08-12-2002-Immacolata

08/12/2002 – IMMACOLATA CONCEZ. B. V. MARIA – 2002

II DOMENICA DI AVVENTO – Anno B
8 dicembre 2002 – Immacolata Concezione della B.V.M.

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo: Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te: tu sei benedetta fra tutte le donne.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Grandi cose si cantano di te, o Maria, perché da te è nato il sole di giustizia, Cristo, nostro Dio.

Da te, o Maria, è nato il Cristo, nostro Dio.Siamo benedetti dal principio. Maria, piena di grazia, in te Dio realizza la vittoria sul male, promessa fin dall’inizio, e ti fa collaborare alla sua stessa opera di salvezza (vangelo). Maria, tu sei segno che il male è sconfitto per tutti gli uomini, e che tutti siamo chiamati a collaborare alla stessa vittoria sul male nella nostra storia (prima lettura). Maria, tu mostri come Dio, grande nella sua misericordia, è longanime nel dare tempo perché tutti godiamo della sua grazia, ed è immediato nell’intervenire a favore di ciascuno (seconda lettura). Venendo in noi mentre celebriamo la festa dell’Immacolata, primo frutto della redenzione, Gesù ci dice: Oggi mi rendo presente in atto di farti sperimentare come la mia longanimità, che è da sempre, ti raggiunge nella tua situazione attuale, suscitandoti un “sì” incondizionato e tempestivo, analogo a quello di Maria; nel simbolo di un ospite che d’improvviso ti fa visita in casa, e instaura con te un dialogo simile a quello dell’angelo con Maria. – O Dio, che hai reso piena di grazia la Vergine Maria, allietaci con il dono del tuo Spirito
Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore.

Da te, o Maria, è nato il Cristo, nostro Dio.
Maria, Dio vince in te il male, e ti fa segno di vittoria per tutti. “Ti saluto, piena li grazia, il Signore è con te”, dice l’Angelo mandato da Dio a Maria. Lo stesso Dio, che manda l’Angelo a Maria, “chiamò l’uomo – Adamo – dopo che ebbe mangiato dell’albero”. Dal saluto a Maria conosciamo il cuore di Dio mentre chiama l’uomo che si trova nel peccato. Il Signore è con Maria, sa dove e a chi mandare il suo Angelo: “In una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria”. Ma il Signore Dio sa anche dove cercare l’uomo “Adamo”. Lo cerca ancora nel paradiso terrestre, dicendo: “Dove sei?”; lo cerca e lo trova nel suo amore mentre pensa a Maria “piena di Grazia”, piena di conoscenza reciproca, di rapporto divino e intimità gratuita.
L’angelo chiama Maria con un nome nuovo: “Piena di grazia”: l’Uomo peccatore, senza nome, senza più alcun interesse per Dio, per se stesso, per gli altri, riceve un nome nuovo, si chiama: “Creatura nuova; le cose di prima sono passate, ecco ne sono nate di nuove” (2 Cor 5,17).
Al saluto dell’angelo Maria “rimase turbata”; alla voce di Dio Adamo rispose: “Ho udito… e ho avuto paura”. Il “turbamento” di Maria si trasforma in gioia: “Non temere, Maria, hai trovato grazia”. La “paura” di Adamo è il primo passo verso la scoperta della grazia: verso la gioia.
Maria si sente dire dall’angelo: “Concepirai un figlio, lo darai alla luce, lo chiamerai Gesù”, Salvatore: salverà infatti l’umanità dal peccato e dalla morte, pendendo dall’albero della croce. – E Adamo sente Dio che dice al serpente: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”.
“Inimicizia” è la relazione tra il serpente e la donna; sofferenza esistenziale, insidia continua del peccato: Debolezza radicale che mi sono riservato di gestire, dice il Signore. “Dio infatti ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nel Signore” (1Cor 1,28ss).
Per compiere questa promessa, “entrando nel mondo, Cristo, stirpe della donna, dice: Padre, tu non hai voluto né sacrificio, né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti, né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco io vengo per fare, o Dio, la tua volontà” (è Pasqua fin da Natale). – L’Adamo, che è ciascuno di noi, coglie il senso dei propri mali: comprende che Dio rivela di non gradire castighi come “gravidanze con dolore…, mangiare il pane con sudore…”, eccetera; ma vuole che tutti i mali diventino in Gesù merito di grazia e capacità di eliminarli. – Ci da’ vittoria la tua destra, o Signore.

Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore.

