27-10-2002-Ordinario-A-dom30

27/10/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 30 DOMENICA – 2002

XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 27 ottobre 2002

MEDITAZIONE o RILETTURA
versetto al vangelo:
Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli.

Antifona alla Comunione:
Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

Amerai il Signore Dio tuo.
Amerai l’Amore di Dio per te e per tutti. L’amore per il prossimo è la vita di Dio in te (vangelo); ti fa concittadino e familiare di Dio, puoi dire con verità: “Ti amo, Signore, mia forza” (prima lettura e salmo responsoriale); con l’amore dei fratelli tu testimoni che in te io sono il Signore Gesù risuscitato dai morti, il Servo del Dio vivo e vero (seconda lettura). Vengo in te al culmine di questa celebrazione eucaristica ed esperimenti che in te io Oggi mi rendo presente in atto di benedire con te il Padre che in me ti rivela il mistero del suo Amore, nell’azione simbolica di accogliere chi mi mette alla prova. Mi mette infatti alla prova chi viene a me in te con intenzioni di non accogliermi; ma io invoco con le tue labbra il Signore, il Padre mio, e tu puoi dire: “Sono liberato dai miei nemici”, anzitutto dai miei pensieri di sfiducia.
Il tuo amore per Dio è sempre inadeguato: nel migliore dei casi è fatto di considerazioni e ragionamenti, incapaci di cambiare l’animo dei farisei religiosi; quando non servono per mettere tranelli, come nel caso dello scriba. – I farisei “si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, interrogò Gesù per metterlo alla prova”. Questo dottore, tutto intento allo studio dei precetti, dedito ai libri di catechismo e teologia, di fronte a Dio che gli si rivela in me, non crede, non mostra di cercare il Signore, ma di “mettere alla prova”. Tu, cosciente del cambiamento operato in te dallo Spirito, pieno di gratitudine ti rivolgi al Padre con le mie parole: “Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe , in cui trovo riparo”.
L’Amore per il Padre è pieno solo in me suo Figlio: lo scriba fariseo vuole saggiare la capacità del nuovo maestro, vuole conoscere la sua opinione su un argomento attuale nelle scuole teologiche del tempo; gli chiede: “Maestro, qual è il comandamento più grande della legge?”. Gesù risponde descrivendo se stesso, e dice: L’amore di Dio non è un comandamento da mettere all’inizio di un elenco di comandamenti, né è da considerare il più importante dei seicento e tredici precetti della legge. Esso è tutt’altro: sono io; da me e in me la possibilità di piacere al Padre. Quanto esprime amore nella vita, impegna tutto il tuo essere fatto per questo, rivela la volontà e il piacere del Padre. Dio va amato “con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. La totalità appartiene solo a Dio. “Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre e nessuno conosce il Padre se non il Figlio” (Mt 11,27). Tu sei fatto a mia immagine: adori perfettamente il Padre con le mie parole e il mio Spirito; realizzi in me la tua personalità. Gioisce il tuo cuore che ora mi accoglie, e acclami: “Mio Dio, mio scudo e baluardo, mia potente salvezza”.
L’Amore per il prossimo in me è pieno compimento dell’Amore: L’Amore per il Padre è il comandamento principale, ma non esaustivo; da solo non esprime il centro della volontà di Dio: esso esige di essere concretizzato nell’amore per il fratello. Dio è Amore. Amare Dio è amare il suo Amore per i suoi figli miei fratelli. Solo io, il Figlio, amo pienamente il Padre mio: solo io amo gli uomini come il Padre li ama, e li trasformo, li rendo capaci del mio amore: così il tuo amore di uomo limitato diventa illimitato in me. – Al centro di tutta la storia c’è il comandamento che “Dio è l’unico Signore”. Ma tutti i profeti richiamano all’osservanza dei precetti verso l’uomo, perché il primato di Dio si concretizza riconoscendo il primato dell’uomo. Io lo “faccio vedere” questo amore, accogliendo il dottore che mi tenta, e lo “dico” richiamando il secondo comandamento: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Io sono pieno compimento della legge e dei profeti: io concretizzo l’amore del Padre e dei fratelli. – Tu solo, Signore, mi puoi salvare.
Il mio Amore per il prossimo è anche in te pieno compimento dell’Amore: Non è detto se il dottore della legge mi abbia accolto, perché attendo te: il fatto è scritto per te. In questa eucaristia, culmine e fonte dei sacramenti e della vita, tu mi accogli, ripeti i miei gesti e le mie parole, e in te io continuo ad amare perfettamente il Padre e i fratelli, perché in me ogni persona è capace di amare come da me è amata. – “Viva il Signore e benedetta la mia rupe, sia esaltato il Dio della mia salvezza”.
Ti amo, Signore, mia forza.

Amerai il Signore Dio tuo.
Il mio Amore per il povero è in te l’offerta gradita al Padre. Con il sacramento della Confermazione permetti allo Spirito di agire nel tuo quotidiano come in me: ti senti responsabile della condizione dei fratelli, mostri la verità dell’Amore verso ogni bisognoso, raffigurato nel forestiero, nell’orfano e nella vedova. Il movente è “perché voi siete stati forestieri”: cioè, come ho amato e liberato voi, così ora in voi amo e libero ogni bisognoso, ogni uomo fatto per Dio. In me ti trovi a fare ciò che Dio fa, e Israele sperimenta. E c’è la verifica: “Altrimenti, quando il povero invocherà da me l’aiuto”, che tu non gli offri, “io ascolterò il suo grido”; come ho ascoltato il tuo: “perché io sono pietoso”.
Ti amo, Signore, mia forza.

Amerai il Signore Dio tuo.
L’Amore del Padre si rivela ai piccoli, come Paolo e i fratelli della comunità di Tessalonica, cassa di risonanza per le regioni circostanti. “Siete diventati imitatori nostri” come noi “del Signore”; “infatti la parola del Signore riecheggia per mezzo vostro”. “Non abbiamo più bisogno di parlarne”. “Sono loro a parlare di noi”. Infatti in noi Gesù continua a “dire” e a “far vedere” l’amore, che si chiama “servire al Dio vivo e vero”: primo e secondo comandamento insieme; un viaggio di allontanamento dagli idoli (pecunia, potere, prestigio) verso Dio, bisognoso di noi nei fratelli.
Ti amo, Signore, mia forza.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp.: Ti amo, Signore, mia forza,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
egli fa del suo comandamento nuovo l’unica legge di vita;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù in noi continua a servire te solo e ad amare i fratelli;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
dandoci un cuore libero da tutti gli idoli;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
che è la più sicura difesa degli umili e dei poveri;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
nell’amore secondo lo Spirito del tuo Figlio.

Preghiamo:
O Padre, che sei Signore del cielo e della terra, benedetto perché ai piccoli riveli i misteri del regno dei cieli; ogni uomo proclami: “Ti amo, Signore, mia forza”. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).