03/11/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 31 DOMENICA – 2002
XXXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 3 novembre 2002
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo: Come servi fedeli, vegliate e pregate in ogni momento per essere degni di comparire davanti al Figlio dell’uomo.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Uno solo è il Padre vostro, uno solo è il vostro maestro, il Cristo.
Un solo Padre e un solo Maestro.
“Ecco, io vengo, unico Maestro, e vi conduco all’unico Padre: maestro e padre in rapporto con te di propria iniziativa. Sono il più grande tra voi perché mi faccio servo di tutti, mi metto a completa disposizione e mi dono a tutti, senza guardare chi mi accoglie o meno: cioè, sono io che mi rivolgo sempre a te. Così sono il Maestro nella moltitudine dei fratelli, tutti uguali tra voi: non ci può essere uno più grande o uno più piccolo perché la vostra grandezza è massima: siete tutti grandi come me, siete figli nel Figlio, amati come me dall’unico Padre, cioè siamo noi che ci rivolgiamo gratuitamente a ciascuno di voi (vangelo). Vi chiedo solo di accogliere liberamente la mia chiamata o grandezza di Figlio, Servo di Dio: di lasciare cioè che io vi ami, mi rivolga a voi, vi serva, vi lavi i piedi come a Pietro, in modo che in voi io continui ad amare: chiamare, servire i fratelli; come io servo, chiamo voi (I lettura). Questo progetto del Padre si realizza in me, e continua a realizzarsi nei fedeli che mi accolgono come Paolo (seconda lettura): Oggi mi rendo presente in atto di farvi scoprire che vi chiamo e tramite voi e in voi chiamo i fratelli fino a scoprire tutti insieme l’unico Padre; nel simbolo di “una madre che chiama: nutre, ha cura delle sue creature”. – Spero in te, Signore, ora e sempre” (Sal. Resp.).
Io, il Signore e il Maestro, mi faccio vostro servo: Indistintamente: Gesù chiama, si rivolge ai “sommi sacerdoti e agli anziani del popolo” che gli chiedono “con quale autorità fai questo?” (21, 23-27); si rivolge ai “sommi sacerdoti e ai farisei che cercano di catturarlo” (21, 45-46); si rivolge ai “farisei” che “tennero consiglio sul modo di tendere un tranello a Gesù”, e “gli mandarono i loro discepoli con gli erodiani per dirgli: Maestro, è lecito o no pagare il tributo a Cesare?” (22, 15-21); Gesù si rivolge ai “sadducei, che affermano: Non c’è risurrezione”, e vengono a lui per interrogarlo in modo ridicolo (22, 23-32); egli si rivolge di nuovo ai “farisei” che nella persona di un dottore della legge lo tentano, dicendo: “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?” (22, 34-40); si rivolge ai “farisei che si trovano riuniti insieme” e chiede: “Che ne pensate del Messia?” (22, 41-45). Gesù “si rivolge” a tutti indistintamente: alle folle e ai suoi discepoli. Ora si rivolge a noi in questa celebrazione di sua iniziativa. Perché, Gesù, “ti rivolgi” a ciascuno che non è interessato di te, anzi ti elimina? Perché sei l’unico Maestro che ci rivela il Padre Amore. – “Dai confini della terra io t’invoco; mentre il mio cuore viene meno, guidami su rupe inaccessibile” (Sal. Resp.).
Io, il Signore e il Maestro, mi faccio vostro servo: Totalmente, Signore e Maestro, io mi rivelo con la mia Persona, la mia Opera, la mia Parola. La mia Persona, come Paolo dice: “Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rom 5, 8). La mia “Opera”: trasformo la vostra condizione di stranieri e ospiti in “concittadini dei santi e familiari di Dio” (Ef 2); in ogni celebrazione sono il primo agente, mi rendo presente e opero per mezzo di voi (cfr SC, 7); in ogni circostanza umana sono “germe divino” e “fine della storia” (GS 2.11): io rivolgo a tutti la mia Parola che risuona in mezzo a voi e “suscita ciò che esprime” (SC, 7); i contemporanei miei sono fortunati come quanti vivono in tempi e luoghi lontani, perché io, il Risorto, sono sempre attuale: ciascuna persona umana nella storia è davanti a me, è mia contemporanea: tutti siete folla e discepoli, scribi e farisei. “Sono amorevole in mezzo a voi come una madre”; con me vi dono il Padre e lo Spirito perché ci siete diventati cari. – “Signore, io sono come bimbo svezzato in braccio a sua madre”.
