’è il Signore. Il vangelo mostra da una parte Pilato che cerca la colpevolezza di Gesù, e dall’altra i Capi dei giudei che cercano di eliminarlo proprio mediante Pilato. E Gesù, umiliato, flagellato, sta davanti a Pilato con Signoria che suscita in Pilato una paura sempre più grande, anche se non vuole riconoscerla ufficialmente. Pilato concluderà alla fine dichiarando ufficialmente che non trova in Gesù nessuna colpa. Ma l’assemblea, che celebra questa festa di Cristo Re, non si ferma all’aspetto della non colpevolezza di Gesù: cioè, non si ferma a considerare gli aspetti negativi della propria storia; bensì cerca d’individuare l’azione di Gesù nel mondo, e acclama con gioia la propria adesione cordiale a lui fin dall’inizio della celebrazione, cantando:
“A lui gloria e potenza nei secoli, in eterno”.

IO SONO RE che fa il cielo e la terra: RE CREATORE.
«Tu sei il re dei giudei? Che cosa hai fatto?». In quest’ultima domenica dell’anno Gesù si presenta nella totalità del suo Mistero. Mentre durante l’anno le letture hanno presentato un aspetto del mistero di Gesù, come la vigilanza, la misericordia, ecc., che Gesù ha compiuto in se stesso, e ora attua in chi lo accoglie; alla fine dell’anno è la persona stessa di Gesù che ci viene presentata, vivente in ogni uomo con la sua attenzione per tutti gli uomini: come piange i morti di Nassiriyah, piange quelli della Turchia; come non vuole che tremila uomini muoiano sotto le torri gemelle, non vuole che trentamila bambini muoiono ogni giorno di fame nel mondo. Pilato rappresenta la politica romana, intende salvaguardare il potere, non è interessato ad altro, e tanto meno alle controversie giuridiche dei giudei. Coglie che i sommi sacerdoti e la nazione intera, tutto il popolo, hanno «consegnato» Gesù, un connazionale, il Messia, a lui, Pilato, pagano. Quindi coglie che non è vero che i sommi sacerdoti intendono difendersi dai pagani romani; intendono piuttosto fare solo i loro interessi, e, se occorre, per questo si servono proprio di un pagano romano. Se occorre, rinnegano Dio stesso, il suo regno e tutta la loro tradizione. La bibbia è piena di dichiarazioni come: “Il Signore è il nostro Dio, il Signore è unico, il Signore regna, egli è re per sempre”. Ma ora sono pronti a dire: “Non abbiamo altro re che Cesare”. Pilato non ascolta questa contraddizione, dovunque si trovi; non ama la verità, non dà spazio al bene anche contro i sommi sacerdoti; anzi fa anche lui lo stesso contro il suo vero io, che nell’intimo gli ha «rivelato» la situazione ingiusta dei giudei. Qui sta il limite, il peccato, il bersaglio sbagliato in Pilato e in noi; così si aggiunge male a male: così aumenta e regna il disordine e la morte. Non avere a cuore tutti, non accettare di essere ciascuno, per la sua parte, «Dio-misericordia e verità», non dare spazio al bene per tutti che è in Pilato e in noi, e che cerca di venire alla luce, di prendere corpo nel nostro comportamento: ecco «l’Errore» di ogni uomo rappresentato da Pilato. Vivendo limitati nel proprio piccolo mondo esterno d’interessi egocentrici, senza imparare ad ascoltare il vero mondo interiore più interno del proprio intimo, che è il nostro Padrone, il nostro Signore in rapporto con noi, non siamo un tutt’uno, non siamo in grado di sopravvivere: siamo divisi e vinti, in ogni campo. Non è diviso in se stesso, non è vinto Gesù Nazareno, il re dei giudei, che perde la propria vita e guadagna l’esperienza della vita che non muore.
Pilato entra nel pretorio, fa chiamare Gesù e indaga sulla sua incidenza politica; è stupito che i giudei temano un uomo così umile, ma non riflette e tralascia di comprendere. Dice: “Tu sei re?”. – Gesù vuole sapere se Pilato ha qualche rivelazione dal Padre, se ascolta il bene più grande di lui che è in lui e vuole emergere, incarnarsi nel suo agire: insomma, se è «disposto» a sapere che Gesù è il Creatore venuto per la Salvezza della sua creatura. Allora Gesù lo accetterebbe come disegno del Padre. In ogni caso lo aiuta a prendere coscienza; se Pilato riflette e risponde coscientemente, è il primo cristiano, come il Centurione romano sotto la croce. Ma…, non è così, e ha luogo la morte di un innocente: di Gesù. Pilato muore per primo, non esperimenta la vita, la libertà, il sorriso, la luce, che è nel Signore. Gesù allora chiede a Pilato: “Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto sul mio conto?”. – Ma Pilato non ha rivelazioni da Dio, è un grossolano, non ascolta il suo interno, anche se la moglie gli ha fatto sapere di avere avuto un sogno, e lo esorta a stare in ascolto. Pilato non arriverà mai a veder la realtà, non saprà mai che nel “fare” di Gesù sussistono tutte le cose in cielo e sulla terra. Il Procuratore romano sa solo di avere davanti a sé un “consegnato” dai giudei e dalla sua gente, e gli chiede: “Che cosa hai fatto?”. “Dio vide quanto aveva fatto – Pilato e ogni uomo – ed ecco, era cosa molto buona” (Gen.1,31); ma da quella “cosa molto buona” – come Pilato e ogni uomo – uscita dalle sue mani, ora è condannato. – Signore, nostro Creatore: tu vieni?

