20/05/2007 – T. PASQUALE – ANNO C – 7 DomAscens- 2007
Preparazione alla celebrazione della messa.
7ª DOMENICA DI PASQUA
Ascensione del Signore.
Anno C – 20 Maggio 2007
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE.
TESTI
Antifona d’Ingresso At 1,11
«Uomini di Galilea, perché fissate nel cielo lo sguardo? Come l’avete visto salire al cielo, così il Signore ritornerà». Alleluia.
Colletta
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria. Egli è Dio.. .
Prima Lettura At 1,1-11
Gesù fu elevato in alto sotto i loro occhi.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo.
Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre «quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni».
Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?» . Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».
Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 46
ASCENDE IL SIGNORE TRA CANTI DI GIOIA.
Applaudite, popoli tutti, / acclamate Dio con voci di gioia;
perché terribile è il Signore, l’Altissimo, / re grande su tutta la terra. R/
Ascende Dio tra le acclamazioni, / il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni; / cantate inni al nostro re, cantate inni. R/
Dio è re di tutta la terra,/cantate inni con arte./Dio regna sui popoli,/Dio siede sul suo trono santo.R/
Seconda Lettura Eb 9,24-28; 10,19-23
Cristo è entrato nel cielo.
DALLA LETTERA AGLI EBREI
Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, allo scopo di presentarsi ora al cospetto di Dio in nostro favore, e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui. In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo.
E invece una volta sola, ora, nella pienezza dei tempi, è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Avendo dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne; avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso.
Canto al Vangelo Mt 28,19.20
Alleluia, alleluia.
Andate e ammaestrate tutte le nazioni, dice il Signore.
Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
Alleluia.
Vangelo Lc 24,46-53
Mentre li benediceva, Gesù fu portato verso il cielo.
DAL VANGELO SECONDO LUCA
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Sulle Offerte
Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo nella mirabile ascensione del tuo Figlio, e per questo santo scambio di doni fa’ che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell’Ascensione del Signore I
Il mistero dell’Ascensione
È veramente cosa buona e giusta, che tutte le creature in cielo e sulla terra si uniscano nella tua lode, Dio onnipotente ed eterno:
Il Signore Gesù, re della gloria, vincitore del peccato e della morte, oggi è salito al cielo tra il coro festoso degli angeli. Mediatore tra Dio e gli uomini, giudice del mondo e Signore dell’universo, non si è separato dalla nostra condizione umana, ma ci ha preceduti nella dimora eterna, per darci la serena fiducia che dove è lui, capo e primogenito, saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra, e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo….
Antifona alla Comunione Cf Lc 24,47
«Nel nome del Signore Gesù predicate a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati». Alleluia.
Dopo la Comunione
Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il desiderio della patria eterna, dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria. Per Cristo nostro Signore.
=======================================================================
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. T. Pasquale – Anno C – 07ª Domenica – 23/05/2007); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
GESÙ CHE RISORGE E PIÙ NON MUORE,
INAUGURA NELLA STORIA IL REGNO DI DIO.
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
«Uomini di Galilea», rappresentanti di tutti gli uomini, «perché fissate nel cielo lo sguardo?» come se Gesù si fosse allontanato da noi! Invece, ecco, Gesù è qui e alla fine lo vedremo com’è qui presente. Allora: “Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre»; non una gioia superficiale, ma quella che si ha «per il mistero che celebra in questa liturgia di lode». Infatti «nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo certi, nella attesa, di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria».
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo quindi la Parola, e aderiamo all’azione dello Spirito Santo.
Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
MENTRE LI BENEDICEVA, GESÙ FU PORTATO VERSO IL CIELO (Lc24,46-53).
L’Ascensione di Gesù è descritta nel vangelo di Luca, e negli Atti degli Apostoli, dello stesso Luca.
