02-06-2002-CorpusDomini-A

02/06/2002 – CORPUS DOMINI – A – 2 dom. dopo Pent. – 2002

Preparazione alla celebrazione della messa.

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO
Solennità del Signore nel tempo ordinario
2ª domenica dopo Pentecoste
Anno A – 02 giugno 2002

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi «Letture».

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La meditazione del 2002 rilegge i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
In quella del 2005 il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi «METODO» in: «Letture» o «Meditazione».
Meditazione del 2002. Versetto al Vangelo:

Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore;
chi mangia di questo pane vivrà in eterno.

Antifona alla Comunione:
Dice il Signore: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me, e io in lui”.
Chi mangia e beve il mio corpo e sangue, rimane in me e io in lui: reciproca inabitazione.
“La mia carne è vero cibo, e il mio sangue vera bevanda”: è il culmine della mia rivelazione; la mia carne e la mia persona divina, che la anima, rappresentano nel modo più reale ciò che è il cibo e la bevanda per l’uomo; alimentano la vita più profonda, l’intima unione con Dio. Oggi mi rendo presente in atto di fare un’immedesimazione reciproca tra me e chi mi riceve sacramentalmente alla comunione eucaristica; nel simbolo del pane.- “Io sono il pane vivente”: ora faccio la più grande rivelazione di me stesso non nel contesto della cena pasquale, come la sera del Giovedì santo, ma in una omelia.- Nell’eucaristia di oggi, solennità del Corpo e Sangue di Cristo, la Chiesa ci presenta tutta la realtà del mistero di Gesù, celebrato e vissuto finora gradualmente nel corso dell’anno liturgico. I pochi versetti del vangelo di Giovanni oggi accennano a tutto il contenuto dell’eucaristia, presente nei testi del Nuovo testamento; vi sono tre aspetti nell’unico evento: l’eucaristia come sacramento, l’intera esistenza di Gesù, il progetto di vita del discepolo. Così nel sacramento dell’eucaristia, culmine e fonte della vita, è presente il mistero di Cristo e il mistero dell’umanità che è il corpo di Gesù prolungato nel tempo e nello spazio.
1. L’eucaristia – sacramento. “Esso è ben noto alla Chiesa che lo vive; avviene in un contesto di tradimento e di abbandono, che poi si rivelerà come una crisi di crescita degli stessi fedeli per l’iniziativa dell’amore di Dio.
“Gesù disse alle folle dei Giudei”, in un contesto di rifiuto, tradimento, incomprensione, abbandono: di fatto i giudei “mormorano”, “molti discepoli si tirano indietro”, fin dall’inizio i galilei “non comprendono”, alla fine nell’ultima ora “tutti lo abbandonarono”; in seno alla chiesa, poi, sorgono teorie che negano al Figlio di Dio la possibilità di assumere una vera e piena natura umana. Gesù risponde sempre a tutti ripetendo le stesse parole che rispecchiano la sua storia concreta: “Il pane che io darò è la mia carne”; non “corpo” in generale, ma “carne” con il suo colore, sensibilità, calore, sentimenti, cuore che batte per amore.
2. La storia di Gesù. Nel sacramento dell’eucaristia è presente tutta la storia di Gesù, primo agente nell’evento eucaristico. Si possono rilevare quattro aspetti del suo mistero.
– Storia di Gesù compimento delle promesse.
“Io sono il pane vivente, disceso dal cielo…. Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”, dice Gesù; la mia vera storia concreta, che io vivo nella mia “carne”, si esprime con gesti e parole come tutta la storia d’Israele, e la porto a piena realizzazione come Sostentamento e come Alleanza di Dio con l’uomo. Come Sostentamento io sono “il pane”, la “manna” e molto più che la manna: “Sono il pane vivente”, sono Dio stesso e vi nutro della mia vita: “Sono il pane vivente disceso dal cielo”. Come Alleanza sono il Patto di Dio Padre con l’uomo, Patto non più scritto sulla pietra, ma stampato nella mia persona di Figlio di Dio: il dono di me stesso per voi è la nuova ed eterna Alleanza.- C’è continuità e contrapposizione con la storia d’Israele. Continuità perché Dio, che ha assistito il suo popolo in tutte le difficoltà di una vita in crescita, ora intende continuare ad assisterlo. C’è Contrapposizione perché la crescita ha come meta Dio stesso, cioè non più solo un semplice continuo aiuto di Dio, ma un “rimanere” di Dio con il suo popolo in un modo tutto nuovo ed inimmaginabile alla mente umana: una inabitazione reciproca con lui, come esempio per ogni popolo e persona.
