01/01/2003 – NATALE – MARIA MADRE DI DIO – 2003
MARIA SS. MADRE DI DIO
1 gennaio 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo: Molte volte e in diversi modi, Dio ha parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti; oggi, invece, parla a noi per mezzo del Figlio.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
Maria serba e confronta tutto nel suo cuore.
color=black>Mi accogli: sei mio fratello, sorella e madre. “I pastori trovarono Maria, Giuseppe e il bambino”; accolto, concepito da Maria nell’utero per opera dello Spirito Santo, dopo essere stato accolto da lei nel cuore mediante il suo “Sì”. Concepito e nato da Maria, Gesù s’inserisce nella comunità umana; circonciso nella sua carne virile, porta il segno vivo e palpitante dell’alleanza di un popolo con Dio; “gli fu messo nome Gesù” (vangelo). Nessuno può dire di attuarne in pieno come lui il significato di “il Signore salva”: “il Signore ti benedice e ti protegge, fa brillare su di te il suo volto e ti è propizio, ti rivolge il suo volto e ti concede pace” (prima lettura). Mandato dal Padre, Gesù nasce da donna sotto la legge, e libera dalla legge gli uomini, con il sangue sulla croce preannunziato nel sangue sparso da lui nella circoncisione. Gli uomini ricevono lo stesso Spirito di Gesù, il “Figlio che grida: Abbà, Padre! Divenendo figli come lui, ed eredi. – Oggi mi rendo presente in atto di rigenerarti figlio di Dio, partecipe con me della sua Signoria, e capace di generarmi; nel simbolo della maternità.
Sei mio fratello, sorella e madre spirituale. Infatti, mentre unica e irrepetibile è la maternità della mia Madre Maria che fisicamente mi ha generato, di tutti è la sua maternità spirituale, cioè, in un certo senso, è di tutti concepirmi, portarmi nel cuore, darmi alla luce come lei.
Sei mio fratello, sorella e madre spirituale come i pastori: essi mi “concepiscono, ascoltando” il divino messaggio; mi “custodiscono nel cuore, andandomi a trovare, tornando con canti di lode e di gloria”; mi “danno alla luce, riferendo ciò che hanno udito”. Tanti sono i messaggi della mia presenza nella storia, in attesa di trovare sintonia, cioè di essere accolto da te, con-cepito in te, in ciascuna persona come nei pastori, fino a imitare Maria, tipo della Chiesa che “custodisce” fedelmente ciò che “ascolta” e vede, lo ripensa e approfondisce continuamente, ne cerca il giusto senso per mettere in pratica, “fare” la volontà di Dio.
Impari ad essere mio fratello, sorella e madre spirituale. Anche tu ascolti la mia parola e la metti in pratica, sei “mio fratello, sorella e madre”: Impari a vedere come ti dono me stesso; come non esito a portare nella mia carne il segno vivo della circoncisione, segno dell’alleanza d’Israele con Dio, segno che io assumo la tua umanità e accetto di soggiacere alle tue leggi, segno che per te sono pronto a versare il mio sangue e chiamarti fratello: attuo in pieno il significato del mio nome Gesù “Il Signore salva”. Portato da te come dai pastori e da Maria, non entro nel tempio per essere consacrato ma per consacrare; non per essere purificato ma per purificare, non per essere assorbito e dissolto dalla tua creaturalità ma per assumere e salvare la tua umanità, così da renderti come me figlio ed erede.
Benedici, canti e lodi come i pastori. Non sei più tu che vivi ma io vivo in te (Gal 2.20), opero con te sempre, e tu mi dai alla luce, mi testimoni come i pastori a Maria e Giuseppe o come Maria a Elisabetta; segno della mia presenza di vita, di gioia e di pace, che fa cantare tutta la chiesa come Elisabetta a Maria: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?”; e come Maria: “L’anima mia magnifica il Signore, perché ha fatto in me grandi cose colui che è potente”; e come Zaccaria: “Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo”; e come Simeone: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, perché i miei occhi han visto la tua salvezza”.
Sei mio fratello, sorella e madre spirituale con Maria. Stringendo me fra le sue braccia, la mia Madre Maria stringe te e tutti i miei fratelli e sorelle; con me lei porta tutti nel suo cuore: è l’immagine della bontà divina. Ti accoglie così come sei, con le debolezze e gli slanci di generosità che si alternano nelle tue giornate, come in tutta la tua esistenza. Tu rispondi all’abbraccio di Maria che ti stringe con me nel suo amore, e partecipi allo stesso abbraccio: godi e operi perché tutti ricevano la stessa adozione a figli.
Dio ci benedica con la luce del suo volto.
Maria serba e confronta tutto nel suo cuore.
