11/05/2008 – PENTECOSTE – ANNO A – Vigilia Giorno – 2008
Preparazione alla celebrazione della messa.
DOMENICA DI PENTECOSTE
Anno A – 11 Maggio 2008
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiuta tutti! come ora aiuti noi ad ascoltarti (cfr Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che «ascolto e risposta» crescano con l’orante che tu incontri, o Dio (cfr Gregorio, Cassiano, Benedetto…).
TESTI e MEDITAZIONE.
TESTI
Messa vespertina nella vigilia
Antifona d’Ingresso Rm 5,5; 8,11
L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora. Alleluia.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, che hai racchiuso la celebrazione della Pasqua nel tempo sacro dei cinquanta giorni, rinnova il prodigio della Pentecoste: fa’ che i popoli dispersi si raccolgono insieme e le diverse lingue si uniscano a proclamare la gloria del tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio …
Oppure:
Rifulga su di noi, Padre onnipotente, Cristo, luce da luce, splendore della tua gloria, e il dono del tuo Santo Spirito confermi nell’amore i tuoi fedeli, rigenerati a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio.
Prima Lettura Gn 11,1-9
Fu chiamata Babele, perché là si confuse la lingua di tutta la terra.
DAL LIBRO DELLA GENESI
Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.
Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra».
Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro».
Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 32
Su tutti i popoli regna il Signore.
IL SIGNORE ANNULLA I DISEGNI DELLE NAZIONI,
rende vani i progetti dei popoli. Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni. R/
Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede. Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini. R/
Dal luogo della sua dimora scruta tutti gli abitanti della terra, lui che, solo, ha plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro opere. R/
Oppure: Dal Salmo 103
Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Benedici il Signore, anima mia: Signore, mio Dio, quanto sei grande! Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue creature. R/
Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, tu apri la mano, si saziano di beni. R/
Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra. La gloria del Signore sia per sempre; gioisca il Signore delle sue opere. R/
Voglio cantare al Signore finché ho vita, cantare al mio Dio finché esisto. A lui sia gradito il mio canto; la mia gioia è nel Signore. R/
Orazione
Scenda su di noi, o Padre, i tuo Santo Spirito, perché tutti gli uomini cerchino sempre l’unità nell’armonia e, abbattuti gli orgogli di razza e di cultura, la terra diventi una sola famiglia, e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli.
Altri brani, a scelta, come prima lettura e relativo salmo responsoriale:
Prima Lettura Es 19,3-8a,16-20b
Il Signore discese dal monte Sinai.
DAL LIBRO DELL’ESODO
In quei giorni, Mosè salì verso Dio e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti».
Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!».
Ed ecco al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte.
Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono.
Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 102
La grazia del Signore è su quanti lo temono.
Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. R/
Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia. R/
Il Signore agisce con giustizia e con diritto verso tutti gli oppressi. Ha rivelato a Mosè le sue vie, ai figli d’Israele le sue opere. R/
La grazia del Signore è da sempre, dura in eterno per quanti lo temono; la sua giustizia per i figli dei figli, per quanti custodiscono la sua alleanza e ricordano di osservare i suoi precetti. R/
Oppure: Dal Salmo 103.
Orazione
O Dio dell’alleanza antica e nuova, che ti sei rivelato nel fuoco della santa montagna e nella Pentecoste del tuo Spirito, fa’ un rogo solo dei nostri orgogli, e distruggi gli odi e le armi di morte; accendi in noi la fiamma della tua carità, perché il nuovo Israele radunato da tutti i popoli accolga con gioia la legge eterna del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.
Oppure:Prima Lettura Ez 37,1-14
Ossa inaridite, infonderò in voi lo Spirito, rivivrete.
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE Ossa inaridite, infonderò in voi lo Spirito, rivivrete.
In quei giorni, la mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt’intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai».
Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore». Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro.
Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la gente d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 50
RINNOVAMI, SIGNORE, CON LA TUA GRAZIA.
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. R/
Tu vuoi, o Dio, la sincerità del cuore e nell’intimo m’insegni la sapienza. Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. R/
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. R/
Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso. Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode. R/
Oppure: Dal Salmo 103.
Orazione
O Dio, creatore e Padre, infondi in noi il tuo alito di vita: lo Spirito che si librava sugli abissi delle origini torni a spirare nelle nostre menti e nei nostri cuori, come spirerà alla fine dei tempi per ridestare i nostri corpi alla vita senza fine. Per Cristo nostro Signore.
Oppure:Prima Lettura Gl 3,1-5
Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo.
DAL LIBRO DEL PROFETA GIOÈLE
Così dice il Signore: «Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.
Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito.
Farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e fuoco e colonne di fumo. Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile. R/
Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il Signore avrà chiamati».
Salmo Responsoriale. Dal Salmo 103.