Da te, o Maria, è nato il Cristo, nostro Dio.Maria, tu ci doni il Figlio. “Tu, “o piena di grazia”, Madre del Salvatore, prendi di nuovo fra le braccia il Figlio “deposto” dalla croce, il frutto dell’albero (la croce) della vita, e lo offri a tutti, presenti in Giovanni, con te sotto la croce: immagine della Chiesa. E tutti possiamo ripetere con verità le parole di Adamo: “La donna, la nuova Eva-Maria, mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato”, secondo il tuo comando: “Mangiatene tutti: Questo è il mio corpo donato per voi”. – Ed ecco, sono tornato in vita, posso celebrare nuovamente il Natale!
Maria ascolta l’angelo che le dice: “Su di te stenderà la sua ombra la Potenza dell’Altissimo”. Eva invece riconosce: Ha dominato su di me l’inganno del serpente che “mi ha ingannata e io ho mangiato”. Ma è pronta per lei, per ciascuno di noi, come per Maria, la Potenza di Dio che tutto può. Su Maria scende l’ombra della potenza di Dio, come sulla tenda del convegno in mezzo a Israele: “La nube coprì con la sua ombra il tabernacolo e la gloria del Signore riempì la dimora” (Es 40,35). Viene esaltata la presenza di Dio nell’arca dell’Alleanza. Ora Maria lo sa dalla bocca dell’angelo, e ciascuno di noi, figlio di Adamo, lo sa mentre ascolta e custodisce ogni parola che esce dalla bocca di Dio: Potenza di Dio è lo Spirito Santo in persona. “Lo Spirito Santo scenderà su di te”, e a Lui “nulla è impossibile”. La storia lo dimostra. Maria custodisce la Parola, conosce la storia della tenda dell’incontro, e dall’Angelo conosce ora anche la storia di Elisabetta. Tutto questo può ascoltare, sapere e vedere realizzato in se stesso ciascuno di noi fedeli celebranti l’eucaristia nella liturgia e nella vita.
Colui che nascerà sarà Santo, Figlio di Dio”. La maledizione si trasforma in benedizione, i peccatori in santi, il regno del serpente in Regno di Dio. Tutto il creato ne trae beneficio, cambia nome: “Sii tu maledetto più di tutto il bestiame… per tutti i giorni della tua vita”, si era sentito dire il serpente da Dio che allontana dall’uomo il male. “Il Signore Dio gli darà il trono e regnerà per sempre”, si sente ora dire Maria dallo stesso Dio, come segno di compimento del Bene. In Eva, in ogni persona, vince il serpente, simbolo dell’autosufficienza e dell’invidia nell’uomo contro il suo Creatore; in Maria – nuova Eva -, segno dell’Amore di Dio in noi, vince la Grazia, il favore permanente di Dio per l’uomo, sua creatura. Dio rivela la sua onnipotenza sopratutto con la misericordia e il perdono (cfr Colletta Dom. 26), e tutti ne traggono beneficio. – Tu hai costituito Maria Madre di misericordia, fa’ che sperimentiamo in mezzo ai pericoli la sua bontà materna.

Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore.

