20/04/2003 – T. PASQUALE – ANNO B – 1 domGiorno – 2003
DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE.
Messa del giorno – 20 aprile 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vang.:
Cristo, nostra Pasqua, è immolato: facciamo festa nel Signore. Alleluia.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino e vide che la pietra era stata ribaltata. Alleluia.
La pietra è ribaltata: facciamo festa nel Signore.
Facciamo festa nel Signore che ribalta la realtà. Da pasqua a pentecoste un solo giorno festoso che dura cinquanta giorni solari: sette settimane, e si conclude con il cinquantesimo giorno, la Pentecoste. In questa festa siamo condotti a vedere e ad accogliere il Signore Gesù, il Risorto e il Vivente sempre in azione nella nostra vita. Impariamo a interpretare la nostra esistenza quotidiana personale e collettiva alla luce di Cristo Gesù. Scopriamo la grande novità delle nostre esigenze a vivere in rapporto agli altri nello stesso amore del Padre sulla scia di Gesù. Sperimentiamo la bellezza della libertà ad essere noi stessi: figli simili al Padre.
Ci guida la parola di Gesù, che celebriamo ogni domenica nella comunità:
1ª domenica di Pasqua: Cristo, nostra pasqua, è immolato; facciamo festa nel Signore.
2ª domenica di pasqua: Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno.
3ª domenica di pasqua: Signore Gesù, tu ci fai comprendere le scritture, e arde il nostro cuore mentre ci parli.
4ª domenica di pasqua: Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
5ª domenica di pasqua: Rimanete in me e io in voi; chi rimane in me porta molto frutto.
6ª domenica di pasqua: Se uno mi ama, osserva la mia parola, il Padre lo ama, noi veniamo, dimoriamo da lui.
7ª domenica di pasqua o ascensione: Andate e ammaestrate tute le nazioni. Io sono con voi tutti i giorni.
8ª domenica di pasqua o Pentecoste: Vieni, Santo Spirito, riempi i nostri cuori, accendi il fuoco del tuo amore.
Cristo, nostra Pasqua, è immolato: facciamo festa nel Signore (1ª domenica di Pasqua).“La pietra è stata ribaltata dal sepolcro”: Dio l’ha tolta, la Parola comincia la sua corsa, la storia è trasformata (vangelo). Gesù è risorto: “Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti”. Tutti gli uomini sono davanti a lui come segno e volto del Padre e del suo amore (prima lettura). Ciò che Gesù è, ciò che ha detto e fatto, è la “Bella Notizia”, è Vangelo per la vita cristiana: determina le esigenze degli uomini (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farti risorgere con me, di suscitare in tutti la gioia della risurrezione, nel simbolo della pietra ribaltata. – Ecco l’opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi.
La pietra è stata ribaltata: t’invito a cercarmi come l’amata del Cantico dei Cantici. “Vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro”. La vede e la testimonia una donna, Maria di Magdala, a due uomini, due discepoli, i più autorevoli, Pietro e Giovanni. Essi vi corrono e constatano bende e sudario, che avvolgevano Gesù, non gettati per terra ma piegati con ordine. Ambedue i discepoli entrano nel sepolcro e vedono tutto di persona. Il discepolo che accoglie l’amore di Gesù ha prontezza d’intuizione e discerne con sicurezza il segno del Signore risorto, comprende il senso del sepolcro vuoto e dei panni piegati: comprende tutto alla luce del rapporto d’amore. Questa è la vita nuova, la vita del Risorto: esperienza di amore reciproco, dono di Dio. E’ importante sapere come si può conoscere una cosa, specialmente la realtà che riguarda la vita nel suo livello più alto: la Vita in assoluto. Si può dare un esempio: ogni recipiente può contenere ciò che è predisposto a ricevere, e ogni sostanza prende la forma del recipiente che la contiene; si può dire che anche una persona comprende ciò che è disposta a ricevere. Qual è la disponibilità che mi permette di conoscere il senso delle cose, come la tomba vuota? Due persone, Pietro e Giovanni, entrano nella stessa tomba dove è stato deposto il corpo di Gesù, vedono le stesse cose; comprendono in modo diverso: così ci sono quattro evangelisti che sottolineano aspetti diversi dello stesso mistero di Cristo. Quattro vuol dire che ciascuno, nei quattro punti cardinali della terra, conosce Gesù ed è predisposto a divenire suo vangelo che annunzia aspetti diversi del mistero di Gesù. Come?