Venga il tuo regno di luce.

IO SONO RE, il mio regno non è di quaggiù: REGNO DI DIO che viene.
Visto che tu, Pilato, non curi alcuna rivelazione, non hai nulla di chiaro su di me, e indaghi solo sulla mia eventuale ingerenza politica, sappi bene che io non mi sono impegnato nell’ordinamento politico esterno; la mia rivelazione non è un problema politico sociale, ma un servizio ai fratelli in sintonia con il Padre. – Io non sono venuto per combattere contro gli altri, e difendere me stesso; semmai per insegnare a combattere contro se stessi per difendere gli altri. Gesù rivela una Signoria al servizio degli uomini; non un potere nuovo che si serve di alcuni per soggiogare altri. L’unico che ha tentato di difendermi è stato Pietro; ma io gli ho detto: “Rimetti la spada nel fodero”, e ho riattaccato l’unico orecchio mozzato. – Pilato continua a non comprendere, e teme quest’uomo maestoso davanti a lui, anche nell’umiliazione. Egli non coglie il senso di un regno che non è di quaggiù. Pilato non si sente coinvolto, né intende lasciarsi coinvolgere da un simile re; anzi se ne lava le mani come se fosse estraneo, ma non lava così il suo interno: non intuisce che Gesù e il suo regno sono particolari e gli appartengono. Continua a non comprendere e cresce in lui la paura. – Se Pilato facesse il suo dovere e cercasse il senso, la realtà di questo re che sta davanti a lui, e del suo regno, diventerebbe il primo cristiano, un cercatore di Dio; non sarebbe servo del potere, ma un servo di Dio verso vicini. – Ti lodiamo e ti chiediamo, Signore:
Venga il tuo regno di luce.

IO SONO RE, nato, venuto nel mondo: INCARNAZIONE. Per la prima volta Gesù si dichiara RE, lo fa davanti a Pilato, lo fa con il manto e la corona dell’ironia e dello scherno, con le piaghe e gli sputi della flagellazione..; lo fa in una situazione in cui non lo si accetterà come i giudei o non lo si comprenderà come Pilato; ma non potrà essere frainteso e ritenuto un leader di questo mondo. – Il re che viene nascendo, facendosi uomo, è prima della sua venuta. Egli è preesistente e può rendere sempre presente il suo Mistero.
– Facendosi uomo, Dio stesso rende una testimonianza visibile dell’Amore invisibile, con la sofferenza per amore! – La condizione prima e indispensabile è l’ascolto disponibile, non soli di orecchi per ascoltare, ma anche di occhi per muoversi e fare: in se stesso e in noi, partecipi della sua regalità o signoria interiore. – Per la tua incarnazione:

Venga, Signore, il tuo regno di luce.

Io sono re: rendo testimonianza alla verità. – Benedetto il tuo regno, Signore!