Io, il Signore e il Maestro, mi faccio vostro servo: Incondizionatamente. Io non sono condizionato da voi, non agisco per merito vostro; è mia iniziativa: “per amore del mio nome”. – Gesù parla e gli uomini possono abusare della sua parola: possono farsi grandi e belli agli occhi degli altri a scapito del suo nome. Anche allora Gesù non ci priva del suo dono, ma si rivolge a noi, sempre nuovi “scribi e farisei”, senza ritirare il suo dono, perché Dio è fedele a se stesso. Falsità, ipocrisia e vanità riempiono la nostra vita; ciononostante Gesù si limita a raccomandare: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno”: non mi accolgono mentre “mi rivolgo” a loro. – “Speri Israele nel Signore, ora e sempre” (Sal. resp.).
Tienimi vicino a te, Signore, nella pace.
Un solo Padre e un solo Maestro.
Io, il Signore e il Maestro, ricostruisco la nuova ed eterna alleanza: “Io sono il re grande, dice il Signore, e il mio nome è terribile fra le nazioni”: è intervento gratuito di Dio. “Ora a voi questo monito, o sacerdoti: Vi siete allontanati dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento e agire con perfidia, profanando l’alleanza dei vostri padri”. – Le guide che il Signore stabilisce per il suo popolo si rivelano fallimentari; Dio stesso interviene per riaffermare la sua paternità (Ez 23, 9): “Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura” (Ez 34.11), “rivolgendomi” a ciascuna. – Gesù si rivela quell’unico Signore e Maestro presentandosi come “il bel pastore” contro il mercenario che non chiama le sue pecore una per una, ma le abbandona al loro destino (Gv 10). Nell’ultima cena Gesù si consegna a chi lo consegna cioè a tutti, e dice: “Questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti, in remissione dei peccati”; aggiunge: “Fate questo in memoria di me”: io sono l’unico Maestro, porto a compimento la “cura” dell’unico Padre verso di voi; e ora do anche a voi la capacità di fare lo stesso “in mia memoria”: in mia persona. Quel che Dio Padre si aspetta dagli uomini solo io, il Signore e Maestro, lo posso compiere, e continuo a farlo in voi “rivolti” a tutto il mondo: “in remissione dei peccati”, ristabilendo, tutti, un rapporto con l’unico Dio Creatore e Padre (LG, 1). – Signore Gesù, ripeto con il cuore le tue parole che poni sulle mie labbra perché in me io lasci che tu tramite me ti rivolgi a ognuno: abbia gli stessi sentimenti che sono in te. “Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi” (Sal. Resp.): solo ti ascolto e ti acclgo.
Tienimi vicino a te, Signore, nella pace.
Un solo Padre e un solo Maestro.
Io, il Signore e il Maestro, ricostruisco in voi la nuova ed eterna alleanza: Continuo a operare in voi la mia iniziativa di rapporto; in voi che mi accogliete e divenite membra del mio corpo; in voi abito come in Silvano, Timoteo e Paolo che si rivolge di sua iniziativa ai tessalonicesi. In lui mi esprimo con le parole, mi mostro nei fatti, provo gratitudine e ringraziamento perché sono accolto. Con le parole dico: “Siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature; così affezionati a voi”, vi doniamo noi stessi, “perché ci siete diventati cari”. Nei fatti vedete la fatica e il travaglio del lavoro quotidiano “per non essere di peso ad alcuno”, bensì di riposo: questa è la “buona notizia”; i fratelli l’accolgono e la trasmettono. Nell’impegno quotidiano e nel ringraziamento aumenta l’affetto fraterno, perché “la mia parola opera in voi che credete”.
Tienimi vicino a te, Signore, nella pace.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp.: Tienimi vicino a te, Signore, nella pace,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
che si è fatto uomo per amore;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
e Gesù, unico Maestro, è fra noi suoi discepoli;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
riconoscendo in ogni uomo la dignità dei tuoi figli;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
dona la luce dello Spirito e la dignità di figli;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dalla gloria che doni a tutti gli uomini.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Maestro:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il maestro, che insegna con parole e fatti;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza il maestro, che porta a Dio Creatore Padre;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il maestro, che compie in sé il disegno di Dio;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il maestro, che compie in tutti il progetto divino;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. il maestro, che fa tutti partecipi della sua gloria.
Preghiamo:
O Padre, che ci esorti a vegliare e pregare in ogni momento come servi fedeli, per essere degni di comparire davanti al Figlio dell’uomo; tienimi vicino a te nella pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).