Orazione
Ascolta, o Dio, la tua Chiesa unita in concorde preghiera in questa santa veglia a compimento della Pasqua perenne; scenda sempre su di essa il tuo Spirito, perché illumini la mente dei fedeli e tutti i rinati nel Battesimo siano nel mondo testimoni e profeti. Per Cristo nostro Signore.
Seconda Lettura Rm 8,22-27
Lo Spirito intercede per noi con gemiti inesprimibili.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati.
Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno gia vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.
Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia.
Vangelo Gv 7,37-39
Sgorgheranno fiumi di acqua viva.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno».
Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato.
Sulle Offerte
Scenda, o Padre, il tuo Santo Spirito sui doni che ti offriamo e susciti nella tua Chiesa la carità ardente, che rivela a tutti gli uomini il mistero della salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
La Pentecoste epifania della Chiesa.
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra, e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo …
(Si dice la Preghiera Eucaristica I o Canone Romano perchè ha il Comunicantes di Pentecoste).
Antifona alla Comunione Gv 7,37
L’ultimo giorno della festa, Gesù si levò in piedi ed esclamò a gran voce: «Chi ha sete, venga a me e beva». Alleluia.
Dopo la Comunione
Ci santifichi, o Padre, la partecipazione a questo sacrificio, e accenda in noi il fuoco dello Spirito Santo, che hai effuso sugli Apostoli nel giorno della Pentecoste. Per Cristo nostro Signore.
Messa del giorno
Antifona d’ingresso Sap 1,7.
Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio. Alleluia.
Oppure:
L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora. Alleluia (Rm 5,5; 8,11).
Colletta
O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima lettura At 2,1-11.
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». Parola di Dio .
Salmo responsoriale Sal 103
MANDA IL TUO SPIRITO, SIGNORE, A RINNOVARE LA TERRA.
Benedici il Signore, anima mia! Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza; la terra è piena delle tue creature. R/
Togli loro il respiro: muoiono, e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. R/
Sia per sempre la gloria del Signore; gioisca il Signore delle sue opere. A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. R/.
Seconda lettura 1Cor 12,3b-7.12-13.
Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORÌNZI
Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.
Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. Parola di Dio.
Sequenza
Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sórdido, bagna ciò che è árido, sana ciò che sánguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore. Alleluia.
Vangelo Gv 20,19-23
Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Parola del Signore.
Preghiera sulle offerte
Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio, perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo sacrificio, e ci apra alla conoscenza di tutta la verità. Per Cristo nostro…
PREFAZIO
La Pentecoste epifania della Chiesa.
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra, e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta l’inno della tua gloria: Santo…
Antifona di comunione
Tutti furono ripieni di Spirito Santo e proclamavano le grandi opere di Dio (At 2,4.11). Alleluia.
Oppure:
Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo. Alleluia (Gv 20,21.22).
Preghiera dopo la comunione
O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo, custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna, sia sempre operante in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. T. Pentecoste – Anno A – 19/05/2002); messaggio che ora ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della Vita.
IL DONO DELLO SPIRITO:
DONO DI GIOIA NELLA COMUNIONE TRINITARIA.
Messa vespertina nella vigilia
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Lo Spirito ci rende coscienti d’essere «comunità riunita» per ascoltare la Parola e celebrare l’Eucaristia.
Oggi finisce un itinerario molto forte: abbiamo cominciato con la prima domenica di quaresima, anzi, con il mercoledì delle ceneri, e per un tempo molto lungo siamo stati condotti a riflettere su un cammino di battesimo e conversione, poi abbiamo riflettuto sul mistero inesauribile e insondabile della risurrezione, estremamente vicino e interessante per noi. Chiude e completa questo percorso il mistero della Pentecoste. I popoli dispersi si raccolgono insieme e le diverse lingue si uniscano a proclamare la gloria del tuo nome. L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora. Il dono del tuo Santo Spirito, o Dio, confermi nell’amore i tuoi fedeli, rigenerati a vita nuova. Hai rivelato a tutti i popoli il tuo mistero nascosto nei secoli; e anche adesso riunisci i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede.
Nel nostro disastro umano, rappresentato dalla torre di Babele, irrompe lo Spirito, come un fiume d’acqua viva, e ci porta al cuore di Dio.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo; e lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo la Parola, e aderiamo all’azione dello Spirito Santo in noi.
Richiamiamo il Vangelo: persona, messaggio e attività di Gesù, introdotto dal canto al vangelo. Cristo è presente in modo speciale, e parla di se stesso ai fedeli che l’ascoltano in piedi.
SGORGHERANNO FIUMI D’ACQUA VIVA (Gv 7,37-39).
“Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. Ci sono almeno cinque punteggiature diverse nel leggere il testo, con differenti sfumature di significato, secondo gli studiosi; cogliamo il senso globale.
Siamo nella festa delle capanne, avveniva in autunno, commemorava l’esodo.
«Festa delle capanne» era un modo di dire, perché nell’esodo non c’erano «capanne», ma «tende». Questa festa ha avuto origine dall’uso contadino in autunno al tempo del raccolto. Quando gli ebrei arrivano in Palestina, trovano questa festa, e se n’appropriano. Anche i contadini palestinesi, non ebrei, come tutti i contadini, nel periodo dei raccolti autunnali, si spostano nelle capanne in mezzo ai raccolti, fanno una piccola festa d’occasione, e vi s’installano per custodire i raccolti da ladri eventuali. Gli ebrei prendono questa consuetudine, e la trasformano in festa dell’esodo, in memoria dei quarant’anni nel deserto. Si celebrava comunque l’alleanza, il dono della Torah, come nelle altre feste della Pasqua e dei covoni o sette settimane; ma ora sotto il profilo della permanenza nel deserto.
Durante questa festa, mentre il sacerdote porta in processione un’anfora d’acqua dalla piscina di Siloe al tempio, con tanta gente ai lati, Gesù si alza in piedi e urla: “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura: fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. L’evangelista precisa: “Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: non era infatti ancora donato lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato”.
Per Giovanni la «glorificazione» non era la risurrezione; ma la morte e la risurrezione. In Giovanni 19-21 troviamo, infatti, che Gesù comincia a «effondere lo Spirito» morendo, poi nella risurrezione «soffia» lo Spirito sui discepoli, dicendo “ricevete lo Spirito Santo”; lo stesso Spirito operante in Gesù.
Lo Spirito è effuso da Gesù che muore in croce; quindi era attivo molto prima della Pentecoste di Atti, 2.
Di fatto, lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque sin dalla creazione. I Padri della chiesa chiamano la creazione «opera trinitaria», per la presenza dello Spirito, del Padre e della Parola (Gesù Cristo). Poi lo Spirito scende su «uomini» e li fa Profeti. Nel nuovo testamento lo Spirito scende su Zaccaria per dirgli chi sia il suo bambino, «il Battista»; lo Spirito scende su Elisabetta, quando lei saluta Maria; lo Spirito è su Simeone quando profetizza a Maria cosa le capiterà e che cosa sia questo Bambino; lo Spirito opera in Maria Vergine, e compie una nuova creazione (non una inseminazione): Lei ha offerto se stessa e lo Spirito Santo ha operato ciò che fin dall’inizio ha operato, cioè una nuova vita. È un’opera creativa. In Gesù non c’è il DNA, i cromosomi del Padre eterno.
La Pentecoste è la continuazione della missione di Cristo. È importante la promessa di Gesù: “Riceverete lo Spirito Santo…”. Gesù lo dice con chiarezza all’ultima cena quando promette l’altro Consolatore, il Paraclito, precisando: “Voi farete cose più grandi di queste”.
Miracoli hanno fatto i santi! Hanno portato la parola del vangelo a quasi due miliardi di persone, cristiani di cui un miliardo cattolici. Gesù non ha portato il vangelo a tanti così! Gesù ha predicato solo due anni e mezzo. Gesù dice, dunque, che noi faremo molto più di lui.
Gesù al battesimo ha ricevuto lo Spirito, e con lo Spirito ha operato tutto ciò che sta nel vangelo; anche noi abbiamo bisogno dello Spirito, per continuare ciò che Cristo ha iniziato. La Pentecoste dunque non è un regalo a piacimento, come un anello, un ornamento da mettere al dito; lo Spirito è Dio stesso in noi per continuare l’opera di Cristo. C’è una logica: essere discepoli di Cristo significa rapportarsi nei confronti degli altri: giovani, vecchi, sani, malati, uomini, donne, come lui si è rapportato. Noi continuiamo la sua opera; non sarà perfetta come la sua, ma dal momento che dico: il mio modello è Cristo, tutto ciò che faccio, lo faccio in qualche modo tentando di incarnare in me il suo stile. Ci troviamo di fronte ad una Pentecoste che è la continuazione della missione di Cristo.
Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
Lo Spirito di Dio non viene in noi semplicemente per continuare l’opera di Cristo. La Prima Lettura, composta di quattro testi, approfondisce la densità della pentecoste, ne rileva quattro frutti; primo, dice che il dono di Gesù, lo Spirito, opera in chi lo riceve, e “Fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”, e fa comunione.
