04/09/2011 – TEMPO DI QUARESIMA – ANNO A – V domenica – 2011
INCONTRO ANIMATORI GRUPPI LITURGICI PARROCCHIALI – Presso Piedimulera (NO).
Secondo sabato – 9 aprile 2011 – 5ª Domenica di Quaresima – Anno A.
Anno A. Battesimo: “Tu sei il mio Figlio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Dialogo: “Tu sei…”.
1ª dom.: «tentazioni», tre. Tenta a far monologo: “Se sei Figlio…”, l’uomo ad una sola dimensione (pietre pane); la fede come potere magico (dio deve fare ciò che voglio io); dio è potere, denaro, ricchezza, cultura (soggiogare altri). Gesù è l’unico Vincitore, resta nel dialogo, risponde: “L’uomo vive della continua parola che esce dalla bocca di Dio”.
2ª dom.: «trasfigurazione»: fine umano? «Essere Risorti» come Cristo. Il Padre ci indica la strada: “Ascoltatelo”.
3ª dom. «samaritana», Gesù subito all’opera: è uomo Giudeo, Signore, Profeta, Messia. “Noi crediamo: è Salvatore”.
4ª dom. «cieco nato»: esperienza! Conosce? È abbandonato, isolato, solo “Credi? Sono io che parlo con te”. “Credo”.
5ª dom. «Lazzaro» è segno è prova che Gesù è «Vita» e «Dona Vita». La «paura primordiale della morte» è sconfitta. Gv dice: Cristo dona Vita che supera la morte? Quindi condono del «peccato». Rovescio di: peccato malattia morte.
VANGELO della 5ª domenica. 8 parti: 1ª malattia di Lazzaro (vv. 1-3) amico di Gesù, come le sorelle Marta, Maria;
2ª dialogo con i discepoli (vv. 4-16): non capiscono «Gesù come colui che ha il potere di risvegliare dal sonno della morte»: questo n° 2ª con 3ª = punto centrale (vedi I e II lettura), ultima tappa del percorso quaresimale al battesimo; 3ª dialogo con Marta (vv. 17-27): “Tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà”. Per Marta Gesù non è Dio, ma un semplice «intermediario» presso Dio. “Tuo fratello risorgerà”; “so che risorgerà nell’ultimo giorno” come capiterà ai soli giusti (Dan 12). Marta riconosce il fratello un “giusto” che ha osservato la Torah fino in fondo. Gesù dice: “IO”: la risurrezione non è una cosa, ma una Persona. “IO SONO” è il nome di Dio a Mosè sul monte dal roveto ardente (Esodo), Gesù si rivela Dio, “Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero”, credo dei battezzandi. Gesù è la II Persona della Santissima Trinità, “la Risurrezione e la Vita”; Gesù non è un semplice «intermediario» presso Dio, ma è Dio (vedi II dom. di quar.: “Questi è il Figlio mio… Ascoltatelo”). “Chi crede in me”= si lascia attirare da me, si muove verso di me, attirato da me Luce, Vita, come il cieco di Gerico che butta via il mantello…, “anche se muore, vivrà”. E vale per tutti. Segue quindi la dichiarazione universale, per ogni essere umano: “Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?”. È la domanda specifica del Vescovo al battezzando. Gesù attende la risposta di Marta, nostra, di ciascuno: di chi si lascia attirare e si muove verso la Luce, verso la Vita e la sperimenta. Gesù «Risurrezione e Vita» ha la Vita e dona la Vita a quanti l’accolgono. Rispondiamo con Marta: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che viene nel mondo”; e il «so che risorgerà», impersonale, diventa “io credo che tu sei il Cristo”, risposta personale, identificazione divina nel battesimo, tutt’uno con Cristo Signore (cf Rom 6), sue membra, di un solo corpo fra noi in Cristo, fascino profondo verso Gesù che ci porta ad accoglierlo come Dio e Uomo (cfr Gv 1,12s) e a lasciarlo operare in noi come Capo nelle sue membra, Vite nei suoi tralci, da poter dire con tutta verità sentita intimamente: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20), le otto Beatitudini, Nuova Legge della Persona di Gesù, fin dalla Chiesa Nascente (potete vederne il segno del «luogo» = tempio, in cui vi trovate), “per me vivere è Cristo e morire” a me stesso “un guadagno” (Fil 1,21). Fede operosa: “Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non «obbedisce» al Figlio non vedrà la Vita” (Gv 3,36). Questo: il battesimo che dona lo Spirito: “Acqua che zampilla per la Vita eterna” (Gv 7,37); la Cresima (Crisma-Cristo) travasa in noi i sentimenti di Cristo; l’Eucaristia, Parola e Segno: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue «ha» la Vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo Giorno” nel fisico dal nostro punto di vista, ma dal punto di vista di Dio adesso avviene la creazione, l’amicizia con Abramo, l’incarnazione, la morte e risurrezione, la fine del mondo. Noi, già risorti, siamo nell’eternità, senza prima e dopo, con tutti i santi, anche nostri parenti. “Le parole che io vi dico sono Spirito e Vita” (Gv 6,54.63).
4ª Gesù davanti a Maria é “molto turbato” (embrimàomai: irritazione interiore di chi non condivide il pianto senza speranza degli astanti) (vv. 28-37);
5ª dialogo con Marta (vv. 38-40); 6ª ringraziamento al Padre (vv. 41-42); 7ª miracolo (vv. 43-44); 8ª confessione di fede dei presenti (vv. 45).
PRIMA LETTURA. Esempio di risurrezione di tutta la nazione d’Israele che si riteneva morta. Risurrezione come continua donazione di Vita reale. Da confrontare facilmente con il vangelo. Riassunto nella Colletta propria.