La pietra è stata ribaltata: m’incontra l’amata che mi cerca. Dai segni nella tomba vuota Giovanni intuisce subito, ciò che Pietro comprende più tardi. Tutti vorremmo comprendere; almeno più tardi. Come? Anzitutto ci sono fatti reali; e questi sono da interpretare. E’ sempre così. Qui il fatto Principe è la risurrezione di Gesù, fonte e base di tutto; essa supera la pura sperimentalità umana, storica; anche tanti semplici fatti “umani” vanno oltre i relativi segni materiali che li riguardano: le intenzioni, per esempio, che spingono uno ad agire in un dato modo, non si vedono e vanno interpretate. Il Risorto Gesù fa irruzione nella vita della Chiesa, qui rappresentata da due persone, Pietro e l’altro discepolo con un nome particolare: “il discepolo che Gesù amava”, rappresentante tutti gli uomini. Tutti e due testimoniano l’evento straordinario, ma solo del secondo è detto: “vide e credette”; “vede” segni reali, “crede” o riconosce e accoglie una realtà che i segni contengono; ma la nascondono mentre la rivelano: è la dinamica di tutti i Sacramenti, definiti “segni sensibili della Grazia invisibile”; è la dinamica di ogni fatto della storia umana. Pietra rotolata, sepolcro vuoto, bende poste in un dato modo, sudario, sono segni sensibili e semplici; nessun miracolo o fatto straordinario. Per chi è disponibile alla fede questi segni, come altri, parlano chiaro, sono evidenti; per chi non lo è, sono realtà senza un nesso. Solo chi cerca trova: nessun miracolo è necessario per chi crede, ogni miracolo è insufficiente per chi non cerca e non crede. Bisogna saper vedere i segni con un’intuizione profonda, che apre la porta al “credere” successivo. Il Signore stesso ci fornisce l’intuizione profonda mediante la sua parola. Chi è disponibile l’ascolta, cerca e trova. I segni, i fatti, sotto il riflettore della Parola di Dio, aprono mente e cuore, svelano il Risorto: non hai bisogno di prove; comprendi che vita donata ai fratelli ti fa partecipare alla beatitudine divina. “Il discepolo che Gesù ama”, diventa il credente, tipo di ogni fedele che sa comprendere come Tommaso, che vede Gesù, “uomo sensibile” e lo confessa “Mio Signore e mio Dio!”, cioè “Dio invisibile”: vede un uomo e confessa Dio. Come i due di Emmaus che vedono un viandante e riconoscono alla fine “il Signore risorto!”, perché insieme cercano e ascoltano la sua parola: “Conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. E disse: Stolti e tardi di cuore nel credere…” (Lc 24,14s.25s).
