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14/05/2011 – T. PASQUALE – ANNO A – 4 DOMENICA – ANIMATORI

INCONTRO ANIMATORI GRUPPI LITURGICI PARROCCHIALI
Piedimulera (NO) – Secondo sabato – 14 maggio 2011 – 4ª Domenica di Pasqua – Anno A. Traccia.

Ingr.Pasq.ABC: Sono risorto, sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano, è stupenda per me la tua saggezza. Dio Padre ha parlato risuscitando il Figlio, Capo e Membra, tutta l’umanità. Tutta l’umanità risponde al Padre in persona di Gesù nel rito dell’assemblea liturgica e nella vita:“Sono risorto, sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano, è stupenda per me la tua saggezza” (stesso «ingresso pasquale» mentre Gesù ci vien in mente, come alle donne del vang.lun.di Pasqua).
Anno A. 1ª dom: “Pace a voi!” =Eccomi,vostra «realizzazione», e con il dono dello Spirito che vi do, avverrà anche in voi. – “Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione”: testimonianza apostolica nella 1ª Lett. “Questo è il «giorno» che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo”, Ant. Comunione.
2ª dom.: “Pace a voi!”, dice di nuovo Gesù ai discepoli in casa =comunità, «Otto giorni dopo (fin s.VII; ora: dies dominicus),
perseveranti nell’insegnamento.. e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere» =Comunità, 1ª lettura. “Accosta, tocca, mangia,bevi:non esser incredulo ma credente–Signore mio,Dio mio,il tuo amore per sempre”Ant.Com.
3ª dom.: “Non bisognava che il Figlio d.U. soffrisse per entrare nella sua gloria?”, dice Gesù ai due di Emmaus = a tutta l’umanità «ferma, triste»; e spiega ciò che si riferisce a lui in «tutte le Scritture» =tutto l’Ant.Test. -I Principio = Gesù è compimento delle Scritture; I norma =1ª Lettura↔Vangelo. “Contemplavo sempre il Signore alla mia destra tu non abbandonerai la mia vita..”, dice Gesù al Padre per bocca di Davide; prima ha parlato ai due di Emmaus. “Non ci ardeva il cuore in petto?”: «I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, nello spezzare il pane», Ant. Com.
4ª dom. oggi: VANGELO liturgico. “In verità, in verità io vi dico”, Gesù dice due volte: testo diviso in due parti. 1: ‘porta’, =simbolo; 2: ‘porta’ =Gesù. ‘Porta’come simbolo ha infiniti significati; qui, soli 2: A)“Io sono la porta delle pecore”; B) “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà, troverà pascolo”.
A) “Io sono la porta delle pecore: chi entra «per la porta» = «per me», è pastore” serio, se no, è un brigante. Gesù parla del suo tempo, e di noi. a) Gesù Cristo storico parla del suo tempo: “Chi non entra per me”, non può venire al Padre; “Dio, nessuno l’ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui (Persona e attività) che lo ha s-piegato, sbriciolato =exêgêsato” (Gv1,18). Gamaliele offre ai sinedriti due esempi falliti: Teuta e Giuda il Galileo (Atti 5,34-40); non son passati attraverso la porta e falliscono (cfr Insieme nella messa, 5p.34s): passa per l’unica Porta, Cristo Gesù! -Cerca di beneficare la gente; ma provvedi che la persona si trasformi dal di dentro ‘per opera di Cristo’. Senza Cristo ogni beneficio finisce, non lascia frutto duraturo per la vita eterna: non viene nutrito in modo adeguato l’uomo che “non vive di solo pane”. b) Gesù Risorto parla di se stesso qui presente in persona fra noi, dal tempo della chiesa nascente; e dice: se conosci il Figlio, hai una visione e una conoscenza totale dell’uomo, salvato ad ogni livello, solo «per me», Figlio unigenito. Paolo parla di «superapostoli» =super-attivi, e dice: anche se io sono un nulla, “non mi sento per nulla inferiore a quei «superapostoli»” (2Cor 12,11); ed erano credenti, anzi presbiteri, vescovi. Paolo ‘li accoglie’, come zizzania nel grano, non li approva, attende. Si riconosca: nella chiesa di Dio si posson trovare sacerdoti che «non sono secondo Dio». Pietro ne parla nella sua 1ª lettera; parla del sacerdozio battesimale e ordinato; critica in modo feroce il clero della Chiesa nascente. Marco riporta le parole che Pietro ha sentite da Gesù, unica «porta» da passare per essere autentici suoi pastori; cita Ezechiele: “Io stesso pascerò le mie pecore” (34,1-10). Il vescovo di Gerapoli difende Marco, tanto criticato, e dice: non è disordinato il suo vangelo, ma ben strutturato secondo notizie d’infedeltà ed esortazioni a non essere «briganti e ladri».