IO SONO RE che sale sulle nubi fino al Padre: PROMOZIONE UMANA.
La prima lettura nel contesto liturgico è vista dalla Chiesa in riferimento al Vangelo. Gesù è quel “Figlio dell’uomo” visto nelle visioni notturne fuori e oltre il tempo; eppure è nel tempo in cui è venuto con la nascita che ha divinamente nobilitato e innalzato. – Egli è nell’umiliazione davanti a Pilato; eppure ha il potere, la gloria, il regno; – Egli è solo, consegnato ai giudei e a Pilato; eppure tutti i popoli, nazioni e lingue lo servono: gli danno tutta la loro umanità; – Egli ha ricevuto un’umanità malata, menomata dal peccato dell’incompiutezza; ma in Gesù la stessa umanità si riveste, si cinge di un potere e di un regno eterno che non tramonta mai, che non sarà mai distrutto. – Già fin sulla terra l’uomo in Gesù sale fino al Padre di Gesù: la sua preghiera è esaudita; in ogni tempo possiamo essere graditi a Dio fin da questa vita in Gesù. – Noi ti rendiamo grazie, Signore: Venga il tuo regno di luce.
Venga, Signore, il tuo regno di luce.

Io sono re: rendo testimonianza alla verità. – Benedetto il tuo regno, Signore!

IO SONO RE, testimone fedele della verità, nel dono di me stesso: CORPO DONATO.
La seconda lettura completa la visione del mistero di Gesù RE, vivente nella nostra comunità. Gesù dice: Come servo del Padre mio, vi dico e vi dono tutto ciò che ho udito e ricevuto dal Padre. Tutto quanto è mio è anche vostro. Il Padre mio vi ama come ama me.
Venga, signore, il tuo regno di luce.

IO SONO RE, vi amo fino all’estremo, all’effusione del mio sangue: SANGUE VERSATO.
Gesù ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue. Avendo amato i suoi, li amò sino in fondo. L’Amore rifiutato continua ad amare morendo sulla croce:
Venga, signore, il tuo regno di luce.

IO SONO RE primogenito dei morti: RISURREZIONE. Re glorioso, primizia di una moltitudine di risorti, principe dei re della terra che non hanno il potere di risorgere, il Signore Gesù risorto ha fatto di noi un regno di sacerdoti: = persone capaci di rivolgersi al Padre in Gesù suo Figlio Diletto: ringraziare e intercedere efficacemente per tutti nella Preghiera Eucaristica e nella vita:
Venga il tuo regno di luce.

IO SONO RE che sale sulle nubi: ASCENSIONE. Come Dio e Uomo salgo a Colui che veglia: al Padre mio. Salgo come Capo che porta con sé le sue membra: con questa mia Umanità resa perfetta in me, Io mi presento a Lui. Trova in me compimento il “Figlio dell’uomo” prefigurato nella storia del Popolo di Dio nell’Antico Testamento.
Venga il tuo regno di luce.

IO SONO RE dell’universo: ESALTAZIONE.
Ritornato alla destra del Padre con questa umanità assunta, cioè non più inferiore al Padre neanche come Uomo, quanti aderiscono a me, servono con me e regnano con me in Dio su ogni realtà creata, divengono signori e principi, re e profeti.
Venga il tuo regno, Signore.

IO SONO RE della gloria: INTERCESSORE.
Re che intercede con autorità presso il Padre per tutti voi, miei fratelli: nessuno può venire al Padre se non per me e ognuno sarà esaudito solo per me secondo la formula: “Per Cristo tuo Figlio e nostro Signore”.
Venga il tuo regno di luce.

IO SONO RE con ogni potere: POTENZA DELLO SPIRITO di PENTECOSTE.
Come Figlio dell’Uomo asceso al cielo, anche l’umanità è investita della Potenza dello Spirito Santo secondo la promessa: “Quando sarò andato, manderò a voi lo Spirito Santo”.
Venga, signore, il tuo regno di luce.

IO SONO RE che viene sulle nubi: INCONTRO GLORIOSO.
Ritorna così com’è salito. Tutti lo vedranno, anche quanti lo trafissero, tutte le nazioni della terra si batteranno per Lui il petto.
Venga il tuo regno di luce.

