09/06/2012 – T.O. – ANNO B – DOM.10 – CORPUS DOMINI – ANIMATORI
INCONTRO ANIMATORI di GRUPPI LITURGICI PARROCCHIALI
Piedimulera (VB) –2°sab. 9 Giugno 2012 – 10ª Dom. CORPUS DOMINI. Anno B – Traccia.
VANGELO (Mc 14,12-16.22-26), sforbiciato, tagliato via il tradimento (vv. 17-21) mette l’Eucaristia vicino alla grande Festa di Pasqua: “Il primo giorno degli azzimi, quando s’immolava la Pasqua”; e accanto alla celebrazione dell’Alleanza: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’Alleanza, versato per molti”. Il brano riporta due eventi: la preparazione della cena pasquale (vv. 12-16); e l’istituzione dell’Eucaristia nell’ultima cena (vv. 22-26).
Festa del Culmine Liturgico Pasquale – nell’Umile Quotidiano. Solennità del corpo e sangue di Cristo, posta da una parte volutamente in rapporto alla grande festa di Pasqua, come si è visto: “Il primo giorno degli azzimi, quando s’immolava la Pasqua”. Dall’altra parte, in forza dell’Alleanza con il suo popolo, la grande Presenza di Cristo Gesù entra nella vita ordinaria del nostro vivere quotidiano. È la solennità della processione fin dal 1317: così usciamo dalle chiese con il nostro Santissimo Sacramento. La Sposa non vuole che il suo Sposo sia solo; né lo Sposo vuole stia isolata la sua Sposa. Entri in casa sua, nella nostra vita, in tutti gli angoli dei nostri paesi, della nostra esistenza feriale, in compagnia: in processione.
Festa Recente e Remota. La solennità del corpo e sangue di Cristo è recente, ma affonda le sue radici nella devozione del popolo di Dio che dà per scontato la presenza reale, e sottolinea invece la dimensione dinamica dell’Eucaristia, che è per il popolo. Il popolo di Dio è consapevole che il Signore ha voluto piantare «la sua tenda in mezzo a noi»; egli è realmente presente con il suo corpo e sangue nei segni del pane e del vino. Il Popolo è consapevole che in ogni chiesa il tabernacolo è la tenda della sua presenza («Tabernacolo» vuol dire semplicemente «tenda». Dio non ha mai voluto dimore fisse che lo separi dalla sua Sposa). È la tenda della sua presenza piantata nel mezzo del nostro accampamento, come nel deserto, quando camminava con il suo popolo. La parola si è fatta carne e ha messo la sua tenda in mezzo a noi. Cristo si è fatto carne e dimora in mezzo a noi: è presente nella nostra vita.
LA PRIMA LETTURA (Esodo 24,3-8). Accostamento felicissimo! La 1ª lettura rileva sempre il senso profondo e pieno della realtà in Cristo; ma oggi esalta la sublimità del dono di Dio in Cristo Gesù all’umanità. È una autentica grandeFesta dell’Amore: del corpo donato e del sangue versato. Nelle letture proposte per la festa, quest’anno B, l’accento è posto sul sangue. Elemento fondamentale nell’eucaristia è il vino che diventa il sangue di Cristo. La preparazione della cena pasquale di Gesù con i suoi è la preparazione dell’Alleanza; la cena pasquale stessa con l’Istituzione Eucaristica è la Nuova alleanza: “Il sangue della Nuova ed Eterna Alleanza, profetizzata da Dio per bocca di Geremia (31,31-34), realizzata in Cristo il 7-9 aprile del 30 d.C. e voluta espressamente da Gesù come Programma Rituale Partecipativo, per sempre: “Fate questo in memoria di me”!
Preparazione e realizzazione della Nuova ed eterna Alleanza, sono pieno compimento di un disegno del Padre Lontano e Vicino: lontano, che “nessuno ha mai visto”; eppure, così vicino, da riempire ogni istante della storia nel mondo, da quando Gesù propone la preparazione e la celebrazione dell’ultima cena con i suoi discepoli. Da allora sentiamo le sue parole in ogni celebrazione eucaristica: “Prendete, questo è il mio corpo, questo è il mio sangue dell’alleanza che è versato per molti”. La formula usata da Gesù presenta il suo sangue come lo strumento dell’alleanza, riprendendo una parola antica di Mosè. Infatti la prima lettura, tratta dal libro dell’esodo, ci propone il capitolo 24, con il rituale di stipulazione dell’alleanza. Dopo avere ricevuto dal Signore le tavole della legge con i comandamenti, e il testo con le norme fondamentali dell’alleanza, il libro dell’esodo racconta il rito con cui il contratto è stato firmato. Si è stipulato l’accordo tra Dio e il popolo.
