05/01/2003 – NATALE – ANNO B – 2 DOMENICA – 2003
II DOMENICA DOPO NATALE
5 gennaio 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo:
Gloria a te, o Cristo, annunziato a tutte le genti; gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
A tutti quelli che lo hanno accolto, il Verbo incarnato ha dato il potere di diventare figli di Dio.
Gesù dà il potere di diventare figli di Dio.
color=black>Chi accoglie Gesù diventa come Gesù: figlio di Dio. Egli è per natura Figlio di Dio; chi lo accoglie diventa per grazia figlio di Dio per lo Spirito Santo. Due aspetti della venuta del Verbo che “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” dandoci il potere di diventare figli di Dio (vangelo): il primo aspetto è la Sapienza di Dio che pianta la tenda in Giacobbe, cioè in mezzo agli uomini (prima lettura); il secondo aspetto sono gli uomini ammessi alla dimora eterna come figli di Dio nello Spirito per opera di Gesù Cristo (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente a te, a ciascuno, in atto di renderti presente al Padre, con me nell’unico Amore Spirito Santo; nel simbolo della dimora: verremo da te e prenderemo dimora presso di te. – Padre, tu mandi sulla terra la tua Parola, e benedici i tuoi figli.
Chi accoglie il Figlio ha il potere di diventare figlio, perché “in principio”, “en arché” prima di tutto, c’è il Principio senza inizio, da cui tutto dipende, mentre lui non dipende da nulla; come un “Archi”trave che ha la Forza in se stesso, e regge tutto, facendo scaturire tutto da se stesso: Dio è Amore che progetta un Dio d’Amore come lui. Dio-Progetto-Dio. Quindi “in principio”, prima che “in principio Dio creò il cielo e la terra” (Gen 1,1), Dio ha chiaro il Progetto di tutta la creazione, che dipende da lui e ne è la prima rivelazione. Gesù che viene sulla terra rivela la sua carta d’identità: egli è un tutt’uno con l’unico Progetto in cuore al Padre e la Forza d’Amore che lo realizza. Gesù, Dio, seconda Persona della SS. Trinità, Progetto di Dio Padre, inizia a rivelarsi con la creazione realizzata per mezzo di lui, il Verbo, la Parola: Progetto “Dio”, fare gli uomini Dio come lui. Tutto è fatto con questo progetto: l’uomo diventi Dio, raggiunga la pienezza della condizione divina. Non è Adamo il primo uomo, ma Gesù. Nulla è fuori di questo progetto. Il Verbo, la Parola è comunicazione, Rivelazione: la parola è il modo di comunicare tra persone. Ma il Verbo è Parola Potente, che non produce semplici relazioni attraverso il suono della voce, ma chiama all’esistenza tutte le cose che prima non erano, e imprime in esse il potere della relazione: nulla esiste senza relazione, intimità, abbraccio, comunicazione. “Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa”, senza di lui non ha creato nulla. Il Padre crea tutto nel Figlio e per mezzo del Figlio; e all’uomo comunica il potere del suo amore: di amare come il Verbo, donare se stessi. E’ l’unico suo comandamento, che va ben oltre al “non uccidere…”.
Chi accoglie il Figlio accoglie la Vita: “In lui era la vita”: il progetto di Dio è Vita. Egli concede all’uomo una condizione divina infondendo in lui la vita indistruttibile come quella di Dio: ciò che viene da Dio produce vita; chi ha vita ed è nella vita, è in comunione con Dio. La morte non può annientarla; nulla dall’esterno può toccare la vita. Dio chiede all’uomo solamente che l’accolga, si lasci amare. Tutta la creazione è fatta da Dio perché attraverso di essa l’uomo raggiunga la vita, la condizione divina. Quindi la creazione non è in conflitto con l’uomo, ma “attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio (Rom 8,19). Dio, socio dell’uomo, è lui stesso incompleto finché l’uomo, ogni uomo, non ha la possibilità di diventare figlio di Dio: raggiungere la sua condizione divina; “allora Dio sarà tutto in tutti!” (1 Cor 15). –“Glorifica il Signore, anima mia: quanto è in me benedica il suo santo nome”.