– Storia di Gesù a favore dell’uomo. Il pane che io darò: è la mia carne per la vita del mondo”, dice Gesù; è la formula consacratoria nella comunità di Giovanni, corrispondente alle parole consacratorie della liturgia romana: “Questo è il mio corpo…”, “Questo è il calice del mio sangue…”. Sono il vero “Servo di Iavè” “per” Israele, in favore di Israele. C’è continuità ma in senso sempre più profondo del Servo, perché l’uomo servo dell’uomo vive per il padrone, e dal padrone è protetto; l’uomo “Servo di Dio” vive e muore per Dio in favore del suo popolo; ma io, il Signore, vero uomo e vero Dio, vivo offrendomi liberamente alla mia passione di amore sino in fondo, sino alla morte di croce, per l’Amore del Padre verso gli uomini come verso di me.- Per questo “il Verbo si fece carne e dimorò fra noi e noi abbiamo visto la sua gloria, gloria come di Unigenito dal Padre pieno di grazia e di verità” (1,14).
– “Storia di Gesù, Vita di Dio per l’uomo. “Il pane che io darò: è la mia carne per la vita del mondo”, dice Gesù; frutto della comunione con Gesù è la “vita”; vita presente perché “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”, “ha” ora la vita, al presente; e ha la vita nel futuro perché “se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”: “io lo risusciterò nell’ultimo giorno”; vita di comunione divina che si estende a noi: La vita di reciproca immedesimazione tra me e chi mi accoglie alla comunione eucaristica, è la stessa vita di reciproca immedesimazione tra me e il Padre mio, perché “come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me”, “vita” che produce forza di unione tra i fedeli; “vita” nel segno della pasqua perché mentre sono tradito io mi consegno; “vita” nel simbolo del pane perché il “vero cibo è la mia carne per la vita del mondo”.-
– “Storia di Gesù Salvatore di tutta l’umanità. “Se uno mangia di questo pane..; il pane che io darò: la mia carne per la vita del mondo”, dice Gesù; “se uno”, chiunque, nessuno escluso; unico titolo di accesso a Dio è il bisogno di lui, come l’affamato ha bisogno del cibo, e come il malato ha bisogno del medico: “Non sono venuto per i sani ma per i malati”; “venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”.-
L’affamato non dice: Mangerò quando non avrò fame.- Il malato non dice: Andrò dal medico quando starò bene, prenderò la medicina quando sarò guarito.- Ma l’affamato mangia per poter stare bene; l’ammalato va o è portato dal medico, e prende la medicina che il medico gli ordina per poter guarire.-
Gesù dice: “Chi mangia la mia carne”, la mia vita che io dono e offro liberamente “per la vita del mondo”, “ha la vita eterna”, perché “la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda” per tutta l’umanità. Gesù è il vero Cibo, il vero Medico e Medicina per tutti, nessuno escluso!
3. Il progetto di vita del discepolo. “Se uno mangia”, “chi mangia e beve”, dice Gesù; l’eucaristia dice la verità di Gesù, primo agente: senza di lui essa sarebbe una semplice evocazione senza contenuto; ma l’eucaristia dice la verità anche del fedele, perché Gesù si rende sacramentalmente attuale solo tramite gli uomini. Il discepolo mangia e beve la carne e il sangue di Gesù, come ascolta la sua parola, riconosce la sua origine “dal cielo”, accoglie la sua persona, condivide la sua missione. Ma l’eucaristia è in un contesto difficile a causa delle tentazioni: “la concupiscenza degli occhi, la concupiscenza della carne, la superbia della vita”.
– la concupiscenza degli occhi, perché, sì, Gesù guarda lontano, ma non per dominare e fare servo l’uomo; bensì, per servirlo: offre se stesso come pane per la vita del mondo. Solo tenendo lo sguardo fisso su Gesù l’uomo impara a vedere oltre: lontano.
– la concupiscenza della carne, perché, sì, Gesù realizza pienamente la sua carne, la sua umanità, ma non profittando della presenza amorosa del Padre; bensì, amando e prendendo parte all’amore del Padre per gli uomini nonostante il loro rifiuto; così dalla comunione con il Padre scaturisce la sua comunione con noi. Solo nutrendosi della carne di Cristo guarisce anche la carne dell’uomo.
– La superbia della vita, perché, sì, Gesù è il Grande esaltato sopra ogni creatura, ma non mostrando la sua onnipotente superiorità; bensì, rivelando la sua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono: “Pur essendo di natura divina, spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Filip 2,6-8); Gesù rende presente Dio nel quotidiano della vita di Nazaret come della nostra; nascosto sotto le apparenze del pane e del vino come dei fratelli più piccoli, non lascia spazio al protagonismo umano. Concelebra l’Eucaristia, prendi parte al dono che Gesù fa di sé lasciandolo continuare a farlo nella tua carne; realizzi te stesso, raggiungi l’età matura di Gesù presso Dio.