IO SONO RE giudice e avvocato: GIUDIZIO UNIVERSALE.
Mi è stato dato il potere di giudicare quelli che io stesso ho riscattato con il mio sangue. Chi sarà contro di voi? Non il Padre che vi ama; non il Figlio che vi ha redenti; non lo Spirito Santo che porta a compimento l’opera mia e compie ogni santificazione.
Venga, Signore, il tuo regno di luce.

IO SONO RE, il mio regno senza fine, non sarà distrutto: VITA ETERNA.
Io sono l’Alfa e l’Omega (=prima e ultima lettera dell’alfabeto), principio e fine, Colui che era, che è e che viene, l’Onnipotente.
Venga, Signore, il tuo regno di luce.

PREGHIERA EUCARISTICA

Lo Spirito che ci ha fatto ascoltare la Parola, ce la ricorda e attualizza in noi: la storia che si è compiuta in Cristo rivelando il Padre, ora, per mezzo di Cristo, si attua in noi: diviene il nostro presente, la nostra storia attuale, continuazione di una medesima storia di salvezza in Cristo.
– Lo Spirito suscita in noi la risposta al Padre in Cristo Gesù; per esempio, il Versetto Responsoriale
Venga, Signore, il tuo regno di luce, si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
– Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti rendiamo grazie per l’opera del tuo amore in Cristo Gesù tuo Figlio Diletto.
– Re della Pace venuto nel mondo a testimoniare il tuo Amore infinito per noi – la tua Verità -, Egli si è abbassato fino a non tenere in considerazione il suo «Essere Dio». A lui la gloria e la potenza nei secoli. Benedetto Colui che viene nel nome del Signore.
– Con la passione e la croce hai fatto entrare nella gloria della risurrezione il Cristo tuo Figlio, Primogenito dei morti, e lo hai chiamato alla tua destra, Re immortale dei secoli e Signore dell’universo in lui rinnovato; Padre, da sempre e per sempre tu sei: venga il tuo regno.
– Benedetto tu sei, o Padre, per Gesù Cristo tuo Figlio, Re della gloria, potente Intercessore da mandarci una Forza Potente, il tuo Spirito Santo a perfezionare la sua opera nel mondo e compiere ogni santificazione: venga, Signore, il tuo regno di luce;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
– Venendo in aiuto alla nostra debolezza, Egli intercede per noi con gemiti inesprimibili, perché sappiamo riconoscere Gesù Cristo tuo Figlio vero Re, realmente presente in mezzo a noi.
– Nella sua passione, Egli ha dichiarato davanti a Pilato: “Io sono re, per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. Noi decidiamo di accoglierlo e aderire a lui;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
– Facendo ora memoria del tuo Unico Figlio, Re dell’Universo, partecipi del suo sacerdozio regale, noi ti offriamo, Padre, la sua “Bella Testimonianza” davanti a Ponzio Pilato; Testimonianza di Amore regale che Egli ha sigillato con il proprio sangue.
– Illumina, o Padre, il nostro spirito, perché comprendiamo che servire Te è regnare, e con la vita donata ai fratelli confessiamo la nostra fedeltà a Cristo, Primogenito dei morti e Dominatore di tutti i potenti della terra;

intercessione: per tutti vivi e defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
– Concedi a tutti i fedeli il dono dell’unità e della pace, privilegio del Re glorioso sul trono della croce da dove giudica e non è giudicato.
– Dona la Libertà dai domini oppressivi di questo mondo; dona la Luce agli animatori del tuo popolo regale e la Comunione con tutti i fedeli defunti nella gioia del tuo regno, per lodarti senza fine;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
– Per Cristo, con Cristo e in Cristo, Re dell’Universo, a Te Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo in cinque tappe (vedi LG 2).
Oggi, Solennità di nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, contempliamo nei suoi cinque momenti, per esempio:
Il Regno:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il regno, degli uomini in convivenza pacifica;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il regno, del figlio dell’uomo che sale fino al Vegliardo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il regno, del Figlio glorioso Primogenito dei morti;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il regno, dei fedeli redenti con il suo sangue;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il regno, di luce con tutti i suoi santi nella gloria.

Preghiamo:
O Padre, che susciti in noi l’esclamazione: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il suo Regno che viene; suscita in noi anche la risposta che salva: Venga, Signore, il tuo Regno di luce. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).