La pietra è stata ribaltata: perché tu possa incontrarmi. “Il discepolo che Gesù amava, giunto per primo al sepolcro, vi entra dopo Pietro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti”. Anzitutto c’è Gesù che ama il discepolo, poi c’è la Scrittura che presenta lo scopo e l’unità dell’intero piano salvifico di Dio; poi lo svolgersi dei fatti che mostrano cuori in ricerca; in fine c’è il contrasto fra morte e vita: è ancora buio fuori, ma anche dentro: in Maria Maddalena; che pure si reca al sepolcro, vede la pietra ribaltata, corre da Simon Pietro e dall’altro discepolo, dice: “Hanno portato via il Signore”. Escono i due discepoli, si recano al sepolcro, corrono insieme, uno “corre più veloce”: materialmente e spiritualmente; giunge per primo, si china, vede le bende per terra, ma non entra; giunge anche Simon Pietro; entra, vede bende e il resto; allora entra anche il discepolo giunto per primo; vede e comprende le Scritture. Fatti esterni, cuori in ricerca, corsa diversa secondo il desiderio d’amore, oltre che l’età; tutto è a tua disposizione, ma nulla succede se non ti muove l’amore-Gesù che ti ama per primo, cioè ti attira, come quel discepolo, perché vuole suscitare in te l’interesse per lui. Due possibilità: 1°. Ti puoi fermare alla prima constatazione dei fatti; 2°. O accogliere l’amore e cercare il senso di ciò che constati. Allora ricordi e confronti,cioè preghi come Maria, e come “il discepolo che Gesù ama”, o come Pietro che si ricorda e piange. Non è una cosa momentanea: già sul mare di Galilea quel discepolo riconosce il Risorto nell’uomo in piedi sulla riva; subito Pietro se ne rende conto e si butta in mare verso di lui(Gv 21,4-7). Fin dall’inizio il discepolo che Gesù ama, appena lo incontra, non esita, segue il Maestro fino a casa, e sta con lui (Gv 1,38s); così pure durante la passione: nell’ultima cena, reclina il capo sul petto di Gesù (Gv 13,24ss); sa così chi è il traditore, non dice nulla a Pietro; ma, nel segreto, ama Giuda come lui si sente amato dal Maestro. Non ha nome questo discepolo; sei tu: mettici il tuo.
Questo è il giorno di Cristo Signore: Alleluia.
La pietra è ribaltata: facciamo festa nel Signore.
La pietra è stata ribaltata: tu mi cerchi come l’amata del Cantico dei Cantici, mi trovi fra i dirupi. “Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la risurrezione dai morti”. Testimoniamo che Gesù risorto è un fatto concreto; l’abbiamo visto vivo come l’abbiamo visto morto: con tutta la sua umanità, spirito e corpo, uomo completo; siamo chiamati alla vita completa come lui: con tutto il nostro essere. Testimoniamo di avere mangiato insieme: segno di massima comunione. Ciò che i nostri occhi han visto e le nostre mani han toccato, cioè il Verbo della Vita, lo comunichiamo a voi (1Gv 1,1s): fatto gratuito di amore accogliente!
“Essi l’uccisero, ma Dio l’ha risuscitato”: contrasto fra valutazioni di Dio e dell’uomo; l’uomo peccatore condanni il Giusto. Dio l’approva e risuscita; cambia il giudizio!
“Gesù passò beneficando e risanando tutti”: agisce e parla per fare il bene, per amare l’amore del Padre verso i fratelli; chi lo rifiuta, lo deride. Dio l’approva.
Questo è il giorno di Cristo Signore: Alleluia.
La pietra è ribaltata: facciamo festa nel Signore.
La pietra è stata ribaltata: l’amata del Cantico dei Cantici incontra e abbraccia l’amato che l’ama. “Cercate e pensate le cose di lassù, dov’è Cristo”. Vi ho immersi in me, siete morti e siete risorti, la vostra vita “nascosta” con Cristo in Dio è “visibile” negli atteggiamenti che suscita; questi sono frutto e segno della mia e vostra risurrezione, come la pietra ribaltata ecc.; impegnano pensiero e vita: “pensate e cercate” con me non voi stessi, ma le cose del Padre.
Questo è il giorno di Cristo Signore: Alleluia.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Questo è il giorno di Cristo Signore: Alleluia,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: ha vinto la morte, ci ha dato il passaggio alla vita;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito: celebriamo in Cristo la sua pasqua di risurrezione;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci rinnova nello Spirito, rinasciamo nella sua luce;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo: immersi in lui morto, risorto protendiamo verso di te;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria: dalla chiesa amata e rinnovata con i tuoi sacramenti.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Risurrezione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: risurrezione: Maria di Magdala comunica con amici;
;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: risurrezione: tomba vuota aumenta la fede in Gesù;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: risurrezione: Gesù è la Risurrezione e la Vita;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: risurrezione: Cristo presente in ognuno fa comunità;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. risurrezione: in tutti partecipi della pasqua di Cristo.
Preghiamo:
O Padre, che ci doni Cristo, immolato: nostra Pasqua, perché in lui facciamo festa; fa’ che il tuo popolo acclami: Questo è il giorno di Cristo Signore: Alleluia. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).