06/08/2003 – TRASFIGURAZIONE Del Signore – ANNO B -2003
Preparazione alla Celebrazione della Messa.
TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE
Anno B – 6 Agosto 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
“I fedeli leggano almeno i testi della messa, in famiglia o in privato” (PCFP 13): il Signore fa crescere “ascolto e risposta” in chi lo cerca (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi la voce LETTURE nel sito.
MEDITAZIONE – RILETTURA
Il Signore parla di se stesso, “Buona Notizia” nel vangelo; “compimento delle promesse”, della prima lettura; “fondamento della chiesa”, nella seconda lettura: Gesù rivela ciò che sta facendo in noi. Lo vediamo rileggendo vangelo, I e II lettura alla luce della chiave, il “versetto al vangelo”:
Dalla nube luminosa si udì la voce del Padre: “Questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo”.
CELEBRAZIONE – VITA
Il Signore Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la Sposa diciamo: “Vieni, Signore Gesù!”. E Gesù risponde: “Sì, ecco, io vengo” (Apc. 22,17s): è in atto l’azione di Gesù nella messa e nella vita di ciascuno (Cfr PNMR 55, f). Gesù in noi alla comunione continua a offrirsi all’amore del Padre per tutti:
Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò su un alto monte
e si trasfigurò davanti a loro.
Gesù ci prende e ci rende partecipi della sua trasfigurazione.
Ti prendo e ti trasfiguro con me. Ho detto: ‘Chi si vergogna di me, anche io mi vergognerò di lui…”. Dura proposta! Ecco la conferma, la trasfigurazione in cui il Padre rivela se stesso, rivela me e rivela te come domestici della gloria; sorgente di forza e consolazione in momenti difficili: non la via del potere proposta da satana, ma quella dell’amore-servizio intrapresa da me porta alla gloria. Ho detto pure: “Vi sono tra voi alcuni che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza”; ed ecco il giorno: prendo con me Pietro, Giacomo e Giovanni, li porto sopra un alto monte, in luogo solitario, di rivelazione divina, noi soli e cambio aspetto davanti a loro; anticipo di risurrezione che avverrà dopo la croce; unico momento in cui mi rivelo quale sono: Dio. Poco prima ‘preso sulla barca, uomo, così come sono’; ora glorioso, rivestito di luce, non per vesti lavate, ma per la mia, la nostra posizione divina. Dal cielo la stessa voce del Padre, come nel battesimo; ma ora con tre testimoni, Pietro Giacomo Giovanni, rappresentanti tutti gli uomini; sotto la croce la rivelazione si estende ai pagani nella persona del centurione.
Splende sul tuo volto e sul volto dei tuoi fedeli, Signore, la gloria del Padre.
Compio le scritture: accanto a me trasfigurato appare Mosè con Elia; discorrono con me; trasfigurazione significativa: ho fatto un cammino, riconosciuto Messia, ho iniziato l’insegnamento nuovo di un Messia che va verso la morte; in obbedienza alla scrittura, identificata in Mosè = la legge, ed Elia = i profeti; essi dicono che devo patire e morire a Gerusalemme; entro nella gloria del Padre come Dio e uomo; affermano unità tra antico e nuovo testamento, dicono il compimento di tutta la storia nella mia persona. Si capisce passione, morte e risurrezione alla luce dell’Antico Testamento.
Splende sul tuo volto e su tutta la storia, Signore, la gloria del Padre.
Sono compimento della festa delle capanne (sukkot). Nell’ottavo giorno della festa si fanno preghiere perché venga il Messia con Mosè ed Elia; per loro si deve costruire una tenda. Pietro pensa sia giunto il tempo; dice: “facciamo tre tende” e non scendiamo dove ci uccidono il Maestro; ma non c’è pasqua senza passione, non c’è amore vero che non superi ogni oltraggio dagli amici amati: lo splendore della gloria suppone la prova dell’amore. La festa è molto più grande; Pietro dice di costruire, e vede la nube, cioè Dio stesso costruire la sua “dimora” nella mia carne: la nube avvolge me nella sua ombra con Mosè ed Elia; Dio è presente nella nube come a Mosè sul Sinai, a Israele in Egitto, all’arca nel Sinai e nel tempio, a Israele in Esilio, a Maria di Nazaret; la nube scende, si ferma, sosta e ora in me fa dimora. Dalla nube la voce del Padre si compiace di me come al battesimo, e dice: “Questi è il Figlio mio prediletto”: “Figlio” nel senso di “Uguale” a me; con una novità: “Shemà = ascoltatelo!”. Il Padre dice a tutti di ascoltare me, Dio, compimento del suo progetto. Subito i tre mi vedono a viso scoperto e riflettono come in uno specchio la mia gloria; anche tu ora sei in me, divieni mia icona, credi in me e rifletti la mia gloria.
Splende sul tuo volto e si riflette su di noi, Signore, la gloria del Padre.
Gesù ci prende e ci rende partecipi della sua trasfigurazione.
Beati i tuoi occhi e i tuoi orecchi, che sono in grado di vedere e ascoltare me ora e nella storia degli uomini: nella storia di ciascuno io muoio e risorgo come nella mia. ‘Figlio dell’Uomo’, noto a Israele tramite Daniele profeta, appartengo alla sfera di Dio; sono presso il Padre e presente a ciascuno, come capo, modello e autore della nuova umanità.
Splende sul tuo volto, sul volto di quanti ti hanno preceduto e di noi tutti che ti seguiamo, Signore, la gloria del Padre.
Gesù ci prende e ci rende partecipi della sua trasfigurazione.
A nome di tutti gli Apostoli, Pietro assicura di far conoscere al mondo la mia ‘potenza’ e la mia ‘venuta’. perché testimoni oculari della mia grandezza sul Monte. Centro della testimonianza, che dà onore e gloria, è la voce del Padre mio: “Questi è il figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”. Compiacenza che si riflette in me e fa risplendere la mia umanità, come tutta l’umanità che ho voluto assumere e in cui continuo la mia passione, morte, risurrezione. Voce migliore dei profeti, che guidano al compimento del mio giorno anche nel tuo cuore.
Splende sul tuo volto di capo con tutte le tue membra, Signore, la gloria del Padre.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica, per es. del Vers. Resp.:
Splende sul tuo volto, Signore, la gloria del Padre,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
in lui fai risplendere la tua gloria;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
ci rende presente Gesù nei suoi misteri;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci rivestiamo di lui, noi da lui rivestiti;
intercessione: per tutti vivi e defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
coeredi della sua gloria immortale;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
da te al Figlio, a noi; e da noi, a lui, a te.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La trasfigurazione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la trasfigurazione, di Dio, fatto uomo come noi;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: la trasfigurazione, del Figlio dell’uomo, sul Monte;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la trasfigurazione, del Cristo, risorto da morte;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la trasfigurazione, del battezzato, rivestito di luce;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: la trasfigurazione, dei figli coeredi della vita eterna.
Preghiamo:
O Padre, che dalla nube luminosa hai fatto udire la tua voce: “Questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo!”; concedi che la luce del tuo volto risplenda sul mistero della Chiesa in ascolto. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).