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28/04/2002 – T. PASQUALE – ANNO A – 5 DOMENICA – 2002

Preparazione alla celebrazione della messa.

5ª DOMENICA DI PASQUA
Anno A – 28 Aprile 2002

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE.

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La meditazione del 2002 rilegge i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
In quella del 2005 il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi «METODO – 9 Gennaio 2005» in: «Letture» o «Meditazione».
Meditazione del 2002. Versetto al Vangelo:

«Io sono la via, la verità, la vita», dice il Signore: «nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Alleluia.
Antifona alla Comunione:
Io sono la via, la verità e la vita,
dice il Signore. Alleluia.

ABBIATE FIDUCIA !

Mi manifesto via, verità e vita nella tua storia.
«Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
Oggi mi rendo presente in atto di prenderti con me e farti vivere nella mia intimità con il Padre, e sia anche tu dove sono io; nel simbolo di un viaggio.
“Non sia turbato il vostro cuore”: sono venuto tra voi perché abbiate gioia, e ritorno perché la vostra gioia sia piena; Dio non è un Dio che gode del male; vuole solo il vostro bene. Al momento di lasciare questa vita di rapporto umano e visibile con voi, io ho un solo desiderio: “Non si agiti il vostro cuore e non abbiate paura” né per voi stessi: per i vostri tradimenti; né per me: per la vita di amore e servizio che vi affido; né per gli altri: che non conoscono il Padre, e “vi perseguiteranno credendo di rendere culto a Dio”.
“Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”: Conosco un solo mezzo che difende il vostro cuore dalla paura: la fede o accoglienza dell’amore del Padre come si manifesta in me per voi.
“Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore”: ciascuno è fatto per una vita d’intimità con me e il Padre mio fin d’ora; con la mia morte-risurrezione io vi preparo il posto nella casa paterna, infatti, “dopo avere deposto le mie vesti” per “lavarvi i piedi”, segno del massimo dono di me stesso fino alla morte, ecco che “io le prendo di nuovo”, cioè, da quel momento tutta la mia passione è un “andare” verso la gloria, e “quando (sulla croce) sarò levato da terra, attirerò tutto a me: vi preparo la dimora”, e spirando, “effonderò su ciascuno di voi lo Spirito dal Padre”; così ogni persona, senza eccezione, se accoglie il mio amore, “entra nella gioia del Padre mio, preparata per voi sin dalla fondazione del mondo”. Solo Dio è la roccia che salva; ogni altra sicurezza delude! Sarete immersi (battezzati) nell’Amore del Padre e mio; non sarete mai separati da me: lo Spirito Consolatore verrà da voi e colmerà il vuoto che vi lascio, poi “ritorno a prendervi”, e le vostre aspirazioni di vita sono esaudite; ritorno con il Padre: veniamo, prendiamo “dimora” presso di voi: nessun turbamento, quindi; non siete abbandonati: questa è la grande certezza che io vi lascio.
“E del luogo dove io vado, voi conoscete la via.- Gli disse Tommaso: Signore, non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?”: Tommaso è figura di ogni persona umana; ha Gesù vicino, vive con lui; ma i suoi occhi non sono capaci di vederlo, come i due discepoli di Emmaus; parla liberamente da amico con il suo Signore, e dice: Se conosciamo la meta, possiamo trovare noi stessi la via per arrivarci; ma se non sappiamo dove vai, come possiamo “conoscere”, cioè, trovare la via?- Gesù dice: La “via” non è una cosa che voi potete trovare o acquistare; vi è donata, e già la conoscete.-
“Io sono la via, la verità e la vita”: IO SONO il Dio che si rivela vicino ai suoi fin dal “roveto ardente”: io sono “la via della verità”, io sono “la via della vita”; io sono la via perché sono la verità e la vita; sono io “il Signore e il Maestro”: “E’ in me, Cristo, che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9); come Signore, sono la “Via” in persona, e sono la “Porta” per accedere al Padre: sono la via perché sono la verità, cioè la rivelazione personale del Padre agli uomini; come Signore sono il Maestro in persona: non insegno una dottrina che impari e te ne vai da solo a fare ciò che hai imparato; ma io, il Maestro, opero in te ciò che dico: voi avete in me parte alla pienezza, di me, cioè, che sono il capo (cfr Col 2,10): “avete parte” perché vi faccio essere “dalla verità”, vi faccio “rimanere” sempre in rapporto personale con me; voi che mi accogliete, possedete me, la verità, e attraverso me, via e verità, possedete in me la vita in abbondanza, la risurrezione, il Padre.
“Chi ha visto me ha visto il Padre”: mi conosce chi vede in me il Padre che in me si rivela; la mia persona, le mie parole e le mie opere manifestano il Padre che in me parla e opera: le opere stesse mostrano che io sono nel Padre e il Padre è in me. “Nessuno ha mai visto Dio” (Gv 1,18): solo in me tu fai esperienza di rapporto personale con il Padre; accettando di ripetere le parole che io ti metto sulla bocca, per esempio: “Volgiti a noi, Signore: in te speriamo”, in me tu ti rivolgi al Padre, e il Padre ascolta me in te; senti di essere con me in personale rapporto con lui, senti che ti dà forza per vivere con me: sei fra i “seguaci della Via” (Atti 9,23 e par.), sei nella comunità cosciente di essere “la Via” perché compie con me le opere che il Padre ha iniziato e continua a compiere in me e in chi mi accoglie.
“Compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi”: come più grande del seme è l’albero che del suo seme è lo sviluppo.

