20/02/2002 – QUARESIMA – ANNO A – 2 DOMENICA – 2002
Preparazione alla celebrazione della messa
2ª DOMENICA DI QUARESIMA
Anno A – 20 Febbraio 2005
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE.
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
Le meditazioni del 2001-4 rileggono i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
Dall’Avvento del 2004: Il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Seconda domenica di quaresima – anno A. Versetto al Vangelo:
Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio diletto. Ascoltatelo».
Antifona alla Comunione:
Questi è il mio Figlio prediletto,
nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo Ascoltatelo.
ASCOLTATELO, E VI FARÒ RISPLENDERE.
Ascoltatelo: si riflette in voi come in lui il mio piacere di Padre.
«Il suo volto brillò come il sole».
Oggi mi rendo presente in atto di compiere in te, in ciascuno, nella comunità l’ascolto che la voce dalla nube comanda, dicendo: “Ascoltatelo!”; lo compio nel simbolo della nube luminosa, potenza dello Spirito che ti avvolge. Nella mia persona, nei miei gesti, nelle mie parole, vedi come sto in “ascolto” del Padre, e sai come continuo ad “ascoltarlo” in te che mi lasci fare. Tutti partecipano al mistero di Dio in me: la folla mi riconosce “profeta”, i discepoli “Figlio del Dio vivente”, io mi dichiaro “Figlio dell’uomo che deve molto soffrire”, e la voce del Padre mi chiama “Figlio prediletto”. Sai che sono il Messia promesso, mi segui per la strada che conduce alla croce, ma ancora non vedi come nella sofferenza c’è gloria; ti vien dato un fugace anticipo di pasqua; con gli stessi discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni mi segui al Getsemani, vedi come nella debolezza aderisco alla volontà del Padre, e continuo nel concreto della storia umana che tu vivi in me; provi nella tua debolezza i miei sentimenti. Stessa vittoria provi tu e ogni persona che si lascia portare sul monte. Nuovo e vero Mosè, sono la rivelazione definitiva del Padre. Non “sei giorni dopo” la professione di fede di Pietro e la sua incomprensione a seguirmi, ma sempre e nonostante la vostra incomprensione, dopo il mio annunzio della passione e della necessità di seguirmi alla croce, come Mosè prendo con me tre rappresentanti di tutto il nuovo Israele; consegno la nuova legge d’amore gratuito di Dio. “Rivestito di maestà e di splendore”, più di Mosè dal “volto luminoso”, nella mia persona di Figlio di Dio sono “avvolto di luce come di un manto” (Es 24; Sal 104,1-2). Ti «porto» sul monte della trasfigurazione: ti rinfranco con breve anticipo di quell’esperienza di gloria promessa fin s’ora anche nella sofferenza. Dal fiume del battesimo ti porto al monte dell’incontro con il Padre: monte di tentazione, beatitudini, pani per tutti, incontro con il Risorto e missione nel mondo. Il Padre si compiace, la sua compiacenza risplende su di me come il sole, e si riverbera su di te, su tutti. Introdotti nella nube del mondo di Dio, Pietro, Giacomo e Giovanni sono illuminati, capiscono la mia vera identità, la meta del mio cammino di Messia glorioso pur nella sofferenza: nel conflitto col potere religioso-politico, osteggiato, perseguitato e ucciso. Capiscono, come tu ora comprendi, che il mio destino continuerà in loro, in voi, in te. Completo la storia condotta da Dio, ispirata dallo Spirito nelle “Scritture”, raffigurate in Mosè che insegna a Israele la libertà, e in “Elia” che lotta perché Dio sia riconosciuto come Dio. Pietro ritiene sia giunta l’ora della comunione di Dio con il suo popolo, suggerisce di celebrare la festa delle capanne, dicendo: “Facciamo tre tende”; di fatto è molto più che celebrare l’evento del deserto: ne è il compimento; in me l’antica alleanza di Dio con l’uomo diventa “nuova ed eterna alleanza”. Avvolti come Maria mia Madre dalla nube luminosa della Potenza divina, una voce ne dà il senso, e dice: Dio è con voi in Gesù mio Figlio prediletto, in lui mi compiaccio. “Ascoltatelo!”. Seguendolo nella passione come l’avete seguito finora, ereditate la sua stessa comunione con me. – Questo è l’unico intervento del Padre, unica sua parola sono io: il Figlio. In me si manifesta il suo Amore per gli uomini fino a morire in croce. Pietro e gli altri temono sotto la nube luminosa che parla, come temono nella passione; io mi avvicino, li tocco, dico: “Alzatevi e non temete”; nella mia parola fanno breve esperienza di capacità ad alzarsi, vedere e ascoltare; capacità che avranno a Pentecoste. Vedono solo me: non c’è più Elia, né Mosè, né nube, né parola alcuna dal cielo. Hai solo me, senza più splendore di gloria, unica luce straordinaria ai tuoi passi quotidiani; non tre tende: per me, per Mosè e per Elia; ma una sola tenda: “per me”; anzi, non la fai tu una tenda per me, ma io faccio di te una tenda per me come in Maria; e scendo dal monte con te in cammino verso la pasqua: la mia parola è luce del Tabor a tua disposizione; in te continua il mistero della mia storia, lo vedi in momentanee esperienze di luce straordinaria, di libera e piena adesione al Padre: gioie insieme a prove e impegni, fatiche e dolori sono luminose testimonianze del mio patire e risuscitare dai morti.
Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.
Ascoltatelo: si riflette in voi come in lui la mia paterna benedizione per tutti.
«Vocazione di Abramo, padre del popolo di Dio».
In me si compie la parola del Signore ad Abràm: il Signore parla ad Abràm, e io prendo con me i discepoli. Abràm è padre del popolo di Dio; io sono capo della chiesa e di tutta l’umanità, chiamata a seguirmi. Il Signore dice ad Abràm: Và dove ti indico, ti porto come benedizione gratuita, sei segno che tutti sono benedetti da me; – in me, monte alto della carità di Dio, tutti sono benedetti. Abràm parte, la parola di Dio suscita ciò che dice; i miei discepoli si alzano, e non vedono più nessuno, se non me solo.
Il Signore sceglie i padri e la loro discendenza: sceglie voi, stirpe eletta, vi ama; sei privilegiato, non perché migliore, ma semplicemente per amore (Dt 7,5ss): per farti ricco con la fede ed erede del regno (2,5). Ti scelgo io, e non faccio differenza di persone: ti scelgo perché porti me, vero Abramo, benedizione del Padre, davanti a tutti i popoli (Atti 9,15); privilegio che non ti fa superiore agli altri, ma mediatore di grazia, perché tutti diventino sublimi come Dio.
Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.
Ascoltatelo e si riflette in voi la mia paterna benedizione: io parlo con i fatti.
«Verso il paese che io ti indicherò».
Ogni situazione della tua vita, vissuta in me, ti fa messaggero di benedizione divina per tutti, come Abramo, come me in chi mi “lascia fare”: colgo la volontà del Padre nelle vicende della vita, anche se dure, drammatiche e sconvolgenti; mi lascio condurre da lui, che ha sempre pensieri di “pace” e rinnova l’umanità. Il cuore del Padre è più grande dell’uomo; è come il mio cuore: il peccato degli uomini dall’inizio al diluvio, alla torre di Babele non distoglie gli occhi del Padre da ciascuna persona. Anche una situazione di colpa diventa occasione di grazia; senza merito il Signore dice ad Abràm: Tu devi lasciare tutto. “Vàttene” con me! – E’ il faticoso cammino spirituale che propongo a te, come a ogni fedele, aldilà del tuo stato d’animo; io mi riservo di seguirti nei singoli passi delle tue tappe difficili: sono i miei passi verso la pasqua; momento per momento, ti aiuto a dare il tuo “sì!” al progetto del Padre a beneficio di tutti.
Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.
Ascoltatelo: si riflette nella vostra croce per amore il piacere della gloria.
«Dio ci chiama e ci illumina».
Per bocca di Paolo la Chiesa dice a ciascuno, come a te: Carissimo, partecipa anche tu con me alla passione del Signore Gesù. Dall’eternità il Padre ha preparato per noi una salvezza potente nel suo Figlio prediletto che ora ci ha rivelato sul monte santo. Gesù infatti ha vinto la morte, ha fatto risplendere la vita, conduce all’immortalità beata quanti lo seguono sulla via della prova.
Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
egli vince la morte e ci fa risplendere la vita;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù in mezzo a noi, fra le prove della vita ci guida al trionfo della risurrezione;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
in lui ti sei compiaciuto, ci ha amato e ha dato se stesso per noi sino in fondo;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
portati sul monte alto della carità del tuo Figlio;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità prediletta nel tuo Figlio prediletto.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Compiacenza sul volto:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: volto compiaciuto, di Pietro davanti al Maestro trasfigurato e all’udire la voce dalla nube;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: volto compiaciuto, di Abràm benedetto da Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: volto compiaciuto, di Gesù con Mosè ed Elia e mentre ode la voce del Padre diretta ai fratelli;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: volto compiaciuto, di Paolo, della Chiesa partecipe della vita immortale;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: volto compiaciuto, dell’umanità beata nello splendore della gloria.
Preghiamo:
O Padre, che dalla nube hai detto: “Questi è il mio Figlio prediletto; ascoltatelo!”; Donaci la tua grazia: in te speriamo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).