03-03-2011-Ordinario-8sett-Giovedì

03/03/2011 – SETTIMANA 8 GIOVEDì – ANNO DISPARI – 2011

To 08 g 2011
Omegna VCO 03.03.2011

“Che cosa vuoi che io faccia per te?”. “Rabbunì, che io veda nuovo”.

Alleluia. Io sono la luce del mondo, dice il Signore: chi segue me avrò la luce della vita. Alleluia.
VANGELO. Struttura: i discepoli seguono Gesù perplessi. Bartimeo cieco accoglie Gesù che viene e gli suscita fiducia, supplica; ottiene capacità di vedere oltre; e segue Gesù.
LA PRIMA LETTURA, vv. 42,22-25, richiama Gesù e il cieco, l’uno di fronte all’altro, tipo della chiesa. Il cieco, tipo d’ogni fedele, contempla, prega, sempre di più, figura della chiesa che prega: «è veramente cosa buona e giusta rendere grazie … a te, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro».

Preghiera di tutto il giorno:
Gesù viene. Il cieco supplica. Gesù si ferma. Il cieco chiede. Gesù gli offre tutto se stesso; egli prega: “Che io abbia la vista nuova”, che io veda, e comprenda le meraviglie che tu compi; meraviglie che mi fanno esclamare: “Figlio di David, Gesù, abbi pietà di me”; meraviglie che mi riempiono del desiderio di vedere questa tua accondiscendenza verso di me, verso questo mio vissuto.
Solo tu hai giusta compassione per ciascuno che chiami a te; ciascuna persona che raduni da ogni estremità della terra, da ogni situazione; e la prendi su di te per donarle la vita, per mezzo del vangelo. «Che io veda» tutto questo in modo profondo; «Che io veda» sempre tutto «di nuovo»: «Che io veda» la profondità del tuo amore.
“O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i tuoi giudizi e inaccessibili le tue vie!” (Rom 11,33).
“In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono
infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rom 8,37-39).
“A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo dirigere? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo” (1Cor 2,10-16).
“Per questo, dico, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell’uomo interiore. Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen” (Ef 3,14-21).