22-12-2002-Avvento-B-dom4

22/12/2002 – AVVENTO – ANNO B – 4 DOMENICA – 2002

IV DOMENICA DI AVVENTO
Anno B – 22 dicembre 2002

MEDITAZIONE o RILETTURA
Versetto al vangelo:
Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto.
Antifona alla Comunione:
Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me secondo la tua parola.

Eccomi: avvenga di me secondo la tua parola.
Venendo nel mondo Gesù dice: “Ecco, io vengo, o Dio, per fare la tua volontà”. Gesù è il Messia, il Salvatore promesso. Conosciamo la sua “potente azione”, di Risorto e Intronizzato nella gloria, presente in mezzo a noi. Guidati dalle letture domenicali di avvento, andiamo alla sua prima infanzia, per esempio oggi (IV domenica di avvento) all’annuncio della sua nascita a Maria. Scopriamo la sua vera natura, espressa con il linguaggio degli interventi di Dio nella storia d’Israele (vangelo). Alla luce della prima lettura, facciamo una grande scoperta: Dio adempie in Maria la promessa fatta a David per mezzo del profeta Natan: “Non tu farai a me una casa, ma io faccio di te e della tua discendenza la mia dimora per sempre” (prima lettura). Celebrando il Natale, e ascoltando la storia dell’infanzia di Gesù, gioiamo al vedere come, “mediante le scritture profetiche, si rivela il mistero taciuto per secoli, è rivelato e annunziato” a noi, “perché obbediamo alla fede” (seconda lettura): la presenza del Cristo risorto attraversa la nostra storia come un germe che cresce e ci trasforma, ci fa suoi collaboratori, come Maria, in questa nostra fragile umanità che egli stesso assume. Il Signore è fedele per sempre; noi “cantiamo senza fine le grazie del Signore” (salmo responsoriale). – In questa celebrazione nel rito e nella vita, venendo in noi, Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farvi “dimora” della mia presenza, nel simbolo di una casa costruita di pietre vive. Nel compiere la volontà del Padre, io trovo Maria disponibile a collaborare; prima ho trovato Davide, ora trovo la comunità che celebra la mia potente presenza.
Venendo nel mondo Gesù dice per bocca di Maria: “Ecco, io vengo, o Dio, per fare la tua volontà”. Maria lo dice con altre parole: “Eccomi: avvenga di me secondo la tua parola”. Giunge da lei “l’angelo Gabriele = la Potenza di Dio” che riferisce e ha la forza di fare ciò che dice: trasforma il cuore e i minimi particolari della vita quotidiana; essi possono sfuggire alla pratica religiosa, ma non sfuggono all’azione di Dio, che tutto indirizza all’adempimento del suo progetto.
La Potenza dello Spirito è all’opera. L’angelo Gabriele annunzia la nascita di Giovanni a Zaccaria nel tempio; lo stesso angelo Gabriele annunzia la nascita di Gesù a Maria a Nazaret. La Forza Potente di Dio (Gabriele) è per tutti, senza distinzione: per chi è nel tempio, come Zaccaria, incredulo (Lc 1,5-25); e per chi è in periferia religiosa e politica, come Maria, nella disprezzata Nazaret in Galilea dei pagani. Dio adempie la promessa di una nuova creazione dal seme-stirpe della nuova Eva: Gesù, figlio dell’Immacolata (II domenica di Avvento); Dio adempie la promessa di farsi una “dimora” nella discendenza di Davide: la presenza divina nella carne di Gesù Figlio di Maria (IV domenica di Avvento).
La “Potenza di Dio”, che opera, è per l’“umile” Maria una “Grazia” radicale che la fa gioire immensamente; non può venire “dalla carne e dal sangue”. Per Maria la potenza di Dio non è una cosa ufficiosa e scontata, come rischia di essere per Zaccaria la preghiera ufficiale nel tempio.