Volgiti a noi, Signore: in te speriamo.

Mi manifesto via, verità e vita nella tua crescita.
“Elessero sette uomini pieni di Spirito Santo”:
il Padre continua a parlare e operare in Gesù che vive nella comunità di coloro che l’accolgono; una comunità in crescita, cioè non ancora pienamente realizzata; è una comunità – modello, da realizzare.
“Mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento, elessero sette uomini, la parola di Dio si diffondeva”: aumenta il numero, sorge il malcontento, sono eletti uomini per il servizio, si diffonde la parola di Dio; “mentre”: mentre aumenta il numero, sorge il malcontento; quindi è crisi di crescita, non di distruzione: è una comunità che sa trasformare i momenti difficili della sua vita in occasioni di crescita per una forza intrinseca, per un nucleo di seme che sboccia: è “lo Spirito di Dio che aleggia su di essa come sulle acque” (cfr Gen 1,2) per la nuova creazione. Lo Spirito “aleggia” sui Dodici, ed essi convocano il gruppo dei discepoli, ritengono volontà di Dio non trascurare la parola a causa delle mense, stimano i fratelli capaci di individuare uomini pieni di Spirito e saggezza per tale servizio, loro invece si dedicano alla preghiera e al ministero della parola, impongono le mani. Lo stesso Spirito “aleggia” sui fratelli, ed essi valutano giusta la proposta, individuano in persone umane con il proprio nome tutti i carismi (sette) per la crescita della comunità fino all’età matura del Cristo, li presentano agli apostoli messi da Gesù a servizio non solo delle mense ma di tutta la comunità. Così la PAROLA si diffonde e feconda la Chiesa di Dio, non inghiottita dal tempo né dal maligno, ma in crescita verso l’immagine di Cristo.

Volgiti a noi, Signore: in te speriamo.

Mi manifesto via, verità e vita a chi si stringe a me.
“Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale”:
voi siete una comunità che ha un principio e un fine: “Cristo, pietra viva”, il principio; “proclamare le sue opere meravigliose” è il fine. Il Padre parla e opera in Gesù, ed egli compie l’opera meravigliosa di amare l’amore del Padre per gli uomini; rigettato da loro, è scelto e prezioso davanti a Dio.
Il Padre continua a parlare e operare in lui, e in voi che “vi stringete a Cristo”, lo lasciate agire in voi, ed egli vi chiama dalle tenebre alla sua ammirabile luce; offrite con lui “i vostri corpi in sacrificio santo, vivente gradito a Dio” (Rom 12,1), e si compie l’opera ancora più grande, che egli aveva predetto.

olgiti a noi, Signore: in te speriamo.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Volgiti a noi, Signore: in te speriamo,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
tu ti riveli in lui Maestro e Redentore;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù in mezzo a noi è pietra viva: rigettata, ma scelta;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
che ci trasforma in sacrificio spirituale a te gradito;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
edificati in sacerdozio regale, popolo santo, tempio della tua gloria;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità passata dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova in Cristo davanti a te.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Via vera e vitale:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: via vera e vitale: è la scelta che si rivela autentica;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: via vera e vitale: è la scelta d’Israele per Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: via vera e vitale: è Gesù, una cosa sola con il Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: via vera e vitale: è Gesù per quanti si stringono a lui;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: via vera e vitale: è Gesù, in lui noi tutti siamo figli.

Preghiamo:
O Padre, che disponi il nostro ritorno a te per mezzo di Gesù, via, verità e vita; volgiti a noi: in te speriamo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).