24-12-2002-Natale-Vespertina

24/12/2002 – NATALE DEL SIGNORE-VESPERTINA – 2002

NATALE DEL SIGNORE
Messa vespertina nella Vigilia

24 dicembre 2002

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo:
Domani sarà distrutto il peccato della terra: e regnerà su di noi il Salvatore del mondo.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Giuseppe, non temere:
Maria partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù. Egli salverà il suo popolo.

Non temere; Maria partorirà un figlio, Gesù: egli salva il suo popolo.
Salva dalla schiavitù di una semplice storia umana. “Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide”. Oggi mi rendo presente in atto di mostrarmi meta di un processo in corso nella tua storia, come nella storia di tutta l’umanità, nel simbolo di Giuseppe: in te come in lui nasco giorno per giorno.
Celebri la mia nascita avvenuta nel tempo una volta per sempre duemila anni fa, non come un semplice ricordo di un avvenimento passato, ma come Natale mio, tuo, di ciascuna persona, della mia Chiesa: tutta l’umanità; con questa Eucaristia a Natale si attualizza, si rende attuale nel tuo oggi, la mia passione morte e risurrezione nei suoi inizi. Anche tu, nelle tue situazioni, impari a chiamarmi “Gesù”; io rinasco in te e tu in me, fino al Natale completo, fino a chiamarmi ‘Gesù’ come il buon ladrone sulla croce e ad essere con me nel paradiso della mia comunione di vita con il Padre mio e tuo; non sei quindi spettatore del mio Natale, ma lo vivi, vi prendi parte: mentre mi adori Creatore e Redentore fatto uomo, scopri la tua origine; scopri che Natale del capo è Natale del corpo, di ciascun suo membro; c’è un ordine nei singoli chiamati, prima e dopo la mia venuta nel tempo, per il bene di tutto il corpo: dall’unico Figlio a tutti i figli nel Figlio, dall’unica Madre ai molti fratelli, generati dal fonte battesimale; generati con me nella mia nascita. Ieri sono venuto nel mondo, oggi tu nasci in cielo; sono venuto sulla terra perché tu entri con me nella gloria; io vengo nella tua vita e tu entri nella mia (San Leone). Dio invisibile comincio ad esistere nel tempo, per reintegrare l’universo nel disegno del Padre (II prefazio di natale). Oggi sai che vengo a salvarti come meta di un programma, domani vedrai la mia gloria anche in te (ingresso, canto al vangelo): sono progetto di una lunga storia natalizia, realmente inserito in una precisa storia umana; in Israele, come figlio di Davide, secondo la promessa; nella pienezza di un tempo fissato: da Abramo, padre nella fede, a Davide, a Maria; in una genealogia che abbraccia l’umanità di uomini e donne, israeliti e straniere, osservanti e prostitute, fino a Maria l’Immacolata Madre dell’Agnello Immacolato che rende tutti, “santi e immacolati al mio cospetto nell’Amore”. Sono Figlio di Davide, e molto di più: la lista delle generazioni che si susseguono in forma attiva di generò in generò, alla fine cambia in passivo fu generato: “Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato, fu generato, Gesù chiamato Cristo” (Matteo 1,16); Figlio di Davide, inserito nella storia umana e in quella ebraica, quindi, vengo dall’alto, sono Figlio di Dio, la mia origine è nel Padre. Così il mio Natale da Maria è Natale anche di Giuseppe e tuo e di ciascuno fino alla mia Venuta finale, quando sarò tutto in tutti: persone umili, semplici e generose che ascoltano, attendono, capiscono ed eseguono come Giuseppe; non forti, boriose, potenti e autosufficienti.

Canterò senza fine le tue grazie, Signore.

