03-02-2002-Ordinario-A-dom4

03/02/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 04 DOMENICA – 2002

Preparazione alla celebrazione della messa

4ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 3 Febbraio 2002

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI

Antifona d’Ingresso. Sal 105,47
Salvaci, Signore Dio nostro,
e raccoglici da tutti i popoli,
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode.

Colletta
Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Oppure:
O Dio, che hai promesso ai poveri e agli umili la gioia del tuo regno, fà che la Chiesa non si lasci sedurre dalle potenze del mondo, ma a somiglianza dei piccoli del Vangelo segua con fiducia il suo sposo e Signore, per sperimentare la forza del tuo Spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo….

Prima Lettura. Sof 2,3; 3, 12-13
Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero.

Dal libro del profeta Sofonia
Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini;
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà,
per trovarvi al riparo
nel giorno dell’ira del Signore.
Farò restare in mezzo a te, Israele,
un popolo umile e povero;
confiderà nel nome del Signore
il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.

Salmo Responsoriale. Dal Salmo 145
Beati i poveri in spirito.

Il Signore è fedele per sempre,
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Egli libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge lo straniero.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie degli empi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

Seconda Lettura. 1 Cor 1, 26-31
Dio ha scelto ciò che nel mondo é debole

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Considerate la vostra vocazione, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili.
Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.
Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: “Chi si vanta si vanti nel Signore”.

Canto al Vangelo. Mt 5 ,12a
Alleluia, alleluia.
Rallegratevi, esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nel cieli.
Alleluia.

Vangelo. Mt 5,1-12a
Beati i poveri in spirito.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo: vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Sulle Offerte
Accogli con bontà, o Signore, questi doni che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull’altare, e trasformali in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla Comunione. Sal 30,17-18
Fà risplendere sul tuo servo la luce del tuo volto,
e salvami per la tua misericordia.
Che io non resti confuso, Signore,
perché ti ho invocato.

Oppure: Mt 5,3-4
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Dopo la Comunione
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fà che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra. Per Cristo nostro Signore.

=============================================

LA PAROLA A PAROLE MIE

Frase chiave delle letture:

BEATI GLI UMILI !

VANGELO (Matteo 5,1-12)
Gesù era seguito da persone molto UMILI. Allora un giorno, vedendoli amareggiati, volle dar loro una iniezione di fiducia. Salì su una montagna e con autorità disse:
“Beati quelli che sono tristi: Dio li farà sorridere.
Beati quelli che hanno il cuore buono: il Signore sarà buono con loro.
Beati quelli che si sentono piccoli: Dio li farà diventare grandi!
Beati gli sconfitti: il Signore li farà vincere.
Beati gli uomini miti: saranno felici per sempre.
BEATI GLI UMILI: Dio li farà scoppiare di gioia!”.

PRIMA LETTURA (2,3;3,12-13)
Dice il profeta Sofonìa: “Il Signore ama le persone UMILI: quelle che si affidano a Lui con semplicità, senza presunzione. BEATI gli uomini che agiscono con giustizia, parlano con sincerità, vivono con UMILTA’!”.

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 145,6-10)
BEATI GLI UMILI: perché Dio li ama. Il Signore protegge i giusti, sazia gli affamati, difende i deboli. Mette il bastone tra le ruote ai presuntuosi: sta sempre dalla parte degli UMILI!

SECONDA LETTURA (dalla prima lettera di Paolo ai Corìnzi 1,26-31)
Cari amici, guardatevi intorno: nella vostra comunità cristiana ci sono forse personaggi illustri? Uomini potenti? No. Il Signore sceglie la gente semplice, le persone UMILI: per dare una lezione a quelli che si credono grandi. Non certo perché siamo migliori degli altri. Solo di una cosa allora, possiamo vantarci: di quel che ha fatto il Signore per noi. Con la massima UMILTA’!

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
Le meditazioni del 2001-4 rileggono i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
Dall’Avvento del 2004: Il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi metodo in: LETTURE o MEDITAZIONE – tempo ordinario – 1ª domenica anno A 2005.
Meditazione del 2002.
Versetto al Vangelo:

Rallegratevi, esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Antifona alla Comunione:
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.