In Atti si ha un susseguirsi di avvenimenti: e poi, e poi, e poi. Tanti fatti nella storia. Secondo il vangelo l’Ascensione avviene lo stesso giorno della risurrezione. In Atti avviene invece quaranta giorni dopo. C’è quindi una doppia prospettiva. Con la risurrezione di Cristo, il tempo è compiuto: il mistero di Dio è nella storia, ma non appartiene alla storia. Nella storia tutto finisce, anche tanti avvenimenti belli come Lazzaro e la figlia di Giairo, che risorgono; ma poi muoiono. Gesù invece non muore più. Il tempo è visitato da una nuova realtà: il futuro definitivo fa irruzione nella storia, è già presente ora nella storia umana. Esperienza del Risorto è esperienza attuale di futuro. Il futuro è già in casa nostra. Allora, che senso può avere ancora il futuro? Si è inventato per questo una «escatologia realizzata e realizzantesi»: la fine del mondo è già avvenuta, perché il futuro è già nel presente. In che senso si possono contare allora i nostri giorni e gli anni? Contarli si poteva prima della risurrezione; ma dopo, non più. L’evangelista Luca racconta per questo l’Ascensione alla fine del Vangelo, nel senso di farci capire che ci manca solo di morire ed essere manifestati. Secondo il vangelo di Luca, la risurrezione di Gesù ha condizionato il tempo e il futuro della storia. Vedremo poi negli Atti, come Luca parlerà della chiesa nel tempo: con una nuova terminologia.
Nel vangelo (Lc 24,46-53) Gesù comincia dicendo: “Così sta scritto”. Cita la sacra Scrittura. Gesù mostra come tutto l’Antico Testamento parla di lui, e della chiesa dopo di lui risorto da morte; parla di «predicazione e remissione dei peccati». Per «testimoniare» tutto questo si deve essere «investiti dall’alto». La «testimonianza» è iniziativa di Dio e cooperazione dell’uomo», è un incontro fra l’azione dello Spirito Santo che parla e dice tutto ciò che «dovete dire», e alla disponibilità umana ad essere suoi testimoni.
L’Ascensione rivela il suo primo significato profondo: manifestare Cristo Sacerdote. Gesù è l’unico nuovo ed eterno Sacerdote. «Li benedisse»: l’agire di Gesù è «Benedizione». Quale benedizione? Gesù è un laico, della tribù di Giuda: non può benedire. Il Sacerdozio ebraico è tramandato per nascita, dalla tribù di Levi. Solo sacerdoti leviti possono benedire in nome di Dio. Nell’antico testamento, sacerdote è colui che si pone, non per libera scelta, ma per compito, a metà strada tra l’uomo e Dio: parla a Dio di ciò che riguarda l’uomo e viceversa parla all’uomo di tutto ciò che è da Dio. Per questa funzione di mediazione il sacerdote veterotestamentario deve sottrarsi da tutto ciò che è pagano: deve purificarsi e passare dall’area dell’esperienza degli uomini all’area della «esperienza di Dio». Ma, per quanto faccia, un uomo è sempre e semplicemente uomo, non è diverso dagli altri uomini. Il sacerdote del vecchio testamento è sempre nell’ambito profano. Le purificazioni esterne non cambiano l’uomo interiore. L’unico, che può entrare come uomo nell’ambito di Dio, è Cristo, perché è vero uomo e vero Dio. Cristo è l’unico Sacerdote. I sacerdoti del nuovo testamento sono Ministri dell’unico sommo eterno Sacerdote, Cristo Gesù, Dio divenuto fratello degli uomini, unico essere umano accanto a Dio e accanto agli uomini. Questo è il senso delle parole: «Li benediceva». Esse esprimono il Sacerdozio di Gesù, unico Jerèus, che ora opera tramite i suoi ministri, i «Presbìteroi».
