05/05/2002 – T. PASQUALE – ANNO A – 6 DOMENICA – 2002
Preparazione alla celebrazione della messa.
6ª DOMENICA DI PASQUA
Anno A – 5 maggio 2002
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi «Letture».
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La meditazione del 2002 rilegge i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
In quella del 2005 il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi «METODO» in: «Letture» o «Meditazione».
Meditazione del 2002. Versetto al Vangelo:
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. Alleluia.
Antifona alla Comunione:
Se mi amate, osservate i miei comandamenti, dice il Signore. Io pregherò il Padre
ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi in eterno. Alleluia.
VIVO DENDTRO DI VOI.
Mi manifesto nei fedeli che accolgono il mio amore.
“Pregherò il Padre e vi darà un altro Consolatore”.
Oggi mi rendo presente in atto di confermarti nello Spirito di gioia; nel simbolo dell’imposizione delle mani, come Pietro e Giovanni sui samaritani.
“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”: come Iavè al tempo dell’Alleanza ha suscitato amore e attenzione in Israele verso di lui (cfr Dt 6,5 par.), così la nuova alleanza nel mio sangue, che ho stabilito con voi mediante l’eucaristia, suscita in voi amore e vi fa custodire nell’intimo i miei gesti, le mie parole; mi seguite, cercate di capire come Tommaso e Filippo: mi “amate”! Siete coscienti di vivere una realtà particolare, in atto ora, un evento conforme alle vostre attese; siete sicuri che tutto questo dura e si manifesterà in atteggiamenti concreti del vostro comportamento.
“Non vi lascerò orfani”: non mi vincerete in generosità di amore; vi garantisco la mia fedeltà e la mia presenza: io stesso chiedo al Padre lo Spirito, detto per questo “Para-clito” (Chiamato appresso); egli starà presso di voi, come è stato presso di me: presso tutti nel tribunale della vita quotidiana; rimarrà sempre con voi, e avrà una triplice azione: 1. riguardo a me, egli mi rende testimonianza, ricordandovi e interpretandovi ciò che vi ho detto; non parlerà da se stesso: così mi glorifica;
2. riguardo a voi, egli vi rende connaturali, e voi lo riconoscete; stando in voi, vi ricorda e v’insegna ogni cosa: continua in voi la mia opera di Signore, Maestro e Guida; vi guida, cioè, alla sua e mia intimità con il Padre, facendovi vedere fin d’ora tutte le cose disposte per questo dal Padre stesso;
3. riguardo al mondo, cioè a quanti non accolgono il mio amore, egli evidenzia come costoro non possono vedere lo Spirito, non riconoscono la sua testimonianza a mio favore, non vedono che perseguitando i miei fedeli perseguitano me; ma l’intercessione dei santi ottiene loro la grazia della conversione, come Stefano per Saulo che odia e uccide i cristiani, poi mi ascolta, mentre lo chiamo: “Saulo, perché mi perseguiti?”, e si lascia guidare.
“Ritornerò da voi”: garantisco la mia presenza non solo chiamando presso di voi lo Spirito che parla di me, ma tornando io stesso da voi con la risurrezione
“In quel giorno voi saprete”: nel giorno della mia presenza di Risorto fate esperienza “che io sono nel Padre e voi in me e io in voi”: in comunione con me siete uniti al Padre; accogliendo e amando me voi vivete in pienezza; lo Spirito vi apre alle Scritture, vi innesta nella mia vita, vi radica nell’amore del Padre, e voi ne prendete atto: “Voi saprete” che la vostra vita interiore è abitata dalla Forza dello Spirito che vi dirige verso i fratelli (Gv 13,34s) e verso Dio; saprete che “vivere è amare” nello Spirito del Padre in me.
“Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama”: segno per lui e per tutti che uno si sente amato da me e ama il mio amore e ha già in sé la mia persona e custodisce le mie parole e le mie azioni, è il comportamento glorioso che ne deriva.
“Chi mi ama sarà amato”: chi mi accoglie e ama il mio amore con i fatti che esso suscita, manifesta che il Padre lo ama, e che io con il Padre lo amo: mi rivelo sempre di più a lui, come sempre più profonda è l’intimità nella convivenza di due amici.
Grandi sono le tue opere, Signore.
Mi manifesto in chi trasmette il mio amore.
“Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo”. Gesù continua la sua missione nei suoi che lo accolgono e lo amano.