Mosè Riferisce le Parole di Dio e il Popolo Accetta e Risponde a Una Sola Voce: . “Tutti i comandamenti che il Signore ha dato noi li eseguiremo”. Il popolo forse non lo sa; ma Dio ha messo nel loro cuore un desiderio che solo nell’uomo Dio, Cristo Gesù, potrà realizzarsi. «Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Poi preparò un altare ai piedi del monte». 12 grosse pietre rappresentano le tribù di Israele. Un mucchio di pietre diventa un altare rudimentale. Sopra l’altare vengono messi degli animali sacrificati. Di questi animali viene preso il sangue. Metà di questo sangue Mosè lo versa sull’altare. L’altra metà lo asperge sul popolo. Il popolo approva quello che è stato scritto: “Tutto quello che è stato scritto noi lo eseguiremo e vi presteremo ascolto”. È un impegno solenne. C’è un vincolo di sangue. Quelle vittime, che hanno dato il sangue, creano un collegamento. Il popolo rappresenta se stesso e l’altare rappresenta Dio. Il sangue unisce Dio e il popolo. E difatti, mentre Mosè fa l’aspersione, e getta questo sangue sul popolo, dice: “Questo è il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole”. Il sangue degli animali sacrificati è diventato lo strumento di legame tra Dio e il suo popolo.
La Messa è Sacrificio di Cristo: Sacrificio di Alleanza Nuova ed Eterna. Dichiarato da Gesù con parole dell’Istituzione Eucaristica: “La notte in cui fu tradito, prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede”. “Dopo la cena allo stesso modo”. Nella stipula dell’Alleanza, prima veniva letto il documento, poi veniva compiuto il sacrificio come sigillo d’Alleanza stessa da parte dei due contraenti. Tale sacrificio era completo quando veniva consumato in un pasto di comunione.
L’Eucaristia, quindi, è presentata dalla liturgia come Alleanza, dove sono necessari: 1. la Parola; 2. Prender parte al sacrificio (= firma del contratto); 3. Un prender parte al sacrificio che=Prender parte al Pasto di comunione, con Dio e con il prossimo. È Sangue dell’Alleanza che Gesù dice sul calice della Cena: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’Alleanza”; che inaugura la Nuova Eterna Alleanza: un nuovo sangue. Non è il sangue di un animale: “È il mio sangue che è versato per voi”, che è versato per la moltitudine degli uomini. Che è versato per creare un autentico indissolubile legame tra Dio e l’umanità. Ecco l’Alleanza piena di Gesù che attua in sé la profezia dell’Esodo e costituisce la Messa –
Sacrificio di Cristo come firma del Patto con Dio, preceduto dalla Parola, seguito dal pasto comunionale, segno di piena adesione a esso.
SALMO RESPONSORIALE (115).Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Ecco la nostra conclusione orante, riprendendo l’invocazione del salmo 115. Vogliamo alzare il calice della salvezza. È un rito che la tradizione ebraica compie ogni anno nella cena pasquale: alzare il calice della salvezza è un rito che noi compiamo in ogni celebrazione eucaristica. Innalzare il calice del vino è innalzare il calice che contiene il sangue di Gesù Cristo. Segno del suo amore che ci ha redenti che ci ha salvati, che ci ha fatti alleati di Dio. Ci ha fatti suoi figli. Ha messo la sua tenda in mezzo a noi. Gli è costato sangue questa presenza e ci chiede una partecipazione affettuosa e totale. Ci chiede di uscire con lui e di vivere quello che lui ha fatto nella nostra vita quotidiana; di portare la potenza del suo sangue per le strade dei nostri paesi, nella nostra vita di tutti i giorni. Il tabernacolo della presenza si trasformi in un santuario vivente delle nostre persone con uno stile di vita eucaristico capace di trasformare il mondo e rendere fin d’ora migliore la nostra esistenza umana, nella gioia della sua Felicità, con noi.
LA SECONDA LETTURA (lettera agli Ebrei, cap. 9). Il cuore di tutto questo scritto, grande omelia su Cristo, sta qui:Cristo è Entrato Con Il Suo Sangue, Attraverso Il Velo Che È La Sua Carne Nel Santuario Di Dio. Ha raggiunto la pienezza. Non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue è entrato una volta per sempre. La forza del sangue di Cristo purifica la nostra coscienza dalle opere di morte e ci rende capaci di servire il Dio vivente, “Per questo”, conclude oggi la lettera agli ebrei: “Cristo è mediatore di un’alleanza nuova”. Nel suo sangue ha creato un legame tra Dio e l’umanità.
O Padre, che ci hai donato il Figlio, pane vivo disceso dal cielo, perché mangiando viviamo in eterno; disseta tutti noi al calice della gioia, alla tua destra. Per Cristo n. Signore. Amen.