La Pentecoste porta comunione dov’è disgregazione, come a Babele, che «FU CHIAMATA BABELE, PERCHÉ SI CONFUSE LA LINGUA DI TUTTA LA TERRA» (Gen 11,1-9). Quegli uomini si vogliono costruire una torre per farsi un nome, e per non disperdersi su tutta la terra (cfr v. 11). Due facce della stessa medaglia, due aspetti dello stesso peccato:
«Farsi un nome». Farsi un nome non significa diventare famosi, ma essere indipendenti da tutto e da tutti.
Quando il Signore cambia il nome ad Abramo, lo fa perché: d’ora in poi tuo riferimento sono io e nessun altro, dice il Signore. – All’inizio della creazione, alla donna nessuno pone un nome. Il testo dice: «Si chiamerà donna»; o lei o Dio, e nessun altro «la chiamerà», cioè, comanda su di lei: o lei o Dio; non l’uomo. Ma, subito dopo il peccato, è Adamo che impone il nome alla donna, e la chiama Avà = Eva; e da quel momento lei è soggetta all’uomo. Non parliamo sotto l’aspetto antropologico; ci porterebbe lontano.
Il criterio di questi uomini, che costruiscono una torre, è: non dipendere da nessuno, neanche da Dio.
È un modo per dire, che il peccato d’origine non è solo in Adamo, ma anche in Caino, Abele, nel diluvio, nella costruzione della torre di babele. Sono «Medaglioni» che richiamano sempre il peccato di origine.
Quando le persone si staccano dall’unico principio, succede la cosa più normale del mondo: se io sono Dio di me stesso, e tu sei dio di te stessa, non ci troviamo più. Ciascuno ha il suo concetto di giustizia, e quando c’incontriamo per discutere su qualcosa, ci scontriamo, perché ciascuno si ritiene un’autorità assoluta, un dio di se stesso; senza un Dio su tutto e su tutti. Ci troviamo a risolvere i problemi, dovendoci innalzare sull’altro. Sono poste le basi per non capirci più. Solo se accettiamo che Dio sia su di noi, è giusto accettarsi fra noi, e aiutare chi è più debole, come fa Dio; perché allora seguiamo un concetto di giustizia superiore: dall’alto; non accettandolo, noi non ci capiamo più fra noi; non si sa più che cosa significhi «Verità»: il prof. Vattimo di Torino, fondatore del pensiero debole, dice che la verità non esiste. È vero ciò che io penso, che ciascuno pensa, in questo momento, ciò che pensa la maggioranza. Ma, la maggioranza non fa la verità: se la gran parte dice che questo legno è un marmo, non cambia il legno in marmo. Non si capisce e non si comunica più la Verità!
Non disperdersi su tutta la terra. Altro grave peccato, simboleggiato dalla torre di Babele, è aver disobbedito a Dio, che aveva comandato di diffondersi su tutta la terra, e dominare su tutti gli animali: «Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra”» (Gen 1,28). La torre è disobbedienza all’invito-comando che Dio fa: di espandersi. Caino aveva cominciato a farsi una città. Ora, costoro vogliono fare una torre: con la cima che «tocchi il cielo», Dio; farsi un nome per non disperdersi su tutta la terra; farsi Dio, e non disperdersi, ecco le due facce del peccato delle origini. L’uomo non può più capire l’altro, non può più dialogare; non può, e non deve prendere in considerazione l’altro, se vuole imporsi e vincere sull’altro (Cfr es. commenti su votazioni: dimostrano il peccato delle origini. Cfr giornali, idem. Questa è la situazione dell’umanità fin dall’inizio.
Altro frutto dello Spirito in chi accoglie cioè crede in Gesù, cosicché “Fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”, è: l’Alleanza unilaterale fra Dio e il suo Popolo, e non bilaterale, come al monte Sinai: IL SIGNORE DISCESE DAL MONTE SINAI (Es 19,3-8a,16-20b). È la seconda opzione o secondo testo per la prima lettura. Gli ebrei sono ai piedi del Sinai. Dio domanda: avete visto come vi ho liberati? (v. 5): «“Se volete ascoltare la mia voce e custodire la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra; voi sarete per me un regno di sacerdoti, una nazione santa”. Queste parole dirai agli israeliti. Mosè riferì, e tutto il popolo disse: “Quanto il Signore ha detto noi lo faremo”». È la proposta dell’alleanza di Dio a Israele; e Dio si manifesta presente, disponibile a questa alleanza, con tuoni, lapilli, fuochi: «Ed ecco, il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte, un tuono fortissimo di tromba… il monte Sinai era tutto fumante… Tutto il monte tremava molto». Questo viene richiamato a Pentecoste, con le «fiammelle». Così è rappresentato lo Spirito per dire che si è di fronte ad una nuova alleanza. Firma dell’alleanza di Dio con noi, ma, ecco la novità: non un’Alleanza bilaterale, come sul Sinai; ma come ha profetizzato Geremia, «unilaterale»: Noi siamo invitati a cogliere ciò che Dio ci dona; come nell’ultima cena: “Questa è il mio corpo, sangue; nuova ed eterna Alleanza”, che noi controfirmiamo, accogliendo lo Spirito e celebrando ciò che Cristo ci ha comandato di celebrare. Pentecoste, allora, è dono dello Spirito, che rende l’uomo non più dio di se stesso; ma «eteronomo» = dipendente da Dio, divinizzato perché possiede Dio Stesso. È «alleanza con Dio» non bilaterale, con impegno reciproco; ma unilaterale, di tipo «donativo»; nel mondo antico esisteva l’alleanza unilaterale di tipo «ingiuntivo»; il grande va dal piccolo e gli dice: tu ogni anno mi devi dare 200 cavalli. E tu avrai in cambio la sopravvivenza, perché, o me li dai o ti uccido. Nell’alleanza donativa uno offre senza chiedere nulla in cambio. Ecco la Pentecoste.