Da te, o Maria, è nato il Cristo, nostro Dio.Maria, è in te la grazia di Dio che suscita collaborazione. “Eccomi, sono la serva del Signore”. L’uomo chiamò la moglie: “Eva”, madre ai tutti i viventi. L’Angelo chiama Maria: “Piena di Grazia”, Madre di tutti i redenti. Non sarebbe valsa la pena “vivere”, se non fosse un “Bene Vivere”. Questo è il piano di Dio realizzato mediante il “SI” di Maria. “Immacolata”, cioè totalmente consacrata al regno di Dio fin dall’inizio di questa vita, Maria sperimenta l’iniziativa di Dio che interviene, e la rende capace di aderire a lui con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Tutta l’umanità immersa nella fitta nebbia della morte, col fiato sospeso supplica: “Pronunzia il tuo ‘Sì’, o piena di Grazia, e soccorrici!”. L’annunzio dell’Angelo rivela a Maria l’opera di Dio su di Lei dal concepimento alla nascita, alla maternità, al cammino quotidiano accanto al Figlio sino all’appuntamento sotto la croce, alla risurrezione del Signore, alla discesa dello Spirito Santo e alla sua assunzione. Maria, “serva del Signore”, si fa Serva dell’uomo indicandoci il cammino!
“Avvenga di me quello che hai detto”. Dio aveva detto al serpente: “Io porrò inimicizia tra te e la Donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa (stirpe, Gesù nato da Maria, e tutti e suoi fedeli a cominciare da Maria) ti schiaccerà il capo”. Questa vittoria inizia quando la “Donna” Maria dice: “Avvenga di me quello che hai detto”; e continua in noi con il nostro “sì”, raggiunti da Dio nella nostra situazione.
Dio disse a Mosè: “Io darò convegno agli Israeliti, consacrerò la tenda dell’incontro, abiterò in mezzo a loro, sapranno che io sono il Signore, il loro Dio, che li ho fatti uscire dal paese d’Egitto, per abitare in mezzo a loro, io il Signore, loro Dio” (cfr Es 29,43-46). Così Dio proponeva la sua Alleanza, resa presente quasi sperimentabile nell’Arca, nella “Tenda dell’Incontro”. Israele doveva rispondere con la sua fedele adesione. Ma solo a Maria Dio dice tramite l’Angelo: “Ti saluto, o piena di grazia”. Solo Maria è la vera Arca dell’Alleanza, costruita non da mani d’uomo, ma da Dio che l’ha “colmata di grazia”; solo Lei è la vera “Tenda dell’Incontro” tra i due mondi separati, divino e umano. Nell’Arca c’erano i segni dell’alleanza di Dio con Israele (verga di Aronne, tavole della Legge, manna del deserto); in Maria c’è la più alta presenza di Dio: Gesù Figlio di Dio e Figlio di Maria; in Lei, prima figlia dell’umanità credente, Serva di Dio perché risponde con fedeltà al suo progetto, Serva dell’uomo perché gli porta la Via della Vita. In Lei, l’umanità è “colmata di grazia”; in Lei, si trova la presenza definitiva di Dio in mezzo agli uomini: l’Emmanuele = Dio-con-noi. Con lei, immagine e tipo della chiesa, noi ti diciamo: Grazie, o Dio.
Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore.

Da te, o Maria, è nato il Cristo, nostro Dio.Scelti con Maria prima della creazione del mondo. “Ti saluto, o piena di grazia”; vi saluto, “benedetti da Dio in Cristo”: “Benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo, scelti prima della creazione del mondo in Cristo, santi e immacolati in Cristo, predestinati figli di Dio nel Figlio diletto, eredi in Cristo, fatti a lode e gloria della sua Grazia” (Ef 1,1-12). Tutti nomi che esprimono ed estendono il nome nuovo di Maria “Immacolata”, “piena di grazia”, a tutta la chiesa “immacolata” per la “Vittima Immacolata”, Cristo Gesù, che oggi celebriamo nel suo primo frutto: Maria Immacolata.
L’angelo fa conoscere a Maria la sua concezione immacolata all’annunzio della sua maternità, e chiede la sua risposta di fede. E come Abramo concepì Isacco per la fede nella promessa di Dio “e divenne padre di molti popoli” (cf. Rm 4,18-22). Così Maria concepì Gesù per mezzo della fede: la concezione verginale di Gesù fu opera dello Spirito Santo, ma per mezzo della fede di Maria immacolata. Dalla sua fede nacque Gesù e con Gesù tutta la Chiesa. – Insieme ad Elisabetta esclamiamo: “Beata colei che ha creduto all’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45); e ogni generazione proclami beata Maria la Madre (cf. Lc 1,48). Tutta la Chiesa continui la missione materna di Maria: mi comunichi al mondo come Salvatore. Ogni uomo sia raggiunto dal piano del Padre; egli “vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1Tm 2,4). Làsciati coinvolgere attivamente, porta la stessa salvezza al prossimo; poiché “in questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli (Gv 15,8). – Signore, ti sei ricordato del tuo amore, della tua fedeltà alla casa che è il mondo.

Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
per lui prepari una degna dimora in Maria immacolata;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
la presenza di Gesù con Maria ci preserva dal male;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
noi veniamo a te in santità e purezza di spirito;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
ci accogli per intercessione di Maria Immacolata;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
con l’Immacolata l’umanità ti canta le sue lodi.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., L’Immacolata:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: immacolati, tutti gli uomini fatti a immagine di Gesù;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza immacolati, i peccatori che Dio cerca e dice come ad Adamo: “Dove sei?”;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: immacolato, il Figlio Gesù che nasce da Maria immacolata per il dono di se stesso;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: immacolati, per l’offerta di Gesù immacolato e per intercessione dell’Immacolata;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. immacolati, al suo cospetto nella carità per intercessione di Maria.

Preghiamo:
O Padre, che mediante l’angelo hai salutato Maria: O piena di grazia, il Signore è con te: tu sei benedetta tra tutte le donne; donaci di contemplare le meraviglie del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).