BEATI GLI UMILI !

Poveri e miti, destinatari d’amore, condividete il regno della gioia.
«Beati i poveri in spirito».
Oggi mi rendo presente in atto di chiamarti alla gioia e beatitudine del regno, nel simbolo della “luce che non viene mai meno” (Sof 2,5): come la luce penetra ogni cosa, così io penetro e mite m’immergo in te, in ogni persona e comunità aperta alla mia azione, interessata della mia amicizia, disposta a non costruirsi una vita in modo autonomo. Cosciente di non poter essere giusto e veritiero come desideri, tu cerchi e chiedi aiuto, confidi in me; mi trovi come Luce sempre in atto di riempire il tuo cuore e il tuo spirito della mia gioia.
Ogni uomo è “povero”. La tua povertà è vuota finché non realizzo in te la felicità per cui ti ho fatto a mia immagine; quando mi accogli come ora e mi ‘lasci fare’, sei doppiamente ‘beato’: anzitutto perché “m’immergo” nella tua storia e tu sei destinatario dell’immenso Amore del Padre, che “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”, “da ricco” fatto “povero”; e poi sei ‘beato’ perché “acconsenti” che “adempiamo ogni giustizia” e sei partecipe dello stesso Amore del Padre, sei “pescatore di uomini”. Così la “povertà” umana, “la tua povertà”, “destinataria” e “partecipe” della tenerezza del Padre divenuta “sale e luce del mondo ” nella mia povertà, è il fondamento della mia Chiesa, la costituzione e la magna charta della nuova umanità in cui io opero tramite te nella costruzione del mio regno.
Ecco allora la tua situazione attuale mentre mi ricevi in casa tua; è analoga a quella dei galilei che ho incontrato nei dintorni di Cafarnao; situazione che sintetizza i miei discorsi sul compimento della legge di Mosè, sulla novità del modo di vivere la mia Buona Notizia, sulla fiducia in Dio e sulla preghiera; situazione descritta nel discorso della montagna, fin dall’introduzione: le beatitudini; descrivo ciò che vedo con gli occhi del Padre mio; ti guardo e vedo ciò che lui vede: me stesso in te, come in quei galilei; la “tua Galilea”, nord della Palestina: lontana da chi vale, gente povera, non colta, con fede inquinata, in mezzo a gente straniera, detta “Galilea delle genti”; pescatori e contadini, persone sofferenti a causa della politica e dei terroristi, gli Zeloti, che vogliono liberarsi degli stranieri con l’uso delle armi; a te come a queste persone, ora io mi rivolgo e dico: “Beati”, felici! Non per consolare, né tanto meno per scherzare con persone che soffrono, ma perché vedo qualcosa di prezioso, di gran valore davanti a Dio, io dico: “Beati”, felici, te, loro, persone “povere”, persone afflitte, ma non violente, desiderose davvero di ciò che Dio vuole, piene di compassione verso gli altri, pure di cuore, che diffondono la pace; insultate, perseguitate per aver fatto la volontà di Dio!
Due sono le fonti di beatitudine in queste persone.
La prima viene dal fatto di vivere la beatitudine che il cuore può confermare: puoi vedere tu stesso come la “povertà” (non la miseria) ti fa stare bene, a tuo agio, mentre la ricchezza causa discordie, sospetti, lotte anche familiari; dopo aver faticato senza riconoscenza né successo per far crescere il bene e la pace, guardati intorno, ascolta dentro di te il cuore e la coscienza, saprai com’è vera la beatitudine, per esempio, “beati quelli che diffondono la pace”, pur nella sofferenza, fino anche a morire: in te in ogni sofferente, “destinatario” e “partecipe” dell’Amore, io sono il vero Mosè, l’unica legge, la presenza dell’Amore del Padre che regna.
L’altra fonte di beatitudine, che puoi esperimentare, è sapere che Dio, il Padre mio, si compiace di te, di persone come queste, e la sua compiacenza è davvero per te una beatitudine senza pari: “Beati” quelli che sono “poveri di fronte a Dio”; egli dona loro il suo regno: senza aver fatto nulla per meritare salvezza, e senza pretendere di meritarla; senza conoscere la stessa volontà di Dio che desiderano vivamente seguire; loro non pretendono di sentirsi vicini a Dio, di fatto gli uomini li ritengono lontani da lui, fuori della salvezza; io, invece, li dichiaro: “Beati”; beati voi perché Dio è vicino a voi senza che lo sappiate; “beati” perché Dio si compiace della gente “povera” e semplice come voi; “beati” perché vi ritenete incapaci di bene e attribuite a Dio ogni vostra opera buona, avvertendo con gioia la sua presenza. Io sono in te il povero in Spirito: abbandonato dai discepoli, non compreso, conosco l’umiliazione e per questo sono “beato”, perché pur umiliato sono nel cuore del Padre, mi abbandono a lui. La beatitudine consiste nell’essere “poveri” e sentirci a casa nel cuore del Padre dei poveri. Tu lasci che io viva in te da “Povero” con i miei sette (tutti) volti: afflitto, mite, affamato e assetato di giustizia, misericordioso, puro (non doppio) di cuore, operatore di pace, perseguitato; e, Risorto, io viva in te fin d’ora anche il “Regno” raggiunto che io sono: consolazione, terra promessa, sazietà, misericordia, visione di Dio, Figlio di Dio. Lasciandomi vivere in te, scopri nascosto nella tua fragilità umana, anche nelle situazioni tristi della tua vita, il mio amore che trasforma la realtà, ti fa intuire il suo progetto di salvezza, ti dà slancio a proseguire felice nella pace.

