31/03/2002 – T. PASQUALE – ANNO A – 1 DOMENICA – 2002
Preparazione alla celebrazione della messa.
1ª DOMENICA DI PASQUA
Risurrezirone del Signore
Messa del giorno – Anno A – 31 marzo 2002
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE.
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La meditazione del 2002 rilegge i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
Versetto al Vangelo:
Cristo nostra pasqua è immolato; facciamo festa nel Signore. Alleluia.
Antifona alla Comunione:
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino
e vide che la pietra era stata ribaltata. Alleluia.
DOMENICA DELLA FELICITÀ.
Felicità! La pietra è ribaltata: t’invito a cercarmi come l’amata del Cantico dei Cantici.
“Egli doveva risuscitare dai morti”. Oggi inizia il giorno di Pasqua, giorno festoso che dura cinquanta giorni solari: sette settimane, e si conclude con il cinquantesimo giorno, la Pentecoste. Oggi, prima domenica, di risurrezione, mi rendo presente in atto di farti risorgere con me, nel simbolo della tomba vuota: fatto reale, non simbolico, testimoniato da una donna a due uomini, due discepoli, i più autorevoli, Pietro e Giovanni; essi constatano bende e sudario che avvolgevano Gesù, non gettati per terra ma piegati con ordine. Ambedue i discepoli entrano nel sepolcro e vedono tutto di persona; il discepolo che accoglie l’amore di Gesù ha prontezza d’intuizione e discerne con sicurezza il segno del Signore risorto, comprende il senso del sepolcro vuoto e dei panni piegati: comprende tutto alla luce del rapporto d’amore. Questa è la vita nuova, la vita del Risorto: esperienza di amore reciproco, dono di Dio. E’ importante sapere come si può conoscere una cosa, specialmente la realtà che riguarda la vita nel suo livello più alto: la Vita in assoluto. Si può dare un esempio: ogni recipiente può contenere ciò che è predisposto a ricevere, e ogni sostanza prende la forma del recipiente che la contiene; si può dire che anche una persona comprende ciò che è disposta a ricevere. Qual è la disponibilità che mi permette di conoscere il senso delle cose, come la tomba vuota? Due persone, Pietro e Giovanni, entrano nella stessa tomba dove è stato deposto il corpo di Gesù, vedono le stesse cose, comprendono in modo diverso: così ci sono quattro evangelisti che sottolineano aspetti diversi dello stesso mistero di Cristo. Dai segni nella tomba vuota Giovanni intuisce subito, ciò che Pietro comprende più tardi. Tutti vorremmo comprendere, almeno più tardi. Come? Anzitutto ci sono fatti reali e questi sono da interpretare; è sempre così. Qui il fatto Principe è la risurrezione di Gesù, fonte e base di tutto; essa supera la pura sperimentalità umana, storica; anche tanti semplici fatti “umani” vanno oltre i relativi segni materiali che li riguardano: le intenzioni, per esempio, che spingono uno ad agire in un dato modo, non si vedono e vanno interpretate. Il Risorto Gesù fa irruzione nella vita della Chiesa, qui rappresentata da due persone, Pietro e l’altro discepolo con un nome particolare: “il discepolo che Gesù amava”; tutti e due testimoniano l’evento straordinario, ma solo del secondo è detto: “vide e credette”; “vede” segni reali, “crede” o riconosce e accoglie una realtà che i segni contengono; ma la nascondono mentre la rivelano: è la dinamica di tutti i Sacramenti, definiti “segni sensibili della Grazia invisibile”. Pietra rotolata, sepolcro vuoto, bende poste in un dato modo, sudario, sono segni sensibili, semplici; nessun miracolo o fatto straordinario; per chi è disponibile alla fede i segni parlano chiaro, sono evidenti; per chi non lo è, sono realtà senza un nesso; solo chi cerca trova: nessun miracolo è necessario per chi crede, ogni miracolo è insufficiente per chi non cerca e non crede. Bisogna saper vedere i segni con un’intuizione profonda, che apre la porta al “credere” successivo. I segni, sotto il riflettore della Parola di Dio, aprono mente e cuore, svelano il Risorto: non hai bisogno di prove; comprendi che vita donata ai fratelli ti rende parte della beatitudine divina. “Il discepolo che Gesù ama” diventa il credente – tipo di ogni fedele che sa comprendere, come Tommaso che vede Gesù sensibile e lo confessa “Mio Signore e mio Dio!” invisibile, e come i due di Emmaus che vedono un viandante e riconoscono “il Signore risorto!”.