B) “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà, troverà pascolo”, dice Gesù. «Entrerà e uscirà» è una frase polare, come «cielo e terra», «quando mi siedo e quando mi alzo», «bianco e nero»; vuol dire: tutto ciò che accade fra entrare e uscire, che vi è in cielo e in terra e tutto in mezzo, tutto ciò che faccio da quando mi siedo a quando mi alzo, tutte le sfumature cromatiche esistenti fra bianco e nero, in tutti gli ambiti della vita, dall’«immagine di Dio alla sua somiglianza», dalla «risurrezione corporale alla salvezza dell’anima». Quindi: «chi entra attraverso me», si muove con libertà ed è salvato in ogni situazione possibile, in ogni caso inimmaginabile, ad ogni livello umano, e in ogni stato di vita dal corpo allo spirito, dall’inizio alla fine dell’esistenza: «attraverso me» troverà salvezza ogni pecora, da «grande a piccola», da «malata a sana» (Ez 34).
In conclusione. Con l’immagine «Porta», Gesù dice ai contemporanei: io sono il vero unico Messia bel Pastore; e alla chiesa nascente Gesù dà il criterio per valutare i suoi pastori. La «Porta» è Gesù «Unico Salvatore» d’ogni uomo; intendendo per «salvezza» tutta la realtà della vita, d’ogni uomo, in ogni religione: ovunque, infatti, si trovano presenti i «logoi spermatikoì», i semi del Verbo che salva, come si dice fin dai Padri greci della chiesa nascente.
PRIMA LETTURA. Atti =N.T., scritto per essere letto dopo la risurrezione di Gesù, mostra segni di Gesù presente in persona fra noi (cf Dom.3) e come si formano comunità di Gesù. Nostro compito quest’anno è scoprire rapporti fra 1ª let↔Gesù-vang. Es.oggi. Pietro dice:unica Porta di Salvezza è“quel Gesù che voi avete crocifisso” e che“Dio ha costituito Signore e Cristo”= fatto unico Padrone dei vosstri cuori. Ciò stabilito da Dio, scorre tutto (=7) il fiume di Grazia: 1° comprensione piena nei presenti; 2° mossi da vivo desiderio di salvezza; 3° disponibili a chiedere e a fare, dicono: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”; 4° unica risposta autorevole di Pietro da Dio per tutti è: “Convertitevi” =lasciatevi attirare dal Cristo, fatevi battezzare ognuno “nel nome di Gesù Cristo”; 5° la salvezza condonata e passata per la Porta «Gesù Cristo» è accolta dall’uomo; 6° essa diventa operante in tutta la gamma delle situazioni umano-divine, racchiuse nelle realtà polari «Spirito Santo e perdono dei peccati»; 7° l’uomo nuovo mediante il battesimo sperimenta tutto questo in ogni situazione della sua esistenza (vedi P. Elia e Ceresa Noemi).
COLLETTA. O Dio, nostro Padre, che nel tuo Figlio ci hai riaperto la porta della salvezza, infondi in noi la sapienza dello Spirito, perché fra le insidie del mondo sappiamo riconoscere la voce di Cristo, buon pastore, che ci dona l’abbondanza della vita. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen. – NB: Un profondo grazie a Dio che fa crescere fra noi la sua Parola, dopo averla piantata tramite Annamaria Albertin e irrigata tramite Don Mario Ceresa che ci ospita divina-mente con P.Elia e Noemi.