L’Ascensione rivela anche un secondo significato profondo: il modo nuovo della presenza di Cristo. «Mentre li benediceva si staccò da loro e fu portato verso il cielo». In Matteo invece Gesù dice: “Ecco, io sarò con voi, fino alla fine del mondo” (28,20). Ci sfugge un dato che appartiene al mondo futuro resosi presente, non immediato, anzi faticoso: l’Ascensione segna il termine di un modo d’essere presente; non più in modo percepibile, ma mediante segni e parole. L’umanità terrena di Gesù, glorificato ma ancora presente, prima dell’Ascensione, era una percezione in mezzo fra prima della morte e dopo la risurrezione; ma con l’Ascensione, Gesù sta davanti a Dio ed è in ogni persona umana. Questa realtà è espressa come «Ascensione», non dipartita, né abbandono ecc., ma semplicemente modo diverso di coglierlo presente. Possiamo dire: Ascensione = mistero del modo nuovo di essere presente, Cristo a noi in questo mondo, e noi stessi in Cristo davanti al Padre, sempre. Cerchiamo d’immaginare in qualche maniera: io vi parlo e voi mi sentite, anche se non percepite la mia voce e non vedete la mia figura, mentre sono qui che vi parlo. Presenza reale in modo diverso: il modo della percettibilità umana è sostituito; Gesù è seduto glorioso alla destra di Dio ed è qui accanto a noi. Quindi dall’Ascensione bisogna sempre tenere presente il confine di un modo d’essere presente per un altro modo.
«Ed essi tornarono… con gioia» = Xarà, non risata, ma un sentirsi bene, al posto giusto, non giudicati o sottomessi a nessuno; una gioia profonda che nessuno può togliere, avendo sperimentato Gesù morto e risorto e asceso, sapere come va a finire la propria storia presso Dio, fino alla fine, perché tornerà allo stesso modo: allora alzate, levate il capo, voi miei discepoli, perché mentre tutto cade voi vedete vicina la vostra redenzione, mentre tutti gli uomini sono terrorizzati. Alzatevi come la vecchietta si raddrizza nella sinagoga, liberata dal dominio del demonio, e voi dal dominio d’una lotta continua. Quindi ci avviciniamo al «giudizio», all’intervento di Dio nella nostra vita, con gioia.
«Stavano sempre nel tempio lodando Dio»: Tempio non di Gerusalemme, ma della Persona di Gesù (vedi Gesù alla Samaritana Gv 4). Il nostro essere chiesa, comunità… = essere di Cristo, testimoni di Cristo, fare parte della sua umanità nella gloria come umanità di Cristo, coscientemente.
Richiamiamo un esempio di compimento del messaggio evangelico in Atti degli Apostoli (1,1-11).
GESÙ FU ELEVATO IN ALTO SOTTO I LORO OCCHI.
Negli Atti Luca parla della chiesa, adotta la categoria del tempo, ma con criteri diversi, chiari nella sua epoca, ora noti solo a pochi, a competenti. «Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio». «Quaranta giorni» secondo la Sapienza sono necessari e sufficienti a un buon discepolo per imparare l’insegnamento del Maestro. Qui significa che sono passati quaranta giorni reali, oppure che i discepoli hanno imparato bene la lezione del Maestro o che veramente in quaranta giorni la prima chiesa ha imparato davvero la lezione? In ogni caso vuol significare che Gesù «continua» nella chiesa. Il vangelo ci ha presentato una comunità idealizzata. Atti ci presenta i discepoli che ancora non capiscono. Eppure Gesù si sceglie tali cooperatori. Ora noi, dopo tanti concili (21), capiamo più di loro alcuni aspetti del mistero di Cristo; ma per tante altre cose loro scommettono su Gesù, mentre noi non le comprendiamo neppure.
«Essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro». Sono due uomini, non angeli. Due uomini rivestiti di Dio («vesti bianche» designano l’essere divino). Luca conosce gli Angeli, e chiama «uomini» questi due. Sono discepoli che nella comunità richiamano la presenza di Gesù, Risorto e Asceso al cielo.
Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
ASCENDE IL SIGNORE TRA CANTI DI GIOIA (Salmo 46/47).
