17-11-2002-Ordinario-A-dom33

17/11/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 33 DOMENICA – 2002

XXXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 17 novembre 2002

MEDITAZIONE o RILETTURA
Versetto al vangelo:
Vegliate e state pronti, perché non sapete in quale giorno il Signore verrà.
Antifona alla Comunione:
Servo, buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo Signore.

Servo, buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore.
La gioia del tuo Signore è scopo e coronamento di tutto. “Mi rivolgo” di continuo a ciascuno di voi nell’intimo, lo mostro nei fatti (domenica 31 A). Incontro chi è disponibile, ho cura di ciascuna persona raffigurata nelle dieci vergini, fatte per l’incontro con me e per una Vita nuova di comunione (Domenica 32 A). “Tutto mi è stato dato dal Padre mio” (11,27), e tutto io distribuisco agli uomini (Ef 4,8): faccio doni a ciascuno per l’edificazione dell’umanità (1 Cor 14,1). Secondo la capacità di ognuno “affido talenti”: occasioni, responsabilità e compiti di operare il bene per i fratelli (vangelo). La donna “che teme Dio”, “figlia della luce e del giorno”, figura di ogni persona, sa cogliere l’occasione, e usa i beni, che sono a disposizione di tutti, per lavorare con responsabilità in favore degli altri (I lettura). Questi sono i cristiani, dice Paolo: “attenti”, “vigili” e “sobri”, cioè moderati in ogni cosa; resi pronti (“figli”) ad accogliere il Signore (“luce”, “giorno”) che interviene nella storia e compie il suo progetto di salvezza per gli uomini (II lettura). Oggi mi rendo presente, dice il Signore Gesù, in atto di ravvivare la tua partecipazione alla gioia del Padre. Essa ti rende figlio della luce, pronto a operare con me in favore di fratelli; nel simbolo di una sposa nell’intimità della casa, e dei figli intorno alla mensa. – Signore Gesù, possa io partecipare con te alla gioia del Padre per tutti i giorni della mia vita.
Servo, buono e fedele, prendi parte alla gioia del Padre tuo. Egli ti attente con me, con la Beata Vergine Maria e tutti i santi (Cfr Preghiera Eucaristica V). – “Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo” (Ef 2,10), commenta Paolo. Gesù parte per il viaggio della sua passione e morte, secondo quanto ha detto: “Ancora un poco e non mi vedrete”. Consegna i suoi beni, cioè se stesso, la sua Parola e lo Spirito Santo (27,50) ai suoi servi, come il Padre predispone. Veramente ci dà “autorità su molto!”. “Tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione” (2Cor 5,18). Veramente Dio ha grande fiducia nell’uomo, sua creatura! Più di quanto noi ne abbiamo di lui, nostro Creatore e Padre. “È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione” (2Cor 5,19). E’ questo il talento che il Signore distribuisce a ciascuno di noi: cioè il suo amore per noi fino alla morte, perché lo riconsegniamo a lui raddoppiato: come Gesù lo estende dal Padre fino a noi, così egli stesso lo raddoppia estendendolo da noi e per mezzo di noi, sue membra disponibili, sino ai fratelli. “E se, quando eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita” (Rom 5,10), e messi in grado di moltiplicare il suo amore. “Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche” (Is 43,18s), ma a lodare Dio per la coscienza delle sue opere di amore per noi e in noi verso i fratelli: Gesù è l’unico Amore infinito in molte membra limitate, ma in comunione come tralci sbocciati dall’unica vite. Come linfa che trasmette sostanze nutrienti a tutta una pianta, l’amore di Gesù c’impegna in atteggiamento di favore verso i fratelli in tutto ciò che facciamo: è il plus-valore, il raddoppio che ci identifica come figli di Dio. Dopo tutto il tempo stabilito, ciascuno compare davanti a lui con il proprio operato: chi “traffica” con il suo amore è riconosciuto “buono” dall’unico Buono per quello che ha fatto; una piccola fiamma di bene accende una luce senza fine, fa entrare nella gioia del Padre. Lo stesso amore dona il merito della stessa gioia infinita in opere diversissime. La sua mancanza, anche nell’opera più piccola come un solo talento, priva l’uomo di autorità e di gioia: gli impedisce di conoscere Dio Amore, e se stesso come suo dono. Vive dato che non muore; non ha avvenire, cerca invano di conservare ciò che perisce. Proietta su tutto, anche in Dio, la sua acidità; si distingue per l’incapacità di sorridere. Si sente gettato fuori, nella solitudine; ma il Signore Risorto entra nel nostro cenacolo a porte chiuse, ci parla e ci ricrea in questa celebrazione, dicendo: “Pace a voi!”. – Saremo felici e godremo d’ogni bene.
Beato chi cammina nelle vie del Signore.

Servo, buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore.
Fedele nel poco, hai autorità su molto. Per la donna che rappresenta ogni persona ben realizzata, i talenti sono le occasioni che la vita le offre. Nel concreto della vita quotidiana lei è saggia, laboriosa, intraprendente e attenta a tutti. Si distingue in lei la bellezza del suo interesse per gli altri, l’astuzia nel cogliere ogni occasione per fare del bene con i mezzi a disposizione di tutti, la creatività nell’occuparsi a favore degli altri: mentre s’impegna generosamente, non rimprovera nessuno; i pensieri e i sentimenti del suo cuore sono quelli di Dio. Comunica gioia e sorriso, si divulga l’amore delle sue opere. Rispecchia la tenerezza di Dio per ogni sua creatura. – Così è benedetto l’uomo che ti ama, Signore.
Beato chi cammina nelle vie del Signore.

Servo, buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore.
Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno. Per voi non viene d’improvviso il Signore che vi è sempre presente, perché “attenti”, “vigili” e “sobri”: resi da lui (“luce”, “giorno”) pronti (“figli”) ad accoglierlo quando, come ora in questa eucaristia, egli interviene nella piccola nostra vita per costruire una storia a beneficio di tutta l’umanità: per compiere il suo progetto di salvezza per tutti gli uomini. – Che tutti possiamo godere la tua presenza, Signore, per tutti i giorni della nostra vita.
Beato chi cammina nelle vie del Signore.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp.: Beato chi cammina nelle vie del Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
in lui sono tutti i doni del creato e della grazia;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù presente ci prepara al suo ritorno;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci rende sempre operosi e vigilanti nei suoi interventi;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
donaci di sentirci chiamare da lui “servi buoni e fedeli”;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità che entra nella gioia del tuo regno.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).