Un terzo frutto dello Spirito in chi crede nel Signore Gesù, cosicché “Fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno” e rivivrà, è: la risurrezione: : OSSA INARIDITE, INFONDERÒ IN VOI LO SPIRITO, E RIVIVRETE (Ez 37,1-14). È il terzo testo della prima lettura, tratto dal libro di Ezechiele c 37: visione delle ossa aride. Ezechiele svolge il suo apostolato nel 500 a C., un pò a Gerusalemme, resto a in esilio.
Presupposto da sapersi: per i popoli antichi essere sradicati dalla propria patria, in un’altra terra, con altra lingua, usi, costumi, calendari, funzioni religiose, linguaggio diversi, è morire come popolo. Ezechiele fa da padre spirituale a un popolo che si considera morto: senza terra, sacrificio, legge, lingua, senza tradizioni religiose, culturali. Ezechiele dice: io ho visto questo. Una grande valle, il regno dei babilonesi. Tante ossa di morti, gli ebrei. Quando Dio decide, mette insieme tutte le ossa: muscoli, nervi…; e poi Javè dà lo Spirito. Cioè, tornerete a casa. Ecco tutto. Ma, qui succede come nelle grandi aziende: ciascuno vede la propria parte; solo il direttore generale vede tutto l’insieme: è Dio che sa tutto. Dio incarica Mosè e Giosuè a scrivere il Pentateuco, altri a scrivere libri storici, profetici, sapienziali. Ognuno sa quel che sta facendo; ma non si rende conto come la sua parte s’inserisca in un discorso globale. Così Ezechiele. scriveva questo per incoraggiare i suoi, e non si rendeva conto che quanto scriveva, aveva un significato più profondo. Scriveva quello che voleva Dio.
Per mezzo di Paolo poi, infatti, sappiamo da Dio il suo disegno: guardate che noi riceviamo lo stesso Spirito che ha risuscitato Cristo dai morti (II lett.). Siamo garantiti che risorgeremo. Paolo scrive questo, copiando alcuni vocaboli di Ezechiele tradotti in greco. Così Ezechiele è profeta non solo per il ritorno d’Israele, ma profetizza anche il nostro ritorno definitivo, la nostra risurrezione; perché noi non siamo titubanti che questo si realizzi, ma siamo certi e pazienti nell’attesa («Spe salvi»).
Il quarto frutto dello Spirito in chi crede nel Signore Gesù, e sperimenta che “Fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”, è: la certezza che lo Spirito opera in ogni persona umana, senza eccezione. IO EFFONDERÒ IL MIO SPIRITO SOPRA OGNI UOMO (Gl 3,1-5: Gioele, 4ª testo della I lettura).
“Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni”. Gioele mostra uno spirito democratico, perché parla di uno Spirito per tutti. Prima di Gioele lo Spirito era per i grandi re e i profeti.
Gioele si rifa al fatto dei due che profetizzano nell’accampamento: «Un giovane corse a riferire la cosa a Mosè e disse: “Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento”. Allora Giosuè, figlio di Nun, che dalla sua giovinezza era al servizio di Mosè, disse: “Mosè, signor mio, impediscili! ”. Ma Mosè gli rispose: “Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito! ”. Mosè si ritirò nell’accampamento, insieme con gli anziani d’Israele» (Num., 11,27-30).