L’Assemblea si riconosce nell’umanità di Gesù salito presso il Padre e in se stessa, e acclama:
“Applaudite, popoli tutti, acclamate Dio con voci di gioia”; con quella gioia profonda di chi se sente in Cristo persona pienamente realizzata, anche se imperfetta. Gioia che nessuno può togliere perché fondata in Dio «terribile, Signore, l’Altissimo, re grande su tutta la terra».
«Acclamazioni, suono di tromba, canti, inni a Dio, Re di tutta la terra, canti con arte a Dio che regna sui popoli, a Dio che siede sul suo trono santo” da parte di persone che prendono coscienza di vivere l’Eterno nel tempo e non riescono a soddisfare l’esigenza di «Ringraziamento-Eucaristia» che provano. Ancora nella persona di Gesù sentono di rendere grazie adeguate al Padre, ora con il Salmo Responsoriale, ma specialmente nella Preghiera Eucaristica, seconda parte della messa.
Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
CRISTO, ENTRATO NEL CIELO, VERO DIO E VERO UOMO, È BENEDIZIONE PER TUTTI.
Ebrei (9,24-28; 10,19-23) commenta Cristo che sale al cielo come «Benedizione» per l’umanità. Gesù entra nel cielo stesso, e offre se stesso per noi, non più volte com’era nell’antico testamento: a pasqua (azzimi), a pentecoste (primo raccolto estivo o sette settimane) e alla festa delle capanne. Da dopo l’esilio, alla festa di purificazione (kippur), il sacerdote entra nel santo dei santi con il sangue della vittima che offre ogni anno per la purificazione del popolo; entra con sangue altrui, quindi, più volte. Cristo entra una volta sola, per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso, come anche una volta sola si muore (quindi non esiste reincarnazione). Dopo c’è il giudizio. «Avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio»: noi abbiamo un Sacerdote grande, unico, all’altezza di Dio. «Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza» = certezza nell’attesa, e non «il desiderio che avvenga ciò che si spera» nell’incertezza (Seneca), «perché è fedele colui che ha promesso»: fondamento sicuro.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
Offriamo noi stessi in Cristo per tutte le nazioni; è il primo modo di «andare e ammaestrare». Non noi ma Gesù con noi, «tutti i giorni, fino alla fine del mondo». «Per questo santo scambio di doni», nell’offrire ciò che siamo e abbiamo ricevuto, «il nostro spirito s’innalza alla gioia del cielo: alla pienezza della nostra realizzazione.
4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:
«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, che ascendendo al cielo, c’innalza accanto a te. «Re della gloria, vincitore del peccato e della morte, oggi il Signore Gesù è salito al cielo tra il coro festoso degli angeli. Mediatore tra Dio e gli uomini, giudice del mondo e Signore dell’universo, non si è separato dalla nostra condizione umana, ma ci ha preceduti nella dimora eterna, per darci la serena fiducia che dove è lui, capo e primogenito, saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria».
Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: rendendo realmente presente il Cristo invisibile.
Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, che per noi si è offerto una volta per sempre.
Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo; assunti nella sua ascensione corporale.
«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità innalzata fino a te nella gloria per Cristo nello Spirito Santo.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Padre, fa’ che nel nome del Signore Gesù predichiamo «a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati». Agnello di Dio, Sommo Sacerdote, che togli i peccati del mondo, donaci la tua pace. «Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il desiderio della patria eterna, dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen». Usciamo da quest’assemblea, sicuri delle parole di Gesù: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine”.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., L’ascensione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: ascensione, d’un gruppo di uomini che sale a una meta;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza ascensione, d’Israele che con gioia sale da schiavo a libero;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: ascensione, di Gesù che con il suo corpo sale al cielo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: ascensione, dei credenti assunti da Gesù mentre sale;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. ascensione, di tutta l’umanità innalzata nella gloria.
Preghiamo:
O Padre, che in Cristo, sempre con noi tutti i giorni, sino alla fine del mondo, ci mandi ad ammaestrare tutte le nazioni; fa’ che tutti ascendiamo con lui tra canti di gioia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).