Non temere; Maria partorirà un figlio, Gesù: egli salva il suo popolo.
Dio salva come ha promesso. “Il Signore si compiacerà di te”. Per la mia venuta nella storia, Gerusalemme è segno d’ogni comunità e d’ogni persona ricostruita oggetto della tenerezza e dell’amore di Dio, come Giuseppe. In vista del mio Natale in Maria, in Giuseppe, in te, in tutti mi sono preparato un Resto di Israele con l’editto del re Ciro (538 a.C.): è come uno sposalizio di Dio con il suo popolo, un’intimità che irradia luce su tutto il mondo: tutti i re vedranno la tua luminosa magnificenza, come quella di Giuseppe; io mi volgo a te, e tu sei in me una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella mano del tuo Dio. Con il mio Natale io pongo su di te, su ogni persona, il mio potere divino, fondamento di un intimo rapporto di amore: Come un giovane sposa una vergine, come uno sposo gioisce per la sposa; pongo sull’uomo la mia divinità e la creatura viene innalzata da serva a regina: la tua umanità in me diventa degna di adorazione, insieme con la mia divinità diventa terra sposata, mio compiacimento. Maria lo dice con altre parole: “Eccomi: avvenga di me secondo la tua parola”. Giunge da lei “l’angelo Gabriele = la Potenza di Dio” che riferisce e ha la forza di fare ciò che dice: trasforma il cuore e i minimi particolari della vita quotidiana; essi possono sfuggire alla pratica religiosa, ma non sfuggono all’azione di Dio, che tutto indirizza all’adempimento del suo progetto.
Canterò senza fine le tue grazie, Signore.

Non temere; Maria partorirà un figlio, Gesù: egli salva il suo popolo.
Ti salvo: ti faccio come me, Figlio del Padre mio. Giuseppe, tipo della Chiesa e di ciascun fedele, parla per bocca di Paolo che testimonia Cristo, figlio di Davide, e racconta: Dio suscitò per Israele come re Davide, al quale rese questa testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri. Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un Salvatore, Gesù. Ogni fedele accoglie con entusiasmo la Parola, che racconta la storia, piena di opposizioni, difficoltà, persecuzione: per Paolo ad Antiochia di Pisidia, e per ogni fedele nel suo ambiente. Le difficoltà sono occasioni di Natale come in Giuseppe e in Paolo, così in te e nel mondo pagano: in chi non si scandalizza della mia croce, ma vive la mia pasqua fin dagli inizi, giorno per giorno. Tu pensi, come Maria, a me; e io penso a te: ti parlo nell’intimo, ti conduco con me alla meta, al Padre, in un modo che nessuno te lo potrà impedire. Fai Natale in ogni momento.
Canterò senza fine le tue grazie, Signore.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Canterò senza fine le tue grazie, Signore;
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
membro eletto del tuo popolo, consacrato Messia della stirpe di Davide e di Abramo, è Salvatore atteso da Israele; la schiavitù devastatrice di Babilonia non rompe la tua fedeltà all’Alleanza con Davide e la sua discendenza; di origine davidica secondo la carne, e divina per il concepimento ad opera dello Spirito Santo, Gesù è l’Emmanuele, il Dio con noi, che libera il popolo eletto e tutta l’umanità dai suoi peccati. Tuo Figlio amato si degna di farsi chiamare per nome “Gesù – Salvatore” dal giusto Giuseppe che teme di prendere con sé Maria, sua sposa, fatta dimora di Dio; e non disdegna di rendere partecipi fin dalle origini della sua genealogia donne che non fanno parte del popolo eletto. Così tu fai risplendere in Cristo la tua gloria in mezzo a tutti i popoli, che cantano senza fine le tue grazie, Signore;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
egli rende fecondo il grembo verginale di Maria. Egli rende presente Cristo fra noi. Atteso Salvatore del nuovo Israele Gesù è segno della tua fedeltà alla nuova ed eterna alleanza. Fattosi uomo come noi per farci Dio come lui, Gesù continua a salvare l’umanità rimettendo i suoi peccati. Tu ti sei dato pace solo parlandoci una volta per sempre in Cristo tuo Figlio; continua ora a parlare in noi, in tutta l’umanità, figlia nel Figlio, perché troviamo la tua pace, e cantiamo senza fine le tue grazie, Signore;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
compimento del tuo disegno di salvezza; con tutti i giusti, fino a Maria dalla quale egli è nato e a Giuseppe obbediente all’Angelo, anche noi siamo a te graditi, come una tua magnifica corona;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
ammessi alla tua presenza per mezzo di lui, fatti partecipi del suo amore salvifico, diveniamo diadema prezioso nella palma della tua mano, cantiamo senza fine le tue grazie;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità in Cristo tuo Figlio amato.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Prendere con sé la sposa:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: Giuseppe “prende con sé la sposa” Maria;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza Dio “prende con se” Israele, comunità ricostruita;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: Gesù “prende con sé” l’umanità in Maria-Giuseppe;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: Gesù continua a “prendere con sé” ogni persona;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. Il Padre “prende con sé” l’umanità in Cristo Gesù.

Preghiamo:
O Padre, che distruggi il peccato della terra e fai regnare su di noi il Salvatore del mondo; fa’ che cantiamo senza fine le tue grazie. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).