Richiamato, Mosè risponde: “Magari tutti fossero profeti”. Gioele s’ispira e dice: coraggio, siamo figli di una grande promessa. Così dice il Signore: “Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio Spirito. Farò prodigi… anche per i superstiti che il signore avrà chiamato”. Lo Spirito è democratico, è per tutti, è garanzia di salvezza. Abbiamo bisogno di essere rassicurati; e lo Spirito che abita in noi ci dà questa certezza e consolazione, in tutti noi. Non solo in alcuni. Anche chi noi consideriamo depravati. Dobbiamo imparare a rileggere la storia dal progetto di Dio. Lo Spirito è presente in tutti. Quindi, Dio stesso è presente in tutti, e mi può raggiungere mediante chiunque; se io escludo uno solo, posso escludere Dio. Lo dice Paolo scrivendo agli Efesini: “Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti” (Ef 4,6). Ecco lo Spirito donato da Gesù; desiderato da Mosè, espresso da Gioele, ispirato da Dio, e tradotto per noi da Paolo nel Nuovo Test.: tutti, senza eccezione, siamo investiti dallo Spirito, risorgiamo.
Richiamiamo l’Attuazione: l’opera che ora lo Spirito di Gesù attua in noi, come in Gesù.
SU TUTTI I POPOLI REGNA IL SIGNORE (Salmo Respons.: dal Salmo 32/33).
Lo Spirito Santo è Dio, effuso in ogni persona, regna in tutti i popoli. «Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli», che si uniscono pretendendo di farsi dio. Solo «il piano del Signore sussiste per sempre», solo «i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni»: potenza di Dio è l’amore, che con dolcezza porta a compimento i suoi piani di salvezza.
«Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che Dio si è scelto come erede», e lo riempie del suo Spirito. «Il Signore guarda dal cielo» con gli occhi e il cuore di Padre, «egli vede tutti gli uomini. Dal luogo della sua dimora scruta» con tenerezza «tutti gli abitanti della terra, lui che, solo, ha plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro opere»; nessuno è escluso dall’effusione del suo Spirito di Amore, di Comunione; in ognuno opera Dio mediante il suo Spirito benevolo. Non sono parole che enunciano semplicemente delle Verità. Sono espressioni esterne di sentimenti interiori sempre bollenti; presenti nel cuore di Gesù, ripetuti nell’intimo e nel canto dell’assemblea delle sue membra.
Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
Ciascuno è dimora dello Spirito che ci educa a divenire simili a Cristo, nostro Capo. Paolo ci dice come tutto questo si attua nella nostra vita: LO SPIRITO INTERCEDE PER NOI CON GEMITI INESPRIMIBILI (Rm 8,22-27).
“Fratelli, sappiamo bene che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto”. tutta la creazione geme; siamo embrioni. Nel seno materno stavamo bene, e uscendo, passando da là al di qua abbiamo sofferto. Anche questa è una vita dentro un grande sacco miotico che si chiama storia, e ci prepara a un’altra vita: “Fratelli, sappiamo bene che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto. Essa non è la sola, ma anche noi che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente, aspettando la redenzione a figli, la redenzione del nostro corpo, perché nella speranza noi siamo stati salvati”. Cioè, nella certezza: noi siamo «sicuramente salvati», perché attendiamo che questa salvezza si manifesti: “Allo stesso modo anche noi… secondo i disegni di Dio”, in tutto ciò che facciamo. Ogni cosa è importante. Noi ci mettiamo i nostri giochi politici, di cui siamo capaci. Ma, il prodotto finale non è frutto delle nostre buone intenzioni. Chi dirige la nostra vita è lo Spirito. Se noi siamo ciò che siamo, è perché lo Spirito ha voluto così. Nati ora e non prima, qui e non altrove, io con queste caratteristiche…, perché c’è un disegno di Dio su ciascuno di noi. Non un gioco politico, ma Dio si serve di tutto per un suo risultato. Si potrebbe dire che quel risultato è sbagliato, ma nella logica di Dio è provvidenza. Non tutto ciò che sembra male, lo è effettivamente per Dio.
Messa del giorno
Richiamiamo il Vangelo: persona, messaggio e attività di Gesù, introdotto dal canto al vangelo. Cristo è presente in modo speciale, e parla di se stesso ai fedeli che l’ascoltano stando in piedi.
COME IL PADRE HA MANDATO ME ANCH’IO MANDO VOI (Gv 20,19-23).