“Il discepolo che Gesù amava, giunto per primo al sepolcro, vi entra dopo Pietro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti”. Anzitutto c’è Gesù che ama il discepolo, poi c’è la Scrittura che presenta lo scopo e l’unità dell’intero piano salvifico di Dio; e c’è lo svolgersi dei fatti che mostrano cuori in ricerca; contrasto fra morte e vita: è ancora buio, in Maria Maddalena che pure si reca al sepolcro, vede la pietra ribaltata, corre da Simon Pietro e dall’altro discepolo, dice: “Hanno portato via il Signore”; escono i due discepoli, si recano al sepolcro, corrono insieme, uno “corre più veloce”: materialmente e spiritualmente; giunge per primo, si china, vede le bende per terra, ma non entra; giunge anche Simon Pietro, entra, vede bende e resto; allora entra anche il discepolo giunto per primo, vede e comprende le Scritture. Fatti esterni, cuori in ricerca, corsa diversa secondo il desiderio d’amore; tutto è a tua disposizione, ma nulla succede se non ti muove l’amore-Gesù che ti ama per primo, come quel discepolo, perché vuole suscitare in te l’interesse per lui. Ti puoi fermare alla prima constatazione dei fatti, o cogliere l’amore e cercare il senso di ciò che constati; allora ricordi e confronti: preghi come Maria, come “il discepolo che Gesù ama”, come Pietro che si ricorda e piange. Non è una cosa momentanea: già sul mar di Galilea quel discepolo riconosce il Risorto nell’uomo in piedi sulla riva; subito Pietro se ne rende conto e si butta in mare verso di lui. Fin dall’inizio il discepolo che Gesù ama, appena lo incontra, non esita, lo segue fino a casa, sta con lui; durante la passione, nell’ultima cena, reclina il capo sul petto di Gesù, sa così chi è il traditore, ma nel segreto lo ama come lui si sente amato dal Maestro. Non ha nome questo discepolo; sei tu, mettici il tuo.
Questo è il giorno di Cristo Signore: Alleluia.
Felicità! La pietra è ribaltata: tu mi cerchi come l’amata del Cantico dei Cantici, mi trovi fra i dirupi.
“Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la risurrezione dai morti. Testimoniamo che Gesù risorto è un fatto concreto; l’abbiamo visto vivo come l’abbiamo visto morto: con tutta la sua umanità, spirito e corpo, uomo completo; siamo chiamati alla vita come lui con tutto il nostro essere. Testimoniamo di avere mangiato insieme: ciò che i nostri occhi han visto e le nostre mani han toccato cioè il Verbo della Vita, lo comunichiamo a voi: fatto gratuito di amore accogliente!
“Essi l’uccisero, ma Dio l’ha risuscitato”: contrasto fra valutazioni di Dio e dell’uomo; uomo peccatore condanni il Giusto, mentre Dio l’approva e risuscita; cambia giudizio!
“Gesù passò beneficando e risanando tutti”: agisce e parla per fare il bene, per amare l’amore del Padre verso i fratelli; chi lo rifiuta lo deride. Dio l’approva.
Questo è il giorno di Cristo Signore: Alleluia.
Felicità! La pietra è ribaltata: l’amata del Cantico dei Cantici incontra e abbraccia l’amato che l’ama.
“Cercate e pensate le cose di lassù, dov’è Cristo”.
Vi ho immersi in me, siete morti e siete risorti, la vostra vita “nascosta” con Cristo in Dio è “visibile” negli atteggiamenti che suscita; questi sono frutto e segno della mia e vostra risurrezione, come la pietra ribaltata ecc.; impegnano pensiero e vita: “pensate e cercate” con me non voi stessi, ma le cose del Padre.
Questo è il giorno di Cristo Signore: Alleluia.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Questo è il giorno di Cristo Signore: Alleluia,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
hai vinto la morte, ci hai dato il passaggio alla vita;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
celebriamo in Cristo la sua pasqua di risurrezione;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci rinnova nello Spirito, rinasciamo nella sua luce;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
immersi in lui morto, risorto protendono verso di te;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dalla chiesa amata e rinnovata con i tuoi sacramenti.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Risurrezione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: risurrezione: Maria di Magdala comunica con amici;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: risurrezione: tomba vuota aumenta la fede in Gesù;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: risurrezione: Gesù è la Risurrezione e la Vita;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: risurrezione: Cristo presente in ognuno fa comunità;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: risurrezione: in tutti partecipi della pasqua di Cristo.
Preghiamo:
O Padre, che ci doni di fare festa nel Signore, perché Cristo nostra pasqua è immolato; fa’ che il tuo popolo accolga la vita come giorno di Cristo Signore. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).