Benedetto il Signore, gloria del suo popolo.

Chi mangia e beve il mio corpo e sangue, rimane in me e io in lui: reciproca inabitazione.
“Ti ha nutrito di un cibo che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto”:tutto quanto sei e possiedi, l’hai ricevuto e continui a riceverlo, perché tu possa entrare nella gioia piena della Vita di Padre. C’è un’azione congiunta di Dio e dell’uomo.
“Il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere” un cammino, una storia di deserto con prove e aiuti, fame e manna; ti ha istruito e ora sai che non potevi costruirtela tu la tua storia, fatta non di solo pane, cioè di cose solo umane, di tua competenza; ma vedi che essa ha un progetto più grande, uscito dalla bocca del Signore, con un inizio e un fine sublimi, che ti spingono e aiutano a collaborare.
– “Ricordati”: la tua prima collaborazione è fare memoria, “celebrare il memoriale” della morte e risurrezione di Cristo, un “ricordo” che rende attuale e introduce nell’oggi della tua vita gli eventi della storia di Gesù, come nella vita degli ebrei gli interventi di Dio. Non ricordare è ridursi “un deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua”.
“L’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore”, è l’altra tua collaborazione: essere cioè cosciente che la tua vita è nelle mani di Dio, costruita come continuazione dell’umanità di Gesù. Tuo nutrimento è quindi il pane della Parola e della Presenza di Dio.

Benedetto il Signore, gloria del suo popolo.

Chi mangia e beve il mio corpo e sangue, rimane in me e io in lui: reciproca inabitazione.
“Un solo pane, un solo corpo noi siamo, pur essendo molti”: eucaristia è anche il corpo di Cristo che siamo noi. “Poiché c’è un solo pane – corpo di Cristo -, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane – che è Cristo”. La comunione con Cristo è fondamento unico di comunione tra i fedeli; mancanza di comunione tra i fedeli è non comunione con Cristo; ma solo unendosi a Cristo i cristiani si riuniscono tra di loro, perché cibandosi del corpo di Cristo si diventa membri del suo corpo: non puoi farti membro di Cristo e condurre una vita cristiana, se non rimane in lui, che ti ha fatto, ti ha immerso in sé, e ti rinnova con il suo corpo e il suo sangue.
Benedetto il Signore, gloria del suo popolo.

PREGHIERA EUCARISTICA

La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Benedetto il Signore, gloria del suo popolo,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
egli è segno efficace che tu nutri il tuo popolo con amore di Padre;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
perché Gesù sia presente con il suo corpo e il suo sangue;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli ravviva in noi il desiderio di te, fonte inesauribile di bene;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
sostenuti dal sacramento del suo corpo e sangue veniamo a te;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità che tu ammetti alla mensa del tuo regno in Cristo.

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Il Nutrimento:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il nutrimento: per ogni uomo, pane naturale;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il nutrimento: per Israele, manna e parola di Dio;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il nutrimento: per Gesù, il Padre che lo manda;

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il nutrimento: per la Chiesa, Gesù Parola e Presenza;

completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il nutrimento: per l’umanità, godere pienamente della vita divina nel convito eterno, pregustata nel sacramento del corpo e sangue di Cristo.

Preghiamo:
O Padre, che ci hai dato Gesù, pane vivo disceso dal cielo, perché chi mangia di questo pane viva in eterno; fa che acclamiamo: “Benedetto il Signore, gloria del suo popolo”!
Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).