12/05/2002 – T. PASQUALE – ANNO A – 7 domAscens – 2002
Preparazione alla celebrazione della messa.
7ª DOMENICA DI PASQUA
ASCENSIONE del Signore.
Anno A – 12 Maggio 2002
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi «Letture».
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La meditazione del 2002 rilegge i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
In quella del 2005 il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi «METODO» in: «Letture» o «Meditazione».
Meditazione del 2002. Versetto al Vangelo:
“Andate e rendete discepole tutte le nazioni”, dice il Signore.
“Ecco: io sono con voi tutti giorni, sino alla fine del mondo”.
Antifona alla Comunione:
Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo. Alleluia.
DIO CON NOI.
Io sono con voi: vostro destino è l’umanità nuova che ho inaugurato.
“Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra”.
Oggi mi rendo presente in atto di costruire in te, in ciascuno l’umanità nuova che, risorgendo, inauguro in me, e con l’ascensione porto a compimento in voi; la nuova costruzione si compie nel simbolo di una ascensione: non solo locale, ma anche strutturale. –
Il nuovo «modo di essere» del Risorto passa “da l’esterno a l’interno” della chiesa e di ogni persona.
“Gli undici discepoli andarono in Galilea”: tramite l’evangelista Matteo, lo Spirito Santo vuol dire che «Gesù è l’Amore fedele del Padre verso gli uomini», rappresentati nei discepoli, aldilà di tutti i loro tradimenti. E’ probabile infatti che l’ascensione di Gesù sia avvenuta in Gerusalemme, come attestano gli evangelisti Giovanni e Luca (vedi I lett.); Matteo escogita un modo per dare «il senso profondo di questo fatto», cioè che Dio è Amore gratuito verso ogni uomo in ogni situazione: il suo amore non dipende dalle creature. Gesù aveva detto: “Dopo la risurrezione vi precederò in Galilea” (Mt 26,32): la mia risurrezione, cioè, vi mostrerà come tutta la mia storia non è un fallimento ma 4n percorso d’amore fino alla pienezza. –
Tutta la storia, dalla creazione ad Abramo, a Davide, alla deportazione in Babilonia, alla incarnazione–passione–morte–risurrezione di Gesù fino alla sua ascensione, rivela che Dio è Emanuele «il Dio con noi» in Gesù di Nazaret (1,23).
“Là mi vedranno”: Matteo-Levi, peccatore (9,9), e tutti gli apostoli così hanno conosciuto Gesù: «Dio con noi», che continua a farsi conoscere in loro, e in tutte le persone, vicine e lontane, come i Re Magi che l’adorano (2,1-2). Un percorso quindi di Amore che trasforma l’uomo Cristo Gesù e tutti gli uomini, perché crea in loro un modo nuovo di vivere, basato sulla conoscenza di un Dio-Amore incondizionato. Per questo, Gesù, risorto, appare alle donne mentre corrono a dare l’annunzio della sua risurrezione ai discepoli, e precisa loro:
“Andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”: li chiama «fratelli» quelli che sono stati i suoi traditori; le donne lo devono sapere, ed essi, i discepoli, i «fratelli», all’udire che è risorto non devono pensare a un resoconto del loro tradimento. A Gerusalemme, sì, l’hanno tradito; ma “in Galilea” sono stati chiamati, hanno ascoltato le parole del regno, hanno visto molti segni, hanno condiviso la vita con Gesù, sono stati la sua comunità; ora sperimentano che questo amore gratuito e sorprendente di Dio in Gesù non è stato scalfito dal loro tradimento; anzi: come allora Gesù ha iniziato in loro un’opera di comunione con lui, così ora vuole continuare in loro la stessa opera. E questo non vale solo per loro, ma vale per tutti, quanti si lasciano accogliere da Gesù come i suoi discepoli al di là di ogni loro storia di tradimento. Quanti vanno in Galilea, cioè si lasciano condurre da Gesù risorto come quei discepoli, “mi vedranno”, mi incontreranno, dice Gesù. E raggiungerà altri tramite l’annunzio di costoro. Così Gesù dà inizio alla Chiesa. Gesù, il Risorto, li raduna di nuovo, li precede, si mette ancora davanti a loro: e così con tutti.