Chi accoglie il Figlio accoglie la luce della Vita. “La vita era la luce degli uomini”. La vita è luce per i tuoi passi: ogni uomo porta dentro di sé il desiderio di vita che sprigiona vita e illumina il cammino verso la pienezza della vita. Gesù si aspetta che “vivifichiamo” tutte le espressioni della vita donataci: Quanto concorre al bene dell’uomo è buono: Gesù, la sua parola lo mostra. Lo stesso impulso di vita presente in tutti si esprime in modo diverso in ciascuno, ma con la stessa qualità d’amore che progressivamente si avvicina all’amore di Dio in Cristo. Il credente assimila il messaggio di Gesù, e questo lo spinge ad agire dal di dentro, per convinzione interiore: brilla come luce di amore nelle tenebre del male. Si propone; non s’impone con la lotta. La potenza delle tenebre non soffoca la luce; essa sarà sempre più forte, perché la luce è andare incontro al desiderio di autenticità e pienezza di vita che c’è in ogni uomo. Lo si può comprimere, ma non annientare. – Glorifica il Signore, anima mia!
Dio stesso provvede che l’uomo accolga il Figlio. La luce brilla nelle tenebre; ma le tenebre non la trattengono (per il collo): non le impediscono di agire. “Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni”. “Venne per rendere testimonianza alla luce”. Giovanni non viene da sé: né come uomo perché fatto da Dio; né come “amico dello Sposo” Gesù, perché mandato per questo da Dio; non può accogliere Gesù se non chi è mandato da Dio come Giovanni: “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6,44). Ogni uomo è “Giovanni”, cioè rende presente “Javè-Grazia”. Giovanni, ogni uomo, è mandato per risvegliare l’anelito di vita presente in ogni uomo, affinché tutti giungano a credere: ad assomigliare al Padre, praticando un amore simile al suo. Proprio come Gesù che manifesta l’amore del Padre non tanto attraverso atteggiamenti esteriori di pietà, quanto invece trasmettendo una qualità d’amore che assomiglia a quella del Padre, come l’eretico samaritano che passando accanto al bisognoso, lo vede e ne ha compassione (Lc 10, 33). E’ Dio che rende l’uomo capace di accoglierlo in Gesù. – Mandi sulla terra la tua parola, il tuo messaggio corre veloce.
L’uomo che accoglie il Figlio, ha la luce nelle tenebre. La luce vera “venne nel mondo; egli era nel mondo, eppure il mondo non lo riconosce. Mistero d’iniquità! Incapacità di riconoscere la luce come dono di Dio e Dio come dono di luce. Libertà di rifiutare il bene, di non riconoscerlo. Ma anche grandezza dell’amore di Dio che non si lascia circoscrivere e sopraffare dal male; e dona sempre all’uomo la possibilità di accoglierlo e godere di ciò che lo circonda: le bellezze del creato, l’incanto delle creature; vedere la vita, godere la vita: è questo la presenza di Dio. In ogni uomo c’è tenebra e c’è Javè-Grazia (Giovanni) che testimonia la luce, ci aiuta a comprendere la necessità e l’utilità della luce per non brancolare nel buio, per non inciampare e cadere. La profezia, la morale, la religiosità non sono il fine della rivelazione, ma il mezzo per avere la luce che è Gesù, venuto a rivelare il Padre.
