12/01/2003 – BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO B – 2003
BATTESIMO DEL SIGNORE
Anno B – 12 gennaio 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vang.:
Giovanni vedendo Gesù disse: Ecco l’agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Giovanni disse: “Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo ”.
Gesù vi battezza con lo Spirito Santo.
Gesù s’immerge nella nostra umanità per immergerci nella sua divinità. La festa del battesimo di Gesù conclude il tempo natalizio; e nei vangeli apre il periodo della vita pubblica di Gesù. Egli ha trent’anni circa. Li ha trascorsi nel pieno nascondimento, come un semplice uomo. Ora inizia la sua missione di Profeta, per culminare nel dono di se stesso come Figlio di Dio. Vedremo nel corso dell’anno le tre tappe della vita di Gesù, rivelatrici della misericordia del Padre: nei trent’anni di vita semplice e nascosta nella famiglia e nel lavoro a Nazaret; nei tre anni di vita pubblica predicando la Buona Notizia e annunziando vicino il regno di Dio; negli ultimi tre giorni di consegne: di se stesso agli apostoli nell’eucaristia, del suo Spirito al Padre sulla croce, e del suo corpo alla terra perché rifiorisca alla vita nella risurrezione. Il Natale è immersione o battesimo di Dio nella nostra umanità che acquista tutte le caratteristiche della divinità in Gesù, riconosciuto “Figlio prediletto” da Dio Padre, e confermato da lui nello Spirito Santo per il nuovo ministero pubblico (vangelo). Attirati e affascinati dall’amore del Padre, ci lasciamo immergere in Gesù, lo ascoltiamo e viviamo in lui. Attingiamo gratuitamente l’acqua della salvezza. Scopriremo le manifestazioni di Dio in noi stessi e negli altri, nella vita e nelle celebrazioni di tutto quest’anno (prima lettura). Il Padre ha testimoniato il suo amore in Cristo; ora continua a testimoniarlo in noi, perché siamo figli nel Figlio, manifestiamo la nostra condizione di «figli» e crediamo nel suo amore che vince il mondo (seconda lettura). Il battesimo di Gesù ha le caratteristiche del nostro battesimo, con la differenza che in esso Gesù è attivo mentre noi siamo passivi: nel nostro battesimo infatti noi siamo da lui immersi in lui, cosicché Gesù stesso continua ad agire in noi, come soggetto nelle sue membra. Venendo dunque in noi, come nel fiume Giordano, Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farti sentire con me la voce del Padre: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”, nel simbolo del battesimo, cioè dell’immersione nella mia parola e nella mia vita, mentre sei immerso nelle tue piccole vicende quotidiane. – “Ecco, Dio è la mia salvezza; io confiderò, non avrò mai timore”.
Il battesimo di Giovanni Battista. Il battesimo di Giovanni è simbolo di tutto ciò che ci prepara all’incontro con Gesù, ad essere immersi in lui, per vivere della sua vita. Giovanni è figura del fedele che riconosce Gesù unico Salvatore. Egli dichiara: “Dopo di me viene uno che è più forte di me”; ha un altro genere di “Forza” perché è il Creatore di tutti noi, è lo Sposo dell’umanità sua Sposa. Non posso prendere il suo posto (“io non sono all’altezza di sciogliere i calzari” del fratello dello sposo morto, e sposare al suo posto la cognata per darle figli eredi, secondo la legge del levirato). Solo Gesù può dire al Padre: Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto” (Gv 17,12). E Gesù non intende rinunciare a questo suo ruolo di “Salvatore” delle sue creature che hanno bisogno di lui. Per questo è venuto nel mondo (Natale). Nessuno lo può sostituire. Egli ama questa sua missione. Per questo il Padre si compiace di lui. Io posso solo essere amico dello Sposo; e lo voglio essere: per questo vi battezzo con acqua. Essa vi ricorda la necessità di essere immersi in lui per vivere, vi richiama ad accoglierlo volentieri come “volentieri” egli viene da noi, per immergerci nello Spirito, cioè nella sua vita di Comunione filiale con il Padre: una nuova realtà che vivi quando ricevi lo Spirito che ti fa gridare dentro di te: “Abbà, Padre”; e ti fa confessare davanti al mondo: Gesù Cristo è il mio Kurios, il mio Signore. So che lui solo e nessun altro può pronunciare su di me l’ultima parola. – “Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra”.
