26-01-2003-Ordinario-B-dom3

26/01/2003 – T. ORDINARIO – ANNO B – 03 DOMENICA – 2003

III DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno B – 26 gennaio 2003

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo:
Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, ci conceda lo spirito di sapienza, perché possiamo conoscere qual è la speranza della nostra chiamata.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Il regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo.

Il regno di Dio è vicino.
Si realizza pienamente in Gesù (vangelo), come Giona non poteva immaginare; doveva solo riconoscerlo e accoglierlo (prima lettura); Paolo lo indica ai fedeli di Corinto, e a tutti i fedeli, come riferimento assoluto in ogni circostanza (seconda lettura). Oggi mi rendo presente in atto di farti vivere appieno con me ogni situazione; nel simbolo della pesca ordinaria che alla mia presenza diventa straordinaria (Gv 21,1-12: centocinquantatre grossi pesci).
Chiamàti ad una vita buona in Gesù. Dopo che Giovanni fu arrestato: Sono io che cerco voi, là dove siete tutti i giorni, giusti o peccatori, perché abbiate me: la mia vita. “Dopo che Giovanni fu consegnato”, anticipo del mio e tuo destino: stessa sorte, da Dio “Giovanni” personifica l’attesa d’Israele, ed esce di scena quando giunge l’atteso, quando viene colui che deve venire. “Giovanni fu consegnato”, come Gesù sarà consegnato: il verbo “consegnare” descrive il tradimento di Giovanni come quello di Gesù, consegnato dal Padre suo nelle mani dei peccatori; il Padre lo consegna, non nel senso che lui lo metta a morte, ma nel senso che gli uomini, vivendo secondo uno “schema” d’ingiustizia (o “scena” di questo mondo che passa, vedi seconda lettura), lo mettono a morte, lo “consegnano”, e Dio, nell’assoluta gratuità del suo amore, c’insegna in Gesù a vivere da uomo, cioè come donarsi mentre viene ucciso. “Dopo che Giovanni fu consegnato”, Gesù fa il suo ingresso: dopo il battesimo e le tentazioni inizia la sua vita pubblica con l’annunzio del regno.
“Gesù venne nella Galilea”, nella luogo della quotidianità della vita umana; “predicando il regno di Dio”, cioè se stesso il “Vangelo” o “Buona Notizia”, Parola di Dio pienamente presente come salvezza o liberazione dalla schiavitù del non saper vivere da uomini. Gesù è l’unico vero Maestro interiore che si dona e comunica se stesso nella parola che annunzia.

Venne il Gesù, per chiamare ogni uomo all’esistenza in Gesù: Credete nel Vangelo. Credete in Me: il Gesù ben noto a te, a tutti i cristiani: il Re, l’Amato da Dio, il nuovo Adamo, il Figlio Vincitore del diavolo, Servito dagli angeli; seguirlo è il nuovo avvenimento di grazia. Quando chiamo, suscito la decisione di seguirmi senza discutere. Il “come” Dio lo predispone ad essere disponibile alla sua chiamata, è affare di Dio.
Venne nella Galilea. Terra confinante con i pagani, e pagana in parte essa stessa. Simbolo di ogni terra; là d’allora io penso a te che sei qui ora; ad ognuno, in tutti i luoghi, in ciascun momento: Galilea è dove io incontro così qualcuno.
Gesù comincia ad annunziare: Gesù ci chiama ad una vita bella in lui. è in atto la Parola definitiva, la signoria di Dio pienamente presente nella storia. Egli invita sempre anche te.
Gesù annunzia: “Il tempo è compiuto”. Gesù ci chiama ad una “vita beata” in lui. Scocca l’ora della piena presenza di Dio in te, l’attesa dei popoli ha raggiunto la meta.
Il Regno si è fatto vicino, qui, disponibile in una Volontà di rapporto, non ancora tutto posseduto da te.
Convertitevi cioè credete, voi, Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni: primi di una serie interminabile. Quanto ho detto, lo compio in voi, come in ogni persona che mi lascia agire; esperienza fondamentale di rapporto; nuovo itinerario, un futuro pieno di promessa: passando io vedo e ognuno mi segue; riassettano le reti e le abbandonano, perché dico: “Seguitemi” e si crea la nuova storia, con me e in me; voi siete le primizie.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie.

Il regno di Dio è vicino,
A Ninive come in Galilea: come qui ora. Siamo chiamati ad una “vita buona” in Gesù. La stessa misericordia di Dio che si fa presente allora come ora, e agisce in tutti: voglio sempre unicamente il bene per ognuno, gratuitamente; chiedo solo di essere accolto. Il primo a constatare nei Niniviti il perdono condonato, e accoglierlo alla fine, è il profeta Giona, tipo di ogni fedele.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie.