Chi accoglie il Figlio diventa figlio nel Figlio. Gesù viene nel mondo che è suo; viene fra la sua gente, e i suoi, con la loro incredulità, non riescono a circoscriverlo, ad affogarlo: egli dona loro ancora la capacità di accoglierlo. E a quanti infine l’accettano Gesù fa un dono: diventare figli di Dio. Ecco rivelato il fine dell’incarnazione, il progetto di Dio sull’uomo. Mistero di salvezza rivelato all’umanità: diventare Dio come lui, essere Figli nel Figlio. “Per noi uomini e per la nostra salvezza è disceso dal cielo”. Figli di Dio non si nasce ma si diventa assomigliando a lui nel comportamento, cioè accettando che egli ci renda capaci, come lui, di volere bene anche a chi non se lo merita, avendo esperimentato che Dio non ci ama perché ce lo meritiamo, ma perché lui è buono; accettando che egli ci renda capaci di fare del bene senza aspettare nulla in cambio, perché così fa Dio con noi; accettando infine che egli ci renda capaci, come lui, di perdonare gli altri prima ancora che ci vengano a chiedere il perdono, anzi mentre continuano a “peccare contro di noi”, perché così fa Dio nei nostri confronti. Non rattristiamoci se ancora non ci riusciamo o siamo in pochi; ma rallegriamoci al pensiero che Dio già fa così con noi e ci comunica la forza di farlo anche noi che lo desideriamo e chiediamo. Sei sicuro di essere in comunione con Dio perché mantieni l’adesione a Gesù, modello dell’uomo e dell’amore: perché giorno per giorno condividi con gli altri ciò che hai e ciò che sei.
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
Gesù dà il potere di diventare figli di Dio.Dio esulta in mezzo al suo popolo. “La Sapienza loda se stessa”, dice: “Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità”. Gesù è la Sapienza che si gloria di noi, divenuti per la sua incarnazione suoi “piedi belli”, che lo annunziano come “Bella Notizia” venuta nel mondo: annunziamo Gesù “Potenza e Riscatto, Consolazione e Gioia, Parola definitiva” per tutti i popoli della terra (giorno di natale). Gesù è la Sapienza che si gloria di noi, suoi contemporanei in questa “ultima ora”, fino al suo ritorno, “aderenti a lui” e “suoi amici” mediante “l’unzione ricevuta dallo Spirito” (31 dicembre). Gesù è la Sapienza che si gloria di noi, divenuti suoi fratelli, in lui figli dello stesso Dio suo Padre, compimento del suo Progetto eterno di Amore: divenire anche noi Dio come lui. – Glorifica il Signore, popolo di Dio: in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
Gesù dà il potere di diventare figli di Dio.Dio ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi. Con Gesù che si gloria di noi, noi ci gloriamo di lui, e con lui e in lui rendiamo grazie a te, o Padre, poiché quelli che tu da sempre hai conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio tuo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che hai predestinati li ha anche chiamati, giustificati, glorificati (cfr Rom 8,29s). Ci hai scelti quando ancora eravamo in grembo al tuo Amore, hai attuato il tuo dono per noi in Gesù tuo Figlio amatissimo, venuto per offrirci la nuova situazione sorprendente di figli nel tuo Figlio, coeredi della gloria con lui primo e perfetto erede. Celebriamo oggi in Gesù questo stupenda parentela con te, o Padre, perché abbiamo sempre occhi limpidi, capaci di comprendere e valorizzare “il tesoro” che Gesù ha consegnato nelle nostre mani. – “A te la lode e la gloria nei secoli”, perché “eterna è la tua misericordia”.
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: in lui ci hai scelti prima della creazione del mondo;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito: Gesù, Sapienza incarnata, pianta in mezzo a noi la sua tenda;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù: ci illumina con il tuo Spirito, e in lui viviamo il tuo dono;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo: come figli coeredi del tuo amore;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria: pregustando la gioia che ci attende;
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Figliolanza:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: figliolanza, di bambini che allietano la casa;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza figliolanza, della Sapienza di Dio nel popolo Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: figliolanza, del Verbo progetto di Dio dal principio;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: figliolanza, dell’uomo che crede nel Verbo incarnato;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. figliolanza, dell’uomo, figlio di Dio nel Figlio Gesù.
Preghiamo:
O Padre, che ci fai gloria di Cristo, annunziato a tutte le genti, e creduto nel mondo; fa’ che accogliamo il tuo Figlio, il Verbo che si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi. Per Cristo lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).