Gesù dice loro due volte: “Pace a voi”, e lega il dono dello Spirito al perdono dei peccati. Pace, shalom, non è un semplice saluto, ma impegno a favorire la realizzazione di chi si saluta; shalom è «diritto di realizzarsi» per quello che si è. Pace non è un semplice augurio, ma compromissione; quei clericali, fermandosi ad aiutare il malcapitato nei ladroni, si comprometterebbero, non arriverebbero più a celebrare il culto a Gerusalemme. Nessuno vuol essere detto falso, augurando a qualcuno di star meglio, senza poi dare aiuto; quindi, proseguono per la loro strada; il samaritano invece si compromette e aiuta. Si augura Pace a qualcuno, dandogli qualcosa per renderlo Felice. Dicendo: “Pace a voi”, Gesù dice: io voglio che voi vi realizziate, siate felici; per questo vi dono lo Spirito; attraverso lo Spirito voi fate l’esperienza della remissione dei peccati – Noi siamo moralisti! Questa remissione dei peccati non ci dice alcun che. – Di fatto, peccato e morte sono due facce della stessa realtà; avere un peccato perdonato, significa che un pezzo di morte non comanda più su di me; tutti i peccati perdonati? = eliminazione di tutta la morte. Non è moralismo o un perbenismo esterno; ma, una realtà che trasforma l’essere: è shalom, la mia realizzazione. Perdonando, mi vien tolgo di dosso la morte spirituale; prova ne sia che sono in grado di «perdonare» a mia volta, di avere in me la Forza di Dio che perdona: faccio esperienza di liberazione da uno che era mio padrone; io perdono, e la morte non è più mia padrona. Io non muoio. Sono gli altri che mi vedono morire; in realtà per me la morte è apertura di una porta che mi immette nella vita.
Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
TUTTI FURONO COLMATI DI SPIRITO SANTO E COMINCIARONO A PARLARE (At 2,1-11.). Le lingue di fuoco testimoniano la presenza di Dio come unico Signore. Lo Spirito toglie alla radice il peccato originale che crea divisione. Gli uomini tornano a capirsi come Dio vuole: comprensione, solidarietà, aiuto, stima, stesso modello, fratelli. Il segno è la «comprensione» fra tante nazioni. Le «fiammelle» designano un’esperienza profonda. Non solo il dono di Dio, ma anche l’Alleanza unilaterale donativa di Javè, come con Abramo: “Dio vi darà discendenza, popolo, terra”, … e non chiede nulla. Dio sigilla il suo patto unilaterale, passando in mezzo come fuoco bruciante; nel deserto Dio appare nel roveto infuocato e fa fiamma, la colonna di fuoco bruciante guida Israele: è amicizia con Abramo; è presenza operativa che salva; con Mosè è guida che non ti abbandona nelle tenebre come ha fatto per Israele. Gli apostoli fanno tutte queste esperienze di Dio amicizia, presenza operativa, guida che non abbandona. Dio non appare con la bilancia a misurare le colpe, magari chiudendo un occhio. Dio non è così, ma Avvocato e Giudice. Dio è Amore e l’Amore non tiene conto del male ricevuto (1Cor 13).
Richiamiamo l’Attuazione: l’opera che ora lo Spirito di Gesù attua in noi celebranti come in Gesù.
MANDA IL TUO SPIRITO, SIGNORE, A RINNOVARE LA TERRA (Sal 103). L’esperienza dello Spirito, che rinnova tutte le cose, ci fa cantare il Magnificat: “Benedici il Signore, anima mia! Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Quante sono le tue opere, Signore ! Le hai fatte tutte con saggezza; la terra è piena delle tue creature. Togli loro il respiro: muoiono, e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra. Sia per sempre la gloria del Signore; gioisca il Signore delle sue opere. A lui sia gradito il mio canto, io gioirò nel Signore”; e la lode che consiste nel raccontare le opere di Dio, continua nel cuore, per opera dello Spirito, con gemiti indescrivibili.
Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
TUTTI SIAMO BATTEZZATI DA UN SOLO SPIRITO IN UN SOLO CORPO (1Cor 12,3b-7.12-13).
Ciascun membro riceve un dono particolare dallo Spirito di Cristo Pentecoste Paolina): comune a tutte le membra è il dono dello Spirito da poter dire: «Gesù è Signore!». Poi «vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti». Segno dell’attività dello Spirito di Dio operante in noi, membra di Cristo, è il bene comune: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito»; ma questa «manifestazione particolare» in ciascun membro, «è per il bene comune»; questo bene comune, poi, è molto concreto, perché consiste nell’«unità e crescita» di tutta la comunità. Paolo vede un’analogia con il corpo umano, che è uno, con tante membra: “Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti, noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo. Tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito”. Ciascuno può fare esperienza del frutto dello Spirito (Rom 5). Frutto dello Spirito è «Agape»: amore gratuito; se tu hai fatto qualcosa gratis, quel gesto è stato bello per te; manifesta che dentro di te c’è lo Spirito, e ne hai visto i frutti. Frutto dello Spirito è «Gioia e Pace »: che non è lo star bene, ma sentirsi apposto, profondamente sereno. Frutto dello Spirito è «Pazienza»: altrimenti non c’è speranza; saper vedere mezzo bicchiere pieno, essere positivi come Gesù con la samaritana: “Hai detto il vero”, le dice Gesù; sei una persona sincera, segno dello Spirito in te. Frutto dello Spirito è «Bontà e Fedeltà »: “Maestro buono…”. “Perché mi chiami buono? Uno solo è Buono: Dio”; bontà è tutto ciò che c’è in noi di bene: segno dello Spirito in noi. Frutto dello Spirito è «Mitezza»: “Imparate da me”, mite; ma, non si è arrabbiato qualche volta, Gesù? La mitezza è capacità di essere sempre nell’empatia con chi ti sta davanti, nonostante tutto, anche se ti fa arrabbiare. Gesù chiama i due di Emmaus «stolti e tardi di cuore», ma è mite, li lascia nella loro stupidaggine, e parte da lì per tirarli su, insegnando attraverso tutta la Scrittura; mitezza quindi è non pretendere che l’altro sia come vuoi tu; ma scendere fino alla sua situazione; senza tirarlo su stando tu in alto; ma scendendo tu stesso fino a lui, per risalire con lui. Questo il frutto dello Spirito; e se nella vita abbiamo fatto esperienza almeno di una di queste cose, noi non stiamo celebrando un’idea, ma un’esperienza del dono che abbiamo ricevuto; e questo è molto importante, perché, se lo Spirito, che ha risuscitato Cristo da morte, è in noi, lo stesso Spirito risusciterà anche noi come Cristo; noi, che siamo membra di Cristo (cfr 1Cor 6,14; 2Cor 4,14).