E’ all’opera la Potenza dello Spirito. Maria rimane turbata e cerca di capire la presenza potente di Dio che la raggiunge nella sua vita quotidiana: pensieri, affetti, disponibilità a servire il suo Signore cercano in lei una risposta. L’angelo Gabriele, la potenza di Dio, la Grazia del Signore è sempre stata all’opera nella storia d’Israele. Maria conosce tante figure visitate dalla grazia di Dio (per es Is 41,8-10.13; Sof 3,14-17)! Ora le vengono alla mente. Gabriele parla il linguaggio dell’Antico Testamento: è Dio che le parla proprio tramite loro. Maria conosce bene il significato della parola “Grazia”, e l’espressione: “Il Signore è con te” (per es. Os 11,1-4). Maria conosce anche la promessa di una “dimora”, che Dio ha fatto a Davide (prima lettura); e pensa a “un figlio”, “Salvatore” = Gesù, “figlio dell’Altissimo”, “Figlio di Dio”, “figlio di Davide, che regna per sempre”: piena realizzazione dell’amore di Dio per l’uomo. Anche se forse ancora non immagina l’importanza decisiva per tutta l’umanità, Maria intuisce che è in atto “presso di lei” il passaggio di Gabriele, cioè della Forza di Dio. Maria è sempre disponibile a fare ciò che Dio vuole da lei. Ma non le torna una cosa, e chiede ancora: “Com’è possibile? Non conosco uomo”. Dio opera tutto dal nulla, lo Spirito Santo può concepire. Ma com’è possibile essere “colmata di grazia” in un modo che porta alla lapidazione (Dt 22,22-24)? Maria chiede maggiore luce sul mistero che le viene donato. Alle richieste di Dio lei desidera rispondere come Dio vuole. Gabriele le risponde ancora nel linguaggio dell’antico testamento. E se Maria non lo conoscesse, ora non capirebbe la risposta di Dio. Invece le è bastato l’accenno del “cammino di Dio con il suo popolo” mediante la “nube”, che fa “ombra” quando deve proteggere Israele dal faraone (Es 14,19-20): quel Dio che nelle scritture tutto può, si occupa di me, cammina con me, come con Abramo e Sara, con il popolo d’Israele al Mar Rosso, e con tutti i profeti? Ciò mi basta: mi affido a te, Signore della storia d’Israele. – Maria non conosce tanto la storia di Dio, quanto il Dio della storia: tanti accenni storici dicono aspetti di Dio che si rivela, più che fatti particolari di storia umana. Aspetti di Dio sono per esempio: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio”. Maria conosce aspetti del mistero di Dio, senza sapere dove, come e quando. Cresce in lei la fiducia in Dio, più che la conoscenza di ciò che avviene: fa esperienza del “come”, più che del “che cosa”. Così riguardo a Elisabetta: Maria conosce più il Dio che opera in lei, che i suoi singoli fatti. “Mediante la conoscenza delle scritture profetiche” (seconda lettura) Maria è resa disponibile da Dio a farsi trasformare la vita, e dice: “Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me secondo la tua parola”. Maria entra in una dimensione nuova: la sua vita è condotta dagli interessi di Dio; si muove “in fretta” come chi ha chiara la meta: essere dimora dell’Altissimo, portare la sua Bella Notizia che dà gioia. Maria, modello di ogni cristiano nell’ascoltare e comprendere Dio alla luce della sua Parola, “canta senza fine le grazie del Signore”.
Il Signore è fedele per sempre.

Eccomi: avvenga di me secondo la tua parola.
Venendo nel mondo Gesù compie la promessa fatta a Davide: “La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre”. La storia di Davide, re pastore, il più piccolo fra tutti i suoi fratelli, è metafora vivente della storia d’Israele, popolo nomade guidato da Dio nel deserto e poi alla conquista della terra promessa: la Potenza di Dio compie prodigi; il Signore cammina con Israele fino all’umile casa di Maria, figlia d’Israele. In lei Dio compie la sua promessa: prende in lei la nostra umanità, lei stessa diventa “dimora dell’Altissimo”, tipo della chiesa nuovo Israele. Dio fa di noi la sua dimora. Da lui abbiamo un futuro stabile di vita e di gloria. In Maria facciamo memoria delle nostre umili origini; riconosciamo al Signore gloria, onore e potenza. – “Con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli. Perché hai detto: La mia grazia rimane per sempre; ti darò un trono che duri nei secoli. Egli mi invocherà: Tu sei mio Padre, mio Dio e roccia della mia salvezza. Gli conserverò sempre la mia grazia, la mia alleanza gli sarà fedele”.
Il Signore è fedele per sempre.

Eccomi: avvenga di me secondo la tua parola.
Nella celebrazione del Natale, Gesù risorto dispone la chiesa ad accoglierlo come Maria. La celebrazione del Natale culmina nell’eucaristia che ha un movimento discendente e uno ascendente: la Vita parte da Dio e ritorna o sale fino a Dio. Come Maria, la chiesa di Roma e ogni comunità ha un cammino da fare; esso avviene sotto la spinta energetica di Dio, che scende e fa salire: è un avvenimento natalizio come per Maria. La Potenza di Dio, la Forza dello Spirito, cioè l’angelo Gabriele, reso disponibile per tutti da Gesù risorto, “entra” da noi e dai romani come da Maria; annunzia la Grazia, il Vangelo che è Gesù Salvatore; lo spiega mediante le scritture. Chi accoglie come Maria le parole del vangelo, delle scritture che presentano e fanno capire gli interventi di Dio; chi accoglie Gesù, progetto di Dio esteso a tutti i tempi, e indirizzato a tutti gli uomini, sapienza del Padre, mistero taciuto da secoli eterni, voluto, iniziato e realizzato da Dio, manifestato in Gesù Cristo, Dio fatto uomo; chi accoglie entra in comunione con lui, esprime con Paolo il suo stupore come Maria per il Dio vicino, accessibile, in forma umana, compimento delle scritture profetiche, chiave per comprendere e aderire a Gesù, mistero eterno e svelato per essere da noi accolto e lasciato operare in noi. Questa è la “gloria” di Dio: Egli si manifesta in Gesù, raggiunge l’uomo, lo illumina e rende capace di rispondere positivamente come Maria, riconoscendo Dio “saggio”, “unico”, “potente”, “benevolo”. Questo avviene nella celebrazione eucaristica. Questo è il Natale di ogni uomo. – “Canterò senza fine le grazie del Signore, con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli”.
Il Signore è fedele per sempre.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Il Signore è fedele per sempre,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
compimento del tuo disegno di salvezza;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
perché accogliamo come Maria il Verbo della vita;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
con noi tuoi umili servi egli continua a salvare l’uomo;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
stirpe santa e incorruttibile che in te si rallegra;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dagli umili salvati per la tua grande misericordia.

Preghiamo:
O Padre, che susciti in Maria la risposta: “Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto”; suscita anche in noi l’acclamazione: “Il Signore è fedele per sempre”. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).