“Galilea”: è luogo di provenienza degli Apostoli, della loro quotidianità; eppure non è luogo di un semplice incontro con Gesù; ma rivelazione del suo Amore indefettibile, che immerge (battezza) in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo chi lo accoglie; l’immerge e lo fa testimone, missionario del suo Amore; cioè: chi è accolto e immerso nell’amore di Dio in Gesù, accoglie e immerge a sua volta nello stesso Amore quanti egli incontra. Il Risorto, in persona e nei suoi fedeli, getta un ponte oltre ogni tradimento, rivela un amore infinito; la risurrezione, quindi, non dice semplicemente: “Gesù è vivo”, ma dice: “Gesù è Dio-Amore” che “ascende nell’intimo” di chiunque lo accoglie, in ogni tempo, basta che si lasci fare da Gesù, proprio come ha fatto con i suoi discepoli in Galilea. Ecco l’Ascensione. “Gli undici andarono in Galilea”: essi accolgono l’Amore che li accoglie così come sono fin dall’inizio. Matteo è un esempio: prima peccatore a Cafarnao in Galilea; poi, traditore, è accolto ancora in Galilea. E insiste:
“Galilea delle genti” (Is 8,23; Mt 4,15; 24,14; 25,32): luogo ebraico che ben li rappresenta; meno “puro”, se non pagano dal punto di visto etnico, religioso; ambiente disprezzato: “Da Nazaret (della Galilea) può mai venire qualcosa di buono” (Gv 1,46); eppure luogo dove Dio si sente più a suo agio: proprio in Galilea “l’Angelo del Signore”, cioè Dio stesso, fa tornare Giuseppe con Maria e Gesù dall’Egitto (cfr Mt 2,19-23); luogo povero, scelto, Galilea richiama
“gli undici Apostoli”: undici, perché manca Giuda, “scelti” da Gesù, ma “poveri”, uomini mutevoli come tutti, ebrei e pagani “delle genti”; tutti chiamati ad essere Chiesa di Gesù; senza pretese di perfezione, senza garanzie di privilegi; sicuri solo di essere amati dal Padre.
“Sul monte che Gesù aveva loro fissato”: Gesù “fissa” questo programma di amore del Padre; per esso sul «monte delle tentazioni» rifiuta “tutti i regni del mondo con la loro gloria” (Mt 4,8); la legge di questo amore Gesù dà «sul monte delle beatitudini»; questo amore sul «monte della trasfigurazione» rende glorioso Gesù e gli undici che lo ascoltano; «sul monte Nebo», vicino alla terra promessa, l’amore di Mosè per il popolo invade il cuore di Giosuè, ed è figura dell’amore di Gesù glorioso che immerge gli apostoli e tutti i fedeli nel suo amore.
“Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi”: questo amore di Gesù «vedono» = sperimentano gli undici; lo riconoscono Dio: gli si prostrano innanzi; e anche voi. “Da questo tutti riconosceranno che siete miei discepoli”.
“Alcuni però dubitavano”: non di Gesù che vedono e adorano; ma di se stessi: dubitiamo di avere capito davvero chi è Gesù, e che cosa significa Gesù per loro: pernoi; la nostra comprensione è sempre limitata e parziale, e suscita approfondimento in chi lo cerca; in particolare gli apostoli dubitano forse di essere in grado di amare e vivere come il Maestro richiede.
“E Gesù, avvicinatosi, disse loro: Mi è stato dato ogni potere… Andate, dunque”: non loro agiscono e s’avvicinano a Gesù, ma Gesù opera in loro, come il Padre dà a lui di operare; e tutto è fatto in ogni direzione, perché egli ha “ogni Potere” = Spirito Santo, loro dunque possono muoversi, andare, ammaestrare = “fare discepole” dell’amore “tutte le nazioni”, battezzandole, avvolgendole di amore, mostrando in pratica come si osserva “tutto” il suo insegnamento: l’«IO SONO», «Dio Amore in noi», «tutti i giorni quotidiani». Così:
Ascende il Signore tra canti di gioia.
Io sono con voi: tuo destino è l’umanità nuova che ho inaugurato.
“Fu elevato in alto sotto i loro occhi”. L’ascensione spaziale è un simbolo, come un involucro; Gesù se ne serve per esprimere una realtà grande, invisibile: tornato nella comunione con il Padre, uguale a lui anche come uomo, Gesù è con noi, opera «in noi». E noi acclamiamo entusiasti:
Ascende il Signore tra canti di gioia.
Io sono con voi: tuo destino è l’umanità nuova che ho inaugurato.
“Dio ha fatto sedere Cristo alla sua destra nei cieli”. “Dubitando” di poterlo conoscere bene con i nostri limiti, chiediamo “al Padre della gloria” che ci “dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui”, nostra speranza e tesoro di gloria. Grandezza, potenza e forza è Gesù risorto, Signore di tutto, Capo dell’Umanità.
Ascende il Signore tra canti di gioia.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Ascende il Signore tra canti di gioia,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
mediatore tra Dio e gli uomini, giudice nell’Amore;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
è in mezzo a noi Gesù che ci ha preceduti in te;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
venuto a te ci fa partecipi della sua vita divina;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
fa’ che tutti lo raggiungiamo accanto a te nella nostra umanità;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità salita in Cristo accanto a te nella gloria;
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, L’Ascensione dell’Amore:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: ascesa di Amore: in uomini disposti all’ascolto;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: ascesa di Amore: in Israele che attende il Signore;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: ascesa di Amore: in Gesù che riceve ogni Potere;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: ascesa di Amore: nei discepoli che accolgono Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: ascesa di Amore: in tutti accanto a Dio nella Carità.
Preghiamo:
O Padre, che ci mandi a fare discepole tutte le nazioni in Gesù, l’Emmanuele = Dio con noi per sempre; fa’ che il tuo popolo salga con lui tra canti di gioia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).