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta, in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Per esempio, ora, ci muoviamo e offriamo doni per «la presenza di Cristo» e per le necessità degli altri.
Oggi lo facciamo chiedendo in particolare sui doni e su noi lo Spirito Santo trasformante: “Scenda, o Padre, il tuo Santo Spirito sui doni che ti offriamo, e susciti nella tua Chiesa la carità ardente, che rivela a tutti gli uomini il mistero della salvezza. Accendi in noi il fuoco dello Spirito Santo, che hai effuso sugli Apostoli nel giorno della Pentecoste. Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio, perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo sacrificio, e ci apra alla conoscenza di tutta la verità”, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo (Efesini). Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo – ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:
«In Cristo ringraziamo e benediciamo il Padre»; da lui tutto proviene, e a lui tutto ritorna.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, Mediatore tra Dio e gli uomini, Avvocato e giudice nell’Amore.
In Cristo siamo trasformati; preso il «pane» e rese grazie, ora Gesù si dona, per noi, e per tutti mediante noi.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù fra noi, e compiere ogni santificazione: ed è in mezzo a noi Gesù che per lo Spirito Santo ci ha preceduti nel ritorno a te.
In Cristo diveniamo «luogo riservato a lui», che in noi, sue membra, continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù; venuto a te ci fa partecipi fin d’ora della sua vita divina.
In Cristo intercediamo per tutti; Gesù «intercede» per noi presso il Padre, e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo; accanto a te, nella nostra umanità, siamo in attesa, sicuri di raggiungerlo.
«In Cristo glorifichiamo il Padre»; per Cristo, con Cristo, in Cristo, nello Spirito Santo che ci fa santi:
glorifichiamo te, o Dio, con la nostra santificazione, opera del tuo Spirito, effuso su ogni persona.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano. In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Uniti nello stesso Spirito, che grida in noi: “Abbà, Padre!”, possiamo ripetere con lui in piena fiducia la preghiera lasciataci da Cristo salvatore: “Padre nostro”. Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi ai nostri giorni la pace di Cristo, opera del tuo Spirito. Con l’aiuto della tua misericordia, liberaci da tutti i peccati che ostacolano l’unità e l’universalità della tua Chiesa. Rinfrancaci davanti alla prove di questa vita; in esse speriamo la felicità promessa, e la venuta del nostro salvatore, Gesù Cristo.
Ecco il corpo di Cristo risorto – O Signore, veniamo incontro a te che vieni in noi: fa’ che le nostre diversità siano unificate in te.
Venuto in noi, Gesù dice a ciascuno e a tutti: Ecco, come allora, anche ora, tutti siete ripieni di Spirito Santo; come loro, proclamate anche voi le grandi opere di Dio. – Signore, tu “doni sempre alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo; custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna, sia sempre operante in noi la potenza del tuo Spirito”; e portiamo al mondo la gioia e la pace del tuo Cristo.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Lo Spirito di Comunione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: comunione, fra persone della casa e di ogni razza;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: comunione, fra Dio e Israele, sua proprietà;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: comunione, fra Gesù e il Padre che lo manda;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: comunione, fra Gesù e i discepoli da lui mandati;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: comunione, fra l’umanità in Cristo e il Papà di Gesù.
Preghiamo:
O Padre, che mandi lo Spirito a riempire i cuori dei tuoi fedeli, e accendere in essi il fuoco del tuo amore; concedi al tuo popolo di chiederti sopratutto il tuo Spirito Santo, datore d’ogni bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).