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13/05/2007 – T. PASQUALE – ANNO C – 6 DOMENICA – 2007

Preparazione alla celebrazione della messa.

6ª DOMENICA DI PASQUA.
Anno C – 13 Maggio 2007

Omilia

LO SPIRITO SANTO VI RICORDERÀ TUTTO CIÒ CHE VI HO DETTO; e poi:
ABBIAMO DECISO, SPIRITO SANTO E NOI,
D’IMPORVI SOLO L’OBBLIGO DI AMARE.
Eredità straordinaria:
In punto di morte, Gesù tutto proteso verso i suoi: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”. Trecentosessantacinque volte nella bibbia, perché ce lo ricordiamo ogni giorno. Dato che mi amate voi osserverete la mia Parola, la Parola del Padre mio. Il Padre mio vi amerà e noi verremo a voi e prenderemo dimora presso di voi. Queste cose ve l’ho dette sempre fin da quando ero ancora tra voi. Ma ora il Consolatore, lo Spirito Sanato che il Padre manderà nel mio nome, egli vi ricorderà, v’insegnerà e vi renderà capaci di fare ogni cosa che io vi ho detto. M’interessa che vi realizziate pienamente secondo tutte le profonde esigenze che ho posto in noi, a mia immane e somiglianza. “Ve l’ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà voi crediate”. Gesù è nella mente e nel cuore dei suoi. Così divengono, diveniamo la nuova Gerusalemme dal cielo, da Dio, come una Sposa ornata per il suo Sposo: unita indissolubilmente al suo Sposo. Questa, l’unità fra loro.

«Paolo e Barnaba si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoro», contro quelli che insegnavano che bisogna passare attraverso Mosè, cioè osservare le leggi dell’antico testamento, per essere salvi. «Si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoro». Situazione di opposizione e di contrapposizione:
si potrebbe dire situazione di «scandalo».
Ricordiamo un’altra situazione riportata nello stesso libro degli Atti capitolo sesto, situazione di malumore a causa della distribuzione delle mense.
È scritto: «Erano un cuor solo e un’anima sola» (Atti 4,32). Cosa è vero, l’una o l’altra? Contrapposizione o un cuor solo? Possiamo ricordare anche quel che spesso ripete nelle sue lettere s. Paolo: “Abbiate lo stesso pensiero”. La conclusione allora è questa: l’unanimità, la concordia, avere anche lo stesso pensiero, è una meta, non è una cosa acquisita una volta per sempre, statica, ma dinamica. «Si opponevano risolutamente e discutevano animatamente», agli inizi del Concilio di Gerusalemme. Alla fine la stessa chiesa di Gerusalemme dirà: Noi «abbiamo perciò deciso, tutti d’accordo». «Noi» è un plurale di concordia, d’unanimità; ma dopo.
Luca riporta come sintesi di tutto il vangelo i due discepoli di Emmaus.Anche loro, all’inizio del viaggio di ritorno a casa «discorrevano e discutevano» animatamente e «con volto triste» (Lc24,15s). Alla fine, con cuore pieno di gioia ascoltano e riferiscono ((cfr Lc24, 32-35). Non ci scandalizzeremo più neanche nei nostri giorni se sentiamo notizie di contrapposizione, di contraddizione animata.
Notiamo ancora qualche particolare: ancora Paolo e Barnaba «passando attraverso le regioni per andare a Gerusalemme, suscitarono grande gioia in tutti i fratelli», e sembra che tutti siano d’accordo; ma ci sono alcuni giudeo cristiani che ricordano di non essere d’accordo. C’è un «tutti i fratelli», ma bisogna tener presente il contesto dove non sono realmente «tutti».
Poi ancora: «furono ricevuti dalla chiesa»; l’accoglienza, nonostante non si sia ancora fatto il Concilio. Si sappia che ci sono posizioni diverse. Un’accoglienza al di sopra delle posizioni. Un’amicizia, un amore, una carità al di sopra, anche di «verità», tra virgolette, diverse: posizioni diverse non devono contrapporre le persone.
«Furono ricevuti con gioia»:
è possibile l’accoglienza ed è possibile la gioia, nonostante posizioni diverse. Certo, è difficile!
A base dell’opposizione sta la storia: «Raccontando la conversione dei pagani, riferirono tutto ciò che Dio aveva compiuto per mezzo loro». Raccontano, riferiscono la storia, il fatto che ci sono «molte conversioni da parte dei pagani». Storia che diventa Parola di Dio per alcuni e non per altri. Se questi pagani si convertono, vuol dire che Dio è con noi in quest’attività – «tutto ciò che Dio aveva compiuto per mezzo loro», riporta Luca. Coloro che raccontano sono Paolo e Barnaba: loro sono convinti che tutto questo è opera di Dio. Non sono dello stesso parere gli altri, e di questo si dovrà discutere al Concilio di Gerusalemme. La storia suscita problemi; è un altro punto: le cose non devono stare così, lasciar campare, con problemi irrisolti; occorre affrontarli. Allora si riunirono per esaminare questo problema. Per «esaminare» in greco è: per vederci chiaro, un lavoro di discernimento comunitario.
Non scandalizzarci quindi quando si trova scritto: «La chiesa era in pace» e poi «si opponevano». E anche quando sono storie nostre, non scritte, lasciare lo spirito scandalistico, che non è uno spirito divino. Invece, accettare la realtà e sapere che è all’opera Dio: «Riferirono tutto ciò che Dio», il Padre per il Magistero dello Spirito Santo opera in una persona per mezzo di un’altra: in tutti per mezzo della chiesa, sacramento mezzo o strumento, mediatrice dell’opera di Dio, con discernimento, una mediazione comunitaria, almeno di due, per evangelizzare, per riconoscere il senso dei fatti, aldilà delle singole opinioni. Imparare a parlare ascoltando lo Spirito più grande di noi. Impariamo a vivere la nostra storia, comunitaria, familiare, universale.
Come impariamo? Come hanno imparato Paolo e Barnaba, e tutti i discepoli di Gesù, raffigurati nei due discepoli di Emmaus: avvicinati da Gesù che legge loro la Scrittura riguardante il suo amore fino al dono totale di se stesso, come ora fa con noi in questa prima parte della messa, si dona loro effettivamente a Emmaus, come nella seconda parte di questa messa. E scoprono Gesù risorto, vero senso dei fatti, ne gioiscono, lo raccontano con chiara spiegazione.
Questa scrittura ci dà consolazione: noi sappiamo che Dio è all’opera in questa nostra storia. Riconosciamo il Risorto che continua a vivere in noi come amore e attenzione verso tutti: «nessun altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie» per l’attenzione verso gli altri. State bene. E ora staremo bene con lui che viene in noi, e con il Padre fa dimora presso di noi.

Incontreremo e riconosceremo il Signore Gesù come i due di Emmaus nella messa che seguirà: con lui andremo dai fratelli. Egli ci aiuterà a vivere giorno per giorno secondo il suo volere, insieme agli altri, perché giungiamo tutti all’età matura del Risorto (cfr Ef 4,15s)..