12/08/2011 – SOLENNITÀ DELLA B.V. MARIA IMMACOLATA
L’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
8 dicembre 2011.
Gesù: «la vittima immacolata»; Maria, l’immacolata; noi, santi e immacolati.
Oggi celebriamo l’unico ed eterno sacrificio di Cristo, «vittima pura, santa e immacolata», che ha reso immacolata Maria, la Madre, e noi tutti suoi fratelli.
La solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria ci inserisce nel cuore dell’Avvento, per contemplare l’opera che il Signore ha compiuto nella nostra vicenda umana. Maria è stata salvata pienamente da subito. Da sempre in lei Dio ha mostrato la potenza del suo amore che salva in profondità. Totalmente egli redime l’uomo dal peccato.
IL VANGELO di questa solennità è il racconto secondo Luca dell’annunciazione (Lc 1,26-38).
Rallegrati, pienamente graziata.
È un brano che ascolteremo di nuovo nella quarta domenica di Avvento; ma in questa festa concentriamo l’attenzione soprattutto sul Saluto dell’angelo, che, entrando da Maria, le dice: “Rallegrati, o piena di grazia = totalmente graziata, il Signore è con te”. Quel titolo così importante: «Piena di grazia» è all’origine della festa stessa di oggi. Forse qualcuno resta deviato dall’annunciazione, dove si parla del concepimento di Maria. Qualcuno può restare infatti deviato dal pensiero che Maria concepisce Gesù in modo verginale. Ma non è questo il contenuto della festa dell’Immacolata. È Maria che è concepita senza peccato originale! Per questo è chiamata «piena di grazia», in greco kecharitoménê, termine complicato che vuol dire «pienamente graziata»: la piena trasformazione d’una persona per grazia di Dio. Il tema del peccato originale ci è proposto dalla
PRIMA LETTURA, dove al cap. 3 della Genesi, viene narrato il peccato di disobbedienza e di superbia dell’umanità. Ma il male, il peccato non è l’ultima parola.
«Il Signore Dio disse al serpente: “Io porro inimicizia tra te e la donna”, tra te – serpente – “e la stirpe della donna. Questa – stirpe della donna – ti schiaccerà il capo”». E’ l’annuncio del Messia. Il discendente della donna, un uomo, schiaccerà la testa del serpente, vincerà il potere del male. E’ l’annuncio della potenza di Cristo che salva e schiaccia la testa del serpente. Maria è salvata in forza della redenzione operata da Gesù Cristo, che offriamo nell’unico sacrificio eucaristico, “vittima pura, santa e immacolata” (Preghiera Eucaristica I).
NEL SALMO RESPONSORIALE (Salmo 97), cantiamo:
«“Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore”. È lo stesso salmo del giorno di Natale, con un versetto un po’ diverso: “Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto prodigi”. Quali sono questi prodigi che celebriamo? La vittoria sul male, sul peccato. Dio è il più forte. L’ultima parola è la sua. Maria è l’esempio importante, dove pienamente l’opera si è già realizzata, ma non è l’unica.
NELLA SECONDA LETTURA l’apostolo Paolo scrive agli Efesini (1,3-6.11-12) e dice che
“In Cristo Dio ci ha scelti per essere santi e «immacolati» al suo cospetto nella carità”. L’aggettivo «immacolato» nel nuovo testamento è usato per noi. Per tutti noi: “Dio ci ha scelti” pensando di farci diventare “«santi e immacolati» al suo cospetto, davanti a lui nell’amore”. Quello che in Maria si è già pienamente realizzato, Dio vuole realizzarlo anche in noi. E in questo «Avvento», in questa «Venuta» del Signore «verso» di noi, come verso Maria, siamo convinti che il Signore l’ha detto e lo farà.
Preghiamo. “O Padre, che nell’Immacolata concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l’hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito. Per Cristo nostro Signore. Amen”.