“Filippo, sceso in una città della Samaria, cominciò a predicare il Cristo”: Filippo è il tipico discepolo fra i tanti (sette) che in ogni tempo accolgono, seguono e amano Gesù, custodiscono in particolare le sue parole e i suoi gesti dell’ultima cena, si mettono a sua disposizione; in loro Gesù continua la sua missione dal Padre: non vanno a nome proprio, ma sono eletti, presentati agli Apostoli, che dopo aver pregato, impongono loro le mani (cfr 6.5s); Filippo si trova in Samaria secondo l’ordine di Gesù: “Sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria”; Gesù stesso è stato accolto dai samaritani, ed è rimasto due giorni presso di essi secondo il loro invito: l’iniziativa di Gesù ha trasformato il rifiuto in accoglienza (cfr 4).
“Le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva”: i samaritani aspettano la venuta del Messia, Filippo lo annunzia presente in Gesù di Nazaret; segni accompagnano la parola di Filippo secondo la promessa di Gesù: “Nel mio nome scacceranno i demoni, imporranno le mani ai malati e questi guariranno” (Mc 16, 17ss): l’inizio della vita pubblica di Gesù (cfr Lc 4,40) continua nei discepoli. “E vi fu una grande gioia in quelle città”: “Scoppiò una violenta persecuzione e vi fu una grande gioia”; la persecuzione si trasforma in gioia; nell’amore viene accolta e si diffonde la Parola, nella gioia aumenta grandemente il numero dei credenti.
“Gli Apostoli… vi inviarono Pietro e Giovanni”: tramite l’imposizione delle loro mani, Gesù chiama lo Spirito presso anche i samaritani battezzati: è una pentecoste in Samaria come nel cenacolo e nel sacramento della confemazione (la Cresima); i samaritani formano unità di fede e comunione di carità con la chiesa di Gerusalemme: solo in Cristo Gesù è superata la storica discordia fra Samaria e Gerusalemme; solo in lui si fa unità; e i discepoli che avrebbero “invocato il fuoco dal cielo” sui samaritani che non accoglievano Gesù “diretto verso Gerusalemme”, ora possono dire: “Quanto per me ha fatto!”. Gioiamo felici di accogliere con i samaritani la parola di Dio, con gli apostoli ciascuno acclama: “quanto per me ha fatto”, insieme cantiamo “da tutta la terra”:
Grandi sono le tue opere, Signore.
Mi manifesto nell’intimo di chi mi accoglie e adora.
”Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello Spirito”: Gesù è morto una volta per sempre per ricondurvi a Dio Padre; reso vivo, rende sua viva dimora voi tutti che lo amate e lo accogliete.
“Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori”: quanti credete in lui siete luogo di adorazione, santuario consacrato a Dio, torre di guardia del Re; mentre “adorate il Signore, Cristo”, “nel più interno del vostro intimo”, e servite il Signore nei fratelli, come comunità e come individui voi suscitate un interrogativo nei vostri vicini, riguardo al movente profondo del vostro modo di vivere.
“Pronti sempre a rispondere… della speranza che è in voi”: il vostro vivere esce dall’amore di Gesù che lasciate operare e stupire in voi; la comune “sofferenza”, come la persecuzione contro la chiesa a Gerusalemme, in voi ha per sbocco “la speranza”, “il bene”, come la gioia nei samaritani: è un vero “ritorno a Dio”, una vita nello Spirito già in atto. La “dolcezza” della risposta “a chiunque”, senza distinzione di persona, perché tutte sono come voi, tempio dello stesso Signore, Cristo; il “rispetto” e la “retta coscienza”, palese nella “vostra condotta”, mostrano che cosa credete o accogliete nell’intimo, quali sono i motivi per cui credete o accogliete, cioè Gesù–Forza che trasforma tutta la vostra vita.
Grandi sono le tue opere, Signore.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Grandi sono le tue opere, Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
in lui, messo a morte e risuscitato ci hai redenti;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Cristo Signore presente ci confermi nel tuo Spirito;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli trasforma la persecuzione in gioia e speranza;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
la gioia che viene da te è caparra della tua vita;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità che nel Risorto riporti alla speranza.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, L’accoglienza:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: accoglienza: come amore fra due persone amiche;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: accoglienza: come risposta di fede all’amore di Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: accoglienza: come unità fra Padre, Figlio e fedele;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: accoglienza: come Forza dall’interno all’esterno;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: accoglienza: come adorazione del Signore, Cristo nei nostri cuori.
Preghiamo:
O Padre, che ami e fai dimora con il Figlio in chi ti ama; il tuo popolo acclami le tue grandi opere. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).