Porti me, benedizione e pace di Dio. “Invocheranno il mio nome, e io li benedirò”. Questa maternità è iniziativa di Dio Padre: “Il Signore disse a Mosè”; essa è il compimento della benedizione promessa al popolo e pronunziata una volta per tutte in me, Figlio di Maria: nella sua maternità scopri che sei destinato a ricevere in eredità il regno. In me ti è stata data la grazia, in me sei fatto/a grazia: “era abbondato il peccato, è sovrabbondata la grazia”; sono stato fatto peccato perché la carità di Dio superi ogni male della tua storia; e a tua volta tu possa essere segno della condiscendenza dell’Altissimo. .
Mio fratello, sorella e madre, ami e curi tutte le mie creature. Maria mi circonda di affetto con il suo abbraccio, e ti stringe a me con lo stesso suo abbraccio, perché io ti presenti con me al Padre: così intercede Maria, la Madre del Figlio dell’Altissimo, segno di sicura speranza per ogni creatura; permanente ricordo da una parte, delle meraviglie operate dalla Forza dell’Amore, e dall’altra, grandezza in una persona umile che si lascia plasmare dallo Spirito. Vedendo i tuoi peccati, io mi ricordo di mia Madre: vedendo la tua impurità ricordo la sua verginità, vedendo le tue infedeltà ricordo le suppliche di Maria che mi ha portato in grembo (Liturgia orientale). Così Dio ti benedice e tu benedici Dio, come i pastori, come Maria e tutta la chiesa: Dio benedice, “dice bene” di tutte le sue creature, le crea, pone su di esse il suo favore e dice: “Buono”, e dell’uomo, maschio e femmina, dice: “Molto buono!”. Se Dio è per te, chi sarà contro di te? (Rom 8,31). Dio dice bene di Giobbe a satana. Gli dice: “Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno é come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed é alieno dal male” (Giobbe 1). Magnifica questa benedizione sul Giobbe che io sono in te!
Dio ci benedica con la luce del suo volto.
Maria serba e confronta tutto nel suo cuore.
Con me ti rivolgi a Dio, Abbà = Padre. “Dio mandò il suo Figlio, nato da donna”. Generato, non creato, della stessa sostanza del Padre, prima di ogni creatura, sono generato nel tempo; nasco da donna, da Maria di Nazaret, vero uomo come te. Il mio Natale sulla terra ti fa partecipe della mia Signoria divina, preparata nella storia attraverso i secoli, realizzata nella sua forma perfetta alla pienezza dei tempi con la mia incarnazione; Figlio di Dio, nasco a Betlemme di Giuda; al di sopra di tutto, mi faccio bambino bisognoso di tutto; Signore del tempo e della storia, mi faccio servo della legge; tu divieni figlio di Dio in me suo unico Figlio, puoi gridare con me a Dio: “Abbà, Padre!”.
Come me divieni Signore sulla legge, padrone del sabato. Ti libero da tutto il sistema religioso-sociale di schiavitù dall’interno della tua situazione che ti fa schiavo: ti trasferisco dal mondo delle leggi e delle strutture alla libertà del rapporto personale con Dio nell’obbedienza della fede. Tutta la mia vita è opera di liberazione: entrando nella tua vita, faccio della tua esistenza umana il luogo dell’incontro con il tuo Signore; fin dalla circoncisione vivo la pasqua: il mio sangue, sparso per l’osservanza di una legge, ti mostra la mia solidarietà e nello stesso tempo ti annunzia l’amore con cui alla fine, a Pasqua, sono Signore sulla morte e sulla legge che porta alla morte; rivelo pienamente la signoria che possiedo fin dalla nascita, ma che era nascosta. Anche tu sei con me signore della legge, di te stesso/a e di tutte le traversie della storia. Lo Spirito Santo suscita in te la coscienza della liberazione e della signoria.
Dio ci benedica con la luce del suo volto.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Dio ci benedica con la luce del suo volto,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: per mezzo di Maria ci dai Gesù autore della vita;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito: Gesù è fra noi come hai stabilito in Maria la dimora del tuo Verbo fatto uomo per noi;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
in lui dài inizio e compimento a tutto il bene che è nel mondo;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo: godiamo felicemente i frutti del tuo amore misericordioso celebrando la maternità di Maria;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria: nella gioia senza fine con la Vergine Maria Madre del Cristo e della Chiesa.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Maternità:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: maternità, di una donna;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza maternità, di Dio che benedice il suo popolo e lo rende capace di benedire;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: maternità, di Gesù che ci manda dal Padre lo Spirito Santo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: maternità, di Maria, della Chiesa: concepisce, conserva, dà alla luce il Cristo;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. maternità, del Cristo che genera fratelli tutti gli uomini, partecipi della sua figliolanza.
Preghiamo:
Padre, che molte volte e in diversi modi hai parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti, e oggi parli a noi per mezzo del Figlio; benedici, proteggi, mostra il tuo volto sorridente e incoraggiante, sii propizio e concedi la tua pace a tutto il popolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).