Il regno di Dio è vicino:
Il tempo si è fatto breve: vi chiamo come Paolo e la comunità di Corinto a vivere in me.In me si compie il progetto del Padre; il tempo, con tutto ciò che esso contiene, si è fatto relativo a me: non c’è tempo di eventi senza la mia presenza; tutto è vissuto appieno solo in me.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp.: Fammi conoscere, Signore, le tue vie, si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
in lui ci hai dato la pienezza della tua parola e del tuo dono; egli è il compimento di tutte le tue promesse;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù presente ci fa sentire l’urgenza di convertirci a te e aderire con tutta l’anima a lui che è il Vangelo, la Buona Notizia;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli usa appieno i beni del mondo, come strumenti della sua grazia; in lui tutta la nostra esistenza ti è gradita, e ti da’ gloria;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
chiamàti alla sua sequela, partecipiamo alla ricchezza della sua grazia, versata abbondantemente su noi secondo il tuo volere;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità per opera dello Spirito che compie in noi ogni santificazione di vita nuova in Cristo.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Vita piena:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: vita piena, per la Galilea, lungo il mare, per Ninive e nella città;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza vita piena, della pietà di Dio nella fede e conversione dei niniviti;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: vita piena, Gesù, presenza definitiva della Signoria di Dio nella storia;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: vita piena, progetto di Dio che riempie il tempo: si compie in ciascuno come in Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. vita piena, negli apostoli e in tutti i fedeli chiamati: pescati, e fatti pescatori di altri.

Preghiamo:
O Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci concedi lo spirito di sapienza, perché possiamo conoscere qual è la speranza della nostra chiamata; fa’ conoscere al tuo popolo le tue vie. Per Cristo nostro Signore. Amen.

preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).

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appunti:

La consegna di Giovanni segna l’inizio della predicazione di Gesù.

è compiuto”. Tutta l’antica alleanza che è iniziata nel passato e che dura attualizzandosi nel presente si compie nella sua perfetta interezza con la venuta di Gesù nella storia degli uomini, nella storia di ogni esistenza (cfr. Gal. 4, 4; Ef. 1, 1-10). Grazie a questo incontro con Gesù il regno non solo si è fatto vicino ma è presente dentro di noi.

Convertitevi, cioè credete al Vangelo
Smettete di fare come Adamo, il quale crede che Dio è male intenzionato.
Dio d’amore e di perdono,
è la scoperta del figliol prodigo!
Convertirsi allora non è cambiare noi, migliorare noi.
Convertirsi è tornare a Dio, verso di lui.

Dio ha a cuore il tempo, il mio tempo, vede la stanchezza e la fatica degli uomini retti, Dio interviene, ha un progetto sulla storia, sull’umanità, “il Regno di Dio è vicino”, meglio, in greco, c’è scritto “si è avvicinato”; poiché l’uomo fatica ad incontrare Dio, poiché stenta a riconoscerlo, poiché fatica ad accoglierlo, è Dio che fa il primo passo, è lui che si rende accessibile; “convertitevi e credete la vangelo” cioè accorgetevi, aprite gli occhi, rendetevi conto, non lasciatevi distrarre e credete alla buona notizia della presenza di Dio in mezzo a voi, di un Dio amante e sereno, luminoso e giusto, siate voi ad accogliere e rendere presente questo regno.

Tutta la nostra fede è racchiusa in questo annuncio: il progetto di bene di un Dio che si fa vicino e il nostro impegno ad accoglierlo, la nostra fatica a non lasciarci travolgere dalle cattive notizie e a lasciar germogliare il bene e il bello che c’è in noi. La chiamata degli apostoli ci rivela che questo annuncio ci coglie proprio là dove viviamo,

L’unica cosa che ci è chiesta è la conversione, l’atteggiamento di chi si rende conto che la risposta vera è nel cuore di Dio, di chi decide di mettersi davvero e sul serio in ascolto, come gli abitanti di Ninive.

Gesù di Nazaret, viene alla ricerca dell’uomo perché l’incontro ormai sia risolutivo e pieno. Lasciate le vostre sicurezze e arroganze, e apritevi all’azione del Dio che salva!

La fede non è sapere di Dio o di Cristo; è incontrare una persona viva – risorto -, Dio che ha camminato prima di me, come uomo, per le difficili strade della vita e ne ha risolto gli enigmi e i limiti, e ora mi dà una mano, si accompagna ai miei giorni, con la potenza e la discrezione dell’amore…! Si tratta di incontrare Lui, realmente e personalmente presente nell’Eucaristia, nella sua Parola, attraverso il Suo Spirito che dentro al mio cuore sollecita e modella la mia libertà a divenire come Lui. Crescendo in un rapporto affettivo che si esprime nella intensità della preghiera. Chi accoglie generosamente la sua chiamata si realizza a pieno.

Solo Gesù può colmare il vuoto, di Andrea, di Simone, di ogni persona.

La narrazione della chiamata dei primi discepoli della seconda parte del brano (vss. 16-20) si può comprendere a partire da questi primi due versetti ed è presentata da Marco quasi come un modello di riferimento che si attualizza in ogni storia di conversione, in conformità al principio: gesti e parole. I fatti delle chiamate dei fratelli spiegano le parole di Gesù.

Lasciare. Torna alla mente: «per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre…».

Il Vangelo è il libro della vita del Signore, deve diventare il libro della nostra vita.

“Seguimi”, vieni dietro di me giorno dopo giorno. Lo stare con Lui diventa quindi un atto di fedeltà alla sua Persona, un ossequio al suo mistero, ma diventa anche principio di un cammino, di una avventura perché il Signore è sempre in cammino”.
Lo sguardo di intenso amore di Gesù che si fissa su questi uomini, nel misterioso invito che penetra il cuore, non si rivolge anche a te?

Sì, breve, Ancora quaranta giorni: quanto basta, e il tempo non è più breve, ma è compiuto…