22/09/2012 – SABATO 24ª SETTIMANA PARI
SABATO 24ª SETTIMANA T. O. ANNO PARI. 22.09.2012
Seminato: nella corruzione; risorgi: nell’incorruttibilità.
Esulterò davanti a te, Signore, nella luce dei viventi.
Traccia per Animatori Gruppi Liturgici Parrocchiali
4° anno. 1: Vang.; 2: 1ª lettura; 3: salmo R/; 4: es.d.Spirito.
prendiamo coscienza di realtà perenni.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Ascolta, Israele! – Eccomi, Signore! Aiuta tutti come ora aiuti noi ad ascoltarti.
Riprendiamo i nostri incontri. Il nostro cammino spirituale. 4° anno: con l’esercizio dello Spirito nella giornata.
Come si può vedere e sentire nell’ultima domenica registrata, la 20ª del tempo ordinario, per tre anni abbiamo preso coscienza del Signore Gesù risorto, sempre presente in dialogo con noi. Per un anno abbiamo notato il vangelo. Per un altro anno abbiamo preso coscienza della prima lettura che ci aiuta a seguire Gesù in ciò che ci dice e fa. Lo dovremo seguire sempre. L’anno successivo, il terzo, abbiamo cominciato ad accogliere Gesù che risponde al Padre mediante noi. Ora, quest’anno, il 4°, prendiamo coscienza come questa celebrazione della Messa nel rito in chiesa continua nella nostra vita, per opera dello Spirito Santo, in tutta la giornata. L’iniziativa è sempre sua. Come la cena di Gesù il giovedì s. è continuata tutta la notte e il mattino del venerdì s., fino alla morte in croce e alla risurrezione, con la sua manifestazione il giorno di Pasqua che continua ora fra noi; così lo stesso suo Spirito c’insegna a pregare la messa non solo nel rito in chiesa, ma anche nella vita.
Cominciamo subito, oggi, sabato della 24ª settimana del t. o. Al vangelo e alla prima lettura e al Salmo Responsoriale, aggiungeremo un breve esercizio dello Spirito che ci accompagna durante il giorno. Nei giorni festivi e nelle domeniche, poi, siamo facilitati in questo esercizio dalla 2ª lettura.
VANGELO, p. 126.
Sequenza. Gesù dice la parabola del seminatore a una grande folla di gente venuta da lui.
Mentre il seminatore semina, dice Gesù, il grano cade su quattro tipi di terreno: sentiero, pietra, rovi, terreno buono. Con quattro risultati diversi: mangiato da uccelli, seccato, soffocato, moltiplicato il cento per uno. I discepoli ne chiedono il senso. Gesù stesso ne fa la
Rilettura, ne dà il senso:
Il Seme è la Parola di Dio: alla fine raggiunge tutti per il “frutto di Dio”. Quello caduto sulla strada sono coloro che il diavolo ha derubato, perché non credano e si salvino. Quello caduto sulla pietra sono coloro che vengono meno nella prova. Quello caduto fra i rovi sono coloro che si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita. Quello caduto su terreno buono sono coloro che ascoltano e custodiscono la Parola, e producono frutto con perseveranza.
Ma, come cresce una persona, da essere, prima sentiero, poi pietra, poi rovi, fino a divenire terreno buono, simile all’uomo celeste, Cristo Gesù? Come custodire la Parola “con perseveranza”? Come? È un “Come” riguardante l’operato della Parola che trasforma una persona umana; analogo al “Come” riguardante la risurrezione di un “corpo” mortale.
LA PRIMA LETTURA riporta un brano della prima lettera di san Paolo Apostolo ai Corinzi. Oggi, lo Spirito Santo pone questo brano riguardante la risurrezione dei corpi, vicino al vangelo su:
la Parola seminata nel cuore dell’uomo, Parola di Dio che Dio stesso fa crescere. Alla domanda: “Come risorgono i morti?”, Paolo risponde: “Stolto!”, ciò che è seminato non prende vita, se prima non muore. Il corpo, come il chicco di grano, come la parola che risuona all’orecchio, non riappare uguale: abbandona la veste che l’ha veicolata, e si manifesta «Nuova Vita interiore». Riguardo al corpo che risorge, dice Paolo: “È seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale”. Il corpo del primo uomo, l’Adamo mortale, poi è investito dallo Spirito dell’ultimo uomo, l’Adamo spirituale, Cristo Gesù, datore di vita.
Analogamente, è seminata una parola, per esempio, “compassione”. Essa appare carnale, cioè, una semplice parola umana, carnale appunto! Ma, risorge come “parola di Dio”, spirituale: qual è la “Compassione di Dio”, che opera e crea ciò che dice. Così, ogni figlio di Adamo è mortale, ma il Figlio di Dio viene dal cielo, come Spirito datore di Vita. Come l’uomo terreno, così sono quelli che usano parole terrene; e come è l’uomo celeste, Gesù Cristo, così sono i celesti: battezzati, cresimati, nutriti della Parola e del Corpo di Cristo, consacrati, sposati uniti in un solo corpo, riconciliati, unti con l’olio degli infermi e degli agonizzanti, resi simili a Cristo che muore e risorge per il bene dei fratelli: membra del Cristo visibile ancora sulla terra, che nel
SALMO RESPONSORIALE acclama nelle sue membra celebranti:
“Esulterò davanti a te, Signore, nella luce dei viventi. Questo io so: Dio il Padre mio è per me! Ripete Gesù in se stesso e nelle sue membra celebranti. In Dio confido, non avrò timore. Ti rendo grazie, o Dio, tu hai liberato la mia vita dalla morte, i miei piedi dalla caduta”. Mi avvolgevano dolori di morte -e appropriandosi situazioni di fratelli e sorelle, sue membra Gesù aggiunge – mi sono addossato sofferenze per le preoccupazioni, le ricchezze, i piaceri della vita, e tu, Padre, mi hai liberato, mi hai attratto a te. Ora i miei si trovano a custodire la parola con perseveranza, come chi ha un unico interesse: te, o Padre, e Colui che tu hai mandato. Sperimentano che tu con la tua Parola, li fai vivere, li fai servire in mia persona i fratelli, le sorelle con gioia.
ESERCIZI DELLO SPIRITO. Padre, lo Spirito che io ho mandato loro da te, ricorda ai miei fratelli, tuoi figli, la Parola; la fa loro comprendere, in modo che li spinge ad agire conformemente alla tua volontà. Ecco la novità che si accingono ora a praticare. Cominciano a prendere coscienza di un breve esercizio del nostro Spirito Santo. Ciascuno lo può constatare ed esprimere: nutrita/o così della mia Parola e del mio Corpo, ciascuna/o esce dall’assemblea liturgica rinfrancata/o; esclama:
Ecco, in Cristo mi trovo a operare nell’esultanza di chi serve il Signore nei “fratelli e sorelle; come chi danza e canta inni di gioia nel suo Figlio amato, come ora faccio. Non è uno stress, ma una felicità senza fine. Questa, la tua benedizione su tutti loro, oggi, Padre, per Cristo tuo Figlio, nello Spirito Santo. Amen.