Beati i poveri in spirito.

Poveri e miti, destinatari d’amore, preparati dall’amore a cogliere l’amore.
«Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero».
Come ho chiamato i discepoli lungo il mare, segno che tutta la folla, tutta l’umanità è chiamata, così “tutti i poveri della terra” sono preparati con una storia anche d’esilio ad ascoltare il Signore, a confidare in lui; da Israele il Padre prepara un “resto”, “un popolo umile e povero” che cerchi il Signore, cerchi il suo progetto di vita, cerchi con disponibilità: senza frode, senza menzogna, senza iniquità; e trovi in me cibo e riposo adeguato. Si realizza il disegno d’amore che il Padre vuole costruire con me e con te sulla terra.

Beati i poveri in spirito.

Poveri e miti, destinatari d’amore, scelti dall’Amore ad essere ministri dell’Amore.
«Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole.
Paolo, esempio d’uomo che si ritiene sapiente, forte, superiore, ma scelto e preparato ad essere “stolto”, “debole”, totalmente “a servizio” dei fratelli per amore, com’egli stesso dice: “Non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2.20), ricorda che questo vale per tutti: “Considerate la vostra vocazione, fratelli”; lo costata nella comunità: “Non ci sono fra voi molti nobili..”; infatti il Padre mi ha costituito Fondamento della Chiesa: progetto del suo cuore, Sapienza; realizzato nella mia incarnazione, Giustizia; accolto da te totalmente rinnovato, santificazione; liberato dal tuo mondo vecchio: Redenzione».

Beati i poveri in spirito.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Beati i poveri in spirito,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
mite e umile di cuore, Sposo e Signore della Chiesa;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
presenza del regno, gioia dei poveri e degli umili;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
in noi supera le potenze mondane, ci fa suoi seguaci;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
sapienti, forti, dimore dello Spirito;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
da ogni uomo, povero, arricchito della povertà del Cristo tuo Figlio amatissimo.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Povertà:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la povertà, di cose create, condizione per la fede;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: la povertà, d’Israele, un resto, un popolo mite, umile;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la povertà, di Gesù che si fa povero per arricchirci;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la povertà, di Paolo e di Corinto, comunità di poveri;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: la povertà, dell’uomo chiamato al possesso del regno in Cristo morto e risorto.

Preghiamo:
O Padre, che in Cristo c’inviti a rallegrarci ed esultare perché grande è la nostra ricompensa nei cieli; fa’ che acclamiamo “beati i poveri in spirito” secondo il tuo progetto. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).