Il battesimo di Gesù, è la grande rivelazione della Bontà del nostro Dio, intrisa di sofferenza per amore: Gesù infatti, pur essendo Dio, ha annientato se stesso, ha messo da parte tutta la sua divinità per vestire la nostra umanità; e farsi il più piccolo, il più umile degli uomini, uomo di Nazaret della Galilea, da dove si dice che “non può venire nulla di buono”. E questo non basta all’amore di Gesù per noi: da Nazaret di Galilea egli viene al Giordano, si mette «in fila con noi peccatori», è battezzato da Giovanni. Vivrà da amico dei poveri ed emarginati da quelli che si dicono giusti, laverà i piedi ai suoi apostoli scandalizzando lo stesso Pietro, finirà morendo fra due malfattori, rappresentanti i più abbietti degli uomini. Gesù si mette dalla nostra parte, in fila con noi, accanto a noi per rivelarci lo stile di Dio suo Padre. E ci chiede una cosa sola: “Lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (2Cor 5,20). – Gesù sa che questa è la volontà del Padre: farci conoscere il suo amore, il suo affetto di Papà e Mamma vicino ai suoi figli bisognosi. E “subito” (“Euthus”, parola caratteristica di Marco, non riportata nella traduzione italiana, avverbio di tempo che dice come Dio ha fretta di realizzare il suo progetto), appena uscito dall’acqua, Gesù “vide squarciarsi i cieli”; si realizza la supplica del profeta in bocca a tutto Israele, e in particolare in bocca sua: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi” ( Is 63,19), ecco, si realizza; il cielo si apre, anzi, i cieli si squarciano, e lo Spirito scende su Gesù “come una colomba”, in maniera delicata, segno che Dio interviene per realizzare la nuova e definitiva creazione nel mondo per opera dello stesso Spirito che “come colomba” aleggiava sulle acque della prima creazione (Gen 1,2); e interviene “in maniera delicata” per realizzare la pace simboleggiata dall’ulivo portato a Noè dalla colomba dopo il diluvio (Gen 6); pace, gioia, comunione tra l’umanità peccatrice e Dio, con tutti i frutti dello Spirito (Gal 5): oggi Gesù è la Pace e la Riconciliazione, fatta carne, tra noi e il Padre. Lo Spirito scende mentre Gesù esce dall’acqua, non mentre è battezzato da Giovanni, come dire che il dono dello Spirito non è legato al battesimo di Giovanni, ma è prerogativa di Gesù stesso. Al “vedere” segue il “sentire”: La voce “dal cielo”, dal Padre, parla a tutti, parla direttamente di Gesù abbassatosi in mezzo a noi, pieno dell’amore del Padre per noi, e dice: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto!”. – E’ il Padre stesso che proclama il suo Figlio come l’amato da Dio: Tu sei il Figlio mio che io amo. – E ribadisce che è proprio mandato da lui: Io ti ho mandato. – Gesù viene per rivelare il Padre; e nel battesimo il Padre presenta ufficialmente il Figlio, gli dà il compito e la missione di rivelare Dio stesso. E questo servo Gesù, “Servo del Signore”, servo dell’amore di Dio, l’Alleanza in persona (Is 41,1.6), il Messia (Is 11,1-2), è riconosciuto dal Padre come “Figlio mio prediletto, amato” secondo la promessa (cfr sal 2,7) carica di sofferenza: è “Il Figlio mio prediletto” che il Padre manda ai vignaioli omicidi, dicendo: “Avranno rispetto almeno di mio Figlio” (Mc 12,6). – Gesù è chiamato: “Figlio mio prediletto” da Dio suo Padre, più che Isacco da Abramo in cammino verso il monte del sacrificio (Gn 22,2.12.16). Ma sul monte della trasfigurazione il Padre chiama ancora Gesù: “Figlio mio prediletto” con tale “piacere” che, riverberandosi sul Figlio, anche la sua umanità, che siamo noi come corpo della «colomba», della storia d’Israele, di tutta l’umanità, “si trasfigurò” (Mc 9,2). Posseduto nell’intimo dallo Spirito del Padre (cfr Is 42,1), Gesù risale dall’acqua del Giordano (cfr Is 63,11) con la nostra umanità consacrata, tutta dedita alla volontà del Padre; molto più che nuovo Mosè dall’acqua del Mar Rosso. Mosè infatti guida Israele verso la terra promessa (cfr Is 63,14), che è Gesù; e Gesù ci guida sulla via della sua risurrezione, da lui realizzata per noi, riservata a noi, proprio perché siamo una cosa sola con il Figlio Gesù a causa del battesimo – Gridate giulivi ed esultate, abitanti di tutta la terra: grande è questa realtà!
Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
Gesù vi battezza con lo Spirito Santo.
Venite all’acqua: ascoltate e vivrete. Il battesimo è come un banchetto: il Padre c’invita a nutrirci di tutti i suoi doni di grazia in Gesù. Il battesimo è come un’Alleanza: immersi in Gesù abbiamo tutti i doni di grazia promessi; essi si estendono anche agli “sconosciuti”: a chiunque aiuta i fratelli, come i persiani aiutano Israele di ritorno dalla schiavitù. Il battesimo è una Conversione: gli uomini peccatori sanno avvalersi della tenerezza di Dio, di ciò che gli è più proprio, il condono dei peccati. Il battesimo è Parola di Dio con efficacia infallibile: il banchetto eterno, l’eucaristia che lo realizza, l’Alleanza eterna concessa a tutti, ogni dono di grazia racchiusa in Gesù, la conversione, l’accoglienza dell’amore, la piena fiducia in Dio Padre, sono doni infallibili. – Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra.
Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
Gesù vi battezza con lo Spirito Santo.
E il Padre continua a testimoniare in noi il suo amore. Siamo battezzati: accogliamo con gioia di essere immersi in Gesù che ci mette in comunione con il Padre e con i fratelli. Questa vita di Comunione, portata a noi da Cristo nel battesimo (acqua) e sulla croce (sangue), cioè all’inizio e al termine della sua vita pubblica, è lo Spirito di Gesù risorto; egli testimonia che solo lui, Amore del Padre e del Figlio, può fare tutto questo; e come lo ha fatto in Gesù, continua a operare in noi battezzati, immersi in lui; e noi in lui siamo messi in grado di amare i fratelli. E’ testimonianza dello Spirito Amore che spinge Gesù fra di noi (vangelo), e spinge noi a consegnarci a lui come docili strumenti del suo operare, del suo “passare facendo il bene”. – “Ecco, Dio è la mia salvezza, io confiderò, non avrò mai timore”.
Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: che ci hai mandato testimone del tuo amore;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito: è presente Gesù testimone del tuo amore dal battesimo alla morte, risurrezione;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù: ci rende capaci dello stesso tuo amore verso i fratelli;
intercessione: per tutti, vivi, defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo: godiamo i frutti del tuo amore e in lui celebriamo la tua misericordia;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria: nella gioiosa assemblea dei figli immersi nel tuo unico Figlio prediletto.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., L’immersione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: immersione, nell’acqua che disseta;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza immersione, d’Israele in Dio, vera acqua che disseta;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: immersione, di Gesù nell’umanità assetata;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: immersione, dell’umanità in Cristo, vera acqua che disseta;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. immersione, di Dio tutto in tutti.
Preghiamo:
O Padre, che ci hai donato Gesù, vero Agnello che toglie i peccati del mondo; fa’ che il tuo popolo attinga con gioia alle sorgenti della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).